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marzo 2017

Carla Strasburgo

OMOFOBIA: “ IL PROSSIMO 4 APRILE SARÒ IN AULA PER SOSTENERE LA LEGGE. OGGI ERO A STRASBURGO PER IMPEGNI PROGRAMMATI E COMUNICATI UFFICIALMENTE ALLA PRESIDENTE”

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Carla Strasburgo(Acs) Perugia, 28 marzo 2017 – “La mia partecipazione alla 32esima sessione del ‘Congresso dei poteri locali e regionali’ era programmata da mesi e comunicata ufficialmente alla presidente dell’Assemblea Legislativa, Donatella Porzi, lo scorso 14 marzo. Ma mi rammarico lo stesso di non poter stata essere presente oggi in Aula per garantire il numero legale”. E’ quanto dichiara la consigliera regionale Carla Casciari (Pd) impegnata in questi giorni al Consiglio d’Europa di Strasburgo.

 

“Ho sempre sostenuto la legge per promuovere la cultura della non discriminazione delle persone sulla base del loro orientamento sessuale e della loro identità di genere – spiega – esprimendo anche il mio voto favorevole in III commissione lo scorso 22 giugno. Sono partita per Strasburgo sapendo che, con alcuni aggiustamenti, tutti i consiglieri del Pd, tranne uno, l’avrebbero sostenuta. Quindi non capisco cosa sia successo. A questo punto sono contenta che la discussione in Aula sia rimandata al prossimo 4 aprile per poter contribuire attivamente alla sua risoluzione ed approvazione. Questa legge è attesa da anni nella nostra regione. E’ necessaria in quanto reca un programma di interventi volti a favorire il raggiungimento dell’uguaglianza tra le persone a prescindere dal loro orientamento sessuale e dalla loro identità di genere in un Paese dove le stesse sensibilità del Pd hanno già riconosciuto le unioni civili”. RED/pg

 

 

Carla e Leo

INCONTRO CON L’ASSOCIAZIONE “AVANTI TUTTA” PRESIEDUTA DA LEONARDO CENCI

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Carla e Leo(Acs) Perugia, 22 marzo 2017 – “Un combattente vero non si arrende mai. Il farmaco migliore per affrontare una grave malattia è nel tuo stesso pensiero, nella tua forza mentale, nella determinazione di affrontare ogni situazione con il sorriso e la serenità”. Leonardo Cenci ha lanciato un messaggio forte, accolto con un forte applauso dagli oltre cento studenti di alcuni Istituti superiori di Perugia che stamani hanno partecipato, a Palazzo Cesaroni (Sala Brugnoli), ad un incontro con l’associazione ‘Avanti tutta onlus’ e di cui lo stesso Cenci è fondatore e presidente.

 

Il titolo dell’incontro, voluto dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Donatella Porzi, era ‘(Io) mi voglio bene’, un tema su cui si è sviluppato un interessante confronto che ha visto la sua massima espressione nella proiezione di un video, trasmesso due anni fa da Italia Uno, realizzato da Mauro Casciari, che ripercorreva la vita di Leonardo Cenci al quale nel 2012 gli fu diagnosticata una grave patologia oncologica con una breve aspettativa di vita.
“Leonardo – ha detto la presidente Porzi – è un personaggio che va conosciuto profondamente e che per noi è un grande esempio. Per questo ho fortemente voluto questa giornata a Palazzo Cesaroni insieme ai ragazzi delle scuole. Grazie alla sua volontà e al suo coraggio, Leo ha affrontato il suo grave problema di salute e, nonostante ciò, con la sua determinazione, ha raggiunto traguardi importanti e si è messo a disposizione degli altri con la sua associazione ‘Avanti tutta’, che raccoglie fondi per il Reparto di Oncologia dell’ospedale di Perugia e per la ricerca. La sua è una esperienza e una testimonianza positiva di cui abbiamo bisogno. Esempi che devono essere condivisi e che possono farci sentire davvero comunità”.

