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settembre 2018

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ISTRUZIONE – “FAVORIRE IL DIALOGO E LA COOPERAZIONE TRA GIOVANI E DECISORI POLITICI”

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20180928_102802(Acs) Perugia, 29 settembre 2018 – “Cercare di parlare lo stesso linguaggio dei giovani, dare loro strumenti di partecipazione alle scelte politiche per accompagnarli verso una cittadinanza attiva e consapevole”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) che ieri è intervenuta al Progetto “Giovani Europei in Umbria”, finanziato nell’ambito del programma Erasmus +,  per approfondire  le proprie conoscenze sulle politiche, il funzionamento e le iniziative dell’Unione Europea.

 

Casciari ha parlato davanti a circa 150 ragazzi delle classi quinte del Liceo Scientifico Galileo Galilei e degli Istituti Pieralli e Giordano Bruno, presso la Scuola superiore di Mediazione Linguistica di Perugia, del percorso di elaborazione della Legge regionale sulle politiche giovanili, del servizio di trasporto notturno Gimo, del programma per il lavoro #Umbriattiva, dell’Istituto Tecnico Superiore regionale (scuola biennale post diploma per l’acquisizione di competenze tecniche  specializzate), del diritto allo studio, della proposta della consigliera di definire l’importo dell’abbonamento al trasporto in base all’ISEE, ora in esame nella commissione competente. “Abbiamo sperimentato in Aula – ha detto Casciari – che una semplice idea, opportunamente e criticamente sviluppata, può diventare, com’è successo più volte, una proposta concreta per i decisori politici. Un esercizio che gli permette di  maturare quell’analisi critica della realtà sempre più necessaria per essere protagonisti non solo del  presente ma soprattutto del futuro del nostro Paese”. RED/pg

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Ikea: “Il centrodestra si è sfilato sulla votazione della mozione sulla viabilità per Ikea”

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downloadPerugia, 24 settembre 2018 – “Abbiamo presentato oggi una mozione che impegnasse la Regione a farsi parte attiva presso Il Comune affinché con Anas e Governo si trovasse una soluzione alla viabilità della zona in cui sorgerà il nuovo complesso Ikea a Collestrada. Abbiamo tentato per quasi tutto il pomeriggio di trovare una formulazione che potesse essere condivisa anche dal centrodestra, che però ha infine preferito abbandonare l’aula con i gruppi di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega”. Così in una nota Giacomo Leonelli, Carla Casciari, Marco Vinicio Guasticchi e Attilio Solinas, firmatari della mozione.
“Ad oggi – proseguono i quattro consiglieri – il Comune di Perugia, nonostante la richiesta di un minimo di partecipazione sul territorio, sta procedendo con l’approvazione dei primi atti propedeutici al nuovo insediamento commerciale della multinazionale svedese, pur avendo piena consapevolezza che per la viabilità da e per Perugia nel tratto che parte da Ponte San Giovanni, già ora nodo critico per la viabilità regionale, non si prevedono interventi né sul versante raddoppio della rampa di accesso all’acropoli né su quello del cosiddetto Nodo di Perugia”.
“Il nostro tentativo di giungere ad una soluzione condivisa almeno per votare l’atto di indirizzo che abbiamo presentato – concludono Leonelli, Casciari, Guasticchi e Solinas – ha incontrato una serie distinguo, probabilmente dettati da diktat nazionali o da palazzo dei Priori, da parte dei consiglieri di Forza Italia e Fratelli d’Italia, con la Lega che ha anch’essa preferito disertare l’aula. Questo da un lato ci dispiace, ma dall’altro ci preoccupa, tenuto conto della complessità del progetto e delle ricadute in particolare sulla viabilità, che si troverà a gestire la maggioranza di centrodestra in Comune.”

Carla Casciari durante il suo intervento in aula

IKEA, APPROVATA A MAGGIORANZA LA MOZIONE PD, SER, MDP

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Assemblea Legislativa(Acs) Perugia, 24 settembre 2018 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza (10 sì e 3 astensioni–M5S e Ricci misto Rp-Ic) la mozione dei consiglieri Giacomo Leonelli, Carla Casciari (Pd), Attilio Solinas (misto Mdp) e Silvano Rometti (SeR) che chiede alla Giunta regionale di “svolgere la propria funzione istituzionale, attivandosi presso il Comune di Perugia al fine di una sinergica collaborazione con Anas e Governo per approfondire tutti gli aspetti riguardanti le criticità per la viabilità regionale a seguito della realizzazione della ‘Nuova Collestrada’, al fine di trovare una soluzione per evitare una congestione del traffico perugino, già ad oggi molto intenso, prevedendo o il raddoppio della rampa o la realizzazione in tempi brevi del Nodo di Perugia ed una viabilità adeguata da e verso l’area nord del comune di Perugia”. Il testo del documento è stato modificato al termine di un lungo confronto in Aula tra i proponenti e i rappresentanti delle opposizioni consiliari, alcuni dei quali non hanno partecipato al voto.

