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giugno 2018

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CULTURA: “SAN VENANZO ESEMPIO DI PROFICUA COLLABORAZIONE TRA COMUNE ED ASSOCIAZIONI CULTURALI”

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20180629_104514(Acs) Perugia, 29 giugno 2018 – “Oggi più che mai i Comuni fanno fatica a supportare gli eventi culturali e San Venanzo è un esempio positivo in Umbria. È una realtà dove c’è una stretta e proficua collaborazione tra l’amministrazione e le associazioni, in primis la Pro Loco”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) intervenendo alla conferenza stampa di presentazione dell’11esima edizione di “In… Canto d’Estate”, il festival della musica d’autore in programma dal 12 al 15 luglio a San Venanzo di Terni ed organizzato dalla locale Pro Loco, che si è tenuta questa mattina nella Sala Partecipazione di palazzo Cesaroni a Perugia.

Casciari, nell’evidenziare che erano presenti anche “Marsilio Marinelli, sindaco di San Venanzo, Elisa Pambianco, presidente Pro Loco San Venanzo, e Filippo Pambianco, direttore artistico Pro Loco San Venanzo” tiene a sottolineare che “i consiglieri della Pro Loco sono tutti ragazzi giovani e questo mi fa piacere perché denota l’attaccamento al proprio territorio e la voglia di valorizzarlo”.

 

“Concordo pienamente con il sindaco di San Venanzo, Marsilio Marinelli sull’importanza di questo festival, perché si inserisce nel calendario degli eventi culturali che vengono organizzati nei mesi estivi nel territorio di San Venanzo, che vive prettamente di turismo. E come ha fatto lo stesso Sindaco, anch’io mi unisco ai complimenti verso i ragazzi che si impegnano molto per progettare queste iniziative”.

 

“Molto importante aver previsto la serata di beneficenza dedicata all’associazione ‘Avanti Tutta onlus’. Sabato sera, infatti – conclude Casciari – una parte del costo del piatto di punta del menù sarà devoluto all’associazione del presidente Leonardo Cenci, che porterà i suoi saluti prima del concerto”.

 

IL PROGRAMMA DELL’INIZIATIVA
Tutti i concerti saranno ad ingresso libero dalle ore 21 presso il parco comunale Villa Faina di San Venanzo . Giovedì 12 luglio, i Daiana Lou; venerdì 13, Stef Burns, Claudio Golinelli e Juan Van Emmerloot; sabato 14 Morgan; domenica 15 luglio, Toni Cicco e la sua Formula 3. RED/as

 

 

terza commissione

“BENE LA MODIFICA DEL TESTO UNICO SULLA SANITÀ PER LE BORSE REGIONALI PER I MEDICI IN SPECIALIZZAZIONE”

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terza commissione(Acs) Perugia, 28 giugno 2018 – “In occasione della seduta di ieri della terza commissione l’assessore Luca Barberini ha annunciato che la Giunta sta già lavorando per attuare la mozione a firma mia e del collega Giacomo Leonelli, approvata all’unanimità dall’Assemblea Legislativa il 24 maggio scorso, relativa alle borse regionali per i medici in specializzazione. In particolare, con questa nostra proposta si chiedeva l’impegno ad introdurre idonee misure normative, sulla scia e sul modello di quanto già posto in essere dalle altre regioni italiane, per destinare le risorse regionali aggiuntive a quelle del Miur per la formazione specialistica in ambito medico-sanitario ai laureati che hanno concluso in Umbria il proprio percorso di studi in medicina”.

