Monthly Archives

febbraio 2017

Carla Casciari

SANITÀ: “PROSEGUIRÀ IL MIO IMPEGNO POLITICO PER MIGLIORARE ANCORA I SERVIZI DEI CONSULTORI UMBRI”

By | Attività Istituzionale, Comunicati stampa | No Comments

Carla Casciari(Acs) Perugia, 28 febbraio 2017 – “I valori laici dello Stato ed il diritto di scelta sono garantiti dalla legge 194”. È quanto ribadisce il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) in occasione dell’interrogazione “Intendimenti della Giunta regionale per garantire un numero adeguato di ginecologi non obiettori in tutte le strutture sanitarie regionali al fine di assicurare il servizio di interruzione volontaria della gravidanza nel rispetto della 194”, presentata insieme ai colleghi Attilio Solinas (Pd) e Silvano Rometti (SeR) e discussa in Aula durante la seduta odierna dell’Assemblea legislativa (http://www.consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie-acs/question…).

 

“Scegliere per un’interruzione di gravidanza – continua Casciari – è forse la strada più in salita che una donna deve percorrere e non può un paese laico porre degli ostacoli etici, morali ed organizzativi, che vanno ad aggiungersi ad una cicatrice che rimarrà per sempre. Ed è anche vero che il diritto all’obiezione dei medici ginecologi viene trasfigurato quando lo si trasforma in uno strumento di sabotaggio di un servizio sanitario pubblico che la legge 194 ha cercato di garantire per scongiurare ricorso a centri privati o, in casi peggiori, a pratiche pericolose per la salute delle donne o alimentando un mercato illegale di RU186 (aborto farmacologico). Se gli aborti volontari in Umbria sono diminuiti del 13 per cento – conclude – lo si deve anche al lavoro svolto dai consultori e pertanto proseguirà il mio impegno politico per rendere ancora più attuali i servizi dei consultori umbri, prima porta per le donne che sono chiamate a decidere in fasi delicate della propria vita”. RED/mp

 

Fonte Acs News

liceo galilei

ISTRUZIONE: “NON PERDERE DI VISTA LE INNOVAZIONI INTRODOTTE DALLA RIFORMA DELLA ‘BUONA SCUOLA’”

By | Comunicati stampa | No Comments

liceo galilei(Acs) Perugia, 28 febbraio 2017 – “La scuola deve operare con la massima partecipazione specialmente ora con le innovazioni introdotte dalla riforma della ‘Buona Scuola’ e le possibilità offerte dagli investimenti dei piani operativi del Fondo sociale europeo, per far sì che torni al centro non solo del sistema culturale e produttivo del nostro territorio ma che sia sempre più lo spazio ed il luogo per tutti e per ciascuno”. Lo afferma il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) “il giorno dopo la manifestazione che ha visto scendere in piazza a Perugia oltre mille studenti del liceo scientifico ‘Galileo Galilei’ per protestare per la mancata approvazione del Piano annuale da parte del Consiglio d’istituto e non solo”.

 

“Le dinamiche che si sono create all’interno di questa importante scuola – prosegue – devono essere gestite con responsabilità investendo il competente Ufficio scolastico regionale ed il Consiglio d’istituto. È altresì importante non perdere di vista alcuni principi fondamentali come la trasparenza, la partecipazione, l’alternanza scuola-lavoro ed il ripristino della qualità dell’offerta formativa in un momento cruciale per la scuola italiana chiamata ad adeguarsi. Ho apprezzato – sottolinea infine Casciari – l’impegno civico degli studenti e dei genitori che, con determinazione, hanno difeso il diritto ad una istruzione di qualità e cercherò, per quanto di competenza regionale, di approfondire il tema dell’alternanza scuola-lavoro che vede i licei umbri in difficoltà rispetto alla media italiana, che si attesta intorno al 20 per cento”. RED/mp

 

Fonte Acs News

sport

UISP: “UNA DELLE REALTÀ SOCIOSPORTIVE PIÙ ATTIVE DEL TERRITORIO”

By | Attività Istituzionale, Comunicati stampa | No Comments
Carla alla Uisp(Acs) Perugia, 25 febbraio 2017 – “Con i suoi 23.319 tesserati e 414 società affiliate su tutto il territorio il Comitato regionale Uisp (Unione italiana sport per tutti) è una delle realtà sportive ed aggregative più attive dell’Umbria”. È quanto dichiara il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) in occasione dell’ottavo congresso del Comitato, in corso di svolgimento l’Hotel Giò di Perugia.

