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novembre 2017

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WELFARE: “LE ISTITUZIONI HANNO L’OBBLIGO DI ATTIVARE TUTTE LE SOLUZIONI DI CONTINUITÀ PER ARGINARE FENOMENI QUALI IL BULLISMO, IL CYBERBULLISMO E LA VIOLENZA DI GENERE”

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20171124_121655Il consigliere Carla Casciari (Pd) è intervenuta oggi a Perugia al convegno “Le Radici della violenza–violenza di genere e bullismo”. Casciari sottolinea che “bisogna saper cogliere le richieste dei ragazzi e cercare di essere veramente di aiuto nell’emergenza di un atto di bullismo, ma anche e soprattutto per accrescere in loro il rispetto e la tolleranza”.

 

(Acs) Perugia, 24 novembre 2017 – “Le istituzioni e la politica hanno l’obbligo di attivare tutte le azioni per arginare fenomeni quali il bullismo, il cyberbullismo e la violenza di genere”. È quanto afferma Carla Casciari, consigliere regionale del Pd, intervenuta questa mattina al convegno “Le Radici della violenza – violenza di genere e bullismo”, svoltosi nella sala dei Notari di Perugia, promosso dall’Associazione Libertas Margot con il patrocinio della Regione Umbria e della Questura di Perugia a conclusione del progetto “Noi siamo pari–Sbullonati”, al quale hanno partecipato numerose istituzioni scolastiche umbre.

 

“Oggi più che mai – prosegue – questi fenomeni stanno coinvolgendo tutte le fasce di età e sociali. Ai dirigenti scolastici vengono segnalati in media due casi di bullismo a settimana ma la sensazione è che molti rimangano sommersi. Sempre più spesso anche gli insegnanti delle scuole primarie chiedono di promuovere incontri sul tema del bullismo e del cyberbullismo. Ho appreso anche che dai questionari sottoposti agli studenti emerge che i ragazzi fanno fatica a parlare di questo problema e vorrebbero avere una figura di riferimento al di fuori della famiglia. Dobbiamo saper cogliere queste loro richieste e cercare di essere veramente di aiuto nell’emergenza di un atto di bullismo, ma anche e soprattutto per accrescere in loro il rispetto e la tolleranza”.

 

“Toccante – sottolinea Carla Casciari – è stata la testimonianza di Paolo Picchio, papà di Carolina, che nel 2013 scelse di togliersi la vita a 14 anni perché umiliata nel web. Dalla sua battaglia dopo il tragico epilogo è stata promulgata la legge nazionale sul bullismo e cyberbullismo”.

 

“Per questo motivo – conclude la consigliera del Pd – sosterrò fermamente la proposta di legge, in corso di approfondimenti in Terza commissione consiliare, sui temi del bullismo e del cyberbullismo, che, ricalcando l’articolato della recente legislazione nazionale, va a rafforzare i progetti che si stanno già mettendo in campo all’interno del mondo della scuola. L’obiettivo è quello di una informazione capillare e completa, indirizzata anche e soprattutto alle famiglie, rispetto ai risvolti negativi legati all’uso di strumenti web per il quali è necessaria una adeguata formazione, perché la rete può far male più di una violenza fisica”. RED/mp

scuola montessori

SCUOLA: “RILANCIO DELLA FORMAZIONE DEL PERSONALE EDUCATIVO E DEI DOCENTI SECONDO I PRINCIPI MONTESSORIANI”

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scuola montessori(Acs) Perugia, 23 novembre 2017 – Il consigliere regionale del Partito Democratico, Carla Casciari, annuncia la presentazione di un’interrogazione sul “rilancio della formazione del personale educativo e dei docenti secondo i principi Montessoriani”. In particolare Casciari chiede alla Giunta “se intende nell’ambito del Piano di azione per la promozione del Sistema Integrato di educazione e di istruzione per le bambine e i bambini con età compresa da 0 a 6 anni, rilanciare il metodo montessoriano”.

 

Per Casciari in questo modo si raggiungerebbe un “duplice obiettivo: da un lato rendere l’Umbria, luogo di prima applicazione del metodo educativo, un centro di riferimento nazionale ed internazionale per la formazione degli educatori e dei docenti; e dell’altro sviluppare ulteriormente la diffusione delle scuole che applicano il metodo nel nostro territorio”.