 

Il consigliere regionale del Pd, Carla Casciari, commenta così l’audizione avvenuta ieri durante la seduta consiliare. “Esprimo la mia soddisfazione nell’apprendere che prima dell’estate sarà modificato il testo unico sulla sanità – prosegue – con l’obiettivo di valorizzare la continuità nel sistema Università e mondo del lavoro, dando sempre più rilevanza al tema del diritto allo studio e dell’implementazione del collante tra formazione specialistica e territorio, per non disperdere l’investimento su un patrimonio così importante quale la preparazione dei futuri medici”. RED/pg

Carla_AssembleaLeg2

DANZA: “SODDISFAZIONE PER APPROVAZIONE ALL’UNANIMITÀ DELLA MIA MOZIONE SUL RICONOSCIMENTO DELLA FIGURA DI MAESTRO”

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Carla_AssembleaLeg2(Acs) Perugia, 26 giugno 2018 – “Sono molto soddisfatta dell’approvazione all’unanimità della mia mozione che impegna la Giunta a normare il ‘maestro di danza’ con la definizione di standard e percorsi formativi (https://tinyurl.com/y85gdadz(link is external))”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) a margine della seduta odierna dell’Assemblea legislativa .

 

“Il maestro di danza svolge un ruolo formativo importante – prosegue Casciari – sotto molti punti di vista. Non si occupa solo delle declinazioni artistiche, ma ha anche il compito fondamentale di aiutare gli allievi nella loro crescita promuovendo la cultura dell’inclusione, dell’integrazione e dei corretti stili di vita. La maggior parte di coloro che si dedicano alla danza, nelle sue varie accezioni, sono bambini e ragazzi che richiedono non solo professionalità tecnica ed artistica, ma anche nella cura del loro accrescimento fisico e psichico. Per questi motivi è necessario cercare strumenti di garanzia ed elementi di qualità che prevedono l’inquadramento, i requisiti e i percorsi formativi di questa nuova figura professionale, che nel corso degli anni ha preso sempre più piede. Solo in Umbria, infatti, ci sono circa 60 scuole che seguono oltre 6mila bambini”.

 

“Questo percorso è stato già intrapreso da altre Regioni – conclude Casciari – ed è importante che si affermi anche in Umbria per un triplice motivo: quello di garantire alle famiglie qualità e competenza e, allo stesso tempo, un riconoscimento regionale a chi ha già un’esperienza consolidata in tanti anni di studio e di attività o a chi volesse avvicinarsi all’insegnamento di questa disciplina”. RED/dmb

 

danza

APPROVATA MOZIONE SU FIGURA “MAESTRO DI DANZA”: “DEFINIRE STANDARD E PERCORSI FORMATIVI”

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danza(Acs) Perugia, 26 giugno 2018 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato con voto unanime (11) dei presenti (Pd, Ser, Misto-Mdp e Misto-RpIc) una mozione presentata da Carla Casciari (Pd) che impegna la Giunta regionale ad individuare, nell’ambito dei repertori regionali dei profili professionali minimi e degli standard minimi di percorso formativo della Regione Umbria, gli standard per il conseguimento della qualifica professionale di ‘maestro di danza’”. L’atto chiede anche di “sollecitare, nei tavoli nazionali di confronto fra Governo e Regioni, l’individuazione e la diffusione dì buone pratiche sul tema, insieme alla definizione di standard e percorsi per l’esercizio di attività di formazione nelle arti coreutiche, in particolar modo quando queste sono rivolte a bambini e ragazzi”.

 

“La danza – ha spiegato Casciari nell’illustrazione dell’atto – nelle sue diverse declinazioni artistiche e attività, svolge un ruolo formativo che completa la crescita dei ragazzi rappresentando, oltre che un momento di partecipazione e di condivisione, uno spazio per promuovere una cultura dell’inclusione e dell’integrazione, di promozione di corretti stili di vita e uno strumento di espressione personale. La danza è una disciplina ampiamente praticata in tutta Italia. Si stima che le scuole siano oltre 15mila. In Umbria sarebbero circa 60 le scuole con oltre 6mila bambini iscritti. Per altri soggetti che operano a contatto con i bambini ed ragazzi, nell’ambito delle attività a loro dedicate, sono previsti requisiti specifici di professionalità e di formazione pregressa, specialmente per quelle attività con valore educativo e formativo. Pertanto una così diffusa presenza di scuole di danza richiede, anche in Umbria, una particolare attenzione da parte della Regione che dovrebbe definire standard qualitativi non solo per quello che riguarda la trasmissione dì competenze artistiche, ma anche per la conoscenza dei metodi di comunicazione e relazione tra alunni ed insegnanti. Si ritiene necessario, quindi, fornire adeguate forme di sicurezza, in ordine alla professionalità degli operatori, agli allievi, alle famiglie e in ultima alle istituzioni, anche in considerazione dei progetti che normalmente si realizzano, ad esempio, tra le scuole di ogni livello ed alcune scuole dì danza del territorio.