 

Illustrando l’atto in Aula, Leonelli ha spiegato che “la ‘Nuova Collestrada’ è destinata a diventare il complesso commerciale più importante dell’Umbria e prevede l’ampliamento e l’apertura del nuovo punto vendita Ikea entro il 2022. Considerato che si tratta di un’area già congestionata dal traffico, è necessario non sottovalutare la necessità di un intervento consistente sulla viabilità, per una gestione controllata del traffico, tenuto conto, tra l’altro, che il bacino di utenza è in potenziale crescita anche grazie al completamento della superstrada Foligno–Civitanova e della Perugia–Ancona. C’è stata una sottovalutazione tecnica del progetto da parte del Comune di Perugia, che non ha considerato gli effetti del nuovo centro commerciale sul traffico veicolare, cittadino, commerciale e turistico. Ponte Valleceppi, Lidarno–Sant’Egidio, Collestrada e Ponte San Giovanni rischiano di vedere scaricata sulla propria viabilità interna l’enorme mole di traffico, già ad oggi spesso congestionato sia sulle strade extraurbane che sulle arterie principali, con un volume già in aumento sulle varie direttrici viarie a causa dei nuovi due sbocchi verso l’Adriatico”.

 

IL DIBATTITO
Marco SQUARTA (FdI): “MOZIONE SUPERFLUA, NE ABBIAMO GIÀ APPROVATA UNA CON LE STESSE FINALITÀ – “C’è già una mozione di qualche mese fa, che se fosse applicata, porterebbe al risultato che si vorrebbe raggiungere. L’atto che riguarda il completamento del Nodo è stato già votato e sottoscritto anche da Leonelli. La Giunta dovrebbe impegnarsi con il Governo nazionale affinché venga realizzato il ‘mini nodo di Perugia’. Quindi questo atto di indirizzo non serve, dobbiamo attuare quello già approvato, eventualmente attivando il Comitato di controllo per verificare la mancata attuazione. Non bisogna sfruttare il nuovo progetto per fare propaganda in vista delle elezioni comunali di primavera a Perugia”.

Andrea LIBERATI (M5S): “QUESTIONE CRITICA PER PERUGIA E PER L’UMBRIA. Esiste un problema di pianificazione territoriale e urbanistica. Quando fu deliberato il Piano del commercio noi sottolineammo l’influenza pervasiva di alcuni grandi gruppi su quelle scelte. Ikea si posizionerà su un’area in cui ci sono interessi specifici, in una condizione ambientale già oggi complessa. Questa mozione ci ricorda che esiste un problema ma richiama le nostre responsabilità in termini di pianificazioni territoriali. Era ampiamente prevedibile che la realizzazione di Ikea a Collestrada avrebbe generato problemi. Il progetto arriverà tra due anni, forse non passerà la Vas proprio per la questione ambientale che genera. Bisogna potenziare altri sistemi di trasporto per decongestionare le strade e gli svincoli, altrimenti Ponte San Giovanni resterà un corridoio per migliaia di auto”.

Gianfranco CHIACCHIERONI (PD): “TUTTI CONSAPEVOLI DELLE DIFFICOLTÀ VIARIE. INVECE DI ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI UNIRE LE FORZE PER NODO DI PERUGIA – Tutti sanno che c’è la necessità di collegare la E45, l’ospedale di Perugia, Madonna del Pianoe Collestrada. È il momento di affrontare questa questione. Necessario un tavolo tra Regione, Comune di Perugia e parlamentari umbri per un confronto serrato sulla questione, che deve essere posta come una emergenza. Non bisogna lasciare il Comune di Perugia con il cerino in mano”.

 

Carla CASCIARI (Pd): “A LUGLIO HO PRESENTATO UNA INTERROGAZIONE SUL PROGETTO, MA ALLORA NON C’ERANO NOTIZIE. I territori non sono stati coinvolti e non conoscono il progetto, che la Commissione comunale ha già approvato, con una grande accelerazione sui tempi. L’abitato di Collestrada verrebbe diviso in due da una nuova bretella, ma ci sono complessivamente poche certezze”.

 

Claudio RICCI (misto Rp – Ic): “SONO FAVOREVOLE ALL’INSEDIAMENTO IKEA DI COLLESTRADA ANCHE SE SAREBBE STATO PIÙ OPPORTUNO A SAN MARTINO IN CAMPO. L’insediamento attrarrà investimenti creando nuovi posti di lavoro. Collocare uno stabilimento in Umbria determinerà un effetto molto importante anche sul piano della comunicazione, italiana e internazionale, con positive ricadute turistiche. Il Nodo di Perugia non è un’opera per l’Umbria ma un intervento fondamentale per l’intero Paese, anche se realizzato in versione ridotta”.

