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maggio 2016

3maggio

SANITÀ: “SCUOLA REPARTI PEDIATRICI NOSOCOMIO PERUGIA VINCE PREMIO IN CONCORSO NAZIONALE ‘UN OSPEDALE CON PIÙ SOLLIEVO’”

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3maggio“La scuola in ospedale ‘Coniglietti Bianchi’, presente da oltre 20 anni all’interno dei reparti di oncomatologia pediatrica e pediatria generale del dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia ha ottenuto il primo premio nella sezione ‘Scuola ospedaliera’ della decima edizione del concorso ‘Un ospedale con più sollievo’, promosso dalla Fondazione ‘Ghirotti’. Questo riconoscimento arriva in Umbria grazie anche all’impegno della Regione rivolto all’umanizzazione della cura prestata nelle strutture ospedaliere”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (PD) commenta la notizia che è stata diffusa stamani a Perugia, nel corso di una iniziativa organizzata dal Comitato “Daniele Chianelli” e dal Comune di Perugia.

“L’attività di ‘Coniglietti bianchi’ – prosegue Casciari –, portata avanti da esperti insegnanti, nasce oltre venti anni fa come con l’obiettivo di educare alla cultura del sollievo attraverso l’espressione creativa, coinvolgendo non solo giovani alunni e studenti, ma anche, indirettamente, le loro famiglie e gli insegnanti che, oltre alle normali lezioni scolastiche, si adoperano per cercare di rendere più ‘normale’ il tempo dell’ospedalizzazione dei piccoli degenti. Imparano così a non temere i presidi sanitari e a considerarli come uno strumento sicuro, utile per la loro salute. E sempre per aiutarli in questo percorso – spiega Casciari – , all’interno della scuola in ospedale c’è un laboratorio manipolativo-espressivo, lo stesso dove i ragazzi hanno prodotto i loro elaborati presentati poi nel concorso della fondazione ‘Ghirotti’. Tutto ciò rappresenta anche un punto di merito per la sanità pubblica regionale – aggiunge – in cui la Regione Umbria si distingue, e dovrà farlo sempre meglio per tutelare il paziente, dal punto di vista sanitario ma con un’attenzione al benessere generale della persona”.

“Il premio vinto dalla scuola ‘Coniglietti bianchi’ – conclude Casciari – sarà consegnato alle insegnanti domenica 29 maggio al policlinico Gemelli di Roma in occasione della 15esima “Giornata nazionale del sollievo”.

(Fonte Acs News, 28 maggio 2016)

RAPPORTO AUR: “VOLONTARIATO IN UMBRIA MOLTO DINAMICO, MA NECESSARIO SVILUPPARE RETI ASSOCIATIVE PIÙ AMPIE, COINVOLGENDO ANCHE REALTÀ PIÙ PICCOLE”

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“Il volontariato in Umbria è una realtà molto dinamica e vivace ma è necessario costruire strategie che portino a sviluppare reti associative ancora più ampie e strutturate, che coinvolgano anche le realtà più piccole, con l’obiettivo di accrescere il capitale sociale di una comunità attraverso azioni progettuali, ricche di partecipazione e di democraticità”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) in riferimento alla presentazione del rapporto “Associazionismo e Volontariato in Umbria” dell’Agenzia Umbria Ricerche, che si è tenuta oggi pomeriggio nel Cinema Melies di Perugia.

“Dai dati Istat citati dal rapporto – spiega Casciari – emerge che l’Umbria è la quarta regione italiana come presenza di istituzioni no profit in rapporto alla popolazione, pari al 2,1 per cento del totale nazionale. In termini assoluti, nel 2011 sono state censite 6mila 249 istituzioni no profit che impegnano, direttamente o indirettamente, circa 13mila persone. Un dato significativo per una regione di 900mila abitanti. Quasi seicento (578), infine, sono le organizzazioni iscritte nel registro regionale del volontariato al dicembre 2015. Sono tutti numeri che ci fanno ben intuire come le politiche di welfare abbiano subito un profondo cambiamento rispetto ad alcuni decenni fa, sia in termini di domanda sia di offerta di servizi ed interventi”.

