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luglio 2017

anastasia

TERZA COMMISSIONE: “SITUAZIONE SISTEMA PENITENZIARIO ‘DELICATA’. RISCHIO NUOVO SOVRAFFOLLAMENTO”

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anastasia(Acs) Perugia, 27 luglio 2017 – “La situazione del sistema penitenziario italiano può essere definita nuovamente ‘delicata’. Dall’inizio dello scorso anno si è registrato un INCREMENTO, A LIVELLO NAZIONALE, DI CIRCA 5MILA UNITÀ. Gli Istituti penitenziari umbri, al momento, soffrono relativamente. E questo anche per effetto di circostanze legate agli eventi sismici del 2016, per cui l’amministrazione penitenziaria, a suo tempo, ha dato disposizioni di non trasferire detenuti verso gli istituti delle Marche e dell’Umbria. Tuttavia, nonostante ciò, siamo arrivati comunque a livelli di capienza massima ed in alcuni casi leggermente superata.”. Lo ha detto ieri, in Terza Commissione, presieduta da Attilio Solinas, il Garante regionale dei detenuti, Stefano Anastasìa, eletto nell’aprile 2016 dall’Assemblea legislativa. “Per quanto riguarda il dato nazionale di RAPPORTO TRA DETENUTI E PERSONALE di polizia penitenziaria – ha aggiunto – è del 64,2 PER CENTO (ogni 100 detenuti ci sono mediamente 64 unità di polizia). In UMBRIA questo dato mostra maggiori criticità ad ORVIETO (59,6 PER CENTO) ed a TERNI (54,2 PER CENTO). A SPOLETO invece la presenza di polizia penitenziaria, anche per la storica conformazione dell’Istituto, è del 74,9 PER CENTO”.

 

Invitato a Palazzo Cesaroni su indicazione del consigliere Carla Casciari, Anastasìa ha tracciato quindi un quadro generale sulla situazione degli Istituti umbri, annunciando, a breve, la consegna alla Commissione e quindi all’Assemblea legislativa, della relazione annuale rispetto alla sua attività svolta.

 

“Dai dati di fine giugno – ha spiegato il Garante regionale – sono 1399 I DETENUTI NEGLI ISTITUTI UMBRI. Le situazioni più sensibili e difficili si verificano in quelli di Spoleto e Terni dove vengono trasferiti detenuti soprattutto in alta sicurezza dalle regioni meridionali. L’istituto di Orvieto, per le sue particolari caratteristiche di custodia attenuata, risulta non completamente occupato, mentre quello di Perugia copre esattamente la capienza regolamentare. In base alla tendenza nazionale, NEI PROSSIMI MESI, LA SITUAZIONE POTREBBE AGGRAVARSI anche in Umbria. Le risorse già scarse, sia economiche che di personale, in considerazione di una maggiore presenza in carcere, diventano ancora più scarse perché devono essere distribuite in una mole di attività che non sempre è possibile assicurare. L’Umbria ha sofferto, in modo particolare, le difficoltà della riorganizzazione predisposta dal Ministero della Giustizia a livello territoriale, che ha portato alla SOPPRESSIONE DEL PROVVEDITORATO DELL’UMBRIA ACCORPANDOLO A QUELLO DELLA TOSCANA. Si sono registrate oggettive difficoltà di programmazione dell’intervento del provveditorato sul territorio regionale, anche con qualche spiacevole situazione di destinazione in Umbria delle situazioni più problematiche della Toscana. Situazioni, spesso, proprie di piccoli regioni aggregate ad altre più grandi. Quanto ad eventi critici all’interno degli Istituti, pur essendo reduci da una tragedia accaduta in quello di Spoleto, dove c’è stato il suicidio di un giovane detenuto, la situazione in Umbria non risulta grave come altrove. Si è trattato di un gravissimo episodio che però non ha riscontro. NEL 2016 SI SONO VERIFICATI 4 TENTATIVI DI SUICIDIO A SPOLETO”.

