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dicembre 2016

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LUDOPATIA: “EQUIPARARE LE SALE SCOMMESSE ALLE SALE DA GIOCO APPLICANDO LE DISTANZE DAI LUOGHI SENSIBILI”

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Carla_AssembleaLeg2(Acs) Perugia, 29 dicembre 2016 – Modificare la legge regionale sulla ludopatia, introducendo l’equiparazione tra le sale da gioco e le sale scommesse (sottoponendo queste ultime ai limiti previsti relativamente alla distanza da punti sensibili come scuole, centri di aggregazione giovanili e luoghi di culto), coinvolgendo i gestori nei percorsi di formazione obbligatoria e prevedendo la diffusione di materiale informativo sul rischio del gioco patologico. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata dal consigliere regionale del Partito democratico Carla Casciari, che mira ad armonizzare il testo normativo “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico” alla giurisprudenza più recente in materia.

 

Casciari valuta necessario intervenire sulla legge regionale contro la ludopatia per “ridurre la distribuzione dell’offerta di gioco legale sul territorio della regione Umbria. Garantire migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede di giocatori. Prevenire il rischio di accesso dei minori nei punti vendita dove si trovano apparecchi per il gioco d’azzardo e dove si svolgono scommesse”.

 

“La recente giurisprudenza – spiega Casciari – in particolare la sentenza n. 5327 del 16 dicembre 2016 del Consiglio di Stato, ha parificato l’attività di gestione delle scommesse lecite a quella svolta nelle sale da gioco. È stato rilevato che in ambito nazionale ed in particolare ai fini della tutela della salute, le attività delle sale scommesse e quelle delle sale gioco sono da considerarsi paritetiche dato che entrambe le attività possono essere fonti di rischi di diffusione della ludopatia. Pertanto si ritiene che al pari delle sale da gioco anche le sale scommesse, oltre all’autorizzate dagli organi di pubblica sicurezza, dovranno sottostare ad una pianificazione comunale che ne limiti l’apertura in luoghi sensibili, dove maggiore è il rischio di un accesso a rischio patologico”. MP/

 

Fonte Acs News

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WELFARE: “SOTTOCOMMISSIONE PROPOSTA DI LEGGE UNITARIA PER LIMITARE GLI SPRECHI ALIMENTARI E DI PRODOTTI FARMACEUTICI”

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spreco_alimentare(Acs) Perugia, 21 dicembre 2016 – “L’obiettivo è quello di presentare una proposta di legge unitaria e condivisibile da tutti”. Lo ha detto il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) che coordinerà la sottocommissione della Terza commissione consiliare permanente, con lo scopo di far convergere in un unico documento due analoghe proposte di legge che mirano alla limitazione degli sprechi attraverso la donazione di prodotti alimentari e farmaceutici alle fasce più vulnerabili della popolazione.

 

I due documenti erano stati presentati nei mesi scorsi dal consigliere Marco Squarta (FDI), avente per titolo “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari per la limitazione degli sprechi”, e dai consiglieri Carla Casciari e Silvano Rometti (SeR), “Promozione delle attività di donazione e distribuzione di prodotti alimentari e non e di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà sociale”, entrambi all’attenzione della Commissione Sanità e Servizi sociali, presieduta da Attilio Solinas.

 

La prima seduta della sottocommissione, composta dai consiglieri Casciari (PD), Rometti (SER) e Squarta (FDI), si riunirà per la prima volta domani, giovedì 22 dicembre alle ore 11,30, al termine dei lavori della seduta ordinaria della Terza Commissione, al fine di accelerare i tempi per l’approvazione di un testo di legge definitivo che cerchi di sostenere la rete di sussidiarietà già operante in alcuni Comuni umbri, dando risposte pronte alle nuove e vecchie povertà”. RED/pg

Fonte Acs News

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QUESTION TIME: “DONAZIONI SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE, PRASSI E NUMERI IN UMBRIA”

