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febbraio 2016

Carla Casciari Umbria

VIABILITÀ: REALIZZARE UNA NUOVA ROTATORIA A PONTE FELCINO

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Carla Casciari Umbria“Quali sono gli intendimenti della Giunta regionale in merito alla realizzazione di una nuova rotatoria lungo la strada provinciale 174 di Ponte Felcino al fine di migliorare la viabilità di un tratto di strada altamente trafficato e d’importanza strategica per l’accesso ad aree urbane ed industriali della zona di Ponte Felcino e Ponte Valleceppi”. Questo il contenuto dell’interrogazione presentata dai consiglieri regionali Carla Casciari (Partito Democratico) e Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti).
Nell’atto i consiglieri di maggioranza spiegano che “la strada 174, cosiddetta della Molinella, che attraversa la zona di industriale di Ponte Felcino e si connette alla superstrada E45, è una strada molto trafficata anche in ragione della presenza di molti stabilimenti industriali e commerciali che per le loro attività concentrano nella zona un significativo volume di traffico. Si pensi che da solo lo stabilimento di Pac 2000A movimenta una media quotidiana di oltre 400 mezzi pesanti e oltre 950 autovetture. Inoltre la strada in questione obbliga ad un percorso articolato per l’accesso ai due sensi di marcia, un tragitto che consta anche di due sottopassaggi e non è certo agevole per autocarri e autoarticolati”.
“La sistemazione della viabilità dell’area – spiegano Casciari e Rometti – è una necessità anche per la sicurezza stradale. In corrispondenza dell’uscita della superstrada sia dal lato dell’abitato di Ponte Felcino che in direzione Ponte Valleceppi ci sono due strade di scorrimento (via Carucciola da Ponte Valleceppi e via dell’Ala da Ponte Felcino) e due mini rotatorie che costituiscono un elemento di confusione e sono spesso luogo di incidenti. Pertanto – concludono i consiglieri – considerato che in entrambi di lati della strada ci sono spazi e terreni disponibili alla realizzazione di una rotatoria di raggio adeguato, auspichiamo che la Giunta voglia attivarsi per quest’opera che migliorerebbe la viabilità dell’area, agevolerebbe il transito dall’uscita della superstrada verso il centro storico di Perugia e migliorerebbe la fruibilità dell’accesso al centro abitato di Ponte Felcino e all’area di Ponte Valleceppi”.
(Fonte Acs News, 29 febbraio 2016)
Carla_AssembleaLeg

LAVORO: TUTELARE I DIPENDENTI CESAP E I CITTADINI DI PERUGIA CON CONTRATTI DI FORNITURA GAS

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Carla_AssembleaLeg“La Giunta intraprenda ogni azione necessaria presso il comune di Perugia e con la società Umbria Energy (Asm Terni e Acea-energia) per l’apertura di un tavolo di concertazione affinché la situazione della società venga monitorata e gestita al meglio: da un lato tutelando i dipendenti impiegati nella sede di Perugia e dall’altro i cittadini del capoluogo che hanno in essere un contratto di fornitura col fine ultimo di scongiurare un impoverimento del territorio e della città stessa”. È questo il contenuto di una mozione firmata dai consiglieri regionali Carla Casciari, Giacomo Leonelli (Partito Democratico) e Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti) sulla situazione dei dipendenti CESAP Vendita Gas.

Nell’atto i consiglieri di maggioranza spiegano che “Cesap Vendita Gas è un importante fornitore di servizi per il territorio con circa diecimila contratti di fornitura nel perugino. Nei mesi scorsi Cesap Vendita Gas è stata acquistata da Umbria Energy società anch’essa di vendita di gas ed energia sul mercato libero con sede a Terni. La nuova società Umbria Energy, senza attivare alcun un tavolo di concertazione con i dipendenti e le rappresentanze sindacali, ha deciso di chiudere la storica sede di Perugia a danno del territorio, dei dipendenti e dei cittadini-utenti. I lavoratori che erano impiegati nella sede di Perugia, nonostante le rassicurazioni da parte del management di Umbria Energy, sono stati destinati ad altre sedi, tra cui quella centrale di Terni o comunque in sedi periferiche fuori provincia, con conseguenti forti penalizzazioni sia dal punto di vista delle mansioni lavorative che in termini economici”.