 

“La previsione dì una regolamentazione regionale su specifici percorsi formativi – ha detto Casciari – non si configurerebbe come un obbligo per gli insegnanti, ma piuttosto come uno strumento di garanzia per chi possiede già capacità, conoscenze e una professionalità costruita in anni di esercizio dell’insegnamento e che quindi merita di essere formalmente riconosciuta. Allo stesso modo consentirebbe di conseguire la qualifica professionale a chi volesse intraprendere questa carriera. Altre Regioni – ha concluso – hanno già disciplinato il ‘maestro di danza’ come figura tecnica nell’ambito dello spettacolo, in grado di progettare e condurre lezioni di danza classica, moderna e contemporanea, graduando gli obiettivi didattici in relazione alle caratteristiche psico-fisiche degli allievi”.

 

INTERVENTI:
Claudio RICCI (Misto-RpIc): “Si tratta di un’importante proposta. Negli ultimi anni si è verificata, in Umbria, una forte crescita quantitativa e qualitativa delle scuole di danza, realtà che svolgono un’ampia funzione educativa e per lo sviluppo motorio di moltissimi giovani. Si tratta di una disciplina che trasmette ai giovani la consapevolezza delle proprie qualità ed anche maggiore autostima. È importante quindi cercare strumenti di garanzia ed elementi di qualità prevedendo una nuova figura professionale”. AS/PG

 

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QUESTION TIME SANITÀ: “PIU’ FLESSIBILITA’ PER LA FORNITURA DI PRODOTTI DIETETICI AI NEFROPATICI CRONICI”

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20180626_114409(Acs) Perugia, 26 giugno 2018 – Nella seduta di oggi dell’Assemblea legislativa, il consigliere Carla Casciari (Pd) ha chiesto all’assessore alla Sanità Luca Barberini gli intendimenti della Giunta regionale rispetto alla fornitura dei prodotti dietetici ai nefropatici cronici. Nello specifico, Casciari ha chiesto all’assessore di poter offrire ai pazienti interessati “la possibilità di scegliere liberamente i prodotti aproteici più graditi per la loro dieta, nel rispetto dei quantitativi calorici necessari individuati dal nefrologo curante, e senza alcuna alterazione del tetto di spesa mensile già determinato dalle norme regionali”.

 

“L’assistenza al paziente con malattia renale cronica e insufficienza renale – ha spiegato Casciari – si sviluppa in un arco temporale relativamente lungo, comprendendo una fase conservativa, nella quale si interviene con trattamenti farmacologici e dietetici, e solo successivamente con la dialisi e il trapianto. In particolare, nella prima fase, tutte le complicanze di questa patologia possono essere corrette con il Trattamento dietetico nutrizionale. E ricordo che un ciclo di dialisi annuo costa tra i 30 e i 40mila euro, senza considerare i disagi che comporta. La Regione Umbria è stata la prima in Italia a recepire il piano nazionale delle cronicità in un proprio piano regionale. Ma per quanto riguarda la fornitura di prodotti aproteici si registrano alcuni disagi da parte dei pazienti, in quanto la delibera regionale è antecedente al riconoscimento di tali prodotti come Lea (livelli essenziali di assistenza), e comprende prodotti non convertibili tra loro e che sono stati individuati tenendo conto del fabbisogno calorico giornaliero come pane, pasta, farina e biscotti. Il tetto massimo riconosciuto è di 90 euro. Questo vincolo ostacola la personalizzazione della terapia e, di conseguenza, c’è il rischio di compromettere anche l’aderenza al TDN in quanto l’acquisto di prodotti diversi e a integrazione, rispetto a quelli considerati nel pacchetto predefinito, è molto oneroso. Va considerato, inoltre, che il pacchetto predefinito e standard non tiene conto delle diverse necessità nutrizionali legate ad età, sesso, attività fisica e costituzione. Per questo è importante implementare la personalizzazione della terapia conservativa e favorire  l’utilizzo appropriato dei prodotti alimentari aproteici, al fine di ritardare quanto più possibile il danno renale e quindi procrastinare il ricorso alla dialisi e/o al trapianto”.