 

Carla e Leo 2Tra i promotori dell’iniziativa,la consigliera Carla Casciari che ha rimarcato come “nel titolo di questo incontro ‘(Io) mi voglio bene’ c’è un grande messaggio. Significa avere la consapevolezza che tutto è possibile. Leonardo ci insegna l’importanza di avere cura di se stessi, lui che lo sta facendo in modo impeccabile dopo aver avuto la diagnosi di cancro. Ci insegna a saper cogliere tutti gli aspetti positivi di ogni situazione. La sua positività è riuscita a contagiare l’Umbria intera e non solo. Il suo è un esempio di sano ottimismo, di voglia estrema di domare la realtà quotidiana. E questo che lui vuole lanciare ai ragazzi è un messaggio fortissimo. Che possano essere cioè protagonisti della loro vita quotidiana ed in ogni momento”.

 

Leonardo Cenci ha spiegato che: “L’associazione ‘Avanti tutta’ è nata tre anni fa registrando sin da subito una grandissima presa sul territorio. La città e tutte le persone che ho incontrato ed incontro ogni giorno continuano a regalarmi e a regalarci affetto. In questi anni abbiamo dato tantissimo all’oncologia medica, all’Azienda ospedaliera, riservando un’attenzione particolare alle borse di studio. Siamo felicemente consapevoli di percorrere un binario importante che è quello della passione e del sostegno alle persone meno fortunate. Il tema dell’incontro di oggi con le scuole rappresenta un progetto che sto portando avanti da un po’ di tempo e che ha la finalità di dare ai ragazzi una percezione diversa da quella che con ogni probabilità hanno rispetto alla vita, condizionata spesso da ansie, paure, incapacità, inutilità, bassa autostima. Io cerco di fargli capire quanto sia importante la salute e lo stile di vita. A questo lego ovviamente l’alimentazione, l’attività motoria e soprattutto il ‘pensiero positivo’.

 

Hanno partecipato all’iniziativa studenti del Liceo classico ‘A.Mariotti’ – Perugia, L’IIS Cavour-Marconi-Pascal – Perugia, Istituto ‘Bernardino Di Betto’ – Perugia, ITTS ‘Volta’ – Perugia. AS/DMB

FOTO: https://goo.gl/X5vUZl

sport

ATTIVITÀ SPORTIVE: VIA LIBERA DALLA TERZA COMMISSIONE A MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA LEGGE ’19/2009′

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sport(Acs) Perugia, 21 marzo 2017 – Con quattro voti favorevoli (Casciari, Chiacchieroni-Pd, Solinas, Rometti-SeR) e due astenuti (Carbonari-M5S, De Vincenzi-Rp), la Terza Commissione, presieduta da Attilio Solinas ha dato il via libera all’iniziativa legislativa firmata dai consiglieri Casciari, Chiacchieroni, Solinas, Ricci e Rometti, che prevede modifiche ed integrazioni alla legge regionale ’19/2009′ (Norme per la promozione e sviluppo delle attività sportive, motorie e ricreative). Si propone di potenziare l’attività motoria e sportiva nelle scuole e nelle strutture dedicate, con il coinvolgimento dei soggetti preposti: il Coni, il Comitato paralimpico, gli enti di promozione sportiva, le federazioni, l’associazionismo sportivo, i Comuni, le istituzioni scolastiche e, in generale, tutti i soggetti coinvolti nel sistema sportivo regionale.

 

Tra le finalità della legge c’è lo sviluppo delle relazioni sociali. La scuola viene riconosciuta come luogo preminente per la promozione dei valori della pratica sportiva e motoria. La legge punta, tra l’altro, alla promozione dell’adeguamento tecnologico dell’impiantistica regionale ai fini del risparmio energetico e alla sua diffusione, equilibrata sul territorio, delle strutture. Tra le novità previste nel testo la previsione delle ‘Palestre della salute’: strutture pubbliche o private, riconosciute dalla Regione attraverso procedura di certificazione, dove possono essere svolte attività di esercizio fisico scientificamente definito e prescritto da un medico a persone affette da patologie croniche non trasmissibili, per le quali è clinicamente dimostrato il beneficio prodotto dalla pratica dell’esercizio fisico. Previsto un Comitato tecnico scientifico con funzione consultiva e propositiva nel quale saranno rappresentate tutte le strutture operanti nel settore.