ROBERTO MORRONI (FI): “Chiacchieroni ha approcciato la questione nel modo corretto. Il tema travalica l’interesse della sola città di Perugia ma ci vuole un approccio coerente con la sfida e l’opportunità che ne deriveranno per l’intera regione. COSÌ COM’È LA MOZIONE NON PUÒ ESSERE CONDIVISA. LA REGIONE UMBRIA DEVE FAR SENTIRE LA SUA VOCE NON IN UN’OTTICA DI OPPOSIZIONE DIALETTICA con il Comune di Perugia, come l’ha impostata il proponente Leonelli. Meglio sospendere e ragionare insieme per arrivare a un pronunciamento unanime su un progetto di enorme importanza per tutta la regione”.

VALERIO MANCINI (LEGA): “Dunque con questo atto inizia la campagna elettorale per la città di Perugia. Piuttosto bisognava immaginare prima come sarebbe incrementato il traffico attorno a Perugia, e ancora Ikea nemmeno c’è. C’è una ferrovia che non funziona da molto tempo e avrebbe potuto alleggerire una parte del traffico. I lavori sulle gallerie da parte di Anas sono durati troppo e il traffico pesante si è riservato sulle strade interne, gravando ulteriormente sulle casse del Comune di Perugia che è dovuto correre ai ripari. QUESTA MOZIONE DICE A UN COMUNE DI INTERVENIRE SU ANAS, MA DOBBIAMO INVECE INVITARE IL GOVERNO A FARE UN TAVOLO CON I PARLAMENTARI E A CONDIVIDERE UN PROGETTO COSÌ IMPORTANTE. NON VOTEREMO L’ATTO”.

CATIUSCIA MARINI (presidente Regione): “In questa vicenda ci sono aspetti positivi dal punto di vista edilizio con il recupero di volumi che già ci sono e inoltre si salva l’area agricola di San Martino in Campo, scelta in un primo momento, che sarebbe stata pesantemente trasformata. Come Regione saremo chiamati a intervenire su vari aspetti, tra cui quelli urbanistici e edilizi, visto che il Comune dovrà fare rilevanti modifiche urbanistiche che incideranno su tutto il resto della viabilità. l’opportunità da cogliere è di negoziare con Ferrovie dello Stato per avere una fermata in quel punto e, unitamente alle risorse già disponibili, sistemare la E45 soprattutto per quanto riguarda il nodo di Perugia. Si apre un tema sulla viabilità della città che affronterà il Comune ma che incide anche sulle infrastrutture regionali e va coordinata con le risorse già assegnate per i lavori sulle principali arterie. Se l’apertura sarà nel 2022, come si ipotizza, possiamo lavorarci bene e pensare anche al resto, strade e ferrovie. Concentriamo le risorse e gli sforzi, creiamo una fermata ferroviaria che serva quella zona, ci sono già accordi e risorse. Inoltre, nel 2019 realizzeremo la definitiva apertura della Perugia-Ancona, anche nel tratto marchigiano.  DOBBIAMO PORTARE A CASA GLI INVESTIMENTI PER IL NODO DI PERUGIA. NON APPENA IL COMUNE AVVIERÀ LA SUA PIANIFICAZIONE URBANISTICA, SERVIRÀ UN RACCORDO FRA I LIVELLI ISTITUZIONALI PER CAPIRE COME PROGRAMMARE TUTTO, ANCHE LA VIABILITÀ INTERNA, CHE IMPATTA SU QUELLA DI COMPETENZA DELLA REGIONE. Ci sono 30mila persone che gravitano con mezzi propri su Perugia ogni giorno. Non dobbiamo fare una metropolitana intera, ma mettere un pezzetto di mobilità sul ferro. Serve un coordinamento e una progettualità condivisa, così faremo una cosa utile agli umbri”.

Dopo l’intervento della presidente Marini, hanno ripreso la parola i consiglieri Leonelli, che si è detto disponibile a modificare parte del testo della mozione, e Squarta, che ha chiesto una breve sospensione per trovare una soluzione condivisa. Leonelli ha voluto rimarcare che comunque, “pur usando il condizionale perché in Municipio stanno votando, va detto che allo stato attuale manca la previsione di un intervento sulla rampa d’accesso per Perugia e sulla realizzazione del nodo, punti che per noi sono cruciali in vista dell’aumento dei volumi di un traffico già oggi estremamente pesante”. MP/PG

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WELFARE: “AUSER, REALTÀ IMPORTANTE PER IL TERRITORIO”

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20180919_135156(Acs) Perugia, 19 settembre 2018 – “L’associazionismo, il volontariato, l’inclusione sociale e lo scambio intergenerazionale sono temi che aiutano una comunità a crescere ed Auser, con la sua attività, contribuisce positivamente a questo sviluppo”. Lo ha detto il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) intervenendo ieri pomeriggio all’inaugurazione della nuova sede dell’Auser regionale a Perugia.