 

Rispondendo ad una domanda del consigliere Casciari, in merito al reinserimento lavorativo e la formazione in carcere, Anastasìa ha risposto che “le principali doglianze che arrivano, sia da parte dei detenuti che del personale e della dirigenza, si basano sul fatto che nello scorso anno e a tutt’oggi NON È STATA PROGRAMMATA ATTIVITÀ DI FORMAZIONE PROFESSIONALE ALL’INTERNO DEGLI ISTITUTI. Questo è il risultato di un atto di indirizzo del Governo secondo il quale l’attività di formazione professionale intramuraria sarebbe stato parte del Por di inclusione gestito dal ministero per il Lavoro e quello della Giustizia. Ma questa attivazione di formazione intramuraria non c’è stata e quindi la Regione Umbria, più attenta e più ligia a seguire le indicazioni, e per non sovrapporre gli interventi di fonte comunitaria, ha indirizzato tutte le sue risorse disponibili del Por al sostegno dei percorsi di alternativa al carcere, all’esterno quindi del sistema penitenziario. Il risultato imbarazzante deriva dalla relazione del Garante nazionale dello scorso mese di marzo: rispetto ai dati del 2016 sulla formazione professionale, l’unica regione in cui risulta ‘zero’ è l’Umbria perché, evidentemente le altre Regioni hanno ignorato l’indicazione del Governo, continuando a svolgere un minimo di attività e sostegno alla formazione intramuraria. Sollecitato dai detenuti e dalle dirigenze degli Istituti mi sono attivato presso gli uffici che gestiscono il Fondo Sociale Europeo che mi hanno assicurato il recupero di risorse da dedicare a questo tipo di formazione con una disponibilità già per il 2018. Sarà comunque necessario, in futuro, riorientare le risorse in questo settore. Grazie comunque alla quota di fondi destinati alla formazione per l’inserimento lavorativo in alternativa al carcere, LA COMPONENTE DI PERSONE CHE LAVORA ALL’ESTERNO HA VISTO UN AUMENTO DA 8 A 21 UNITÀ NEL CORSO DEL 2016”. AS/

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WELFARE: “BENE LA PROROGA DECISA DALLA REGIONE PER GLI ASILI NIDO CHE SALVA LA SITUAZIONE DELLE FAMIGLIE DI PERUGIA”

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IMG-20170725-WA0022(Acs) Perugia, 25 luglio 2017 – “Con la decisione della Giunta regionale di prorogare al 31 agosto 2020 gli interventi di adeguamento degli asili nido, abbiamo sanato l’immobilità dell’Amministrazione perugina che, incurante delle esigenze delle giovani famiglie umbre, ha aspettato fine luglio per porre il problema agli uffici regionali”. Così i consiglieri del Partito Democratico, Carla Casciari e Giacomo Leonelli.

“Con questo intervento – precisano Casciari e Leonelli – mettiamo una toppa all’indolenza dell’Amministrazione comunale di Perugia che ha avuto tre anni per gli adeguamenti alle strutture senza adoperarsi compiutamente in tal senso. Con l’approvazione di questa norma i Comuni possono modificare il termine da concedere ai soggetti gestori dei servizi per gli eventuali adeguamenti, tenuto conto degli interventi da realizzare e fermo restando il possesso dei requisiti minimi di sicurezza, spostandolo al 31 agosto 2020. Contemporaneamente la Regione ha anche inserito una norma che fa obbligo agli stessi Comuni, che gestiscono direttamente i servizi socio educativi per la prima infanzia, ad individuare, entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio di previsione per il 2018 e comunque entro e non oltre il 30 giugno 2018, gli interventi da realizzare e la programmazione finanziaria degli investimenti, trasmettendo i relativi atti deliberativi all’Amministrazione regionale”.