 

L’atto approderà, dunque, a breve in Aula dove relatori saranno, lo stesso presidente della Commissione e primo firmatario della legge, Attilio Solinas (per la maggioranza) e Marco Squarta (FdI) per la minoranza.

 

A margine della seduta, il presidente Solinas ha espresso la sua soddisfazione per il voto favorevole sulla proposta di legge. “Una iniziativa legislativa importante – ha tenuto a rimarcare – perché è stato fatto un lavoro di aggiornamento e miglioramento delle definizioni delle varie attività, agonistiche e non. Particolare rilievo viene dato allo sport di cittadinanza, un tema importantissimo perché interessa direttamente i cittadini attraverso la possibilità di poter disporre di piste ciclabili, percorsi verde, palestre. E questo sin dall’età scolastica. Si tratta di azioni di grande rilievo a fini preventivi: non solo quindi come azione di coesione sociale, ma anche con finalità a livello sanitario. La promozione dell’attività motoria viene così prevista sin dalle scuole elementari, poi l’avviamento allo sport nelle medie attraverso il coinvolgimento del Coni con attività, nelle scuole, in orari extrascolastici. Di rilievo anche le premialità previste per progetti che coinvolgono più associazioni ed enti di promozione sportiva, volte a promuovere l’attività motoria soprattutto nella popolazione anziana”.

 

SCHEDA La Regione riconosce la funzione sociale degli Enti di promozione sportiva del territorio e dell’associazionismo senza fini di lucro, individua nella scuola il luogo preminente dove promuovere i valori e i principi educativi della pratica sportiva e motoria, intesa come mezzo di espressione, di crescita e di formazione della persona, nonché di acquisizione di uno stile di vita sano. Nel perseguire gli obiettivi delle politiche per lo sport in favore di tutti i cittadini, la Regione collabora con il Coni, il Comitato paralimpico, le federazioni sportive, gli enti di promozione sportiva, le istituzioni scolastiche e l’associazionismo. A tale fine la Regione promuove l’adeguamento del patrimonio impiantistico favorendone l’innovazione tecnologica per il risparmio energetico e per garantire l’equilibrata diffusione sul territorio e fornire ai cittadini la massima fruibilità e pari opportunità di accesso alle attività sportive e motorie in ambienti sicuri e idonei. Al fine di analizzare le problematiche della pratica sportiva e individuare le linee strategiche della programmazione di settore, la Regione promuove, con cadenza triennale, gli STATI GENERALI DELLO SPORT E DELLE ATTIVITÀ MOTORIE, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati. Nel competente assessorato regionale è istituito il COMITATO TECNICO SCIENTIFICO DELLO SPORT, con funzioni consultive e propositive per gli indirizzi e gli interventi individuati nel piano triennale. AS/PG

Leonardo Cenci

AFFARI ISTITUZIONALI: MERCOLEDÌ 22 MARZO INCONTRO A PALAZZO CESARONI CON L’ASSOCIAZIONE “AVANTI TUTTA” SUL TEMA “(IO) MI VOGLIO BENE”

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Leonardo Cenci

Leonardo Cenci

(Acs) Perugia, 20 marzo 2017 – Mercoledì 22 marzo alle ore 9.30 nella sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, Piazza Italia 2 a Perugia, incontro con l’Associazione “Avanti tutta onlus” sul tema “(Io) mi voglio bene. Il segreto più semplice per resistere alle avversità della vita”.  All’iniziativa, patrocinata Dall’Assemblea legislativa dell’Umbria, parteciperanno la presidente Donatella Porzi, il presidente dell’associazione Avanti tutta, Leonardo Cenci e la consigliera regionale del Partito democratico Carla Casciari. RED/

Treno verde

TRENO VERDE 2017: “UN PLAUSO ALL’INIZIATIVA DI LEGAMBIENTE A SOSTEGNO DELL’ECONOMIA CIRCOLARE”

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Treno verde(Acs) Perugia, 18 marzo 2017 – “Un plauso per l’iniziativa promossa da Legambiente per valorizzare il concetto di economia circolare, in questi giorni al centro del dibattito europeo, per promuovere la sostenibilità che parte dal basso e per dar voce ai tanti protagonisti quali i titolari di aziende, startup, istituzioni, associazioni e territori”. Lo esprime il consigliere regionale Carla Casciari (Pd), che ieri pomeriggio, a Foligno, ha visitato il ‘Treno Verde 2017’.