 

“L’associazionismo ed il volontariato – sottolinea Casciari – sono in Umbria realtà che ben interpretano lo spirito della legge sull’invecchiamento attivo, emanata dalla Regione Umbria nel 2014, che prevede l’attuazione di interventi finalizzati alla costruzione di percorsi per favorire l’autonomia ad il benessere degli anziani nell’ambito del proprio contesto di vita. L’Auser in Umbria da più di un ventennio rinsalda quei legami indispensabili per un welfare inclusivo che grazie alla prossimità nei territori garantisce risposte a bisogni spesso silenti. Ne è un esempio – conclude il consigliere regionale – l’ultimo progetto denominato ‘Doppiamente Fragili’ dedicato ad approfondire temi come quella della vulnerabilità della donne over 65, che spesso subiscono forme di abbandono, incuria e o privazioni se non vere e proprie forme di violenza, e di cui il ‘Centro pari opportunità’ della Regione Umbria è partner”. RED/mp

 

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TRASPORTI: “CONNESSIONE CON LE CICLOVIE NAZIONALI”

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IMG-20180918-WA0011(Acs) Perugia, 18 settembre 2018 – In occasione della “Settimana europea della mobilità, dedicata quest’anno alla multimodalità nella scelta dei mezzi di trasporto”, il consigliere Carla Casciari (Pd) annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta di Palazzo Donini in merito ai percorsi ciclabili dell’Umbria.

 

Nello specifico, Casciari chiede all’Esecutivo regionale “se e quali azioni sono state intraprese, nell’ambito del Protocollo d’Intesa con Toscana e Lazio, per la messa in esercizio dei tratti incompleti lungo per il percorso ciclabile del fiume Tevere, utile alla miglior connessione del nostro percorso con la Ciclopista del Sole e la Ciclovia Romea; come intende supportare l’inserimento delle ciclovie regionali nell’ambito del programma delle ‘ciclovie turistiche nazionali’ del ministero dei Trasporti. In particolare la Ciclopista del Sole, che ad oggi dal Brennero scende fino a Firenze, dovrebbe ricomprendere le ciclovie regionali nei territori di Arezzo, Chiusi ed Orvieto fino ad arrivare a Roma; e la Ciclovia Romea, che da Venezia arriva a Roma, dovrebbe sfruttare il tratto toscano-umbro-laziale lungo il corso del fiume Tevere. Il tratto umbro del percorso, di quasi 200 km, tocca importanti città della nostra regione e costituisce l’asse principale dell’esistente rete ciclistica regionale sulla quale s’innestano poi anche anche ciclovie, quali ad esempio quella che porta ad Assisi o al lago Trasimeno”.

 

Nell’atto ispettivo, il consigliere regionale evidenzia che “la promozione dell’uso della bicicletta implica un miglioramento dell’efficienza, della sicurezza e dei percorsi di mobilità, ma presuppone anche la tutela del patrimonio ambientale e culturale. Significa valorizzare il territorio connettendo le bellezze del paesaggio con percorsi ciclabili facilmente individuabili e percorribili, in un’ottica di promozione turistica e sviluppo del territorio. Il Piano nazionale dedicato alle ciclovie ha previsto risorse per circa 370 milioni di euro, che sono state ripartite secondo appositi protocolli d’intesa con le Regioni sulle quali queste infrastrutture insistono”. MP/

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SANITÀ: “BENE L’INTRODUZIONE DI CLAUSOLE SUI CONTRATTI DI FORMAZIONE SPECIALISTICA PER SALVAGUARDARE LA PRESENZA DI MEDICI NELLE STRUTTURE UMBRE”

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terza commissione(Acs) Perugia, 13 settembre 2018 – “Grazie alla sensibilità della Giunta regionale viene dato seguito a quanto contenuto nella mozione approvata lo scorso maggio dall’Assemblea legislativa di cui sono prima firmataria, con cui si intendeva riservare le borse di studio aggiuntive messe a disposizione dalla Regione Umbria agli studenti specializzandi che provengono dalle facoltà umbre e che scelgono di continuare il loro percorso formativo presso il Servizio sanitario regionale. Ieri, in Terza commissione, l’assessore Barberini ha infatti illustrato la proposta di modifica al Testo unico in materia di sanità che introduce un articolo sui contratti regionali aggiuntivi per le specializzazioni mediche”: lo sottolinea la consigliera del Partito democratico Carla Casciari.