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carla-casciari-in-aula(Acs) Perugia, 21 dicembre 2016 – Nella seduta di oggi dell’Assemblea legislativa, dedicata al Question time, il consigliere Carla Casciari (Pd) ha esposto la propria interrogazione relativa alle ‘donazioni del sangue del cordone ombelicale”, chiedendo all’assessore alla Sanità, Luca Barberini, di conoscere “il numero dei punti nascita dell’Umbria accreditati per la raccolta; il numero delle donazioni effettuate nell’ultimo anno e se la Giunta intende realizzare una campagna d’informazione e sensibilizzazione sul tema”.

 

Illustrando l’atto ispettivo, Casciari ha definito quello della donazione del sangue cordonale, “un tema abbastanza sensibile” e che è consentito, in Italia, “a scopo solidaristico, cioè la donazione viene messa a disposizione della collettività, mentre è consentito il prelievo e la conservazione per autotrapianto tra consanguinei e nascituro. Il prelievo e la conservazione rientrano nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) quindi completamente gratuiti. L’uso autologo non è consentito in Italia perché per mancanza di evidenze scientifiche. Viene però autorizzato l’espianto e l’autorizzazione del sangue cordonale ai fini della conservazione presso banche private operanti all’estero. Questa operazione, non riconosciuta nei Lea, è a carico dei genitori, previa però autorizzazione dalla direzione sanitaria del Centro nascita, quindi c’è comunque un controllo, seppure indiretto, della Regione. Il prelievo di sangue cordonale permette l’istituzione di registri nazionali e internazionali di donatori volontari che permettono la possibilità di trapianto tra familiari (compatibilità di circa 25 per cento), quindi è fondamentale avere a disposizione una banca nazionale e ancora meglio internazionale, che rappresentano veri e propri archivi collegati tra loro nei quali c’è maggiore possibilità di trovare un donatore compatibile. In Italia esistono 19 banche pubbliche, collegate in un network, che si chiama Italian Cord Blood Network”.

 

L’assessore Barberini ha concordato con Casciari sulla “disinformazione nella comunità regionale. In Italia – ha spiegato – è consentita unicamente la conservazione di sangue cordonale presso banche pubbliche per uso eterologo, da destinarsi a chi ne ha necessità, e solo in casi limitati per uso autologo dedicato, cioè personale, oppure se tra consanguinei del nascituro vi sia una patologia per la quale è riconosciuto tecnicamente valido e appropriato l’utilizzo terapeutico delle cellule staminali. La conservazione per uso autologo, cioè indistinto, senza alcuna limitazione, è possibile solamente in banche private che sono collocate esclusivamente all’estero, ma l’utilizzo di queste cellule in banche private è praticamente nullo. I centri umbri autorizzati per la raccolta di sangue cordonale (eterologo e autologo dedicato), sono Città di Castello e Branca. La conservazione viene effettuata presso la banca dell’ospedale ‘Careggi’ di Firenze; i punti nasciti di Perugia, Foligno, Spoleto, Terni, conservano il sangue cordonale presso l’ospedale Umberto I di Roma. Per quanto riguarda i dati nel 2016, nel primo semestre, le donazioni presso l’Umberto I sono 34, le donazioni presso l’ospedale ‘Careggi’ di Firenze sono state 121. In Umbria le donazioni per uso eterologo stanno aumentando. Le donazioni autologhe in Umbria, esportate in banche estere, sono state 124 nel 2015, mentre nel solo primo semestre queste stesse donazioni si sono ridotte a 40, evidente una contrazione del fenomeno. Intendiamo dunque procedere attraverso una corretta informazione alle partorienti e alle famiglie. È intenzione della Giunta e dell’assessorato promuovere una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutta la popolazione, evidenziando l’importanza della donazione eterologa, cercando di rappresentare la effettiva utilità, peraltro molto parziale e scarsamente utilizzabile, della donazione su banche estere”.