 

“Il convoglio ambientalista di Legambiente e Ferrovie dello Stato – spiega Casciari -, realizzato con la partecipazione del ministero dell’Ambiente, quest’anno sta viaggiando lungo i binari d’Italia in un’edizione speciale dedicata all’economia circolare. Che non è più solo la sfida del futuro – prosegue Casciari – ma un orizzonte solido e reale per dire addio all’emergenza rifiuti, creare ricchezza e nuovi posti di lavoro. Esperienze in questo settore già esistono e sono realtà consolidate anche in Umbria. Ora occorre che anche la politica faccia la sua parte”.

 

“L’Assemblea legislativa dell’Umbria – continua il consigliere regionale – si sta impegnando su questo fronte. Insieme al collega Silvano Rometti (SeR), abbiamo lavorato in questi mesi ad una proposta di legge sulla ‘Promozione delle attività di donazione e distribuzione di prodotti alimentari e non, e di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà sociale’, condivisa con un’analoga proposta dal consigliere Marco Squarta (FdI). Questa nostra proposta di legge partecipata mira a perseguire, a livello regionale, le finalità e gli obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari e farmaceutici, già individuati dalle normative nazionali ed europee. I principi ispiratori sono quelli propri dell’economia circolare, ovvero quel modello di sviluppo che sostiene il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti ponendo l’accento sulla sostenibilità ambientale, economica ed etica, in tutte le fasi di produzione di un bene fino al suo ultimo utilizzo possibile anche a seguito di recupero e riuso”. RED/mp

Carla Casciari

MOBILITÀ NOTTURNA PERUGIA: “FINALMENTE AL VIA NEI PRIMI GIORNI DI APRILE IL NUOVO SERVIZIO PER STUDENTI E CITTADINI”

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 15 marzo 2017 – “Accogliamo con soddisfazione la notizia che nei primi giorni di aprile prenderà finalmente il via il servizio sperimentale di mobilità notturna per studenti e cittadini, grazie al progetto elaborato da Adisu, dai rappresentanti degli studenti e dall’Università e finanziato esclusivamente dalla Regione Umbria con circa 25mila euro al mese”. Lo dichiarano i consiglieri Carla Casciari e Giacomo Leonelli (PD), sottolineando che si tratta di un servizio da loro “caldeggiato” anche attraverso la presentazione di un ordine del giorno, discusso ed approvato in Aula a fine luglio 2016.

 

“Ci ha spinto la certezza – spiegano Casciari e Leonelli – che le facoltà universitarie dell’Ateneo necessitano anche, per poter essere sempre più attrattive, di servizi efficienti che ne accrescano l’appeal. Le sedi delle facoltà, infatti, sono ormai dislocate in quartieri diversi, distanti tra loro e dal centro delle città, mentre l’Università di Perugia sta potenziando i servizi serali e notturni dedicati agli studenti, come per esempio le aree di studio e le biblioteche aperte fino a tarda ora. Da qui la necessità di mettere a disposizione dei loro fruitori servizi di trasporto che funzionino anche in quegli orari”.

 

Secondo Casciari e Leonelli rendere “più comoda la mobilità pubblica, attraverso l’estensione dell’orario di esercizio è uno di quei servizi che gli studenti universitari cercano ed apprezzano quando scelgono di iscriversi ad un Ateneo in una regione diversa dalla loro, e siamo consapevoli dell’importanza che riveste per l’economia cittadina e regionale il fatto che il numero di iscritti all’Università di Perugia mantenga i suoi livelli e, anzi, auspicabilmente possa ulteriormente allagarsi. Speriamo quindi – concludono – che anche i Comuni, a cominciare ovviamente da quello di Perugia, investano risorse proprie su un servizio che, se potenziato, renderà più appetibile il nostro sistema universitario e più fruibili le nostre città”.