 

Nell’atto Carla Casciari ricorda che “l’Umbria può vantare un pluriennale primato nella capacità di accoglienza di bambini nei servizi educativi. Infatti, gli ultimi dati a disposizione, confermano che su una popolazione di 20mila 608 bambini con età compresa fra i 0 e i 2 anni, il 47 per cento è iscritta ad un servizio educativo. In particolare il 33 ad un nido, l’8 ad un servizio educativo, mentre il 5 per cento sono anticipatari. Questi sono i risultati che possiamo vantare a dodici anni dall’approvazione della legge regionale ’30/2005′ con la quale la politica regionale volle incrementare il sistema dei servizi rivolti ai bambini e alla bambine dell’Umbria, promuovendo ed organizzando un sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia sia di natura pubblica che privata”.

 

“Nei primi anni del Novecento – prosegue Casciari – a Villa Montesca, grazie alla sensibilità dei Baroni Franchetti che investirono molto nelle scuole rurali, Maria Montessori trovò il luogo ideale dove scrivere e pubblicare il primo volume del ‘Metodo della pedagogia scientifica’. E proprio a Montesca si tenne il primo corso di pedagogia scientifica. La Fondazione Villa Montesca conserva ancora oggi questo patrimonio culturale e continua ad essere un punto di riferimento per la formazione nelle scienze dell’educazione. Il metodo, fin dai primi anni di vita, privilegia un approccio induttivo per apprendimento del bambini, rispettandone il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale. Ogni bambino è libero di muoversi e agire in spazi fatti a sua misura, scegliendo le attività che più di altre stimolano la sua curiosità e che lo inducono ad uno sviluppo naturale delle proprie capacità. Il metodo, nella sua originalità e unicità, trae ispirazione dall’osservazione dei bambini e ha saputo anche essere, nei primi del Novecento, un modello di sviluppo e rilancio di aree disagiate e periferiche. Non a caso la prima ‘Casa dei Bambini’ di Maria Montessori sorse nel quartiere San Lorenzo di Roma nel 1907, una zona allora caratterizzata da una forte marginalità sociale”.

 

“La Scuola e il Metodo Montessori – conclude Carla Casciari – sono una realtà preziosa da valorizzare, un punto di riferimento importante per il sistema formativo che ha visto sorgere scuole Montessori in tutto il mondo. L’Umbria, insieme alle Marche, è oggi una delle regioni con il maggior numero di scuole che applicano il metodo Montessori”. RED/dmb

tassi emanuele

SPORT: “COMPLIMENTI AL NUOVO PRESIDENTE DEL CIP UMBRIA, GIANNI LUCA TASSI”

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tassi emanuele(Acs) Perugia, 18 novembre 2017 – “Faccio i miei migliori auguri di buon lavoro a Gianni Luca Tassi per la sua elezione a presidente del Comitato Italiano Paralimpico (Cip) dell’Umbria”. Carla Casciari, consigliere regionale del Pd, commenta i risultati delle votazioni che si sono tenute questa mattina presso la sede del Comitato umbro, situata in via Martiri dei Lager a Perugia.

“Sono certa – prosegue – che Tassi , eletto all’unanimità, saprà ben rappresentare e tutelare il mondo paralimpico locale non solo per le sue qualità umane ma anche per l’esempio che rappresenta. Lo scorso gennaio, infatti, ha concluso con successo la Dakar 2017, il raid off-road più estremo e difficile al mondo, in qualità di primo atleta disabile italiano a disputarla”.

“Allo stesso tempo – sottolinea Casciari – ringrazio  il cavaliere Francesco Emanuele, presidente uscente, per il suo lungo impegno a garantire pari opportunità nello sport. In questi anni ha saputo creare consensi ed interesse attorno al Comitato dedicando tempo e passione al mondo paralimpico e sono certa che la sua esperienza sarà di supporto a Gianni Luca. Per quanto mi sarà possibile, lavorerò per sostenere il Comitato Italiano Paralimpico dell’Umbria tutelando e promuovendo le sue attività volte, soprattutto, a supportare coloro che hanno, a vario titolo, difficoltà ad aver garantite pari opportunità”. RED/pg