 

“Nel nuovo testo – spiega Casciari – fermo restando le disposizioni di legge nazionale che obbligano ad un’unica graduatoria nazionale di merito per l’assegnazione delle borse di studio, si prevede che nell’ambito dei posti riservati e finanziati dalla Regione Umbria, i medici specializzandi sottoscrivano apposite clausole aggiuntive al contratto di formazione specialistica, predisposte dalla Giunta Regionale. Tali clausole saranno indirizzate a salvaguardare la permanenza dei giovani medici nelle strutture del nostro sistema sanitario regionale. In particolare per l’ottenimento della borsa e del contratto di formazione sarà richiesto, come già attuato da altre Regioni in Italia, che il medico abbia conseguito la laurea in medicina presso gli atenei della regione, al fine di non disperdere le professionalità acquisite durante il percorso formativo”.

 

“Questo meccanismo di tutela dei nostri medici specializzandi – prosegue Casciari – risulta ancora più impellente di fronte alla necessità manifestata dalle Regioni di incrementare il numero delle borse di specializzazione, richiesta rimasta inascoltata dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, dello Sviluppo Economico e della Sanità. Un silenzio che induce necessariamente le Regioni a provvedere da sole e con propri finanziamenti all’aumento del numero di borse a disposizione”.

 

“Dato il contesto generale – conclude Casciari – ogni azione che l’opposizione vorrà intraprendere per rallentare il normale iter di approvazione di questo disegno di legge, non potrà che essere valutata come mera strumentalizzazione politica, nell’unico interesse dei ‘like’ sui social network e non delle vere necessità del nostro sistema sanitario”. RED/pg

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SANITÀ: “MAGGIORE ATTENZIONE POLITICA AGLI SPECIALIZZANDI DI AREA MEDICA, PILASTRO IMPORTANTE DELLA SANITA’ OSPEDALIERA UMBRA” 

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sanita(Acs) Perugia, 12 settembre 2018 – I consiglieri regionali Carla Casciari (Pd) e Silvano Rometti (SeR) hanno presentato una mozione per impegnare la Giunta a “mettere in atto le azioni idonee a favorire la presenza e la permanenza in Umbria dei medici specializzandi, considerato il ruolo determinante che questa figura riveste per la sanità pubblica, per il mondo universitario e per la qualità dell’assistenza nel sistema sanitario regionale.
“Nelle corsie delle Aziende ospedaliere umbre – spiegano i proponenti nell’atto – operano e si formano quotidianamente medici delle scuole di specializzazione dell’Università di Perugia. Gli oltre 600 specializzandi che si stanno formando nelle strutture umbre rappresentano una risorsa importantissima per il Sistema sanitario regionale, svolgono un prezioso lavoro al fianco del personale medico delle Aziende Ospedaliere tanto da essere un vero e proprio punto di riferimento per i pazienti e per le loro famiglie. La condizione del medico specializzando è per sua natura peculiare: infatti il medico in formazione specialistica riunisce in sé la figura del lavoratore e quella dello studente. Le attività formative ed assistenziali stesse, quindi, sono molto variabili nelle modalità e nelle tempistiche in relazione alla specifica specialità. Inoltre, i medici specializzandi, vincitori di un bando di livello nazionale, sono sempre più spesso costretti a formarsi nella sede assegnata, allontanandosi, quindi, dalla propria residenza e con la necessità di affrontare spese maggiori”.

Carla Casciari ricorda che aveva già presentato una mozione sullo stesso tema, “a seguito della quale la Giunta ha, tra l’altro, annunciato di recente una modifica legislativa volta a favorire la permanenza nelle strutture e nei servizi della sanità umbra dei giovani medici che si formano e specializzano nelle scuole attive nell’Università degli Studi di Perugia, prevedendo una rimodulazione dei contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali.

“L’Università degli Studi di Perugia – proseguono Casciari e Rometti – ha deliberato, per i soli laureati in Medicina e Chirurgia iscritti alle scuole di specializzazione di area sanitaria e nonostante il parere contrario del Consiglio degli studenti, di elevare la tassa d’iscrizione annua da 2mila euro attuali ad un massimo di 3mila euro, venendo meno al principio di equità sancito dallo Student’s Act, legge ‘232/2016’. A causa di questa iniziativa la nostra università risulta ad oggi la più cara d’Italia, arrivando a superare addirittura i 2600 euro di Firenze e i 2700 euro del San Raffaele di Milano e questo a discapito della competitività e dell’attrattività dell’Ateneo”.

Inoltre, “come emerso nella seduta della Terza commissione consiliare competente del 1 agosto scorso, in occasione dell’audizione dei rappresentanti dell’Associazione Specializzandi dell’Università di Perugia (Asup), i giovani medici hanno chiesto di adeguare la tassazione per gli specializzandi ai criteri di legge, con un tetto massimo che non sia superiore a quello degli altri studenti dell’Università di Perugia e che l’Università reinvesta parte della tassazione nelle scuole di specializzazione per garantire l’attività formativa. Da quanto riportato, infatti, da diversi anni il budget delle scuole di specializzazioni è stato azzerato dall’Università degli Studi di Perugia rendendo difficili gli investimenti in formazione. Gli specializzandi, così, sarebbero spesso costretti a usufruire di corsi a pagamento organizzati da enti privati e a autosostenersi per la partecipazione a convegni e congressi, al contrario di altri atenei italiani. I medici specializzandi umbri sono tenuti ad un impegno in ambito di formazione pari a quello del personale medico del Servizio Sanitario Nazionale a tempo pieno, hanno rappresentato più volte le criticità sia sul nuovo sistema di tassazione sia sui fondi dedicati alla formazione, arrivando anche a scioperare e a creare disagio nelle normali attività di reparto”. PG/