 

Fonte Acs News

Carla Casciari

LAVORI D’AULA: “FINANZIARE BORSE DI STUDIO PER I FIGLI DI EMIGRATI UMBRI RESIDENTI ALL’ESTERO” – APPROVATA ALL’UNANIMITÀ LA MOZIONE CASCIARI (PD)

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 14 marzo 2017 – In chiusura della seduta odierna, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato la mozione, firmata e illustrata in Aula da Carla Casciari (Pd), che chiede all’esecutivo di Palazzo Donini di “istituire e finanziare delle borse di studio universitarie, inclusive di vitto, alloggio ed esenzione dal pagamento delle tasse di iscrizione, per i figli di emigrati umbri residenti all’estero”.

 

Presentando l’atto di indirizzo, Casciari ha spiegato che “gli umbri che vivono all’estero sono 34.670. Andrebbe quindi valutata, insieme ad Adisu e sentito il parere del Consiglio regionale dell’emigrazione, di integrare e completare il ‘Piano annuale degli interventi a favore dei lavoratori emigrati e delle loro famiglie’, con cui la Regione Umbria sostiene gli interventi finalizzati a sviluppare i legami economici, culturali e sociali con gli umbri che vivono all’estero. Tra le attività svolte dalla Regione ci sono anche – ha ricordato Carla Casciari – quelle finalizzate al sostegno delle numerose associazioni di umbri all’estero che rappresentano un fondamentale nodo di collegamento tra gli emigrati e il loro paese natio. Questi interventi hanno, tra gli obiettivi, la promozione di un’offerta di formazione linguistica e culturale per i giovani e consentono di mantenere legami con l’Umbria, utili anche alla promozione della regione all’estero. La Regione Umbria offre presso le proprie sedi universitarie (Università degli Studi di Perugia e l’Università di Stranieri), corsi di laurea di eccellente qualità e che potrebbero incontrare l’interesse di studenti figli di emigrati umbri che risiedono all’estero. Lo studio e la permanenza presso una delle sedi delle nostre università – ha concluso – potrebbe rappresentare un’esperienza formativa unica nel suo genere per uno studente che ha sempre vissuto l’Umbria e la sua cultura come qualcosa di tangibile e di reale, un sentimento di appartenenza che si tramanda di generazione in generazione”.

 

Claudio Ricci (Rp) è intervenuto per manifestare “condivisione della proposta di Carla Casciari, perché riguarda un grande numero di umbri che vivono fuori da questa regione. La loro riconnessione formale, il sostegno che possiamo dare a questi giovani, hanno una funzione legata al mantenimento di un livello identitario, ma anche di una rete commerciale all’estero”.

 

Prima del voto l’assessore regionale Antonio Bartolini ha espresso il “pieno appoggio della Giunta alla proposta del consigliere Casciari”. MP/

Carla Casciari

QUESTION TIME: “SOSTENERE E IMPLEMENTARE L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO”

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(Acs) Perugia, 14 marzo 2017 – Nel corso della seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria dedicata alle interrogazioni a risposta immediata (question time), la consigliera  Carla Casciari (Pd) ha illustrato l’atto ispettivo con cui chiede all’Esecutivo regionale di rendere note “le azioni che intende intraprendere per sostenere ed implementare i percorsi di ‘Alternanza scuola-lavoro’ (Asl) nei prossimi anni scolastici e se ci sono territori che hanno mostrato maggiore difficoltà a garantire percorsi Asl”.

 

“I dati del Focus ‘Alternanza Scuola-Lavoro‘ (Asl), pubblicato dal Miur nell’ottobre scorso – ha spiegato Casciari – evidenziano che l’Umbria è nella media nazionale con il 95,7 per cento degli istituti scolastici in Asl (87 statali e 3 paritari). Se si analizzano i dati complessivi delle classi terze, quarte e quinte il valore è un po’ più basso con il 94,9 per cento. Dal monitoraggio del ministero emerge che in Umbria nel 2015/16 sono state 3.816 (2,5 per cento in termini assoluti) le strutture ospitanti gli studenti nel progetto Asl che si è riuscito a coinvolgere 12mila ragazzi, pari al 56,8 per cento degli studenti degli istituti professionali, tecnici e dei licei. Per favorire l’alternanza la Regione Umbria ha approvato, nel maggio scorso, l’avviso sperimentale per l’anno scolastico 2015/16 relativo all’Accordo quadro per la diffusione e l’implementazione di buone pratiche di Asl tra Ufficio scolastico regionale per l’Umbria, Regione Umbria, Università degli Studi di Perugia e Confindustria Umbria rivolto ai licei ubicati nelle due province, per un totale di 290 studenti. Solo 13 licei umbri – conclude – hanno fatto richiesta per aderire all’accordo quadro promosso dalla Regione Umbria e l’Usl Umbria2 non ha dato disponibilità ad ospitare i percorsi di ASL”.