“Purtroppo – sottolineano i due consiglieri del Pd – rimane sullo sfondo il rischio concreto per le famiglie perugine, visto il ritardo nell’apertura delle graduatorie degli asili pubblici, di perdere il ‘bonus asilo’ di mille euro promosso dal Governo, rispetto al quale la Regione non ha competenze per intervenire e che può essere sanato o almeno tamponato solo con un impegno del Comune di Perugia presso Inps e Governo, che non possiamo che auspicare. Apprezziamo la volontà e la responsabilità dell’assessore Antonio Bartolini. Ora – concludono – il Comune si impegni per non creare ulteriori incertezze nella quotidianità dei bambini e delle loro famiglie senza aspettare ulteriori tre anni”. RED/dmb

Carla Casciari

WELFARE: “SUBITO OPERATIVA LA PROPOSTA DI LEGGE SULLO SPRECO” 

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 26 luglio 2017 – “L’approvazione dell’ordine del giorno ci permetterà di portare in Aula per la sua approvazione la legge sulla ‘Promozione delle attività di donazione e distribuzione di prodotti alimentari e non, e di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà sociale’, votata della Terza Commissione consiliare permanente il 2 maggio scorso”. Il consigliere regionale Carla Casciari (PD) commenta con soddisfazione l’attenzione posta dall’Aula sull’ordine del giorno firmato insieme al consigliere Silvano Rometti (Socialisti  e Riformisti).

 

“L’obiettivo di questa legge – spiega Casciari – è di sostenere la rete di protezione sociale per le nuove povertà, visto che anche l’ultimo report su ‘La povertà in Italia’, diffuso dall’Istat nei giorni scorsi, parla di 1milione e 619mila famiglie residenti in Italia in condizione di povertà assoluta. Anche se rispetto al 2015 si rileva una sostanziale stabilità della povertà assoluta in termini sia di famiglie sia di individui – aggiunge -, è emerso che, analizzando i dati, le famiglie residenti nei comuni delle aree metropolitane vedono migliorare la propria condizione, mentre nei comuni del Centro Italia l’andamento sembra essere peggiore. E ciò, sempre secondo il report Istat, trova in parte riscontro nella situazione  causata dal terremoto sul tessuto economico, che ha colpito ampie zone di Umbria, Marche e Lazio”.

“Quindi – commenta Casciari -, oggi più che mai, in presenza di questa contingenza negativa è compito della politica velocizzare le azioni che possano perseguire, a livello regionale, le finalità e gli obiettivi di riduzione del disagio di nuove povertà. Tutto questo – conclude – mettendo a sistema le buone pratiche e comportamenti responsabili che nel tempo si sono sviluppati in alcune aree, grazie alla sussidiarietà di volontariato ed enti caritatevoli che danno risposte capillari ai nuovi bisogni e sostenendo nel contempo la ridistribuzione delle eccedenze alimentari e non in una ottica di economia circolare”. RED/as

coldiretti

AGRICOLTURA: “CONDIVISIBILI LE PREOCCUPAZIONI DEGLI AGRICOLTORI PER I DANNI PROVOCATI DAI CINGHIALI”

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coldiretti(Acs) Perugia, 24 luglio 2017 – “Le preoccupazioni degli agricoltori per i danni provocati alle loro colture sono condivisibili e ritengo sia urgente agire sul tema in maniera coordinata con gli agricoltori stessi e il mondo venatorio, che interviene nella gestione della presenza dei cinghiali sul territorio con azioni di contenimento della specie che, secondo le norme comunitarie, nazionali e regionali avviene sia tramite l’abbattimento selettivo che con l’attività venatoria”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Partito democratico) a margine della manifestazione di questa mattina, in centro, a Perugia organizzata dalla Coldiretti con la quale gli agricoltori hanno richiesto strumenti e misure per fronteggiare le difficoltà derivanti dall’emergenza siccità e per la tutela delle aziende agricole minacciate dalla presenza massiccia di fauna selvatica, in particolare modo dei cinghiali.