Casciari, Leonelli e Rometti nella mozione ricordano che “in Umbria, e in particolar modo nel territorio del perugino, si è consolidato nel tempo un modello di gestione della rete idrica e del gas naturale avviato nel 1932 quando la Crea spa inizia la propria attività nel Comune di Perugia, con la costruzione di tutta la rete idrica e fognante della città. A seguito della realizzazione delle condotte idriche, Crea spa ha garantito la gestione degli acquedotti comunali fino al 1979, quando, a seguito di una convenzione preliminare tra il Comune di Perugia e la stessa Crea spa, si sono realizzati i presupposti per una Società mista. La Società, Cesap spa (Costruzione esercizio acquedotti Perugia) è costituita nel 1980. Successivamente, entrano nella compagine societaria il comune di Bastia Umbra e altri comuni tra cui Corciano e Castiglione del Lago. L’attività della società nel frattempo si è modificata: da costruzione di acquedotti, si passa a quella di acquedotti e metanodotti e, soprattutto, alla loro gestione in concessione. Nel corso del 2002, Cesap spa ha provveduto, in ottemperanza a disposizioni normative, alla separazione societaria tra le attività idriche e gas naturale e, all’interno delle attività attinenti il gas naturale, tra la distribuzione metano (gestione della rete metano) e la vendita metano (gestione commerciale). Nascono quindi Umbra Acque spa, Sienergia spa (ex Cesap spa) e Cesap Vendita Gas S.r.l. con un ruolo attivo da parte del Comune di Perugia. Il primo luglio 2003 Cesap Vendita Gas srl acquisisce la gestione degli utenti metano anche del comune di Cannara”.

 

(Fonte Acs News, 15 febbraio 2016)

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MENSE SCOLASTICHE: “SI PUO’ FARE DI PIU’”

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mensa scolastica 2(3)Il delicato tema della gestione delle mense scolastiche nel Comune di Perugia è stato al centro dell’incontro congiunto dei Forum Comunali del Partito Democratico Welfare-Scuola e Cultura, coordinati da Carla CasciariFrancesco Zuccherini, i quali hanno deciso di affrontare insieme questo argomento per giungere a elaborare proposte costruttive che superino le criticità emerse in questi mesi di gestione esternalizzata.

“Riteniamo che il tema dell’alimentazione dei più piccoli vada affrontata in maniera sistemica – hanno detto -, fornendo informazioni dettagliate sul sistema di gestione, coinvolgendo i genitori e i comitati mensa senza nella definizione delle scelte che riguardano i propri figli”. “In altri comuni dell’Umbria la strada dell’esternalizzazione dei servizi mensa è già stata intrapresa da diversi anni –hanno detto -, ma a differenza di Perugia il cambiamento è stato guidato e le famiglie sono state coinvolte fin dall’inizio”.

La strada che i Forum vogliono percorrere prima di giungere ad una proposta vede prima di tutto l’organizzazione su diversi territori del perugino degli incontri aperti alla cittadinanza nei quali affrontare il tema dei servizi mensa con esperti del settore alimentare e sanitario, dando la parola ai Comitati mensa e a quanti sono interessati al tema. “La proposta cui vorremmo arrivare – spiegano – è un insieme di azioni mirate non solo al miglioramento dell’attuale sistema di gestione delle mense ma anche all’aumento della consapevolezza dei cittadini sulle questioni legate a corretti stili di vita ed adeguata alimentazione, partendo dai più piccoli per coinvolgere tutta la famiglia e tutte le generazioni”.

“L’aspettativa – concludono i Forum – è che si riapra una confronto costruttivo su temi che non appartengono a nessun colore politico ma che riguardano la qualità della vita nella nostra città”.

(Fonte PD Perugia, 11 febbraio 2016)

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WELFARE: BENE IL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE POVERE NEL PIANO NAZIONALE LOTTA ALLA POVERTÀ

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casciari_jpg“Apprezzo l’impegno del Governo nazionale che nella Legge di Stabilità ha previsto di destinare all’Umbria oltre sette milioni di euro che serviranno al sostegno monetario per famiglie povere nell’ambito del Piano Nazionale di lotta alla povertà”: così Carla Casciari (PD) a margine dell’incontro congiunto fra i componenti della Prima e della Terza commissione con l’assessore regionale alle Politiche sociali, Luca Barberini.

“Il nuovo piano di contrasto alla povertà – spiega Casciari – prevede misure di sostegno al reddito, destinate a quelle famiglie con minori e reddito inferiore ai 3mila euro annui. Ma accanto al sostegno monetario si prevede la sottoscrizione da parte della famiglia beneficiaria di un patto con i servizi sociali, attraverso il quale sostenere percorsi di presa in carico destinati al reinserimento lavorativo e al sostegno all’occupabilità dei soggetti più svantaggiati o in situazione di povertà, oltre che tutelare il minore. A queste ultime priorità saranno destinati 55 milioni del Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo, vincolati alla realizzazione di interventi e servizi per la persona, tali da accompagnare, singolo e famiglia, fuori da situazioni di privazione e di disagio, andando oltre logiche di pura assistenza passiva”.