 

Il consigliere Casciari, nella replica, ha rimarcato “la precisione e la puntualità dei dati che dimostrano come ci sia una vasta area dell’Umbria che ha bisogno ancora di coltivare la cultura del prelievo di cellule cordonali. Auspico che la campagna informativa annunciata dall’assessore possa arrivare non solo alle famiglie, ma anche e soprattutto alle ostetriche che sono in contatto con la mamma e che mettono poi in atto le manovre indispensabili al prelievo”. AS/

 

Fonte Acs News

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VOLONTARIATO: “L’ATTIVITÀ DELLA CROCE BIANCA DI PERUGIA BUON ESEMPIO DI SOLIDARIETÀ SOCIALE E DI VOLONTARIATO”

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img-20161217-wa0004(Acs) Perugia, 16 dicembre 2016 – “L’attività della Croce Bianca Perugia rispecchia i valori fondanti che identificano la popolazione umbra, che sono quelli legati all’utilità ed alla solidarietà sociale. È una delle associazioni che opera attivamente sul territorio e nel solo 2016 ha effettuato più di 4mila interventi, avvalendosi esclusivamente delle prestazioni volontarie dei suoi aderenti, senza perseguire alcun fine di lucro”. Lo ha detto il consigliere regionale Carla Casciari (Pd), intervenendo questa mattina alla cerimonia di consegna della nuova ambulanza alla sede della Croce Bianca di Ponte San Giovanni a Perugia.

 

Casciari ha ringraziato “l’operato dei volontari e il presidente, Claudio Consalvi, per essere riusciti a far crescere notevolmente la presenza di questa realtà nel territorio. La professionalità dell’operato della Croce Bianca – ha proseguito il consigliere regionale – è stata premiata dai risultati che ha ottenuto nel corso del tempo. Costituita nel 2010, conta oggi oltre cento soci aderenti, di cui circa cinquanta sono volontari attivi. Numeri che sono aumentati proporzionatamente agli interventi e ai servizi effettuati, che dai 300 iniziali del 2010 sono arrivati ad oltre 4mila. Le principali attività che svolge la Croce Bianca di Perugia – ha ricordato – sono il trasporto degenti e disabili per conto della Usl Umbria1 ed Azienda Ospedaliera Perugia, il trasporto sanitario privato (anche fuori regione), il trasporto sangue, l’assistenza sanitaria alle manifestazioni sportive, culturali e alle feste paesane. Organizza annualmente corsi di primo soccorso per nuovi volontari e corsi per aziende tenuti da personale qualificato composto da medici ed infermieri del 118 abilitati e certificati”.

 

Carla Casciari ha concluso affermando che “l’ampliamento del parco veicoli, che da un’ambulanza iniziale conta, dopo la consegna di oggi, quattro ambulanze e due mezzi per il trasporto dei disabili, renderà l’attività di supporto in ambito socio-sanitario un punto di riferimento per il territorio umbro ancora più qualificato”. RED/mp

 

http://www.consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie-acs/volontariato-lattivita-della-croce-bianca-perugia-buon-esempio-solidarieta

vaccini

PRIMA INFANZIA: “BENE ACCELERARE LA DISCUSSIONE SULLA REINTEGRAZIONE DELLA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA PER I SERVIZI ALLA PRIMA INFANZIA”

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vaccini(Acs) Perugia, 14 dicembre 2016 – “Bene accelerare la discussione sulla reintegrazione della vaccinazione obbligatoria per i servizi alla prima infanzia, anche alla luce della recente ricomparsa di focolai nelle scuole umbre”. Così il  consigliere regionale Carla Casciari (Pd) a margine della  seduta odierna della Terza Commissione durante la quale è stata illustrata la proposta di legge firmata insieme al collega Giacomo Leonelli (Pd), che prevede modifiche all’articolo 15 della legge regionale “30/2005” (Sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia) per quanto riguarda l’accesso ai servizi.