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QUESTION TIME: “UTILIZZO BENI CONFISCATI A CRIMINALITÀ ORGANIZZATA SOSTENENDO COMUNI E TERZO SETTORE”

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20171114_120356(Acs) Perugia, 14 novembre 2017 – Durante la seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, nell’ambito della discussione delle interrogazioni a risposta immediata, i consiglieri Carla Casciari e Giacomo Leonelli (Pd) hanno illustrato l’atto ispettivo con cui chiedono alla Giunta di Palazzo Donini di “attuare misure per ridurre i danni provocati dall’insediamento dei fenomeni criminosi, in particolare in materia di utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata sostenendo i Comuni e gli enti del Terzo settore”.

 

Casciari ha presentato l’interrogazione evidenziando che “la gestione del trasferimento al patrimonio dei Comuni dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata da parte della ‘Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata’, in particolare nei Comuni di piccola dimensione, ha costituito e costituisce un elemento critico a causa della complessità del procedimento amministrativo. La Regione Umbria dovrebbe quindi fornire un supporto ai Comuni, prevedendo anche ulteriori azioni come la concessione di contributi agli enti locali ed ai soggetti concessionari dei beni confiscati per: realizzazione di interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia nonché l’arredo al fine del relativo recupero;  riutilizzo in funzione sociale degli immobili, mediante la stipula di appositi accordi con i soggetti assegnatari”.
Casciari, nel ricordare che “pochi mesi fa è stato approvato il Codice del Terzo settore nel quale, all’articolo 5, viene precisato che gli enti del Terzo settore possono svolgere anche attività di riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata”, non ha mancato di rimarcare i dati aggiornati, illustrati da ‘Libera’, che vedono “forte incremento anche in Umbria rispetto al 2010-2011”

 

L’assessore Fabio Paparelli ha precisato che avrebbe risposto all’interrogazione soltanto per quanto di sua competenza (Sicurezza) rimandando ulteriori approfondimenti all’assessorato al Sociale e al Patrimonio, poiché – ha spiegato – “questa interrogazione ha un risvolto di carattere sociale e relativo al patrimonio della Regione”.

 

“Nell’ambito della legislazione contro la mafia – ha risposto Paparelli – le misure per il sequestro di beni mafiosi rivestono grandissima importanza perché vanno a colpire il patrimonio accumulato illecitamente dalle organizzazioni criminali, sottraendoli dal circuito economico. L’articolo 3 del decreto legge ‘4/2010’ prevede la costituzione presso le Prefetture di Nuclei di supporto,  chiamati a rafforzare la missione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per una efficace azione amministrativa e tempestiva, ma anche per un effettivo monitoraggio dei beni. Il nucleo è un organismo che affianca il Prefetto nel monitoraggio dei beni individuando situazioni di degrado e abbandono, di utilizzo distorto o  comunque inadeguato dei beni stessi. Facilita anche l’azione dell’Agenzia nazionale  per l’utilizzo, per finalità sociali, dei beni sequestrati. I Nuclei svolgono un compito rilevante per rendere disponibile una fetta importante di patrimonio oggi bloccata da criticità di vario genere.  Il concorso di forze tra tutti i soggetti istituzionali nel territorio è l’unica strategia possibile in un ambito così complesso e richiede il coinvolgimento di tutte le Istituzioni fino a arrivare a settori più sensibili e impegnati nel terzo settore.  La Regione può assumere provvedimenti, nell’ambito delle leggi, volti a contrastare la criminalità organizzata favorendo percorsi di legalità, approvando misure per favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati, definendo a monte la possibile utilizzazione dei beni, soprattutto attraverso forme di finanziamento, contributi, fondi di rotazione, fondi di ammortamento, prestiti, per un progetto di riutilizzo degli stessi. La riforma del terzo settore non è ancora nella fase esecutiva. La riforma in oggetto, in combinato disposto con la legge di modifica del Codice antimafia, può tuttavia mettere a disposizione nuovi strumenti legislativi la cui efficacia deve essere testata sul campo. La Regione, una volta che la riforma del Terzo settore sarà esecutiva, potrebbe definire un atto di indirizzo, delle linee guida specifiche che possano agevolare una gestione più flessibile dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Ovviamente una normativa che consenta procedure più semplici, ma rigorose e che delinei gli opportuni controlli che debbono essere garantiti. La definizione di questa cornice regolativa interseca l’area del sociale, quella del patrimonio e quella delle gare e appalti.  Quindi per dare una risposta completa a questa interrogazione servirà un percorso in Commissione con gli assessori competenti”. AS/