 

Casciari evidenzia che “il lavoro svolto dalla Uisp è capillare su tutto il territorio umbro visto che è presente con cinque comitati a Perugia e nel Trasimeno, a Orvieto e nel Medio Tevere, a Foligno, a Terni e nell’Altotevere. L’impegno profuso è stato riconosciuto anche dalla Regione Umbria che negli anni scorsi ha sottoscritto con questo ente di promozione sportiva ed associazione di promozione sociale diversi protocolli d’intesa. Uno dei quali riguarda la promozione di stili di vita attiva e l’affermazione di una concezione dell’attività motoria e sportiva come momento di aggregazione sociale. Un accordo che punta a valorizzare la pratica sportiva, nonché l’attività formativa ed educativa dell’individuo per l’apprendimento del rispetto di sane regole di vita, dei principi dell’uguaglianza e di valorizzazione delle diversità. In pratica, attraverso il protocollo, è stata ratifica una collaborazione proficua con la Uisp in ambito dello sport come diritto di cittadinanza e di promozione dell’inclusione”.

 

“Quando parliamo di sport per tutti – prosegue Carla Casciari – dobbiamo pensare ai bambini, ai ragazzi, agli adulti, ma anche agli anziani e alle persone con disabilità. L’incremento della popolazione anziana nel territorio regionale deve rappresentare una sfida per il sistema di inclusione sociale, anche in termini di rafforzamento dell’investimento della comunità su questa preziosa risorsa. Lo sport in questo contesto, assume un valore aggiunto in quanto favorisce l’invecchiamento attivo e la socialità”.

 

“Per tutti questi motivi – sottolinea infine il consigliere regionale – stiamo lavorando per apportare modifiche alle legge regionale n. ’19/2009 – Norme per la promozione e sviluppo delle attività sportive, motorie e ricreative’ integrando temi quali lo Sport di cittadinanza e prevedendo il potenziamento dell’impiantistica, la diffusione delle attività motorie e sportive nelle scuole, il contrasto dall’abbandono precoce delle attività agonistiche, il coinvolgimento degli anziani e dei disabili. Il tutto – conclude – promuovendo progetti finalizzati all’incremento dell’informazione e della corretta alimentazione e coinvolgendo sempre più le istituzioni, il Comitato olimpico nazionale italiano, il Comitato italiano paralimpico, l’associazionismo e gli enti di promozione sportiva come la Uisp”. RED/mp

Fonte Acs News

FB_IMG_1487931160684

RIFORMA DIRITTO STUDIO UNIVERSITARIO: “MAGGIORE COINVOLGIMENTO UNIVERSITÀ NELLA CONFERENZA PERMANENTE, DEFINIRE MEGLIO STRUTTURAZIONE UMBRIA ACADEMY” – AUDIZIONE IN III COMMISSIONE SU DDL DELLA GIUNTA 

By | Attività Istituzionale, Comunicati stampa | No Comments

 

FB_IMG_1487931160684

Audizione in Terza Commissione dei soggetti interessati al disegno di legge della Giunta  che apporta ‘ulteriori modificazioni ed integrazioni alla legge regionale ‘6/2006′ (Norme sul diritto allo studio universitario’, in sintesi, la riforma dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria (Adisu). È emersa una sostanziale condivisione per l’iniziativa della Regione, che punta prioritariamente alla internazionalizzazione dell’Agenzia. È stato espresso però l’auspicio di una maggiore sinergia tra Università e Regione, prevedendo più rappresentanti universitari nella Conferenza permanente. È stata anche chiesta maggiore chiarezza sulla strutturazione e gestione delle attività di Umbria Academy, lo strumento attraverso il quale l’Adisu punta ad una maggiore internazionalizzazione di Università e Istituti di grado universitario

 

(Acs) Perugia, 24 febbraio 2017 – “Importante e condivisibile l’obiettivo della riforma di prevedere prioritariamente l’internazionalizzazione delle attività dell’Adisu, serve però maggiore sinergia tra Università e Regione: un solo rappresentante per Ateneo nella Conferenza permanente è troppo restrittivo. Nella gestione dei finanziamenti definire con più cura il percorso. Bene l’istituzione di Umbria Academy, lo strumento attraverso il quale l’Adisu punta ad una maggiore internazionalizzazione degli Atenei, dell’Accademia e del Conservatorio, ma serve capire bene la strutturazione della collaborazione interistituzionale (l’Adisu potrà avvalersi della gestione delle attività di Umbria Academy di personale delle Università e viceversa), l’istituto dell’avvalimento spesso ha creato problemi in sede di applicazione, per questo è necessario una maggiore chiarezza”.