“È di qualche giorno fa  – prosegue – l’approvazione alla Camera del disegno di legge delega per la riforma del Terzo Settore, una norma attesa da molti anni, che dovrà interpretare appieno, attraverso i decreti attuativi, le esigenze del nuovo modello di welfare che la mutata realtà sociale richiede. L’Umbria – conclude – non si è fatta trovare impreparata alle sfide che dovranno essere affrontate e il rapporto presentato oggi sarà un’ottima base di conoscenza e approfondimento di un settore in evoluzione e continua crescita”.

(Fonte Acs News, 27 maggio 2016)

Carla Casciari Umbria

SOCIALE: “LA COMUNITÀ DI CAPODARCO È DIVENTATA UN CENTRO DI ECCELLENZA”

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Carla Casciari Umbria“La Comunità di Capodarco oggi compie 50 anni di attività, ed è diventata un centro di eccellenza per quanto riguarda l’accoglienza e l’abilitazione delle persone con disabilità. Una struttura all’avanguardia che ha sempre affrontato le sfide quotidiane con originalità, ricercando soluzioni innovative e inconsuete ma che hanno reso la struttura un fiore all’occhiello della comunità perugina”. È quanto dichiara il consigliere regionale del Partito democratico, Carla Casciari, che oggi ha partecipato alla presentazione del libro ‘L’intelligenza dell’anima’ realizzato dalle persone con disabilità accolte nella Comunità di Capodarco.

“Leggendo il libro – ha detto Casciari – ho trovato parole bellissime e significative con le quali è stato raccontato il lavoro che qui viene svolto con tanta passione dagli operatori, e l’entusiasmo con cui si tenta di ridare alle persone più fragili una strada da percorrere verso un’autonomia possibile, proporzionata alle capacità di ciascuno”.

“La Regione Umbria – ha proseguito il consigliere di maggioranza – ha scelto di orientare le proprie scelte sulle politiche sociali verso questa ricerca dell’autonomia, verso percorsi d’inclusione che possano consentire a tutti di sentirsi parte della comunità di appartenenza, compiendo piccoli passi che partono, ad esempio, dalla permanenza presso un centro diurno. Il lavoro svolto dalla Comunità di Capodarco dimostra come la persona con disabilità può essere parte di un percorso, sia esso la manifattura artigianale o uno spettacolo culturale, che fa sentire il disabile non solo l’oggetto di un intervento assistenziale, ma lo rende soggetto capace di esternare le proprie emozioni e i propri pensieri, scoprendo quell’intelligenza dell’anima che tanto magistralmente è stata raccontata in questo libro”.

“La Comunità di Capodarco – ha continuato Casciari – è cresciuta insieme ai suoi ospiti e insieme alle persone che negli anni l’hanno resa un punto di riferimento per l’accoglienza e la resilienza, un luogo che ha fatto dell’innovazione e di scelte coraggiose il proprio modus operandi. L’apertura a Perugia della Casa del Nibbio, la residenza per persone con disabilità mentale grave che si configura come un Dopo di Noi, dimostra ancora una volta la sensibilità della Comunità nel tutelare i soggetti più svantaggiati anche nel momento in cui, dopo la morte dei genitori, non potessero più disporre della rete di cura della famiglia”.

“Il Dopo di Noi – ha concluso Casciari – è un tema di estrema attualità. Proprio ieri il Senato ha approvato il disegno di legge in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. È un tassello importante nella normativa nazionale che mira anche ad evitare l’istituzionalizzazione. Un modo per aggiornare e predisporre il progetto individuale in base ai mutamenti della condizione del disabile, attraverso una presa in carico progressiva anche durante l’esistenza dei genitori”.

(Fonte Acs News, 27 maggio 2016)

Carla Casciari (Pd) 3

RICHIEDENTI ASILO: “UNIFORMARE LA PRASSI DEI COMUNI PER L’ISCRIZIONE ALL’ANAGRAFE”

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Carla Casciari (Pd) 3“Spingere verso una uniformazione della prassi delle anagrafi comunali in merito alla iscrizione anagrafica di stranieri extracomunitari titolari di permesso di soggiorno per motivi di richiesta di asilo e per motivi di protezione internazionale o umanitaria”. È quanto chiede, con una interrogazione alla Giunta, il consigliere regionale del Partito democratico Carla Casciari, che sottolinea come questo è “quanto previsto dalla normativa in vigore e dalle linee Guida del ministero dell’Interno, in ossequio ai principi costituzionali di sussidiarietà e leale collaborazione”.