 

Nella risposta l’assessore Antonio Bartolini ha detto che “il tema dell’alternanza scuola lavoro è stato anche discusso in un importante convegno dell’Assemblea legislativa la scorsa settimana. Giunta e Assemblea credono molto in questa iniziativa che cambia il rapporto tra scuola e lavoro. La Regione, oltre al protocollo con l’Ufficio scolastico regionale e Confindustria che sta andando avanti con un tavolo aperto, ha un protocollo con Bosch. Inoltre l’anno scorso abbiamo messo a disposizione 267 posti di enti pubblici e del sistema regionale, coinvolgendo anche le agenzie e le Aziende sanitarie locali”.

 

Nella sua replica Casciari si è detta “soddisfatta della risposta. Ritengo opportuno che la Giunta pensi ad incentivare le imprese che si mettono a disposizione delle scuole, magari con un riconoscimento all’impresa socialmente responsabile. Sarebbe importante anche pensare ad un osservatorio regionale per valutare la qualità dei percorsi di alternanza scuola-lavoro”. DMB/

 

Fonte Acs News

Assemblea

IL NUOVO PIANO SOCIALE REGIONALE PENSA A NUOVE EMERGENZE SOCIALI E GUARDA IN MODO INTEGRATO ALLA PERSONA

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Assemblea“Si tratta di un Piano sociale atteso, che ha avuto una partecipazione lunga nei territori, e che ha un’ottica di nuovo welfare e una nuova strutturazione dei servizi. Con il Sia per la prima volta si parla non più di assistenzialismo passivo, ma di presa in carico multidimensionale: ad oggi ha garantito un reddito minimo a 500 famiglie umbre. Il Piano non parla solo di disabilità ma anche di lavoro, istruzione e tutela delle fasce più svantaggiate. Per la prima volta si applica l’impostazione del Fondo sociale europeo con la presa in carico attiva. Con un emendamento in Commissione ho cercato di garantire l’attivazione di servizi che possano certificare le competenze acquisite dalle persone con disabilità durante i formali percorsi di istruzione e formazione. Altro tema importante è il welfare aziendale. Il Piano sostiene la rete Informa giovani ma dà anche la possibilità di strutturare meglio la carta regionale degli studenti”. Lo ha dichiarato il consigliere Carla Casciari (Pd) durante la seduta dell’Assemblea legislativa del 7 marzo dove il Nuovo Piano Sociale è approvato, con i 13 voti favorevoli della maggioranza,  3 contrari (De Vincenzi-RP, Mancini e Fiorini-LEGA) e 4 astenuti (Squarta-FDI, Ricci-RP, Liberati e Carbonari-M5S). Si tratta di un atto amministrativo che si integra con il Piano sanitario regionale, in particolare per le prestazioni socio-sanitarie, e stabilisce le modalità e gli strumenti per l’integrazione con le politiche del welfare e con i piani regionali di settore. Ribadita la centralità della persona e assegnato il ruolo da protagonisti alle zone sociali, per focalizzare al meglio i bisogni dei vari territori, e anche i cittadini che non saranno soltanto destinatari degli interventi, ma anche fautori del proprio welfare di territorio. Per la prima volta disponibili considerevoli risorse europee che, nonostante la tendenza generale al ribasso, portano il totale disponibile nel triennio a oltre 70milioni di euro.

 

L’atto, illustrato in Aula dal presidente della Terza commissione consiliare, Attilio Solinas, presenta una ricognizione attualizzata della situazione sul territorio regionale e alcuni elementi di novità riguardanti il monitoraggio sull’efficacia delle azioni messe in atto dalle Zone sociali. Il documento è stato aggiornato ai mutati bisogni della comunità umbra che si presenta come la regione con la più alta percentuale di ultra 75enni rispetto alla popolazione, con una crisi economica che ha portato a un impoverimento della comunità e a maggiori difficoltà che incontrano le famiglie a sostenere le fragilità interne.