È quanto emerso ieri, in Terza Commissione presieduta da Attilio Solinas, dei soggetti interessati al disegno di legge della Giunta regionale che apporta ‘ulteriori modificazioni ed integrazioni alla legge regionale ‘6/2006′ (Norme sul diritto allo studio universitario’). Nel corso degli interventi è stata espressa preoccupazione in merito agli  “importanti compiti   affidati all’Adisu senza però la previsione di specifiche risorse finanziarie regionali”. L’obiettivo, è stato più volte rimarcato, è quello di “evitare la dispersione di ‘cervelli’ ed ‘intelligenze’ che troppo spesso lasciano l’Umbria per andare altrove, sovente all’estero”. Mentre per il dopo laurea è stata auspicata la previsione di “fondi specifici per creare start up sul territorio al fine di garantire opportunità lavorative agli studenti”.

 

Sono intervenuti, sottolineando sostanzialmente la condivisione dell’iniziativa di riforma dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria, predisposta dalla Regione: Carla Emiliani e David Ranucci (Università di Perugia), Letizia Pietrolata (Cisl Umbria), Giuliana Renelli (Cgil Umbria), Luca Ferrucci (Commissario straordinario Adisu), Dario Sattarina (Presidente Commissione studenti Adisu), Alberto Maria Gambelli (rappresentante studenti UniPg), Giovanni Paciullo (Magnifico Rettore Università Stranieri – Perugia).

 

Nel corso della riunione ha preso la parola anche Giuseppe Merli (dirigente regionale Servizio Università, Diritto allo Studio Universitario e Ricerca) che ha risposto ad alcune domande dei presenti.

 

I consiglieri regionali, insieme al presidente Attilio Solinas (Raffaele Nevi-FI, Carla Casciari-Pd, Sergio De Vincenzi e Claudio Ricci-Rp) si sono impegnati ad approfondire attentamente le proposte emerse nel corso dell’audizione, contestualmente ad altre indicazioni contenute in documenti recapitati direttamente alla Commissione.

 

SCHEDA – LEGGE RIFORMA ADISU

Il Disegno di legge di riforma dell’Adisu è già stato adottato dalla Giunta regionale dopo un’ampia partecipazione e discussione con tutti i soggetti interessati, e dopo aver acquisito le  valutazioni degli Atenei, degli Istituti di grado universitario (Accademia e Conservatorio), dei rappresentanti sindacali e della Associazioni studentesche

 

Viene previsto l’ampliamento delle funzioni dell’Agenzia. All’Adisu vengono attribuiti importanti compiti basati sull’alta formazione e sulla ricerca, con l’obiettivo di supportare tutte le eccellenze che, anche in Umbria, si affacciano sul mondo.

 

All’Agenzia verrà affidata la gestione delle procedure dirette a finanziare dottorati ed assegni di ricerca mediante l’utilizzo di tutte le fonti di finanziamento disponibili ed il coinvolgimento dei diversi settori produttivi regionali. Il Programma operativo regionale (POR) del Fondo sociale europeo (FSE) prevede nel periodo 2014-2020 importanti risorse per l’attivazione di dottorati e assegni di ricerca. L’Adisu può svolgere un ruolo importante nella gestione di tali azioni, nell’ambito delle politiche regionali di sviluppo.

 

L’Agenzia potrà gestire le procedure dirette a finanziare la mobilità internazionale dei ricercatori, previste nella programmazione comunitaria e la realizzazione, in collaborazione con le Università, la rete dei centri per l’impiego, gli ordini professionali e le associazioni di categoria, di attività di orientamento e informazione volte ad assicurare il più stretto raccordo tra istruzione universitaria e terziaria e mercato del lavoro. È prevista l’istituzionalizzazione all’interno dell’Adisu della funzione denominata Umbria Academy, concernente la promozione sul piano nazionale ed internazionale dell’offerta formativa dell’istruzione universitaria e terziaria regionale.

 

All’Adisu verrà anche affidata la gestione degli interventi in materia di apprendistato di alta formazione e di ricerca. L’Agenzia fornirà quindi un supporto qualificato per l’incentivazione dell’apprendistato dell’alta formazione e della ricerca stessa presso il sistema delle imprese, oltre a svolgere la funzione nodale di coordinamento dei soggetti interessati alla materia con attività finalizzate da un lato a promuovere questo istituto contrattuale presso le imprese e dall’altro a garantire un puntuale e qualificato supporto a studenti e dottorandi universitari.