 

Casciari, “vista l’attualità del problema” ed in accordo con il presidente Solinas e gli altri membri della Commissione, ha proposto di poter sentire la voce di pediatri, addetti ai servizi di prevenzione ed associazioni in un’audizione programmata subito dopo la pausa natalizia.

 

“Questo – conclude Casciari – per invertire al più presto il trend negativo sul tasso di copertura che ci fa allontanare sempre di più da quella soglia del 95 per cento, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per ottenere la cosiddetta ‘immunità di popolazione’, tesa a tutelare la salute di tutti i bambini e a consentire, a quelli che per ragioni diverse non possono essere vaccinati, di frequentare i servizi della prima infanzia”. RED/as

 

link alla notizia: http://www.consiglio.regione.umbria.it/node/55047
sanita

TERZA COMMISSIONE: “ACCESSO AI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER L’INFANZIA DOPO LA VACCINAZIONE, CHE POTRÀ ESSERE OMESSA O DIFFERITA SOLO IN CASO DI PERICOLI PER LA SALUTE DEL MINORE”

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sanita(Acs) Perugia, 14 dicembre 2016 – “Al fine di preservare lo stato di salute sia del minore sia della collettività con cui viene a contatto, costituisce requisito di accesso al sistema integrato dei servizi socio-educativi  per la prima infanzia, pubblici e privati, l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente. La vaccinazione sarà omessa o differita solo in caso di accertati pericoli concreti per la salute del bambino in relazione a specifiche condizioni cliniche”: è questo il nucleo della proposta di legge che comporta modificazioni alla legge regionale “30/2005” (Sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia), di iniziativa dei consiglieri regionali del Partito democratico Giacomo Leonelli e Carla Casciari, che quest’ultima ha presentato stamani nella seduta della Terza commissione.

 

“Altre Regioni si sono mosse in questa direzione – ha spiegato Casciari – dopo che hanno fatto la loro ricomparsa, come anche in Umbria, malattie come la poliomelite o la difterite, mentre il numero dei bambini che vengono vaccinati continua a decrescere, soprattutto entro i primi 24 mesi di vita, quasi che i genitori aspettassero un po’ di tempo, cosa che naturalmente non scongiura la possibilità di contagi. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda la soglia del 95 per cento di bambini vaccinati per ottenere la cosiddetta immunità di popolazione. La nostra proposta di legge tutela la salute pubblica e anche quella di chi non può o non vuole vaccinarsi”.

 

“Negli ultimi anni – si legge nel testo della proposta di legge – si è registrato in Italia un trend negativo per quanto riguarda il numero di bambini sottoposti sia alle vaccinazioni gratuite obbligatorie che a quelle raccomandate secondo quanto previsto dal Piano nazionale prevenzione vaccinale. Le obbligatorie sono antidifteritica, antipoliomelitica, antitetanica e antiepatite virale B; quelle raccomandate riguardano pertosse, infezioni da haemophilus influenzae b-Hib, morbillo-parotite-rosolia. Il piano prevede anche vaccinazioni antipneumococcica ed antimeningococcica C per tutti i nuovi nati e vaccinazione contro la varicella per tutti i nuovi nati a partire dal 2015”.

 

Sulla proposta di legge, che non comporta spese a carico del bilancio regionale, la Commissione ha stabilito di convocare alcune audizioni.