 

SCHEDA PIANO SOCIALE REGIONALE
Si integra con il Piano sanitario regionale, in particolare per le prestazioni socio sanitarie, e stabilisce le modalità e gli strumenti per l’integrazione con le altre politiche del welfare e con le altre politiche e piani regionali di settore.

OBIETTIVI del Piano sono: promuovere l’innovazione sociale mediante una programmazione orientata all’inclusività e alla partecipazione attiva dei cittadini; assicurare un livello di integrazione socio-sanitaria che determini un cambiamento organizzativo e culturale del sistema locale dei servizi sociosanitari, riprendendo il modello maturato nell’ambito della non autosufficienza con il PRINA (Piano regionale integrato per la non autosufficienza); riqualificare, con il coinvolgimento dei territori, i livelli essenziali dell’assistenza sociale; implementare il SISO (Sistema informativo sociale) integrandolo con il Sistema informativo regionale e in coerenza con l’Agenda digitale dell’Umbria.

ZONE SOCIALI: Le zone sociali dovranno riappropriarsi del loro ruolo, intervenire su anziani o giovani, porre attenzione sui flussi migratori, sostenere le persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità al fine di ridurre il rischio di scivolamento verso forme di povertà estrema e, in modo particolare, le famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento. Occorre favorire la permanenza di persone con disabilità, giovani, adulte o minori, nel proprio domicilio, evitando il ricovero in strutture residenziali. Il ruolo delle zone sociali sarà importante per il protagonismo che viene loro richiesto e per la definizione degli obiettivi: i piani sociali di zona debbono interpretare i bisogni locali e mettere a disposizione strumenti per realizzare le attività individuate. Quindi le zone sociali diventano motore degli interventi, strumento essenziale della governance. E per la prima volta sono previste premialità e penalità per le zone sociali inadempienti.

WELFARE DI COMUNITÀ: attraverso l’implementazione di nuove forme di sostegno all’autonomia delle persone con disabilità con l’avvio di percorsi di istruzione e formazione miranti a certificare competenze acquisite anche non formali, sostenendo parallelamente una valorizzazione di prodotti derivati da tali attività etiche e sociali.

OPERATORE DI QUARTIERE: la sua azione si estende dalla cura delle città in termini di qualità dello spazio fisico e dei luoghi pubblici, alla cura delle persone, in termini di valorizzazione dei servizi alla persona. Un operatore che agevoli le persone più deboli ad accedere ai servizi di cui hanno bisogno, in coordinamento con i soggetti che già operano nel  territorio, e svolga attività di ascolto nell’ambito della comunità, favorendo anche l’attivazione delle reti sociali, allo scopo di definire specifici progetti condivisi ed economicamente sostenibili.

ASSEGNO DI SOLLIEVO: per scegliere direttamente le cure per i propri cari: il Piano raccoglie l’esigenza manifestata da famiglie con persone non autosufficienti di poter scegliere se ricorrere ai servizi o incassare un assegno.

RISORSE FINANZIARIE: Sono nazionali, regionali e provenienti dalla UE. Il Fondo nazionale politiche sociali riserva per il 2016 all’Umbria 4 milioni e 600mila euro, a cui bisogna aggiungere i 4 milioni 544mila 623 euro del  Fondo sociale regionale, finanziato dal bilancio della Regione Umbria e altre risorse di minore entità: i 123mila euro dal Fondo nazionale politiche per la famiglia e i 25mila euro che, sempre lo Stato, destina alle politiche giovanili. In totale sono 9 milioni 183mila e 716 euro, cui vanno aggiunti i 6 milioni e 800mila euro destinati al Fondo nazionale non autosufficienza.
Altre risorse, di entità minore e diluite nel corso degli ultimi anni, provengono dalle leggi regionali approvate, quindi dal Fondo per agevolare l’accesso al microcredito con il prestito sociale d’onore, dal Fondo di emergenza per le famiglie delle vittime di incidenti mortali sul lavoro e dalle risorse già previste per la promozione dell’associazionismo familiare, per l’invecchiamento attivo e per gli interventi in materia di immigrazione.
Altro ramo di finanziamenti è quello proveniente dal Fondo sociale europeo, Asse inclusione sociale del POR FSE Umbria 2014-2020: 41 milioni 358mila 990 euro che l’UE destina all’Umbria per l’inclusione attiva, la riduzione della povertà e dell’esclusione sociale, l’incremento dell’occupabilità e anche per promuovere le pari opportunità, cui devono aggiungersi 14 milioni 167mila 168 euro per il miglioramento dell’accesso ai servizi, sostenibili e di qualità, per un totale di risorse UE pari a 55 milioni 526mila 158 euro.