 

Rispetto ai servizi dedicati agli studenti, viene previsto un contratto di servizio attraverso il quale l’Agenzia si impegna a garantire la tempistica, la continuità e gli standard qualitativi nell’erogazione dei servizi salvaguardando il diritto allo studio dello studente. Per assicurare il rispetto del contratto di servizio sarà istituita la figura del Garante dello studente. Sarà anche rafforzato il ruolo della conferenza permanente Regione-Università che, oltre ad esprimere il parere sulla proposta di Piano triennale, potrà formulare anche ulteriori proposte.

 

L’Adisu potrà svolgere specifiche attività sulla base di accordi di programma con altri soggetti, eventualmente avvalendosi di personale delle Università, che a loro volta potranno utilizzare personale dell’Adisu per la gestione degli interventi a loro affidati. AS/

ludopatia

LUDOPATIA: VIA LIBERA DALLA TERZA COMMISSIONE ALLA PROPOSTA DI LEGGE DI CASCIARI (PD)

By | Attività Istituzionale, Comunicati stampa | No Comments

ludopatia(Acs) Perugia, 23 febbraio 2017 – Con 5 voti favorevoli (Casciari, Guasticchi, Solinas-Pd, Rometti-Socialisti, Carbonari-M5S) e 2 astenuti (Nevi-FI, De Vincenzi-Rp) la Terza Commissione, presieduta da Attilio Solinas, ha dato il via libera alla proposta di legge predisposta da Carla Casciari (Pd) che mira a modificare la legge regionale ’21/2014 – Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico’. L’iniziativa legislativa prevede l’equiparazione tra le sale da gioco e le sale scommesse, sottoponendo anche queste ultime ai limiti previsti relativamente alla distanza (500 metri) da luoghi sensibili come scuole, centri di aggregazione giovanili e luoghi di culto. Obiettivo importante – ha rimarcato Casciari – è quello di fornire alle Amministrazioni locali ulteriori strumenti per fronteggiare con tempestività e certezza i rischi provenienti dal proliferare anche sul territorio regionale di luoghi dediti ad attività riconducibili al gioco d’azzardo”. La proposta di modifica prevede il coinvolgimento dei gestori delle sale scommesse nei percorsi di formazione obbligatoria per le sale da gioco e introduce la diffusione di materiale informativo sul rischio del gioco patologico anche nelle sale scommesse.

 

Casciari, indicata come relatore unico in Aula, ha spiegato che “la modifica proposta va ad armonizzare il testo regionale alla luce della più recente giurisprudenza in materia”, ricordando che “la sentenza del Consiglio di Stato del dicembre 2016 ha parificato l’attività di gestione delle scommesse lecite a quella svolta nelle sale da gioco. In base a tale sentenza le attività delle sale scommesse e quelle delle sale gioco sono da considerarsi paritetiche dato che entrambe le attività possono essere fonti di rischi di diffusione della ludopatia. Si riconferma che ai fini della tutela della salute le legislazioni regionali in materia possono assogettare e regolamentare le distanze minime dai luoghi sensibili, condizione indispensabile per l’autorizzazione e l’apertura anche delle sale scommesse”.

 

Approvato con 6 voti favorevoli (Casciari, Guasticchi, Solinas-Pd, Rometti-Socialisti, Carbonari-M5S, De Vincenzi-Rp) e un astenuto (Nevi-FI) un emendamento di Andrea Smacchi (Pd) concernente la possibilità, per i Comuni, di disporre limitazioni orarie all’esercizio del gioco tramite appositi apparecchi posizionati all’interno delle sale da gioco, delle sale scommesse, degli esercizi pubblici e commerciali, dei circoli privati e dei locali in cui vi sia offerta di gioco lecito con vincite in denaro.

 

Claudio RICCI (Rp) ha rimarcato la “massima confusione e disordine tra ambiti normativi della materia. I Comuni possono fare molto in questo delicato ambito. Bene la comparazione tra sale scommesse e sale da gioco”.

 

Per Maria Grazia CARBONARI (M5S), “il fenomeno della ludopatia va monitorato attentamente. È importante conoscere quale tipo di risultati ha prodotto la legge approvata a fine 2014 che mirava alla prevenzione, al contrasto e alla riduzione della ludopatia. La Giunta deve fornire urgentemente la relazione collegata alla prevista clausola valutativa. La modifica proposta è giusta e condivisibile. Proporrò un emendamento migliorativo della legge in Aula”.