Per Casciari ci sono “delle difformità di comportamento da parte di alcuni Comuni della regione rispetto al trattamento degli stranieri extracomunitari richiedenti asilo nel momento in cui presentano domanda per l’iscrizione anagrafica nel Comune. In particolare vengono rilevate due criticità. La prima riguarda la prassi di alcuni Comuni che subordinano il rilascio dell’iscrizione anagrafica alla presentazione del passaporto. Ma risulta evidente come, soprattutto a causa delle modalità del proprio arrivo, lo straniero giunge in Italia senza passaporto e comunque, anche qualora ne fosse in possesso, esso può essere stato consegnato alle autorità di pubblica sicurezza nel momento della presentazione della domanda di protezione internazionale. Inoltre i richiedenti asilo ed i titolari di protezione internazionale non possono rivolgersi alle autorità del Paese d’origine per il rilascio di un passaporto. E le ultime direttive dell’Unione europea in materia affermano il diritto all’iscrizione anagrafica dello straniero richiedente asilo non solo quando già possessore di relativo permesso di soggiorno, ma anche della sola ricevuta attestante la presentazione della richiesta di protezione internazionale. E non sono previsti ulteriori requisiti, quale la produzione di passaporto o documenti equipollenti. La seconda criticità – prosegue – riguarda il fatto che alcuni uffici anagrafe dei Comuni non considerano dimore abituali i centri di accoglienza dove sono ospitati i richiedenti asilo e i beneficiari di protezione internazionale. Invece per il testo unico Immigrazione la dimora abituale è verificata nei casi di documentata ospitalità in un centro di accoglienza, una volta decorsi i tre mesi di permanenza”.

Casciari ricorda “la mancata iscrizione anagrafica comporta oggettive difficoltà per lo straniero extracomunitario richiedente asilo nell’accesso alle misure per l’integrazione sociale e lavorativa, mentre, al contrario, il possesso di un documento d’identità facilita i rapporti con la comunità in cui si dimora, sia da un punto di vista della sicurezza che dell’integrazione. In funzione del rispetto della dignità di ciascuna persona e della tutela della salute pubblica – conclude Carla Casciari -, il possesso di un documento d’identità consente al cittadino straniero l’accesso ai servizi sanitari pubblici e all’assistenza nei limiti consentiti dalla normativa in vigore”.

(Fonte Acs News, 21 maggio 2016)

carlacasciari_

ASSISI: “IL SERAFICO È UN’ECCELLENZA DELLA NOSTRA REGIONE IN AMBITO RIABILITATIVO E NON SOLO”

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carlacasciari_“L’Istituto Serafico di Assisi è una delle eccellenze della nostra regione in ambito riabilitativo che sa, grazie alle molteplici professionalità, prendersi in carico non solo il paziente con disabilità grave ma la persona che diventerà, sostenendolo per affrontare sia il percorso riabilitativo sia quello verso l’autonomia possibile”. Lo ha detto oggi pomeriggio il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) prendendo parte all’inaugurazione dei nuovi laboratori del Serafico, in occasione dell’apertura della ‘Festa in Amicizia 2016, il ritmo della musica’.

“I nuovi spazi – ha spiegato Casciari – saranno dedicati a molte attività: dalla lavorazione della ceramica, alla pittura, al teatro. Si tratta di laboratori preziosi per i ragazzi che, con l’aiuto e la guida degli educatori, intraprendono tappe importanti delle terapie socio-riabilitative. Allo stesso tempo viene fornita loro anche la possibilità di acquisire competenze professionali e di tradurre in arte la loro sensibilità”.

“L’inaugurazione dei laboratori – ha concluso Casciari – è un momento della festa che l’Istituto organizza ogni anno dal 1993 con l’obiettivo di raccontare la quotidianità del Serafico, aprendosi alla città, essendo protagonisti di queste giornate i ragazzi, le loro famiglie, gli operatori e l’intero staff dell’ente. È stata una bellissima occasione per condividere con tutti le tante attività ed i traguardi raggiunti dai loro giovani ospiti”.