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PIANO PERIFERIE: “SERVE UNA MOBILITAZIONE TRASVERSALE, A PRESCINDERE DAL COLORE POLITICO”

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20180911_161644(Acs) Perugia, 11 settembre 2018 – “Con la mozione urgente che, come primi firmatari, io e la collega Carla Casciari abbiamo voluto presentare oggi all’esame dell’Aula, abbiamo impegnato la Giunta ad attivarsi affinché il Governo ripristini i finanziamenti dei bandi del ‘Piano Periferie’, che per Perugia e Terni prevedevano investimenti per 30 milioni di euro, anche attraverso la sollecitazione in tal senso di interventi da parte dei parlamentari umbri”. Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Giacomo Leonelli.

 

“È di stanotte la notizia – spiegano Giacomo Leonelli e Carla Casciari – che gli emendamenti per il ripristino delle risorse per il Piano periferie sono stati bocciati, quindi il provvedimento adesso andrà in Aula. Ci sono stati degli errori nell’iter parlamentare, anche da parte delle opposizioni, e ne sono seguite contestazioni, ma gli unici che possono porvi rimedio sono coloro che rappresentano oggi la maggioranza in Parlamento. I governi Renzi e Gentiloni hanno voluto finanziarie tante città italiane, con una grande intuizione, e molti e significativi erano gli interventi che potevano essere messi in campo con gli oltre 30 milioni di euro destinati a Perugia e Terni”.

 

“Ci siamo quindi rivolti – proseguono Leonelli e Casciari – ai rappresentanti della Lega a Palazzo Cesaroni, perché venisse interrotta la retorica per cui, da una parte, fanno i buoni ed hanno a cuore gli interessi del popolo ma, dall’altra, poi non mollano niente su ciò che riguarda il governo e il sottogoverno. I consiglieri Fiorini e Mancini, invece, hanno preferito ergersi a difensori d’ufficio del loro Governo, perdendo l’occasione di dimostrare che il vero cambiamento non sta nel difendere gli interessi di parte, ma nell’avere il coraggio di mobilitarsi anche in modo trasversale quando si tratti di battersi per gli interessi del proprio territorio, anche in contrapposizione con gli esponenti nazionali del proprio partito”. RED/mp

Carla Casciari

“RIPRISTINARE LE RISORSE DEL BANDO PERIFERIE” – MOZIONE APPROVATA A MAGGIORANZA

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 11 settembre 2018 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato a maggioranza (16 sì di Pd, SeR, Misto-MdP, Misto RP-IC, Misto Umbria-Next, Forza Italia, 4 astensioni Lega e M5S) una mozione “urgente” presentata stamani in Aula dai consiglieri del Partito democratico Giacomo Leonelli e Carla Casciari, cui si sono aggiunte poi le firme dei consiglieri Brega, Guasticchi (Pd), Rometti (Ser), Solinas (misto-MDP), Morroni (FI), Squarta (FDI), Ricci (misto-Rp/Ic), e De Vincenzi (misto-Umbria next). Con l’atto si chiede alla Giunta di impegnarsi affinché il Governo ripristini i finanziamenti dei bandi del “piano periferie” per Perugia e Terni, anche attraverso la sollecitazione di interventi da parte dei parlamentari umbri. Il gruppo M5S ha chiesto e ottenuto la votazione separata del documento, e sulla prima parte (premessa e considerazioni) ha votato no insieme alla Lega, mentre sulla parte dispositiva si sono astenuti sempre insieme al partito del Carroccio.

 

INTERVENTI

 