 

Casciari ricorda di aver depositato, nello scorso mese di marzo, una mozione per l’instaurazione in Umbria di un “sistema di filiera corta che sappia valorizzare la qualità della carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale. Una proposta – aggiunge l’esponente della maggioranza -, che spero venga presto presa in esame dall’Assemblea legislativa. L’atto, infatti – spiega -, mira a considerare l’opportunità di instaurare in Umbria un sistema di filiera corta che sappia valorizzare la qualità, da un punto di vista igienico e organolettico, della carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, attraverso un sistema che preveda la verifica degli animali e loro lavorazione presso mattatoi specificatamente autorizzati e a disposizione delle squadre di contenimento”.

 

Questa prospettiva – commenta Casciari – consentirebbe la creazione in Umbria di una nuova ‘economia’ derivante dall’attività di abbattimento selettivo e venatoria, e allo stesso tempo creerebbe le condizioni per l’instaurazione di un sistema di controllo della qualità delle carni di selvaggina che poi finiscono sulle nostre tavole”.

 

Casciari tiene a precisare che, nel suo documento di indirizzo “è previsto che facciano parte della filiera le istituzioni regionali e locali, il Dipartimento di prevenzione, il Servizio sanitario e gli Ambiti territoriali di caccia. Si è inoltre pensato di coinvolgere attivamente i Parchi dell’Umbria – conclude -, dove si trovano il maggior numero di ungulati, con l’obiettivo finale di un marchio locale delle nostre carni da promuovere sul territorio regionale e sui mercati nazionali ed internazionali”. RED/as

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QUESTION TIME: “ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE”

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20170529_120603(Acs) Perugia, 18 luglio 2017 – Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa, dedicata alla discussione delle interrogazioni a risposta immediata (question time), la consigliera regionale Carla Casciari (PD) ha interrogato la Giunta per sapere “quanti e quali Comuni umbri hanno provveduto a predisporre ed attuare i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche, e se l’Esecutivo ha intenzione di adottare provvedimenti in tal senso”.

 

Casciari ha ricordato che è necessario “pensare ad un’edilizia per tutti e ad un turismo accessibile. La Regione Umbria ha aderito alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità che riafferma l’universalità, l’indivisibilità, l’interdipendenza e l’interrelazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali e la necessità per le persone disabili di poterne godere. Nel fare propri questi principi, la Regione ha istituito l’Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità, operativo dal 2013. Tra le attività portate avanti, va segnalata l’azione diretta al superamento delle barriere architettoniche presenti sul territorio regionale. Sulla base della Convenzione ogni intervento su quanto già costruito deve essere ispirato ai principi di accomodamento ragionevole, un compromesso tra costi e risultati ottenuti. Inoltre l’Osservatorio, d’intesa con l’assessorato regionale sulle politiche della Casa e dei Lavori Pubblici, ha promosso, per tramite dell’Anci Umbria, una rilevazione sullo stato di censimento delle barriere architettoniche”.

 

L’assessore Giuseppe Chianella ha risposto che “l’attenzione da parte della Regione sull’abbattimento delle barriere architettoniche è notevole. C’è il massimo impegno per gli interventi sugli immobili pubblici e stiamo lavorando positivamente su questo versante. Inoltre la Regione sta sollecitando il Ministero per un intervento speciale sugli edifici privati che ponga fine ad una lacuna che è di tutte le Regioni. L’Osservatorio ha avviato un’indagine conoscitiva alla situazione dei piani per l’abbattimento delle barriere architettoniche, inviando ai Comuni un questionario per comprendere lo stato di attuazione dei piani. Solo sette Amministrazioni hanno risposto e solo una una ha riferito di essersi dotata di tale strumento. A gennaio 2017 è stato ricostituito l’Osservatorio per il prossimo triennio, confermando il nostro impegno. La Regione ha intrapreso tutte le iniziative possibile per l’eliminazione delle barriere architettoniche sia negli edifici privati che per quelli pubblici e per gli spazi all’aperto, con interventi concreti su piano economico. Per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati la Regione, nel corso degli anni, ha anticipato 5milioni di euro su un fabbisogno di oltre 14milioni. Ieri è stata approvata una delibera in Giunta per una ricognizione dei fabbisogni, che nel 2017 assomma a oltre 673mila euro. Con l’attuazione del bando 2007-2013 la Regione ha individuato il fabbisogno del patrimonio pubblico, e sono stati ammessi a finanziamento  21 progetti su un totale di 35: sono stati finanziati progetti per 2,3 milioni di euro su un totale di 4milioni”.