 

link alla notizia: http://www.consiglio.regione.umbria.it/node/55046
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SOCIALE: “IN UMBRIA IL 28,5% DELLE FAMIGLIE A RISCHIO POVERTÀ O ESCLUSIONE SOCIALE. NECESSARIO ACCELERARE GLI IMPEGNI DI SPESA DEI FONDI COMUNITARI”

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carlacasciari_(Acs) Perugia, 7 dicembre 2016 – “In Italia il 28,7 per cento delle famiglie è a rischio povertà od esclusione sociale, in Umbria questa percentuale è del 28,5 per cento, poco sotto la media nazionale. Questo dato è preoccupante ed è necessario mettere in campo tutte le azioni utili per migliorare la situazione”. Lo dichiara il consigliere regionale Carla Casciari (Partito democratico) in base al report pubblicato dall’Istat sulle ‘Condizioni di vita e di reddito’, relative all’anno 2015. Secondo Casciari “è un dato ancora più preoccupante perché in Umbria, nel 2014, questa percentuale era del 21,9 per cento a fronte di una media nazionale del 28,3. Un valore che oggi ci pone come la seconda regione d’Italia dove si registra il peggioramento più significativo dopo la Puglia (+7,5 per cento) con un +6,6 per cento”.

 

“Per quanto riguarda anche gli altri indici – sottolinea Casciari – siamo sempre sotto la media nazionale, ma questo non basta. Nel 2015 il rischio di povertà ha riguardato il 18,4 per cento delle famiglie umbre (19,9 per cento in Italia), la grave deprivazione il 10,4 per cento (11,5) e la bassa intensità lavorativa l’11,7, in media con il dato nazionale. Sempre secondo l’Istat a livello nazionale si rilevano segnali di peggioramento tra chi vive in famiglie con almeno cinque componenti (la stima passa dal 40,2 al 43,7 per cento) e, in particolare, tra chi vive in coppia con almeno tre figli (da 39,4 a 48,3 per cento, pari a circa 2.200.000 individui). Tale peggioramento – continua l’esponente della maggioranza – è associato ad un incremento sia del rischio di povertà (+7,1 punti percentuali) sia della grave deprivazione materiale (+3 punti percentuali). Questi dati fanno capire che sono le famiglie più numerose e con i figli a carico ad avere più bisogno di essere tutelate”.
Per Casciari, in conclusione, “è indispensabile accelerare, quindi, gli impegni di spesa dei fondi comunitari, in particolare del Fondo Sociale Europeo che con le sue piste programmatorie contempla risorse importanti per tamponare le difficoltà delle famiglie umbre”. RED/as

Carla Casciari in aula

SANITÀ: “DONAZIONI SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE, PRASSI E NUMERI NELLA REGIONE UMBRIA

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Carla Casciari in aula

Carla Casciari in aula

(Acs) Perugia, 6 dicembre 2016 – “Conoscere il numero dei punti nascita dell’Umbria accreditati per la raccolta del sangue cordonale e a quali Banche pubbliche nazionali fanno riferimento; conoscere il numero delle donazioni effettuate nell’ultimo anno, e quante sono state poi esportate all’estero rispetto a quelle che sono conservate nelle banche pubbliche italiane e se c’è intenzione da parte della Giunta di realizzare una campagna d’informazione e sensibilizzazione sull’importanza della donazione del sangue cordonale”. È questo il contenuto di un’interrogazione presentata da Carla Casciari (Partito democratico) denominata ‘Donazioni sangue del cordone ombelicale, prassi e numeri nella Regione Umbria’.

 

Nell’atto Casciari ricorda che “c’è una scarsa informazione fra le donne in stato di gravidanza sulle possibilità offerta da ciascun punto nascita rispetto alla donazione del sangue del cordone ombelicale, pratica tra l’altro non invasiva e che non determina alcun rischio né per la madre né per il neonato. Si ritiene pertanto che una maggiore conoscenza potrebbe determinare un aumento delle donazioni di sangue cordonale, rispettando le finalità solidaristiche e il diritto alla salute dei cittadini che, in stato di bisogno, potrebbero trovare in quelle cellule staminali compatibili un prezioso strumento di terapia e di cura. Il sangue presente nel cordone ombelicale – spiega – rappresenta una fonte preziosa di cellule staminali emopoietiche, cellule che hanno dimostrato di avere delle caratteristiche simili a quelle del midollo osseo e del sangue periferico e quindi in grado di generale miliardi di globuli rossi, bianchi e piastrine, sono utili per la cura della leucemia e di altre malattie, e negli ultimi anni, sono state oggetto di particolari attenzioni per le loro futuribili applicazioni cliniche”.