 

Nella risposta l’assessore Luca Barberini ha detto che “serve omogeneità di trattamento fra le diverse Regioni e per questo si è attivato un confronto con le altre Regioni, e spero che una soluzione possa arrivare subito dopo l’estate. Con l’inserimento nei Lea di questi prodotti, infatti, è partito un articolato e complesso confronto nella Conferenza delle Regioni con le strutture tecniche e gli assessorati alla salute per arrivare ad un comportamento uniforme in tutte le Regioni. Ricordo che la Regione Umbria aveva deliberato molto prima dei Lea, entrati in vigore l’anno scorso. La delibera dava l’opportunità di fornire questi prodotti dietetici con il contributo del Servizio sanitario regionale, fornendo come massimale mensile ad ogni paziente, due chili e mezzo di pane, tre di pasta, un chilo di farina e un chilo di biscotti. L’interrogazione chiede, all’interno del tetto di spesa complessivo, una diversa composizione dell’articolazione dei prodotti. La composizione è soggetta a una determinata prescrizione e quindi è lo specialista nefrologo che, in base alle caratteristiche del paziente, imposta il regime dietetico e quindi la diversa articolazione. Ma serve un trattamento omogeneo in tutte le Regioni”.

 

Nella replica Casciari ha chiesto che la Regione “modifichi la delibera, come è successo per i celiaci. Credo che sia più semplice che non aspettare la decisione della Conferenza delle Regioni”. DMB/

nave

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO: “UN DOVERE PARLARE DI IMMIGRAZIONE ED INTEGRAZIONE”

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nave(Acs) Perugia, 20 giugno 2018 – “Oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, dopo tanto aver letto ed ascoltato mi sento in dovere di parlare di immigrazione, e lo faccio senza timore di perdere consensi. Oggi che per un politico parlare di stranieri e di inclusione risulta impopolare”. Così la consigliera regionale Carla Casciari (Pd) che aggiunge: “sento il dovere di intervenire, di combattere l’indifferenza di molti che stanno con complicità alla finestra, mentre una destra xenofoba mantiene un atteggiamento ambiguo sul tema: se da un lato non votano la fiducia al Governo Conte, poi si ritrovano uniti nel sostenere le scelte del Ministro dell’Interno, o ancora gli atteggiamenti delle forze populiste che assecondano la paura della parte più debole della società che vede nello straniero un avversario, l’altra faccia della medaglia dell’incertezza rispetto alla propria condizione sociale”.

 

Per Casciari, “queste ambiguità di fondo sono scritte nero su bianco sul contratto di governo che Lega e Movimento 5Stelle hanno presentato alle Camere. Infatti, se agli obiettivi che perseguirà il Ministro degli Interni è dedicato un capitolo corposo, poco c’è scritto rispetto agli impegni in politica estera. Le ultime esternazioni però – commenta – tracciano nettamente una svolta isolazionista dell’Italia rispetto agli altri Paesi, ma è proprio quello di cui non abbiamo bisogno. Infatti, su una cosa il ministro Salvini ha ragione: i flussi migratori, in particolare quelli dall’Africa, non possono essere un problema solo dell’Italia o della Grecia, ma devono essere una questione posta in modo forte sugli scranni europei”.