 

Nella sua replica Casciari si è detta “soddisfatta per la risposta esaustiva dell’Assessore. I Comuni purtroppo fanno fatica a censire il proprio territorio. Per questo chiedo che non cali l’attenzione politica su questo tema, e che i Comuni vengano ulteriormente sensibilizzati a produrre i piani comunali di eliminazione delle barriere architettoniche”. DMB/

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Stato di adozione da parte dei Comuni dei cosiddetti Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA)

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20170530_123839Una barriera architettonica è qualunque elemento che impedisca una piena fruizione sicura ed autonoma di uno spazio, di un servizio ad un qualunque cittadino, qualunque sia la condizione fisica o psichica. Quindi qualunque “ostacolo” che impedisce l’accesso ad un luogo pubblico o privato od ad un turista anziano claudicante o ad una mamma con passeggino. A maggior ragione se il cittadino è una persona con disabilità, ove le menomazioni fisiche, mentali intellettuali o sensoriali rendono ancora più difficile superare ed affrontare tali barriere.

La RU con DGR 876/2011 ha fatto propri i principi della Convenzione Onu (ratificato legge 18/2009) nella quale si riafferma, per le persone con disabilità, l’interdipendenza, l’interrelazione di tutti i diritti e le liberà fondamentali e si investe su politiche che favoriscano in modo trasversale la piena autonomia delle persone con disabilità. Nel fare ciò ha istituito l’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, operativo dal 2013, che con grande lavoro porta avanti l’impegno per l’affermazione nelle politiche regionali i principi di piena inclusione sanciti nella convenzione Onu.

Considerato che la legge 41 del 1986 (legge finanziaria) è la prima normativa ad introdurre i PEBA per gli edifici pubblici e dava ai Comuni un anno di tempo per adottare i Piani di eliminazione; successivamente la L. 104/92 ha esteso l’ambito di applicazione dai piani ai percorsi e spazi accessibili di semafori intelligenti per le persone con disabilità (cosiddetti PAU).

La Convenzione ONU prevede che ogni nuovo intervento pubblico debba essere progettato con un approccio di “Design for all” e quindi fruibile da ogni cittadino.

Ogni approccio all’esistente deve essere ispirato all’accomodamento ragionevole ovvero secondo compromesso tra risultato ed impegno finanziario. Su questa tema l’Osservatorio ha costruito un gruppo di lavoro partecipato su “Design for all” che in data febbraio 2015, d’intesa con l’Assessorato Regionale edilizia pubblica e l’ANCI, ha promosso una rilevazione sullo stato di censimento delle barriere si interroga per sapere quanti e quali Comuni hanno provveduto all’adozione dei PEBA e se la Giunta ha intenzione di adottare provvedimenti in tal senso.

Solo 8 Comuni hanno risposto.