 

Raffaele NEVI (FI), “sostanzialmente d’accordo sulla proposta di Casciari, ma invito tutti a ragionare ulteriormente, magari attraverso una nuova audizione con gli addetti al settore per quanto concerne le distanze. La questione è particolarmente delicata perché viene comunque interessato un comparto produttivo dove lavorano decine di persone. Bisogna spingere con maggiore forza sulla prevenzione attraverso azioni forti da parte dell’assessorato alla Sanità. Non è certo la distanza a risolvere il problema”.

 

Valerio MANCINI (LN): “La Giunta deve rispettare i tempi previsti rispetto alle relazioni collegate alle clausole valutative. Nello specifico del dispositivo in argomento, concordo con i 500 metri di distanza previsti dai luoghi sensibili, anzi andrebbero aumentati in modo tale che strutture del genere siano quasi introvabili. In Umbria c’è uno sperpero altissimo di denaro che va ad arricchire soltanto le lobby del gioco d’azzardo. Auspico la predisposizione bipartisan di un documento di impegno per i parlamentari umbri affinché insieme a noi possano intervenire rispetto a questo pericolosissimo fenomeno della ludopatia”.

 

Sergio DE VINCENZI (RP): “Il mio voto di astensione su questa iniziativa legislativa non riguarda il merito del provvedimento, che condivido, ma perché si rischia di aprire un contenzioso rispetto a quanto si andrà ad approvare. Era più logico arrivare al voto con maggiori certezze”. AS/

 

Fonte Acs News

Carla_AssembleaLeg

INFORMAZIONE ISTITUZIONALE “IL PUNTO”: PIANO SOCIALE, LUDOPATIA, CRISI PD

By | Attività Istituzionale, Comunicati stampa | No Comments

il_punto_casciari(Acs) Perugia, 22 febbraio 2017 – In onda il numero 288 de “Il Punto”, Settimanale televisivo di approfondimento curato dall’Ufficio stampa dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, in onda sulle televisioni locali e sulla rete internet https://youtu.be/oyIXid9Ci-E(link is external).

 

Piano sociale regionale, legge di contrasto alla ludopatia, situazione politica e crisi Pd: su questi temi si sono confrontati i consiglieri regionali Carla Casciari (Pd) e Sergio De Vincenzi (Rp) La trasmissione è stata condotta da Paolo Giovagnoni, giornalista dell’Ufficio stampa dell’Assemblea legislativa.

 

“Il Punto” va in onda settimanalmente sulle seguenti emittenti televisive umbre: RtuAquesio, mercoledì 22 febbraio ore 19.30, giovedì 23 febbraio ore 17; Rete Sole, mercoledì 22 febbraio ore 21, giovedì 23 febbraio ore 20.30; Tef Channel, mercoledì 22 febbraio ore 19.35, domenica 26 febbraio ore 18.25; Tele Galileo, mercoledì 22 febbraio ore 19.15 giovedì 23 febbraio 13.30; Tevere Tv, mercoledì 22 febbraio ore 23.10, venerdì 24 febbraio ore 18; Umbria Tv, mercoledì 22 febbraio ore 23.30, giovedì 23 febbraio ore 20.30; Trg mercoledì 22 febbraio ore 22.30, venerdì 24 febbraio ore 14 (la trasmissione è stata registrata martedì 21 febbraio 2017). RED/pg

 

 

Fonte Acs News

Carla_AssembleaLeg2

INTERRUZIONE VOLONTARIA GRAVIDANZA: “GARANTIRE NUMERO ADEGUATO DI GINECOLOGI NON OBIETTORI IN TUTTE LE STRUTTURE SANITARIE”

By | Attività Istituzionale, Comunicati stampa | No Comments

Carla_AssembleaLeg2(Acs) Perugia, 16 febbraio 2017 – “Quali azioni la Giunta intende adottare per garantire un numero adeguato di ginecologi non obiettori in tutte le strutture sanitarie regionali al fine di assicurare il servizio di interruzione volontaria della gravidanza nel rispetto della legge ‘194/1978’”.È quanto chiedono, attraverso una interrogazione all’Esecutivo di Palazzo Donini, i consiglieri regionali Attilio Solinas, Carla Casciari (Partito democratico) e Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti).

I tre esponenti della maggioranza evidenziano, nel loro atto ispettivo, che la legge ‘194’ detta disposizioni sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, prevedendo “all’articolo 9, che ‘Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l’interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione’. E sempre nello stesso articolo – aggiungono – si stabilisce che ‘Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’espletamento delle procedure previste, dall’articolo 7, e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti. La Regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale’”.