 

“Ma per ora – continua Casciari – le forze politiche al governo hanno preferito rispondere alle provocazioni, sbandierando solo la necessità di accordi per i rimpatri con i paesi di origine, senza dire una parola sul come s’intende svolgere una concreta attività diplomatica che sappia gestire, prima ancora che arrivino in Italia, le partenze di tanti migranti”.

 

Casciari tiene a sottolineare, però, che “in mezzo a tutto questo ci sono le persone, la cui dignità è calpestata non solo dalle condizioni di vita dalle quali fuggono, ma anche dalle speculazioni di cui sono involontari protagonisti. Sono vittime di tatticismi politici, di odio e intolleranza, sentimenti negativi ai quali la politica che mi appartiene ha cercato di rispondere garantendo la coesione sociale e i diritti. Alimentare l’astio verso il ‘diverso’ è sempre stato più facile, ma ragionare su come risolvere un problema è ben più arduo: servono un serio impegno etico e morale per attuare quelle riforme di cui si avverte l’irrimediabile urgenza”.

 

“Prima di tutto – spiega Casciari – bisogna guardare all’Europa con rinnovata fiducia, ad un Europa più politica, pungolando le istituzioni comunitarie perché sia fatto fronte comune sulla gestione dei flussi, sulle modalità di identificazione, sul riconoscimento dello status di rifugiato in Paesi diversi da quello di sbarco, e che sappia garantire coperture finanziarie adeguate e non lasciate ai singoli bilanci nazionali”.

 

“In ogni caso – puntualizza – non mi stupisce il declino sul quale siamo scivolati, basti pensare a come si è arenato il dibattito parlamentare sullo Ius Soli, un provvedimento urgente per sanare le ferite inferte alle cosiddette seconde generazioni. Molti di questi ragazzi, nati e cresciuti in Italia, oggi sui banchi delle nostre scuole – conclude – affrontano la maturità; vorrei proprio leggere i loro temi e le loro riflessioni sugli argomenti assegnati quest’anno: libertà, diritti civili, uguaglianza, lotta alle discriminazioni, cooperazione. Sicuramente avranno qualcosa da dirci e da insegnarci”. RED/As

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COMITATO DI CONTROLLO: “BENE LA VERIFICA SULLA GESTIONE DEI FONDI DEL PSR”

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28936401738_dcc23a889c_k(Acs) Perugia, 15 giugno 2018 – “Nell’augurare buon lavoro al nuovo presidente del Comitato per il controllo e la valutazione, Roberto Morroni, appoggio pienamente l’iniziativa di verificare la corretta attuazione e gestione dei fondi del Piano di sviluppo rurale”: lo dice la vicepresidente del Comitato, Carla Casciari (Pd), cui si unisce il capogruppo del Pd Gianfranco Chiacchieroni, anche lui componente dell’organismo di controllo dell’Assemblea legislativa.

Sul tema dei ritardi nelle erogazioni delle risorse da parte di Agea, l’ente pagatore, Casciari ha depositato, insieme al collega di partito Giacomo Leonelli, una mozione che punta a superare le difficoltà evidenziate dagli agricoltori utilizzando gli strumenti finanziari disponibili, a cominciare da Gepafin, che potrebbe anticipare le somme spettanti. PG/

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CINGHIALI: “TUTELA DELLE PRODUZIONI AGRICOLE E IMPULSO A NUOVA FORMA DI ECONOMIA REGIONALE”

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carla_casciari2Intervenendo dopo l’audizione di ieri in Terza Commissione, dove si è discussa una sua mozione che mira ad instaurare in Umbria un sistema di filiera corta per valorizzare la qualità della carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, oltre a modificare il regolamento regionale in materia, Carla Casciari (Pd) auspica che si arrivi presto a mettere in campo soluzioni efficaci che sappiano tutelare le produzioni agricole, ma anche dare impulso ad una nuova forma di economia regionale.