Giacomo LEONELLI (PD): “È di stanotte la notizia che gli emendamenti per il ripristino delle risorse per il Piano periferie sono stati bocciati, quindi il provvedimento adesso andrà in Aula. SERVE UNA MOBILITAZIONE TRASVERSALE, A PRESCINDERE DAL COLORE POLITICO, PER POTER INVESTIRE NEI LUOGHI DIMENTICATI, che senza un presidio di comunità, figlio anche degli interventi che potevano essere messi in campo con gli oltre 30 milioni di euro per Perugia e Terni. Luoghi desertificati che sono utili alla criminalità. I governi Renzi e Gentiloni hanno voluto finanziarie tante città italiane, con una grande intuizione, ridando un’anima a quei luoghi grazie al lavoro dei Comuni. Ci sono stati degli errori nell’iter parlamentare, anche da parte delle opposizioni, e ne sono seguite contestazioni, ma gli unici che possono porvi rimedio sono coloro che rappresentano oggi la maggioranza in Parlamento. Mi rivolgo quindi ai rappresentanti della Lega in quest’Aula: interrompiamo la retorica per cui da una parte fate i buoni che avete a cuore gli interessi del popolo ma poi non mollate niente su ciò che riguarda il governo e la sua amministrazione. Oggi gestite il potere vero, avete una maggioranza politica omogenea, il nostro auspicio è che lavoriate nell’interesse dell’Umbria, come noi abbiamo fatto per avere un Freccia rossa in Umbria, per il riconoscimento del danno indiretto del sisma, per la ex-Fcu, l’edilizia scolastica, lavorate dunque per il bene della nostra regione. Se lo farete avrete la nostra reale collaborazione istituzionale”.

 

Marco Vinicio GUASTICCHI (PD): “Su temi di così grande rilevanza e che vedono penalizzati soprattutto i due capoluoghi, Perugia e Terni, è AUSPICABILE UN ATTO DI CORAGGIO CHE VADA OLTRE LA RETORICA E DIVISIONE POLITICA. Un segnale di grande maturità da parte di quest’Aula. È necessario dare un segnale forte affinché quelle risorse non vadano utilizzate diversamente da quello che era l’obiettivo originario, di primaria importanza. Un voto unitario rappresenterebbe un segnale locale di forte interesse e legame con il territorio”.

 

Carla CASCIARI (Pd): “SI TRATTA DI UN TEMA DA AFFRONTARE CON URGENZA. QUALCUNO HA DEFINITO L’OPERAZIONE FATTA SUL ‘MILLEPROROGHE’ ‘UN FURTO CON DESTREZZA’, esercitato soprattutto da chi al Governo si professa paladino della sicurezza e dell’ordine pubblico. Parliamo di oltre un miliardo di euro congelati, risorse che mettono in difficoltà non solo Perugia e Terni, ma moltissimi altri Comuni. In Italia anche l’Anci nazionale ha sollevato stupore essendoci convenzioni firmate tra istituzioni locali e Governo Gentiloni e con molti dei progetti in esecuzione. Ad oggi, quindi, molti di quei progetti sono esecutivi, così come per i 40 dei Comuni di Perugia e di Terni. Nel caso specifico di Perugia, parliamo di riqualificazione di aree difficili quali Fontivegge, Madonna Alta e zona del Belocchio con interventi urbanistici, di implementazione di servizi e di riqualificazione di aree verdi, alcuni dei quali cofinanziati persino da imprenditori privati. La sicurezza non si può perseguire solo respingendo i barconi, ma c’è bisogno di risorse concrete nell’interesse dei cittadini che chiedono maggiore sicurezza sociale specialmente nelle periferie”.

 

Emanuele FIORINI (LEGA): “Ieri, nella conferenza dei capigruppo non è stata prevista la discussione di questa mozione, altrimenti mi sarei espresso nel merito. È chiaro che il vostro intento è quello di strumentalizzare la situazione, e mi dispiace che altri soggetti siano entrati nella vostra rete. La verità è che il PD di Renzi ha promesso soldi che non poteva spendere. Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale è chiaro che si è trattato soltanto di uno spot elettorale del partito democratico. Ma a tutto questo LA LEGA VUOLE PORRE RIMEDIO, CERCANDO LA SOLUZIONE MIGLIORE PER DISTRIBUIRE LE RISORSE TRA I TUTTI I COMUNI INTERESSATI, con particolare riguardo verso quelli in stato di dissesto, per i quali il Governo, i nostri parlamentari, sono intenzionati a fare tutto il possibile. Questa mozione è dunque insignificante e non plausibile”.

 

Claudio RICCI (Misto-Rp/Ic): “Da anni si parla di ‘terzo paesaggio’ consistente nel rammendo, riqualificazione, riciclo dei volumi e degli spazi. Da qui i progetti di Perugia e Terni. Tali elementi urbanistici introducono parametri specifici. Alcune idee progettuali discendono dal dossier che fu presentato qualche anno fa in occasione della proposizione di Perugia, Assisi ed altre città dell’Umbria, come Capitale europea della cultura 2019. L’Anci, a livello nazionale, ha fatto la stima del complessivo delle risorse bloccate, che non sono solo quelle tecnicamente pubbliche, ma sono anche quelle di cofinanziamento privato e associativo. Il blocco complessivo per la riqualificazione delle aree urbane nelle diverse città è attestato a 3, 8 miliardi di euro. Rappresenta lo 0,5 per cento della spesa pubblica. IL MIO AUSPICIO È CHE LA SITUAZIONE ATTUALE VENGA AL PIÙ PRESTO CORRETTA AFFINCHÉ POSSANO ESSERE ATTIVATE LE CONVENZIONI GIÀ FIRMATE. Auspico dunque che questa Assemblea voti in maniera convergente su un piano di sviluppo e recupero di aree incompiute, sia a livello urbanistico che edilizio”.