(Fonte Acs News, 20 maggio 2016)

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PALAEVANGELISTI: “AUDIRE TUTTI I SOGGETTI INTERESSATI PER CONOSCERE LA SITUAZIONE ATTUALE”

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Carla_AssembleaLeg2“Siamo preoccupati di un eventuale trasferimento della squadra di pallavolo Sir Safety da Perugia a Firenze per le questioni legate alla condizione strutturale del PalaEvangelisti. Per questo chiediamo un’audizione con tutti i soggetti interessati, nella competente commissione consiliare, per fare un quadro dettagliato della situazione e per sapere, ad esempio, il numero delle realtà associative presenti che usufruiscono della struttura, come viene gestito e quali sono gli interventi di manutenzione straordinaria di cui necessita il palazzetto”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali del Partito democratico Giacomo Leonelli e Carla Casciari.

“La Sir Safety Perugia – proseguono Leonelli e Casciari – in quattro anni che milita in serie A1, è riuscita per ben due volte ad arrivare a disputare la finale scudetto. I suoi risultati sono un indiscutibile fiore all’occhiello non solo per la città di Perugia ma per tutta la regione, visto che ad oggi negli sport di squadra è la realtà umbra più importante. Parliamo, inoltre, di una disciplina con diffusione sempre più capillare tanto da diventare il secondo sport più praticato in Italia ed in Umbria. Lo testimonia il numeroso seguito avuto in occasione della recente finale scudetto ed il numero delle società presenti nel territorio che promuovono la pallavolo”.

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ANTIDEPRESSIVI: “L’UMBRIA QUARTA REGIONE D’ITALIA PER CONSUMO”

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Carla_AssembleaLeg“In Umbria si fa ancora troppo uso di antidepressivi. Secondo i dati presentati nei giorni scorsi a Roma, estrapolati dal Rapporto Osservasalute 2015, nella nostra regione c’è un consumo di 49,4 dosi definite giornaliere ogni mille abitanti, contro una media nazionale di 39,3. Un valore che ci pone al quarto posto, insieme all’Emilia Romagna, dietro alla Toscana (59,5), alla Provincia autonoma di Bolzano (53,3) e alla Liguria (51,3)”. Ad affermarlo è il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) annunciando di aver richiesto al presidente della Terza Commissione, Attilio Solinas, di approfondire il tema legato alle dipendenze da antidepressivi.

“Sempre secondo Osservasalute 2015 – prosegue Casciari – nel periodo 2005-2014 è stato rilevato un evidente trend in aumento (+81,9 per cento), soprattutto a partire dal 2011. A livello nazionale si è riscontrato un analogo andamento (+50,1 per cento), ma minore rispetto all’Umbria”.

“L’approfondimento in Commissione – spiega Carla Casciari – servirà per avere un quadro più dettagliato della situazione: per conoscere se ci sono zone del territorio dove l’utilizzo è più elevato; se ci sono delle fasce di età più critiche; se questo aumento potrebbe dipendere anche dall’arrivo di nuovi farmaci utilizzati anche per il controllo di disturbi psichiatrici non strettamente depressivi, come i disturbi d’ansia e la riduzione della stigmatizzazione della depressione, come riporta il Rapporto; o se – conclude – si tratta di una situazione legata alla crisi economica e dei valori che stiamo attraversando”.

(Fonte Acs News, 5 maggio 2016)

consiglio regionale

QUESTION TIME: EMANARE IL REGOLAMENTO DEL BANCO DELLA TERRA PER SOSTENERE GIOVANI AGRICOLTORI

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consiglio regionaleDurante la seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, nella sessione dedicata alle interrogazioni a risposta immediata, il consigliere Carla Casciari (Pd) ha illustrato l’atto ispettivo sullo stato di attuazione del “banco della terra”, che porta anche la firma del collega Gianfranco Chiacchieroni.

Casciari ha spiegato l’atto ispettivo che mira a verificare “lo stato d’attuazione del ‘Banco della Terra’, dell’elenco terreni agricoli ed a vocazione agricola, nonché dei beni iscrivibili, ovvero terreni agro-forestali, delle aziende agricole e dei fabbricati rurali, di proprietà pubblica o privata, idonei e disponibili per essere oggetto di contratti di locazione e di concessione. Dai numeri di Coldiretti nel 2015 c’è stato un aumento record dei giovani lavoratori agricoli indipendenti, pari al 35 per cento tra imprenditori agricoli, coadiuvanti familiari e soci di cooperative. A fronte di questi numeri giova ricordare che i beni inseriti nel Banco della Terra saranno destinati prioritariamente per una quota non inferiore al 50 per cento a giovani under 30. E, per un’ulteriore quota non inferiore al 30 per cento, alle cooperative agricole sociali”.