“Infine – conclude – auspico che questo piano possa essere l’occasione anche per costruire tra i vari livelli istituzionali e non istituzionali, nell’ottica di una piena sussidiarietà, una rete di protezione sociale che amplifichi le competenze esistenti sul territorio umbro che, sebbene provato dal perdurare della crisi, ha mantenuto una forte coesione sociale”.

 

(Fonte Acs News, 11 febbraio 2016)

il_punto_casciari

INFORMAZIONE ISTITUZIONALE: POLITICHE GIOVANILI, SANITÀ E SOCIALE, AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA

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il_punto_casciariIn onda il numero 263 de “Il Punto(link is external)”, Settimanale televisivo di approfondimento curato dall’Ufficio stampa dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, in onda sulle televisioni locali e sulla rete internet https://youtu.be/QOYkhJu7oY0(link is external)

Legge per le politiche giovanili, situazione nelle carceri umbre, piano dell’offerta formativa e della programmazione della rete scolastica, sanità e welfare: su questi temi si sono confrontati i consiglieri regionali Carla Casciari (Pd) e Marco Squarta (Fd’I). La trasmissione è stata condotta da Paolo Giovagnoni, giornalista dell’Ufficio stampa dell’Assemblea legislativa.

“Il Punto” va in onda settimanalmente sulle seguenti emittenti televisive umbre:  RtuAquesio, mercoledì 10 febbraio ore 19.30, giovedì 11 febbraio ore 17; Umbria 1, mercoledì 10 febbraio ore 20.30, venerdì 12 febbraio ore 12.15; Rete Sole, mercoledì 10 febbraio ore 21.00, giovedì 11 febbraio ore 20.30; Tef Channel, mercoledì 10 febbraio ore 19.35, domenica 14 febbraio ore 18.25; Tele Galileo, giovedì 11 febbraio ore 13.30, venerdì 12 febbraio ottobre ore 17.20; Tele Radio Umbria Viva, giovedì 11 febbraio ore 20.30, venerdì 12 febbraio ore 16.30; Tevere Tv, mercoledì 10 febbraio ore 18.00, venerdì 12 febbraio ore 18.00; Umbria Tv, mercoledì 10 febbraio ore 22.15, giovedì 11 febbraio ore 20.30; Trg mercoledì 10 febbraio ore 22.30, venerdì 12 febbraio ore 14.30 (la trasmissione è stata registrata lunedì 8 febbraio 2016).

 

(Fonte Acs News, 10 febbraio 2016)

ONAOSI

ISTRUZIONE: “SCONGIURARE LO SPOSTAMENTO DELLA SEDE DELLA FONDAZIONE ONAOSI DA PERUGIA A ROMA”

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ONAOSI“La Giunta regionale intraprenda, presso la sedi opportune, ogni azione che possa scongiurare il trasferimento della storica sede centrale e amministrativa della Fondazione Onaosi da Perugia a Roma”. Questo l’obiettivo della mozione presentata dai consiglieri regionali Carla Casciari e Giacomo Leonelli (Partito Democratico).

“L’Onaosi (Opera nazionale per l’Assistenza gli orfani dei sanitari italiani) – spiegano i due esponenti della maggioranza – è un’eccellenza del nostro sistema di accoglienza e accompagnamento nel percorso di studi per i figli dei sanitari, e sarebbe un vero danno per la città di Perugia e per le sue Università disperdere questo patrimonio di esperienze consolidate in oltre cento anni di storia. Si tratta di una Fondazione privata – spiegano –  con finali pubbliche e  senza fini di lucro, che ha come scopo primario quello di sostenere, educare ed istruire gli orfani e i figli di medici chirurghi, medici veterinari, farmacisti e odontoiatri, unici contribuenti dell’opera, per consentire loro di conseguire un titolo di studio. Presso il collegio di Perugia sono ospitati 300 ragazzi nei collegi e nel convitto, di cui solo 22 in età pre-adolescenziale e adolescenziale. Il ruolo della fondazione – aggiungono  –  è quello di offrire alle famiglie dei sanitari, deceduti o viventi, un sistema di welfare sussidario che possa consentire ai figli di conseguire un titolo di studio in un contesto adeguato, protetto e di qualità come la città di Perugia e il suo sistema universitario hanno saputo garantire”.

Casciari e Leonelli lanciano quindi l’allarme “per la progressiva riduzione del numero di studenti ospiti dei collegi e convitti Onaosi di Perugia, diminuiti di oltre 150 unità negli ultimi anni, dovuto alla scelta di chiudere il campus di Montebello e una parte del collegio femminile di via della Cupa. E siamo anche preoccupati per le conseguenze occupazionali che deriverebbero dal possibile trasferimento della sede amministrativa, da Perugia a Roma, e l’eventuale accorpamento dell’Opera assistenziale con altri enti previdenziali”.