NOVITÀ: “Per la prima volta viene impiegato un sistema di monitoraggio informativo che permette di misurare lo stato di bisogno dei cittadini e gli interventi fatti nel sociale, tramite un meccanismo di controllo su chi riceve sostegno e chi no, grazie alla messa in rete delle strutture coinvolte. Inoltre, uno specifico capitolo è destinato alle risposte all’emergenza sociale, con la creazione di un modello umbro di servizi socio-comunitari in grado di rispondere all’emergenza, con particolare attenzione alle aree interne, specialmente montane, territori più fragili sia in base agli indicatori economici che per la maggiore presenza di anziani”.

Carla Casciari

LUDOPATIA: “DISAPPUNTO PER IL RINVIO DELLA DISCUSSIONE DELLA MIA PROPOSTA DI LEGGE”

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 7 marzo 2017 – “Esprimo tutto il mio disappunto nell’apprendere che la Conferenza dei capigruppo ha deciso di rinviare la discussione della mia proposta di modifica della legge regionale ’21/2014′ relativa alle ‘Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico’”. Così  la consigliera regionale Carla Casciari (Pd) che dice di non comprendere la decisione, “soprattutto perché questo atto, votato in Terza commissione, è passato con solo due astenuti. Rinviare la sua votazione, perché solo ora è arrivata una lettera di richiesta di un confronto da parte di una associazione di gestori, non lo ritengo etico proprio perché l’Umbria è stata una delle prime Regioni a deliberare una legge sulla ludopatia”.

 

“La proposta di legge – spiega Casciari – è volta ad equiparare le nuove sale scommesse, oggi autorizzate solo dalle Questure con i requisiti del Testo unico di Pubblica sicurezza, alle sale da gioco, in particolare per quanto riguarda la distanza da luoghi sensibili, dopo che la giurisprudenza ha decretato la loro pericolosità per la salute pubblica. Nell’ultimo rapporto Epidemiologico sul ‘Gioco d’azzardo patologico nella regione Umbria’, redatto dall’Osservatorio regionale delle dipendenze – aggiunge -, emerge che nel 2014 il 39,7 per cento della popolazione studentesca, di età compresa tra i 15 ed i 19 anni, gioca soldi. Il 7,6  di coloro che lo fanno presentano un comportamento problematico e l’11,3 un elevato rischio di comportamento problematico. Se si analizza la popolazione in generale, di età compresa tra i 15 e i 64 anni, il profilo di gioco problematico in Umbria riguarda il 5,6 percento delle persone, contro il 5,4 della media nazionale”.

 

“Sono circa 10mila – rileva Casciari – gli umbri con un profilo di gioco problematico che dovrebbero essere raggiunti da iniziative di prevenzione o servizi di trattamento. Ed infatti dal 2013 al 2015 le persone che hanno avuto bisogno di essere seguite dai servizi per le dipendenze sono raddoppiate: da 189 prese in carico nel 2013 a 357 del 2015. Il rapporto, infine, sottolinea che solo nel 2013 gli umbri hanno speso per giochi autorizzati dai monopoli circa 236 milioni di euro pari a circa 246 euro pro capite. Abbiamo in essere – conclude – delle situazioni critiche, come quella dell’apertura di una sala giochi a Porta Pesa a Perugia, in un contesto nel quale incidono circa mille studenti e le loro famiglie”.

 

Fonte Acs News