(Acs) Perugia, 14 giugno 2018 – “Con l’avvio della discussione sulla mia mozione che mira ad instaurare in Umbria un sistema di filiera corta per valorizzare la qualità della carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, e le modifiche al regolamento regionale in materia, spero che si arrivi presto a mettere in campo soluzioni efficaci che sappiano tutelare le produzioni agricole, ma anche dare impulso ad una nuova forma di economia regionale”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) dopo l’audizione di ieri in Terza Commissione (https://goo.gl/2mqWKP ) dove si è discusso in merito al suo atto di indirizzo insieme ai rappresentanti della associazioni venatorie, degli ATC, dell’Università, dell’Istituto zooprofilattico, degli agricoltori e delle Usl.

“Dall’audizione – ricorda Casciari – è emerso unanime il parere secondo il quale le pratiche di gestione della specie cinghiale, fin qui messe in atto, non sono più sufficienti ad arginare un fenomeno che desta quotidianamente preoccupazione negli agricoltori e che provoca ingenti danni alle loro produzioni. Occorrono strumenti efficaci per il contenimento della specie alla luce della situazione straordinaria che si è venuta a creare in Umbria, come in altre regioni d’Italia. Secondo le stime il numero di capi presenti sul territorio regionale è sovrapponibile a quello dei suini allevati”.

“La realizzazione di una filiera di promozione della carne di cinghiale locale e la valorizzazione del prodotto con un marchio regionale – assicura Casciari – saranno interventi integrativi delle azioni mirate al contenimento della specie, per le quali auspico una rapida approvazione delle modifiche al regolamento proposte dalla Giunta regionale. Con le modifiche infatti, gli agricoltori, in caso di danneggiamenti alle colture, potranno attivare interventi di urgenza con tempi ancor più tempestivi e quindi prevenire e limitare ulteriormente i danni subiti”.

Questi saranno i primi passi da compiere – conclude Casciari –, ma allo stesso tempo ritengo che i tempi siano maturi per responsabilizzare i singoli agricoltori e renderli attivamente partecipi, insieme agli Ambiti territoriali di caccia, i sele-controllori e le altre istituzioni coinvolte, in un sistema semplificato, ma più qualificato, di contenimento della specie cinghiale”. RED/as

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TERZA COMMISSIONE: INSTAURARE IN UMBRIA UNA FILIERA DI VALORIZZAZIONE DELLA CARNE DI CINGHIALE OTTENUTA CON IL CONTENIMENTO DELLA SPECIE – AUDIZIONE SU MOZIONE DI CASCIARI (PD)

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commissione(Acs) Perugia, 14 giugno 2018 – La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha ascoltato ieri in audizione i rappresentanti delle associazioni venatorie, degli Atc, dell’Università, dell’Istituto zooprofilattico, degli agricoltori e delle Usl per conoscere il loro parere, che in linea di massima è risultato positivo, sulla mozione presentata dal consigliere regionale del Partito democratico, Carla Casciari, avente ad oggetto l’instaurazione in Umbria di un sistema di filiera corta che sappia valorizzare la qualità della carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale.

Casciari ha spiegato che l’atto intende contribuire alla diminuzione dei danni procurati dalla specie cinghiale dato che gli abbattimenti sono risultati inferiori alla bisogna e si vuole istituire una filiera corta per l’utilizzo della carne, come già fatto in Emilia Romagna, e valorizzare il prodotto con un apposito marchio di garanzia. Ovviamente per mettere in atto una filiera di carni che possano finire in tavola, va normato un sistema che preveda, oltre alle istituzioni regionali e locali, gli Atc, il Dipartimento di prevenzione del Servizio sanitario e i Parchi dell’Umbria, questi ultimi luoghi di maggior presenza degli ungulati.