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TRASPORTI: “PREVEDERE AGEVOLAZIONI PER GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE CHE STIPULANO ABBONAMENTI PER I MEZZI PUBBLICI”

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Carla Casciari (Pd) 2(Acs) Perugia, 13 novembre 2017 – Il consigliere Carla Casciari (Partito democratico) annuncia la presentazione di una mozione con cui chiede all’Esecutivo di Palazzo Donini di “prevedere agevolazioni per gli studenti delle scuole secondarie che stipulano abbonamenti per i mezzi pubblici”.

 

Nell’atto di indirizzo, il consigliere di maggioranza invita la Giunta regionale a “valutare l’opportunità di applicare degli sconti per gli abbonamenti al trasporto pubblico scolastico sulla base dell’Isee del nucleo familiare, che contempli anche la gratuità dei mezzi per gli studenti appartenenti a famiglie che abbiamo un indicatore Isee inferiore a 10mila 632 euro, valore preso a riferimento dalla stessa Giunta per il bando relativo alla gratuità o semigratuità dei libri di testo scolastici. Bisognerebbe inoltre consentire alle famiglie degli studenti di acquistare anche abbonamenti mensili e trimestrali ed introdurre una serie di agevolazioni e di riduzioni sulle tariffe previste per i biglietti multi-corse, urbani ed extraurbani, che per la singola corsa”.

 

Carla Casciari spiega questa iniziativa evidenziando che “nonostante il continuo impegno finanziario che la Regione Umbria ha posto in essere negli anni, il tema del diritto allo studio, in particolare nella scuola dell’obbligo, impone alla luce del mutato contesto socio economico di individuare misure che rendano meno gravoso per le famiglie il diritto all’istruzione dei figli. Uno dei servizi indispensabili per gli studenti è proprio quello del trasporto pubblico, urbano ed extraurbano. È quindi necessario realizzare un modello in grado di garantire una vera uguaglianza e una pari opportunità a tutti gli studenti, in particolare – aggiunge Casciari – verso quei nuclei familiari che si trovano in condizioni economiche disagiate. E una mobilità accessibile a tutti non può prescindere dalla previsione di agevolazioni per l’acquisto di abbonamenti scolastici anche trimestrali e mensili, con una riduzione rispetto al prezzo intero, così come avviene con gli abbonamenti annuali, ed una riduzione del costo dei biglietti multicorsa almeno pari al prezzo stabilito per degli over 65”.

 

Il consigliere del Partito democratico evidenzia infine che “in base alle attuali tariffe è previsto un solo tipo di abbonamento annuale scolastico urbano valido dal 1 settembre al 31 agosto dell’anno successivo al prezzo di 296 euro (anziché 398 euro dell’abbonamento ordinario). Invece, per l’abbonamento scolastico extraurbano il costo è calcolato sulla base del chilometraggio previsto e può variare dai 238 euro ai 687 euro l’anno. Sono previsti abbonamenti mensili e trimestrali, e biglietti multicorsa, per gli over 65, ma non per gli studenti. Alcuni Comuni hanno già previsto degli sgravi per l’acquisto degli abbonamenti annuali da parte degli studenti, abbattendo il costo complessivo e prevedendo costi differenziati a seconda dell’Isee familiare”. MP/

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SPRECHI ALIMENTARI: “CON LEGGE APPROVATA OGGI L’UMBRIA È UNA REGIONE PIÙ ETICA E CIVILMENTE IMPEGNATA”

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Carla_AssembleaLeg2(Acs) Perugia, 7 novembre 2017 – “L’Umbria con la legge approvata oggi è una regione più etica e civilmente impegnata”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali Carla Casciari (Pd) e Silvano Rometti (SeR) commentando il via libera dell’Aula al provvedimento del quale sono stati promotori insieme a Marco Squarta (FdI) (https://goo.gl/zBXgXg(link is external)).