Solinas, Casciari e Rometti ricordano che “nel 2015 il Comitato europeo diritti sociali del Consiglio d’Europa, a seguito di un’istanza presentata nel 2013 dalla Cgil, ha dichiarato, tra l’altro, la violazione da parte dell’Italia del diritto alla tutela della salute garantito dall’articolo 11 della Carta Sociale Europea, considerate le carenze riscontrate nell’erogazione dei servizi di interruzione volontaria della gravidanza previsti dalla legge ‘194’ che devono essere garantiti anche in presenza di medici obiettori di coscienza. La relazione del ministro della Salute (dicembre 2016) sull’attuazione della legge – continuano – attesta, per l’Umbria, in riferimento all’anno 2014, una percentuale di ginecologi obiettori di coscienza pari al 65,6 per cento”.

“Presso il nuovo ospedale San Giovanni Battista di Foligno – scrivono ancora i firmatari dell’interrogazione -, nello scorso mese di gennaio è stata disposta la sospensione temporanea delle attività di interruzione volontaria della gravidanza, costringendo le donne del comprensorio a recarsi in altri presidi ospedalieri come Spoleto o Narni. La sospensione del servizio – aggiungono – si è verificata a causa del numero estremamente esiguo di ginecologi non obiettori presenti nell’ospedale (2), che per ragioni diverse non potevano essere in servizio (dimissioni in un caso e malattia nell’altro). Il diritto all’obiezione di coscienza dei medici è tutelato dalla normativa nazionale, nella quale, parimenti, è tutelato il diritto delle donne all’interruzione volontaria della gravidanza”.

Per Solinas, Casciari e Rometti, dunque, “l’elevato numero di medici obiettori di coscienza presenti sul territorio regionale potrebbe limitare l’effettivo esercizio del diritto delle donne ad avere accesso ai servizi di interruzione della gravidanza. Per questo – spiegano – è necessario che le aziende sanitarie provvedano a garantire il servizio su tutto il territorio regionale, in modo omogeneo ed effettivo, anche al fine di evitare il fenomeno della mobilità sanitaria, il ricorso a centri privati o, in casi estremi, a pratiche illegali e pericolose per la salute delle donne”.

I tre consiglieri regionali della maggioranza, dopo aver sottolineato che “anche presso i Comuni di Corciano e di Foligno il problema del quale si tratta è stato posto al centro del dibattito istituzionale”, concludono ricordando che “tra le buone pratiche per garantire la continuità del servizio di interruzione volontaria della gravidanza c’è anche quella attuata dall’Azienda ospedaliera San Camillo – Forlanini di Roma, che ha indetto un concorso pubblico per l’assunzione di dirigenti medici (disciplina ostetricia e ginecologia) richiedendo espressamente ai candidati la disponibilità allo svolgimento delle attività di interruzione volontaria della gravidanza”. RED/as

carla casciari

WELFARE: “PROGETTO ‘VITA INDIPENDENTE’, RISULTATI OTTENUTI DALLA SPERIMENTAZIONE PER L’INCLUSIONE SOCIALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ”

By | Attività Istituzionale, Comunicati stampa | No Comments

carla casciari(Acs) Perugia, 14 febbraio 2017 – Il consigliere regionale Carla Casciari (Partito democratico) ha presentato una interrogazione alla Giunta per conoscere i risultati di un progetto sperimentale, avviato dalla Regione nel 2013, in materia di vita indipendente ed inclusione sociale delle persone con disabilità, progetto approvato dal ministero del lavoro delle Politiche sociali. “L’avvio del progetto – spiega Casciari – era previsto nel Comune di Terni capofila della zona sociale, e nell’Asl Umbria 2 distretto sociosanitario 1, individuati in quanto erano già sede di buone pratiche e di sperimentazioni in tal senso in un’ottica di estensione del progetto a tutto il territorio regionale”.

 

Nello specifico, Casciari chiede all’Esecutivo di Palazzo Donini di sapere: il numero delle sperimentazioni di progetti di vita indipendente personalizzati ad oggi attivati in ciascuna zona sociale destinataria delle risorse; l’ammontare delle risorse ad oggi impegnate da ciascuna zona sociale per i progetti personalizzati; quali sono state le richieste di progetti personalizzati formulate dalle persone prese in carico e dalle loro famiglie; i risultati attesi e i risultati raggiunti al termine delle sperimentazioni. Nel suo atto ispettivo, l’esponente della maggioranza ricorda che “la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità s’impegna a riconoscere ‘l’uguale diritto delle persone con disabilità a vivere nella comunità, con la stessa libertà di scelta delle altre persone’ e a prendere misure ‘efficaci ed appropriate per facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e della piena inclusione e partecipazione all’interno della comunità’’. Tale diritto si traduce, oltre alla necessità di disporre di un’adeguata assistenza, nella possibilità di poter scegliere, decidere e progettare la propria vita, accrescendo l’autonomia e l’autodeterminazione”.