“Date queste considerazioni – concludono Casciari e Leonelli -, vogliamo portare all’attenzione della Giunta e dell’Assemblea legislativa le trasformazioni che rischiano di alterare la natura e la mission della Fondazione Onaosi, che deve essere tutelata ad ogni livello istituzionale per continuare a fare di Perugia un campus educativo d’eccellenza”.

(Fonte Acs News, 4 febbraio 2016)

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CARCERI: ASSICURARE FORMAZIONE PROFESSIONALE O LAVORATIVA ANCHE AI RECLUSI DELLE STRUTTURE DETENTIVE

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Carla_AssembleaLeg2Il consigliere regionale Carla Casciari (Partito democratico) ha chiesto chiarimenti circa l’avviso pubblico della Regione Umbria relativo agli interventi per inclusione sociale e lotta alla povertà finanziati dal Fondo sociale europeo. Casciari ha sottolineato che “le azioni previste in favore dei detenuti dovrebbero comprendere anche coloro che sono reclusi in carcere e non solo chi sconta pene esterne o è assegnato ai servizi sociali minorili”. L’esponente del Partito democratico, nella presentazione del suo atto ispettivo ha rimarcato  come “nelle carceri umbre si sta gradualmente attuando un regime di ‘carcere aperto’ secondo modelli di sorveglianza dinamica, che richiedono ulteriori sforzi alla polizia penitenziaria, chiamata a riorganizzare il tempo dei detenuti e gli spazi di coesistenza”. Per Casciari, sostanzialmente, oltre all’espiazione della pena è importante guardare anche “la riabilitazione del reo, per il quale è possibile immaginare un reinserimento nella comunità basato sull’acquisizione di competenze professionali allo scopo di limitare ulteriori e futuri costi sociali. La scelta della Giunta – ha aggiunto – non tiene conto dei risultati già raggiunti con le azioni messe in campo con la programmazione comunitaria 2007-2013 e rischia di disperdere il patrimonio di esperienze realizzate nelle carceri umbre, dove la situazione globale dei detenuti, stando ai dati forniti nella relazione del Garante dei detenuti e recentemente anche dai sindacati di polizia penitenziaria uditi in Terza commissione, è in sostanziale miglioramento”.

Nella risposta, l’assessore regionale Fabio Paparelli ha spiegato che “Il Programma Operativo Fse 2014/20120 della Regione Umbria si inserisce in un contesto politico e programmatico unitario e organico e si configura quale esito di un percorso partecipato e condiviso, effettuato dall’Amministrazione regionale di concerto con il partenariato economico e sociale, tenuto conto anche  del  Programma Operativo Nazionale Fse – Inclusione sociale. Il principio di non sovrapposizione e complementarità, oltre ad essere di palmare buon senso, è giustificato dall’Accordo di partenariato ed è stato ribadito con particolare forza dalla  Commissione europea in sede di negoziato con lo Stato e le Regioni, preliminarmente all’approvazione dei Piano Operativo.
In osservanza  di  tale principio  (che ha permesso al Por Umbria di essere fra i primi Programmi approvati dalla Commissione europea), è stato programmato l’intervento specifico che afferisce all’area dell’esecuzione penale. È  stato quindi stabilito che Il Por Umbria FSE 2014-2020,  indirizzasse la  programmazione verso l’area dell’esecuzione penale esterna, prevedendo l’intervento specifico di “presa in carico multi professionale, finalizzato all’inclusione lavorativa di persone in esecuzione penale esterna”, e il Pon Inclusione 2014/2020 verso l’area dell’esecuzione penale in regime intramurario,  programmando  interventi  di inclusione  socio – lavorativa orientati al  miglioramento delle condizioni di detenzione e per l’incremento  dell’occupazione dei detenuti  in  regime  intramurario.
Il numero di destinatari finali sono 471 da raggiungere entro 2020.  La struttura  regionale, nel rispetto dei tempi, ha dato inizio alla gestione dell’intervento specifico con la pubblicazione del primo  bando  rivolto alle persone sottoposte ad esecuzione penale esterna a maggiore rischio di esclusione. Le dotazioni finanziarie del bando sono di euro 1.160.000,00 nel biennio 2016/2017. La struttura regionale sta verificando ulteriori possibilità di intervento, a valere su altri Assi del FSE,  che potrebbero  definirsi aggiuntivi ai  percorsi di formazione  professionale  e/o lavorativa all’interno degli istituti”.

Nella replica, Casciari si è definita “parzialmente soddisfatta”, impegnandosi a seguire “attentamente l’utilizzo del Fondo sociale europeo”.

(Fonte Acs News, 2 febbraio 2016)