L’assessore Fernanda Cecchini ha risposto sottolineando che “il regolamento sul banco della terra non è stato emanato perché la Giunta ha individuato la necessità di apportare delle modifiche alla legge. Lunedì prossimo la Giunta di Palazzo Donini sarà in grado di adottare il nuovo testo normativo per poi portarlo all’Assemblea legislativa. Nelle settimane successive saremo così in grado di redigere il relativo regolamento attuativo”.

Casciari ha replicato rimarcando l’importanza del bando della terra e dell’emanazione di un regolamento che consenta di mettere a sistema la risorsa paese e territorio con risorse e innovazione”.

(Fonte Acs News, 3 maggio 2016)

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LAVORI D’AULA: STATO ATTUAZIONE LEGGE CONTRO LUDOPATIA

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Carla_AssembleaLegIl presidente del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale, Raffaele Nevi, ha illustrato all’Assemblea legislativa dell’Umbria il report sulla attuazione delle misure previste dalla legge regionale contro la ludopatia, rilevando che “la legge risulta completamente inattuata”. In seguito ha svolto una relazione anche Carla Casciari (vicepresidente Comitato), rilevando che invece “molte iniziative sono state già avviate dalla Giunta di Palazzo Donini”. Intervenuti nel dibattito Barberini-PD, Mancini-LN, Ricci-RP, Liberati-M5S.

RAFFAELE NEVI (FI) ha elencato “le attività che la Giunta avrebbe dovuto mettere in campo per combattere il gioco d’azzardo patologico e le azioni previste dalla legge erano molto importanti per prevenire e contrastare la diffusione di questo vero e proprio male che è appunto il gioco d’azzardo. Il Comitato di monitoraggio ha avviato un’attività di verifica, evidenziando che la Giunta regionale ha completamente messo da parte la legge stessa che risulta completamente inattuata. Il numero verde regionale (che potesse fornire un servizio di primo ascolto, di assistenza e di orientamento) risulta attivato a partire dal primo marzo 2016, tuttavia la campagna informativa sul numero verde non risulta ancora avviata. Il protocollo d’intesa  per la prevenzione e il contrasto al gioco illegale tra Regione, Umbria, Anci, Corecom, e Prefetture di Perugia e Terni, Forze dell’ordine, Monopoli dello Stato, e Fondazione Umbra contro l’Usur ad oggi non è stato ancora firmato.

Come strumento incentivante alla rimozione delle famose macchinette dai bar era stata prevista una manovra fiscale con la legge regionale che prevedeva appunto la riduzione dell’aliquota Irap dello 0,92 per cento in favore dei titolari di esercizi che avessero deciso di conseguire il marchio regionale ‘No slot’. La Giunta regionale doveva individuare i contenuti grafici del marchio entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge regionale. Doveva partire l’attività di formazione obbligatoria per i gestori delle sale da gioco, degli esercizi in cui fossero installati apparecchi e per il personale. Altre attività di formazione dovevano riguardare gli operatori sociali, socio-sanitari e sanitari affinché questi fossero preparati ad affrontare questa problematica.

Veniva prevista una rilevazione delle presenze degli esercizi commerciali con apparecchi per il gioco lecito sull’intero territorio regionale, sostanzialmente un database per avere più precisa cognizione dell’entità del fenomeno, queste erano da avviare, siamo a novembre 2014, c’è scritto nella legge, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge regionale stessa. La clausola valutativa della legge prevedeva l’obbligo di inviare una relazione annuale all’Assemblea legislativa contenente informazioni documentate e dati di dettaglio riguardanti risultati in termini di prevenzione, contrasto e riduzione del rischio di dipendenza da gioco d’azzardo patologico.  La prima relazione doveva essere trasmessa entro il 30 settembre 2015, ma non è mai arrivata”.