“La legge che promuove le attività di donazione e distribuzione a fini di solidarietà sociale di prodotti alimentari, non alimentari e farmaceutici – proseguono Casciari e Rometti – è una norma giusta e necessaria che, infatti, ha trovato l’approvazione unanime da parte dell’Assemblea Legislativa. Lo spreco ai giorni nostri non è più tollerabile, anche in considerazione delle gravi situazioni di povertà e disagio che il prolungarsi della crisi ha determinato in tanta parte della popolazione. Analisi e studi di settore ci dicono che la strada da seguire è quella del recupero e del riuso in un’ottica di economia circolare che con l’atto approvato trova sostanza e certezze anche in Umbria”.

“Con questa legge – concludono – ci siamo dotati di uno strumento che, ad ampio raggio, coinvolge istituzioni locali, imprese, organizzazioni e associazioni di volontariato e singoli cittadini nella costruzione di un modello virtuoso di consumo, dove le azioni responsabili di ciascuno sposano valori ambientali e sociali sostenibili”. RED/dmb

Carla Casciari Umbria

LAVORI D’AULA (1): DONAZIONE E DISTRIBUZIONE A FINI DI SOLIDARIETÀ SOCIALE DI PRODOTTI ALIMENTARI, NON ALIMENTARI E FARMACEUTICI

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Carla Casciari Umbria(Acs) Perugia, 7 novembre 2017 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la proposta di legge riguardante la “Promozione delle attività di donazione e distribuzione a fini di solidarietà sociale di prodotti alimentari, non alimentari e farmaceutici”, scaturita da due distinte iniziative: una dei consiglieri di maggioranza Carla Casciari (Pd) e Silvano Rometti (Ser), l’altra dell’esponente dell’opposizione Marco Squarta (FdI).

“Con la presente proposta di legge – ha spiegato la relatrice Carla Casciari – si intendono perseguire a livello regionale diverse finalità e obiettivi: ridurre degli sprechi e la produzione di rifiuti, secondo le normative nazionali ed europee vigenti, e in conformità coi principi dell’economia circolare; favorire il recupero e la donazione a fini di solidarietà sociale delle eccedenze alimentari, compresi i prodotti agricoli in campo, gli alimenti a fini medici speciali e gli alimenti senza glutine a favore delle persone che si trovino in stato di indigenza o disagio sociale; favorire il riutilizzo e la donazione di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà, secondo quanto previsto dalla normativa vigente; promuovere l’insediamento dei centri di riuso; contribuire alle attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione sulle materie oggetto della presente legge”.

L’atto prevede la costituzione di reti operative, promosse dai Comuni in forma singola o associata, il cui compito sarà quello di raccogliere i prodotti alimentari e non, ritirati o rimossi dalla distribuzione primaria ma ancora idonei al consumo, ma anche i pasti non consumati preparati dai servizi di ristorazione collettiva, e i prodotti farmaceutici, per ridistribuirli a fini di solidarietà sociale a favore delle persone che si trovino in situazioni di disagio sociale. Faranno parte della rete, oltre ai comuni, i soggetti della grande distribuzione organizzata, i servizi di ristorazione collettiva, gli organismi dei terzo settore, le associazioni di volontariato e di assistenza, gli enti caritatevoli, le associazioni di categoria e gli operatori dei settori non alimentari, nel rispetto della normativa vigente. Tra le iniziative della Regione ci sarà ogni anno una “Giornata regionale contro gli sprechi alimentari”; campagne di comunicazione dei dati raccolti in tema di recupero alimentare e riduzione degli sprechi; la promozione di percorsi didattici presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado finalizzati alla sana alimentazione, alla produzione alimentare ecosostenibile, alla riduzione degli sprechi; la formazione dei soggetti partecipanti alle reti operative di gestione delle eccedenze alimentari. Un ruolo importante è previsto per l’Auri (Autorità umbra rifiuti e idrico), delegata a comporre le linee guida per i Comuni anche per quanto riguarda la riduzione della tariffa sui rifiuti alle aziende che donano. Previsti anche criteri premiali per le imprese che garantiscono attività di recupero e donazione delle eccedenze alimentari ai soggetti donatari e per le amministrazioni locali che predispongono bandi specifici.