 

“Nel 2014 – continua Casciari – un decreto interministeriale del ministero del Lavoro e politiche sociali, della Salute, dell’Economia e delle Finanze, aveva previsto che una quota parte del Fondo per la non autosufficienza fosse destinata ad azioni innovative per l’integrazione e la promozione dei diritti delle persone con disabilità. Il riparto delle risorse aveva previsto per l’Umbria un finanziamento di circa 300mila euro per la sperimentazione in tre zone sociali del progetto di vita indipendente. Tale decreto ha trovato una linea di applicazione anche nella riprogrammazione del Fondo regionale per la non autosufficienza (Prina), nel quale la Regione Umbria aveva già previsto la sperimentazione di progetti di vita indipendente in altre zone sociali, vincolando a tal fine una quota del riparto per i Comuni. Pertanto sono state ritenute idonee al finanziamento le sperimentazioni proposte dalle zone sociali di Marsciano, Assisi, Perugia oltre al Comune di Terni”.

 

Casciari spiega che “i progetti sperimentali di vita indipendente devono essere realizzati per una durata minima di dodici mesi in collaborazione con la persona con disabilità, di età compresa fra i 18 e il 64 anni, e la sua famiglia sulla base di un piano personalizzato improntato all’assistenza indiretta”. In conclusione, Casciari ricorda che “la Terza commissione, dopo un lungo percorso di approfondimento e valutazione, ha deciso di inserire nel nuovo Piano sociale regionale l’erogazione di ‘assegno di sollievo’ al fine di dare un sostegno economico alle famiglie che, direttamente o mediante assistenti familiari individuati dalle stesse, si occupano del lavoro di cura e che sono coinvolti nei percorsi di reinserimento delle persone con disabilità nella comunità attraverso interventi orientati al raggiungimento di un’autonomia possibile”. RED/as

 

Fonte Acs News

Carla Casciari

LAVORI D’AULA (2): APPROVATA ALL’UNANIMITÀ LA MOZIONE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA COME MALATTIA RARA. CENTRO DI CURA UMBRO E SOSTEGNO ALLA RICERCA

By | Assemblea Legislativa, Comunicati stampa | No Comments

IMG-20170213-WA0009(Acs) Perugia, 13 febbraio 2017 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato all’unanimità una mozione che mira al “riconoscimento della Sensibilità chimica multipla (MCS) quale patologia rara e, conseguentemente, alla previsione di strumenti e specifici percorsi per la diagnosi e la cura di tale patologia nell’ambito del Sistema sanitario regionale”. L’atto, derivante dalla proposta di legge dei consiglieri Chiacchieroni (Pd), Rometti (Ser), Nevi (FI), De Vincenzi (Rp) e Casciari (Pd), prevede un centro di riferimento per la cura e la diagnosi identificato nella struttura di Torgiovannetto sul monte Subasio, dato che questi pazienti non possono recarsi in comuni presidi ospedalieri senza rischiare di aggravare i propri problemi di intolleranza, e prende in considerazione il tema della ricerca da poter svolgere, anche insieme ad altre Regioni, su questa malattia”.

Il presidente della Commissione sanità, ATTILIO SOLINAS, ha illustrato in Aula la mozione, spiegando che “la sensibilità chimica multipla (Mcs) è una sindrome immuno-tossica infiammatoria simile, per certi versi, all’allergia e molto spesso scambiata con essa, poiché i sintomi appaiono e scompaiono con l’allontanamento della causa scatenante, ma le sue dinamiche e il suo decorso sono completamente diversi, ossia si perde per sempre la capacità di tollerare gli agenti chimici (questo già dal primo stadio). E’ una sindrome multi sistemica di intolleranza ambientale totale alle sostanze chimiche, che può colpire vari apparati e organi del corpo umano: le sostanze chimiche danneggiano il fegato e il sistema immunitario sopprimendo la mediazione cellulare che controlla il modo in cui il corpo si protegge dagli agenti estranei. I sintomi si verificano in risposta all’esposizione a molti composti chimici presenti nell’ambiente: insetticidi, pesticidi, disinfettanti, profumi, detersivi, vernici, solventi, inchiostri, farmaci, prodotti plastici, fumi di stufe, tutto ciò che è di derivazione petrolchimica, in dosi anche di molto inferiori da quelle tollerate dalla popolazione in generale. In Umbria circa 50 persone sono affette da questa malattia”.