CARLA CASCIARI (Pd), che si era astenuta nella votazione in Comitato sul documento  da presentare in Aula, ha svolto una relazione di diverso tenore, mettendo in evidenza che “anche se con alcuni rallentamenti dovuti al fatto che c’è una modifica di legge in via di definizione e alla complessità di azioni che vedono lavorare insieme professionalità diverse, enti pubblici, enti privati, associazionismo, no profit, la legge ha avuto un suo percorso, ha attivato una rete di collaborazione importante.

La Giunta regionale, con la delibera del 29 ottobre 2015, ha adottato il Piano operativo regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico,  elaborato da un gruppo di lavoro della struttura regionale composto dai servizi coinvolti nel quale vengono dettagliate e coordinate le azioni necessarie agli adempimenti previsti dalle legge. La Regione Umbria ha attivato il centro di riferimento regionale per il trattamento del gioco d’azzardo patologico, la cui realizzazione è stata affidata all’Asl Umbria 2, che ne ha fissato la sede presso il Dipartimento delle dipendenze di Foligno. In questa struttura è anche stato attivato, dal marzo scorso, il numero verde previsto dalla legge, del quale è stata data informazione alla cittadinanza attraverso canali ufficiali e del quale si trovano i riferimenti sul sito della Usl Umbria 2. Il servizio di ascolto, assistenza e consulenza risulta aperto dalle 17 alle 20, ed è un servizio gratuito per giocatori e familiari. Inoltre in tutte le Aziende sanitarie sono presenti punti di accoglienza per rispondere ai bisogni dei giocatori patologici e dei loro familiari. I ritardi nell’istituzione del marchio regionale ‘No slot’ per gli esercizi pubblici che decidano di non installare o disinstallare gli apparecchi per il gioco lecito sono dovuti alle modifiche di legge che la Giunta regionale ha proposto al fine di migliorare l’applicabilità e la comprensibilità del testo.
L’utilizzo della leva fiscale, ossia la riduzione dell’Irap per gli esercenti che rimuovono o scelgono di non installare apparecchi per il gioco lecito, ha richiesto una revisione della legge contro la ludopatia, affinché il beneficio possa riguardare solo chi rimuove gli apparecchi. È stato anche necessario ridefinire (in 500 metri) in maniera univoca la distanza minima consentita per l’apertura di nuove sale da gioco o l’installazione di nuovi apparecchi per il gioco rispetto ai luoghi sensibili. La formazione dei gestori e del personale delle sale da gioco e dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco lecito sconta i ritardi dovuti alle modifiche apportate alla legge, anche se nella delibera di Giunta sono stati definiti gli standard del percorso formativo.
Sono stati realizzati: una Giornata illustrativa “Presentazione del Piano operativo regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico”, svolta il 9 dicembre del 2015 a cui sono stati invitati a partecipare tutti i soggetti istituzionali impegnati in questo campo; il Percorso ‘Umbria No Slot – Verso un sistema di intervento regionale per l’accoglienza e la presa in carico dei giocatori problematici e delle famiglie’, composto da 10 giornate formative avviate lo scorso 20 aprile, destinato agli operatori dei servizi sanitari, dei servizi sociali, associazioni di auto-mutuo-aiuto, altre associazioni e  unità di strada”.

GLI INTERVENTI

LUCA BARBERINI (Pd): “NELLA LEGGE CI SONO ASPETTI INAPPLICABILI: GLI SGRAVI FISCALI DEVONO ESSERE SOLO PER CHI VUOLE TOGLIERE LE SLOT MACHINE – Nella relazione di Nevi ci sono dei bug, dei vuoti di memoria: era stato istituito un gruppo di lavoro, poi ci sono state le elezioni e per mesi non è stato possibile fare passi avanti. Inoltre, la legge contiene qualcosa di inapplicabile: la riduzione dell’aliquota Irap a chi si impegna a non installare slot machine. Basta dichiararlo e si beneficia della riduzione, anche se nella propria azienda di slot machine non ce ne sono mai state. È un errore e dobbiamo immediatamente rimediare. Ecco perché c’è una proposta di legge di modifica che vuole indirizzare gli sgravi fiscali non a tutti ma a chi le slot le vuole togliere. Poi deve essere chiaro, ma per molte amministrazioni comunali non lo è, dove si possono installare apparecchi per il gioco lecito. Stiamo rimediando con la specifica che dovranno essere a 500 metri di distanza da scuole, centri sportivi, centri di aggregazione per anziani, parrocchie e altro. Il rallentamento nell’attuazione della legge nasce da queste correzioni da fare. Per quanto riguarda il numero verde, che è stato istituito in due sole regioni, in Umbria c’è, dobbiamo solo farlo funzionare meglio. Inoltre va riconosciuto che c’è un centro regionale all’avanguardia per il contrasto alla dipendenza da gioco patologico che è all’avanguardia, infatti oltre un quarto delle persone in trattamento proviene da fuori regione proprio per curare la patologia del gioco d’azzardo. Vuol dire che il centro umbro è all’avanguardia. L’ideale sarebbe averne sei o sette”.