Carla Casciari

PROGETTO ‘GIMO’: “APPROVAZIONE NOSTRO ODG CERTIFICA IMPEGNO REGIONE A COMPARTECIPARE A COSTI SERVIZIO MOBILITÀ NOTTURNA. ORA ANCHE IL COMUNE DI PERUGIA FACCIA LA SUA PARTE”

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Carla Casciari

Carla Casciari

(Acs) Perugia, 26 luglio 2017 – I consiglieri del Partito Democratico Giacomo Leonelli e Carla Casciari esprimono “soddisfazione” per l’approvazione della loro proposta di ordine del giorno con cui ieri l’Aula di Palazzo Cesaroni ha impegnato la Giunta regionale “ad inoltrare immediata e formale richiesta al Comune di Perugia affinché venga attivato il servizio “GIMO” (Giovani In Mobilità) e inserito nell’ambito del Piano Urbano di Mobilità, con l’impegno da parte della Giunta regionale a compartecipare alle spese relative”.

“Ora – affermano i due consiglieri PD – la palla passa al Comune di Perugia che dovrà attivare il servizio, tenuto conto che con l’approvazione di questo ordine del giorno allegato all’assestamento di bilancio, la Regione dice a chiare lettere che ‘c’è’ e ‘ci sarà’ nella compartecipazione della spesa che dovrà attuarsi nelle modalità consentite e concordate. Compresa quella dell’incremento dei trasferimenti a favore della città di Perugia per il Trasporto Pubblico Locale”.

“Il finanziamento della Regione – spiegano i consiglieri Leonelli e Casciari – va considerato parte integrante dell’impegno dell’Ente nell’ambito delle politiche per il sostegno del diritto allo studio, anche tenendo conto del fatto che l’Università degli Studi di Perugia, l’Università per Stranieri e tutte le istituzioni di alta formazione rappresentano per l’Umbria una risorsa di inestimabile valore, non solo da un punto di vista culturale, ma anche economico e sociale. La Regione – aggiungono – dal 7 aprile 2017, ha introdotto ed interamente finanziato il servizio ‘GIMO, che è consistito nella sperimentazione della mobilità notturna con due linee che collegano le principali zone della città in esercizio le sere di venerdì e sabato nella fascia oraria 22.00-02.00. La fase di sperimentazione del servizio è terminata il 30 giugno 2017 e l’assessore regionale ai Trasporti ne ha giudicato ‘soddisfacenti’ i risultati ottenuti, che si sono assestati intorno alle 4mila utenze per un costo di 40mila euro. In previsione dell’avvio della nuovo nuovo anno accademico – concludono – è quindi necessario riavviare il servizio, prevedendo un opportuno finanziamento”. RED/tb

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EDILIZIA: “IMPOSTE GRAVANTI SUGLI IMMOBILI DI PROPRIETÀ DEI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO”

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20170529_121137(Acs) Perugia, 15 luglio 2017 – Il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) annuncia la presentazione di una interrogazione in merito alle “imposte gravanti sugli immobili di proprietà dei cittadini italiani residenti all’estero”. Nel merito si chiede all’Esecutivo di “attivarsi a livello nazionale per sollecitare il Governo affinché venga stanziato un nuovo fondo finalizzato alla copertura finanziaria a compensazione del minor gettito dei comuni italiani a fronte delle suddette agevolazioni agli iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) consistenti nell’esclusione della tassa Imu e delle riduzioni previste per Tari e Tasi.  Supporto fondamentale – rimarca Casciari –  specie per le regioni con un forte indice di spopolamento”.

Nel suo atto ispettivo, il consigliere di maggioranza dopo aver spiegato che  “l’Imu è un’imposta diretta di tipo patrimoniale” e che “inizialmente la disciplina prevedeva la sua applicazione solo sui beni immobili diversi dall’abitazione principale e relative pertinenze”, specifica che “il decreto ‘Salva Italia’ definiva abitazione principale ‘l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente’. La nuova imposta sulle unità immobiliari – continua Casciari – prevede l’istituzione della Iuc (Imposta unica comunale), basata su due presupposti: uno legato alla natura e al valore degli immobili e l’altro connesso all’erogazione ed alla fruizione di servizi comunali. Essa è composta dall’Imu, dalla Tasi e dalla Tari. In base al nuovo assetto delle entrate locali – chiarisce Casciari – l’Imu non si applica sull’abitazione principale ed alle pertinenze, eccetto per i beni rientranti nella categorie di ‘immobili di lusso’”.