Per quanto riguarda i danni provocati dai cinghiali, le associazioni dei coltivatori e gli agricoltori che in molti casi sono anche cacciatori, hanno chiesto di poter intervenire sulle loro proprietà senza dover attendere l’intervento delle squadre di cinghialisti, che avviene a chiamata dopo che il danno è stato fatto. Un quesito cui ha indirettamente risposto la Giunta regionale, annunciando la modifica del Regolamento regionale del 2010 che proprio la Terza commissione consiliare di Palazzo Cesaroni sarà chiamata ad approvare, che prevede tempi più brevi per l’intervento diretto da parte dei proprietari o dei conduttori dei fondi agricoli in cui i cinghiali stiano danneggiando le produzioni agricole.

Sulla commercializzazione della carne di cinghiale e l’instaurazione di una filiera corta saranno indispensabili i controlli veterinari e la successiva appropriatezza nella lavorazione delle carni, ma ancora prima serve una adeguata formazione di tutti i cacciatori. Non tutti i cinghiali abbattuti sono adatti a finire in tavola. Va considerata la tossicità delle carni dovuta alle modalità di uccisione se l’animale non viene colpito dietro la spalla (come indicano le normative vigenti) o viene abbattuto in circostanze tali da produrre stress, e quindi tossicità nel sangue dell’animale che viene ucciso, ad esempio dopo inseguimento dei cani. Il cacciatore deve capire già prima di sparare se ci sono anomalie nell’aspetto o nel comportamento dell’animale.

In generale i presenti hanno accolto con favore la mozione presentata da Casciari ed è stata auspicata la rapida approvazione di una legge nuova in materia, che possa riscrivere i termini dei rapporti tra mondo agricolo e venatorio, nonché quello ambientalista. PG/

Carla Casciari

SANITÀ: “INCORAGGIARE E FAVORIRE LE MANIFESTAZIONI DI ASSENSO ALLA DONAZIONE DEGLI ORGANI”

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 7 giugno 2018 – “Conoscere le iniziative della Regione per incoraggiare e favorire le manifestazioni di assenso alla donazione degli organi e tessuti, in particolare per le dichiarazioni rilasciate presso gli uffici anagrafe dei Comuni”. È quanto dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Carla Casciari, annunciando la presentazione di una interrogazione in merito.

Per Casciari “la donazione degli organi rappresenta il presupposto, in taluni casi anche il limite, per offrire a tantissime persone affette da insufficienza d’organo un trattamento salva-vita insostituibile. Purtroppo la carenza di organi è un fattore limitante il trapianto. Di recente l’assessore regionale alla Salute ha annunciato l’attivazione di una convenzione con Marche e Toscana per il trasporto aereo di organi, pazienti e staff medico – sanitario per le attività di prelievo e trapianto di organi, che consente l’atterraggio negli spazi aeroportuali umbri a garanzia di tempestività, qualità e sicurezza degli interventi”.

Nell’atto si ricorda che “la Regione Umbria, nel 2010 ha approvato il progetto ‘La donazione degli organi come tratto identitario’, e nel 2012 come Regione pilota ha sostenuto un piano di comunicazione intitolato ‘Una scelta in Comune’ allo scopo di divulgare tra cittadini ed operatori le novità relative alla possibilità di manifestare la propria volontà circa la donazione di organi al momento del rilascio o rinnovo della Carta d’identità. Queste iniziative hanno inizialmente fatto registrare trend molto positivi. Nel 2012 l’Umbria risultava tra le regioni più virtuose del nostro Paese con il 90,94 per cento di consensi dati sulle dichiarazioni registrate, rispetto alla media nazionale che si attestava sull’89,05 per cento. Le opposizioni al consenso registravano solo un 5,8 per cento. Dopo una prima fase positiva, oggi le dichiarazioni di volontà rilasciate in Umbria fanno registrare un trend negativo. Secondo gli ultimi dati, relativi a maggio 2017, le dichiarazioni a favore alla donazione degli organi raccolte al momento del rinnovo o rilascio della carta d’identità sono il 78,8 per cento, mentre le opposizioni salgono al 21,3 per cento, con una notevole disomogeneità fra i Comuni”. DMB/