VALERIO MANCINI (Lega Nord): “GOVERNO RENZI AUTORIZZA 30MILA ESERCIZI IN PIÙ PER L’AZZARDO MA LA VERA MEDICINA È TOGLIERE LE SLOT MACHINE – La questione slot machine l’ha voluta il governo Renzi che nel decreto stabilità ne ha previste quasi 30mila in più, con 1miliardo di euro per maggiori entrate dovute all’incremento di esercizi con slot machine. É come mettere un bambino goloso a lavorare alla Perugina e pretendere che non mangi cioccolatini. Ma questa è una epidemia, come si vede dai numeri: quanti milioni di euro totalizzano 264 euro per abitante moltiplicato per 900mila abitanti? Oltre 260 milioni di euro all’anno. La vera medicina per risolvere il problema ludopatia è togliere le macchinette. Quindi cari colleghi del Pd parlate con Renzi e ditegli di togliere le slot machine. Del resto, se si possono togliere i soldi alle famiglie dalle banche, sarà facile togliere le slot dai bar. La ludopatia costa troppo? Chi ha creato il problema ha l’obbligo poi ‘curarlo’. E chi ne soffre sono le fasce più deboli, che non hanno la possibilità di guadagnare nella vita reale e si affidano all’illusoria speranza del gioco d’azzardo. E dopo viene fuori il problema usura, perché molte di queste persone cadono poi nel vortice degli strozzini. Questo è il problema da affrontare”.

CLAUDIO RICCI (RP): “CLAUSOLE VALUTATIVE LONTANE DAL PERIODO DI RIFERIMENTO – Sarebbe importante che le clausole valutative non fossero molto lontane nel tempo dal periodo cui si fa riferimento. L’ottima tabella parametrica presentata dal presidente del Comitato di monitoraggio Raffaele Nevi fa riferimento al 2014, una distanza già eccessiva rispetto alle azioni correttive che si potrebbero determinare. Credo che per risolvere parzialmente questo tipo di problemi bisogna ‘prosciugare l’acqua’: C’è un solo modo: il controllo, chiedendo l’aiuto delle amministrazioni locali, sugli spazi destinati a tale tipologia di gioco, per controllare se ci sono tutti i requisiti che li rendono adeguati. Solo prosciugando tale acqua si possono ottenere risultati operativi adeguati. Poi i livelli informativi: deve essere approfondita la sintesi delle informazioni, con l’osservatorio o comunque una maggiore incisività nel mettere insieme le informazioni regionali, quelle dai comuni con quelle degli organi di controllo, a partire dalla Finanza. Le informazioni esistono, ma sono sconnesse . Se messe insieme, il risultato sarebbe più efficace. Infine bisogna discutere sul marketing che chi attiva tali luoghi fa per attrarre i clienti, sulla promozione di tali spazi, un tipo di marketing a volte sconnesso dalla normativa. Anche questo elemento sia spunto di riflessione per la clausola valutativa”.

ANDREA LIBERATI (M5S): “LA LUDOPATIA È UN AZZARDO DI STATO. A causa di conflitti di interesse di politici nazionali non riusciremo mai da qui ad affrontare concretamente questo problema. Dobbiamo avere il coraggio di vedere che le aziende del gioco danno finanziamenti alla politica. Sono elementi fondamentale su cui il monitoraggio deve essere stringente. C’è una questione affaristica e morale sottostante da analizzare. Dovremmo inibire dai nostri media questo genere di attività che invece tutti i giorni bombarda e travia una parte non irrilevante della popolazione. C’è molto da fare, e la clausola valutativa dimostra che la legge non è attuata”.