“I principi ispiratori della proposta di legge – ha detto Casciari – sono quelli propri dell’economia circolare, ovvero quel modello di sviluppo che sostiene il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti ponendo l’accento sulla sostenibilità, ambientale, economica ed etica, in tutte le fasi di produzione di un bene fino al suo ultimo utilizzo possibile anche a seguito di recupero e riuso. In Umbria esistono già alcune esperienze portate avanti con lungimiranza e responsabilità da enti caritatevoli, istituzioni locali, associazioni di volontariato, terzo settore ed imprese. I contenuti dei documenti redatti a livello sovranazionale trovano  riscontro puntuale nella legge nazionale ‘166/2016’ (Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi). La legge, ad un anno dalla sua approvazione, ha già fatto registrare un aumento del 20 per cento delle donazioni da parte della grande distribuzione che ha trovato in questa legge uno strumento snello e semplice per donare le proprie eccedenze. Per il primo anno di attuazione della legge (2017) l’unico intervento previsto è la Giornata regionale contro gli sprechi alimentari per un’azione di sensibilizzazione verso le tematiche degli sprechi alimentari il cui costo è previsto in  25mila euro”.

INTERVENTI
Marco SQUARTA (FdI-firmatario proposta di legge): “Esprimo soddisfazione perché siamo riusciti ad elaborare un testo unico che permetterà all’Umbria di essere più civile. In Italia vengono buttate tonnellate e tonnellate di cibo che potrebbero sfamare, si calcola, 10milioni di persone. Con questa legge si cerca, da un lato,  di intervenire sul problema dello smaltimento, dall’altro su un contesto di carattere etico. Abbiamo incontrato molte associazioni cercando anche di capire il modo migliore per utilizzare le reti istituite nei Comuni. È giusto ed importante prevedere premialità per chi dona cibo e farmaci alle persone e alle famiglie in difficoltà”.
Silvano ROMETTI (SeR-firmatario proposta di legge ): “Si tratta di una legge molto importante con grande valenza sociale ed ambientale. La Regione ha un ruolo particolarmente attivo che si sviluppa attraverso un piano triennale ed una programmazione annuale. Importante è anche il ruolo attivo dei Comuni. Di rilievo è la prevista Giornata regionale contro gli sprechi. Servirà mettere a punto iniziative di comunicazione a partire dalle scuole. L’auspicio è che la Giunta regionale si renda disponibile a finanziare la legge anche per gli anni successivi. Siamo di fronte ad un mix di azioni e progetti dove la Regione deve svolgere un ruolo da protagonista. Questa iniziativa la possiamo considerare un segmento della tariffazione puntuale”.
Claudio RICCI (Rp): “Si tratta di un atto importante e qualificante di questa legislatura. Il risparmio, cioè evitare gli sprechi, sarà la prima forma di produzione dell’immediato futuro. È importante mettere in campo azioni strutturate, organizzate, innovazioni tecnologiche, insieme alla crescita di una cultura diffusa. Bene l’introduzione dell’educazione e della formazione. I dati sugli sprechi, intesi in campo alimentare, dell’energia e del suolo hanno una percentuale costante che oscilla tra il 15 ed il 30 per cento. Importante e positiva la dizione conclusiva del testo rispetto alla rimodulazione fiscale sui risparmi degli sprechi che si riusciranno ad ottenere”.
Andrea LIBERATI (M5S): “Possiamo definire questa iniziativa come un raggio di luce che entra in quest’Aula, ma che viene però opacizzato dall’estrema burocratizzazione del tema. Si tratta del resto di una materia che riguarda la povertà, ma anche grandi interessi economici. Sul tema c’è già una legge nazionale della quale però non si conoscono gli esiti. In Italia soltanto l’8 per cento delle eccedenze viene donato ad Enti caritatevoli. I rifiuti alimentari, il cibo invenduto diventa rifiuto alimentare che va a finire in discarica o viene incenerito. Servirebbe prevedere l’obbligo per la Grande distribuzione organizzata di donare le eccedenze e non distruggerle. Voteremo favorevolmente alla legge anche se siamo convinti che nel breve periodo non si riuscirà a cambiare le cose. L’indicazione che emerge dalla legge va assorbita in un’ottica multidisciplinare nel piano del commercio e nell’aggiornamento di quello dei rifiuti. Nella legge ci sono elementi positivi, come la tariffazione puntuale per i rifiuti, ma anche troppa burocratizzazione, quando servirebbero invece soluzioni concrete e rapide”.
Valerio MANCINI (LN): “Legge fatta molto bene, c’è un equilibrio delle risorse finanziarie e il tema dell’ambiente. Il tema del rifiuto e del possibile risparmio anche sui costi ambientali e una finalità decisamente rivolta a cittadini e imprese incontrano l’approvazione della Lega. Bene l’educazione nelle scuole. C’è una rete distributiva nei paesi che sopravvive malgrado tutto quindi bene disporre anche di una legge così”. PG/AS