L’assessore alla Sanità, LUCA BARBERINI, ha ricordato che “l’inserimento fra le malattie rare non è di competenza della Regione ma deve essere effettuato dal ministero della Salute. Tuttavia – ha aggiunto – non vogliamo lasciare abbandonati i circa cinquanta malati umbri o costringerli a recarsi all’estero per ottenere cure adeguate, quindi abbiamo individuato nella struttura di Torgiovannetto, sul monte Subasio, in un ambiente salubre e privo di fumi, polveri e odori, un centro di riferimento adeguato per loro. Ci sembra una prima risposta al problema, che vorremmo far seguire da una serie di relazioni con le altre Regioni che stanno a loro volta creando centri di riferimento, per sviluppare un’adeguata ricerca scientifica che conduca all’obiettivo del riconoscimento della malattia e alla fondamentale raccolta dei dati epidemiologici”.

INTERVENTI

CLAUDIO RICCI (RP): “Voto favorevole e, accanto all’iniziativa del Parco terapeutico di media altura, che può diventare un primo punto di protoricerca sulla malattia, pensiamo anche all’attuazione dello sportello per le malattie rare”.

VALERIO MANCINI (LEGA): “Voto favorevole alla mozione, chiediamo anche di attivare la rete dei medici di famiglia e dei pediatri, per evitare che la scarsa conoscenza di una malattia che non è ancora ben definita provochi prescrizioni di medicinali errate, di cui non c’è certo bisogno”.

MARIA GRAZIA CARBONARI (M5S): “Forse una mozione non potrà essere molto impattante se a livello nazionale la malattia non è riconosciuta, mentre in altri Paesi europei sì. Comunque è un primo passo e il nostro voto è favorevole. Sarà molto importante la ricerca delle cause perché altrove si è scoperto che tra esse ci sono inquinamento e utilizzo dei fitofarmaci. Quindi per un principio di precauzione potremmo anche arrivare a studiare situazioni di inquinamento ambientale”. PG/

TERZA COMMISSIONE: “BENE LE MODIFICHE ALLA LEGGE CONTRO LA LUDOPATIA MA EVITARE IMPUGNATIVA DEL GOVERNO”

By | Attività Istituzionale, Comunicati stampa | No Comments

Carla-Casciari(Acs) Perugia, 9 febbraio 2017 – “Sulla proposta di legge di Carla Casciari di assogettare le sale scommesse ai vincoli già previsti per le sale da gioco e sull’emendamento del consigliere Smacchi di aggiungere alle limitazioni di distanza delle stesse dai luoghi sensibili come scuole o centri sociali anche limitazioni delle fasce orarie in cui viene consentito il gioco d’azzardo, la Giunta è sostanzialmente d’accordo, almeno per quanto riguarda il principio ispiratore di tali provvedimenti. Servono però ulteriori approfondimenti per evitare che ci sia un’impugnativa del Governo in merito per via delle competenze in capo alle varie istituzioni”: lo ha detto l’assessore alla salute Luca Barberini durante l’istruttoria in Terza commissione sulla proposta di modifica della legge “21/2014” (Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico).

 

Casciari (Pd) ha ricordato che la proposta di legge di modifica della legge regionale  di contrasto alla ludopatia intende “fornire alle amministrazioni locali ulteriori strumenti per fronteggiare con tempestività e certezza i rischi provenienti dal proliferare anche sul territorio regionale di luoghi dediti ad attività riconducibili al gioco d’azzardo, mirando a introdurre l’equiparazione tra le sale da gioco e le sale scommesse, in forza dell’intervenuta sentenza del Consiglio di Stato in merito, sottoponendo quindi anche le sale scommesse ai limiti già previsti per le sale da gioco relativamente alla distanza da punti sensibili come scuole, centri di aggregazione giovanili e luoghi di culto”.

 

La proposta di modifica prevede analogamente il coinvolgimento dei gestori delle sale scommesse nei percorsi di formazione obbligatoria per le sale da gioco e introduce la diffusione di materiale informativo sul rischio del gioco patologico anche nelle sale scommesse.

 

L’emendamento proposto dal consigliere Smacchi (Pd) intende introdurre la possibilità per i Comuni, al fine di tutelare la salute e la quiete pubblica, di “disporre limitazioni orarie all’esercizio del gioco tramite apparecchi elettronici all’interno delle sale da gioco, delle sale scommesse e degli esercizi pubblici e commerciali nei momenti di massimo afflusso”. PG/

 

Fonte Acs News