 

“Negli ultimi quarant’anni – si legge nell’interrogazione – la ricerca scientifica ha permesso agli ematologi di tutto il mondo di utilizzare le cellule staminali emopoietiche per curare un numero sempre maggiore di malattie del sangue e non solo. I primi trapianti di staminali emopoietiche venivano eseguiti esclusivamente tra fratelli compatibili e solo successivamente, grazie all’istituzione di Registri nazionali e internazionali di donatori volontari, è stato possibile ricorrere a donatori non familiari. Anche oggi, le prime ricerche di un donatore avvengono inizialmente nell’ambito familiare. Tuttavia, la possibilità di identificare un donatore familiare è pari soltanto al 25 per cento. Quindi, per aumentare la probabilità di identificare un donatore compatibile, sono nati in tutto il mondo dei Registri Nazionali, veri e propri archivi collegati tra di loro nei quali figurano le caratteristiche genetiche dei potenziali donatori. In Italia esiste una rete di strutture ospedaliere accreditate come punti di raccolta del sangue cordonale, pubbliche e private, le quali sono collegate per la crio-conservazione alle 19 Banche Pubbliche che fanno parte dell’Italian Cord Blood Network (ITCBN) e coordinate dal Centro nazionale Sangue (CNS) in collaborazione con il Centro nazionale trapianti (CNT). Questa rete consente l’inserimento dei dati genetici nel Registro italiano donatori di midollo osseo (IBMDR) con sede a Genova che può essere interrogato qualora un paziente che necessità di un trapianto non trovi un donatore all’interno della famiglia”. RED/dmb

Carla Casciari alla mensa Adisu

TERREMOTO: “IMPORTANTE INIZIATIVA DELL’ADISU PER RACCOGLIERE I FONDI PER LE POPOLAZIONI UMBRE COLPITE DAL SISMA”

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Carla Casciari alla mensa Adisu

Carla Casciari alla mensa Adisu

(Acs) Perugia, 5 dicembre 2016 – “Il nostro compito è quello di non lasciare mai sole le popolazioni della Valnerina colpite in questi mesi dal sisma. Ritengo quindi lodevole l’iniziativa messa in campo dall’Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria (Adisu) che, in collaborazione con la Regione Umbria, ha promosso tre giornate di solidarietà per queste aree”. Lo afferma il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) dopo aver preso parte al “primo pranzo che si è tenuto oggi presso le mense universitarie dove, fino a mercoledì 7 dicembre, saranno serviti a pranzo e a cena menù pensati e preparati con prodotti tipici della Valnerina individuati insieme a Coldiretti e Camst, impresa italiana di ristorazione che gestisce questi punti di ristoro”.

 

“L’iniziativa – prosegue Casciari – sostiene l’attivazione di una raccolta fondi a favore del Liceo Classico Battaglia di Norcia. La solidarietà che i giovani volontari hanno dimostrato sul campo va coltivata anche in ambito educativo e la nutrita presenza non solo di amministratori, ma di molti studenti vicini alle popolazioni ne è stato un esempio. L’Adisu – commenta Casciari – ha mostrato con questa iniziativa che il diritto allo studio, oltre all’erogazione di borse di studio ed alloggi, ha il compito di accompagnare lo studente perché si senta sempre più cittadino attivo della vita universitaria e ne diventi protagonista. Infine è da evidenziare che, già il giorno dopo il sisma del 24 agosto scorso, l’Adisu ha reso disponibili alloggi universitari gratuiti per gli studenti dell’area del centro Italia colpita dal terremoto. Si tratta – conclude – di un importante gesto di solidarietà”. RED/as

 

Fonte Acs News