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QUESTION TIME (2): “STATO DI AVANZAMENTO DEI BANDI SULL’INVECCHIAMENTO ATTIVO”

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20170508_122741(Acs) Perugia, 7 novembre 2017 – Nell’ambito della seduta odierna dell’Aula consiliare, sessione dedicata al question time, il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) ha chiesto all’assessore Luca Barberini “a che punto è la programmazione delle risorse economiche, legate al Fondo Sociale Europeo Por Fse 2014/2020, destinate a promuovere le pari opportunità e l’inclusione attiva della persona anziana”.

Nell’illustrare il suo atto, Casciari ha puntualizzato che “l’Umbria è una tra le regioni più longeve, visto che l’11 per cento dei nostri anziani ha addirittura più di 75 anni. Nel 2012 è stata approvata la legge sulla promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo, con un investimento, fino al 2016, di 650mila euro, attraverso bandi rivolti a chi nel territorio gestisce, coordina e amplifica i temi dell’invecchiamento attivo (terzo settore, cooperazione, Università della terza età, cooperative sociali ma anche Comuni) e risorse destinate alle Zone sociali, proprio per far crescere le competenze e la cultura e anche per valorizzare quella sussidiarietà territoriale che è essenziale per sentirsi parte di una comunità. Stando ai dati della Giunta sono stati raggiunti nelle due annualità circa 7mila anziani, quindi l’applicazione della legge ha favorito una crescita culturale, ma anche stimolato le capacità delle associazioni, dei centri anziani, degli stessi Enti locali di ragionare in un modo un po’ diverso e anche di far crescere la cultura dell’invecchiamento in salute e di un anziano che possa essere una risorsa e vivere con dignità la propria comunità. La Giunta ha predisposto un ingente finanziamento sul piano operativo Fse del 2014-2020, destinando agli interventi oggetto della legge 400mila euro, soprattutto per azioni legate alla legge regionale, che dovevano partire entro il 2017”.

L’assessore Luca Barberini ha risposto spiegando che “negli ultimi mesi sono stati attivati tavoli di partecipazione con i sindacati, il terzo settore e il mondo del volontariato. Abbiamo approvato le linee guida con un atto di Giunta e siamo in grado di dare una risposta immediata con risorse importanti. Utilizzeremo le risorse del Fondo sociale ma anche del bilancio regionale.
Nei prossimi giorni uscirà un bando da 250mila euro, finanziato con le risorse Fse, destinato a 10 progetti da 20mila euro ciascuno, e a 2 progetti per un totale di 50mila euro, uno nella provincia di Terni, un altro riservato alla provincia di Perugia, dedicato esclusivamente alle nuove tecnologie. I destinatari dell’intervento sono over 65 e potranno partecipare esclusivamente le imprese sociali e le cooperative sociali, trattandosi appunto di risorse europee. Il secondo filone di intervento ha un budget di 160mila euro per finanziare 10 progetti da 16mila euro ciascuno: i beneficiari saranno le associazioni di volontariato e le onlus, e i destinatari delle risorse anche qui  saranno i cittadini over 65. Vorremmo arrivare all’individuazione dei vincitori entro il 31 dicembre 2017 affinché possa essere effettuata la rendicontazione entro febbraio 2019.  Si tratta di interventi con target e risorse più ampi, grazie a questa combinazione tra risorse Fse e  regionali”.

Carla Casciari ha replicato evidenziando che “si tratta di misure importanti di sostegno al volontariato e ai progetti di inclusione. Una opportunità in più per far vivere i cittadini over 65 all’interno delle comunità”. MP