Casciari spiega quindi che “prima dell’entrata in vigore del Decreto Legge ’47/2014’ i Comuni avevano una potestà regolamentare nell’assimilazione di alcune categorie di immobili all’abitazione principale: tra queste fattispecie vi rientravano anche le unità immobiliari possedute a titolo di proprietà o di usufrutto dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato ed iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), purché pensionati nei rispettivi paesi di residenza e a condizione che il bene non risultasse locato o concesso in comodato d’uso. In seguito alla suddetta normativa dal 2015 tali immobili sono assimilati direttamente ex lege alle abitazioni principali, con la previsione di una compensazione economica a fronte di ogni assimilazione prevista dalla normativa nazionale, diretta a coprire il mancato incasso da parte dell’ente. È previsto un regime agevolato anche per Tari e Tasi, con una riduzione di due terzi del tributo base, riduzione applicata sulla Tasi solo nel 2015, in quanto dal 2016, in virtù dell’assimilazione ex lege, opera l’esenzione”.

Casciari, nel documento ispettivo evidenzia che “la copertura finanziaria stabilita a decorrere dal 2015 è di 6 milioni di euro, di cui 2 milioni sono a copertura delle minori entrate dei comuni. Ma, al di là del fatto che a due anni dall’entrata in vigore della normativa suddetta queste risorse non erano ancora state erogate, negli anni si sono riscontrate una serie di problematiche: Nel 2013 circa 3200 comuni (39,5 per cento del totale) per circa 26,7 mln. di abitanti (45 per cento circa) hanno applicato l’assimilazione all’abitazione principale dell’abitazione dei residenti all’estero alla sola condizione dell’assenza di locazione; Nel 2014 c’è stato un vuoto legislativo, perché il Decreto Legge n.47 nell’eliminare la potestà regolamentare dei comuni, ha previsto che l’assimilazione ex lege decorresse dal 2015. Quindi i proprietari di immobili residenti all’estero, pur avendone i requisiti, nel 2014 hanno pagato una tassazione ordinaria senza poter usufruire di esenzioni (eccetto in caso di eventuali disposizioni comunali); I requisiti previsti sono molto restrittivi e spesso i comuni, molto interessati alla questione che ha risvolti sia da un punto di vista di mantenimento di legami, di attaccamento alle origini e dei patrimoni, specie nei comuni di piccole dimensioni o ubicati in territori a rischio di abbandono e spopolamento, sia dal punto di vista della maggiore attrattività turistica”.

“Ad oggi – scrive Casciari – non è prevista alcuna copertura finanziaria ulteriore rispetto a quella stabilita nel 2015 a compensazione del minore gettito dei comuni; né la Legge di stabilità 2017 né la manovra correttiva (‘Finanziaria di primavera’) hanno statuito in tal senso. II ‘Rapporto italiani nel mondo 2016, basato sui dati forniti dall’AIRE, aggiornati al 1 gennaio dello stesso anno – conclude Casciari -, parla di ben mille umbri partiti nel 2015 per andare a vivere all’estero per un totale di più di 34mila persone che vivevano in Umbria e che ora vivono stabilmente in un altro Paese”. RED/as

commissione

ISTRUZIONE: LA TERZA COMMISSIONE APPROVA LE LINEE GUIDA PER LA PROGRAMMAZIONE SCOLASTICA E L’OFFERTA FORMATIVA NEL TRIENNIO 2018-2020

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commissione(Acs) Perugia, 14 luglio 2017 – La Terza commissione, presieduta da Attilio Solinas, ha approvato a maggioranza (favorevoli Solinas, Casciari, Guasticchi-Pd e Rometti-SeR, astenuti Squarta-FdI e Ricci-RP) le linee guida proposte dalla Giunta regionale sulla programmazione della rete scolastica e sull’offerta formativa per il triennio 2018-2020.

 

L’assessore Bartolini ha illustrato l’atto sottolineando che “si tratta di una prosecuzione delle linee guida già approvate dall’Assemblea legislativa negli anni scorsi, con un mero aggiornamento tecnico ai decreti emanati nel frattempo, in particolare quello sugli istituti professionali: si dà attuazione all’alternanza scuola-lavoro e quindi a percorsi con ricadute occupazionali, frutto di una sempre maggiore sinergia con il mondo delle imprese e non solo”.

 

 

SCHEDA
La programmazione della rete scolastica resta vincolata a quanto disposto dal Decreto legislativo ’98/2011′: non saranno assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato se il numero di alunni è inferiore alle 600 unità, limite ridotto a 400 per i comuni montani. Tutte le proposte di mantenimento dell’autonomia scolastica con un numero di alunni inferiore a 600 o 400 dovranno essere debitamente motivate dalle Province nel relativo Piano annuale. Entro e non oltre il 15 novembre le Province inviano alla Regione a all’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria la proposta di Piano provinciale relativo alla programmazione territoriale della rete scolastica e dell’offerta formativa, previa consultazione con i Comuni. L’Assemblea legislativa deve approvare entro e non oltre il 31 dicembre.

Per quanto attiene all’offerta formativa, si conferma l’indirizzo a favore della diffusione del modello organizzativo verticale relativo agli istituti comprensivi statali, composti da scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado. Negli istituti superiori nuovi indirizzi di studio aggiuntivi potranno essere istituiti solo per eccezionali e documentate esigenze dell’istituto scolastico e del territorio. Le due province devono raccordarsi per verificare l’esistenza di indirizzi affini o uguali nelle aree geograficamente situate in prossimità dei confini. Liceo musicale e liceo sportivo devono garantire la sostenibilità nel medio e lungo periodo, inoltre occorre il parere preventivo dell’Usr. Per quanto riguarda il liceo con opzione internazionale non si potrà procedere all’attivazione perché non è stato ancora avviato, a livello ministeriale, l’iter per l’emanazione della normativa di riordino prevista dal Dpr “89/2010”. PG/

Umbria Jazz

TURISMO: “EVITARE FUTURE SOVRAPPOSIZIONI DI MANIFESTAZIONI COME UMBRIA JAZZ E FESTIVAL DEI DUE MONDI”

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Umbria Jazz(Acs) Perugia, 13 luglio 2017 – Il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta di Palazzo Donini a cui chiede di “intraprendere azioni per evitare eventuali e future sovrapposizioni di manifestazioni importanti quali Umbria Jazz, il Festival del Due Mondi ed altri, al fine di favorire lo sviluppo ed il potenziamento del turismo in Umbria”.

 

 

Nell’atto ispettivo Casciari rileva che “la Regione Umbria, oggi più che mai, ha bisogno di rilanciare il turismo: il terremoto che ha colpito nei mesi scorsi il nostro territorio, seppur circoscritto alla zona della Valnerina, ha fatto crollare il numero delle presenze in tutta la regione. La necessità di sostenere il turismo è urgente e molto sentita dagli operatori del settore, in forte sofferenza. Sebbene il cartellone di Umbria Jazz e quello del Festival dei Due Mondi siano rivolti ad un pubblico diverso – sottolinea Carla Casciari – la sovrapposizione di manifestazioni di questo spessore andrebbe evitata. Inoltre, nel fine settimana che va dal 14 al 16 luglio, oltre a questi due grandi eventi a Foligno è in programma la terza edizione di ‘Paiper Festival’, dedicato a musica, cultura, cibo, auto e moto anni 60/70, mentre a San Venanzo di Terni si svolgerà la decima edizione di ‘In… canto d’Estate’, il festival della musica d’autore. Piccole manifestazioni che comunque presentano un cartellone interessante con cantanti anche di richiamo nazionale”. MP/