 

Marco SQUARTA (FDI): “Queste risorse sono importantissime e si avvalgono di protocolli e convenzioni firmate per un ammontare di 16milioni di euro per il Comune di Perugia e 14per il Comune di Terni, da destinare alla riqualificazione di periferie e parti delle città che si trovano in sofferenza. C’È STATO UN LAVORO ENORME DURATO QUATTRO ANNI PER UN PIANO DI RIQUALIFICAZIONE MAI VISTO, E NON CAPISCO PERCHÉ DEBBA ESSERE ANNULLATO, DATO CHE SONO SOLDI NECESSARI PER LE CITTÀ. Senza strumentalizzare, cerchiamo di rimediare agli errori commessi e fare in modo che i capoluoghi abbiano le risorse che servono per riqualificare le città, sennò sarebbe come togliere ossigeno alla lotta alla criminalità. Non sono sprechi di risorse pubbliche ma risorse necessarie per motivi importanti”.

 

Andrea LIBERATI (M5S): “Mi sembra chiaro che questo documento trasudi malafede, perché sarebbe stato corretto ricordare anche che c’è stata una votazione unanime dei gruppi politici sul bando periferie e una sentenza della Corte Costituzionale che ha un peso notevole. STIAMO PARLANDO DI UN DIFFERIMENTO DI ALCUNI MESI PER LA VERIFICA DEI PROGETTI. C’ERANO CARENZE PROGETTUALI E VERIFICHE CHE DOVEVANO ESSERE SVOLTE dal governo precedentemente in carica. Non buttiamola in caciara quindi, il documento è carente. Chiediamo la votazione per parti separate. La pianificazione urbanistica di Fontivegge, per fare un esempio, è stata sbagliata negli ultimi decenni, il tentativo di intervenire merita i necessari approfondimenti ma bisogna comprendere tutti i passaggi effettuati, sono stai fatti molti arrosti e rischiamo di farne di nuovi. Sicurezza urbana e degrado sociale sono frutto della pianificazione urbanistica fatta negli anni scorsi. Alcune parti delle città sono fuori controllo, circolano persone prive di documenti e di autorizzazioni a stare qui, ricordo il caso del giovane di Terni ucciso da un falso profugo rientrato clandestinamente in Italia, dove non doveva esserci. Servono più passaggi”.

 

Eros BREGA (Pd): EVITIAMO LE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE. Avete sbagliato sul piano periferie, che penalizzerà le città a vostra guida. CON QUESTO ATTO ABBIAMO RACCOLTO IL GRIDO DI DOLORE DEL SINDACO DI TERNI. Ho sottoscritto questa mozione solo per evitare che gli esponenti della Lega lasciassero soli i loro sindaci. E credo che dovreste votare questo atto. La sentenza delle Corte Costituzionale deriva dal ricorso della Regione Veneto su un altro tema. Poi è stata strumentalizzata. È imbarazzante che il Governo regionale a guida Pd faccia una battaglia in difesa dei vostri sindaci. Noi facciamo una battaglia per gli umbri. Voi state penalizzando i cittadini che vi hanno votato per guidare la città di Terni. C’è un’altra penalizzazione per le città umbre fatta dal Governo della Lega: quella sul progetto scuole sicure per la lotta alla droga. E su questo presenterò una mozione. Smettiamola con lo scontro politico su queste cose. Sulle periferie c’è una situazione imbarazzante per tutti”.

 

Valerio MANCINI (LEGA): “IL FINANZIAMENTO DEI PROGETTI ESECUTIVI DELLE PERIFERIE VERRÀ INSERITO NELLA LEGGE BILANCIO. Questo dice il Governo. Quindi la discussione di oggi non ha senso. Anche perché tutti i parlamentari hanno votato a favore di questo emendamento. Dobbiamo dare atto a questo Governo che vuole analizzare la conformità dei progetti su periferie. Le emergenze delle periferie sono tante, spesso dovute ad una scellerata invasione che c’è stata in questi anni. Perugia aveva avviato anche una fase di progettazione, con convenzioni già firmate. Ora stiamo parlando del congelamento di 1,4 milioni di euro, ma in questi anni avete speso 5miliardi di euro per l’accoglienza. Le periferie in questi anni sono state massacrate. Non è stato cancellato nulla. Questo atto ha creato disorientamento, ma c’è la volontà del Governo di riportare chiarezza e di fare scelte importanti”.

 

Silvano ROMETTI (SER): “La commissione parlamentare ha ribadito giusto ieri sera il proprio no al finanziamento, e bisogna capire cosa significa questa verifica tecnica dei progetti, in quanto essa è già stata fatta, i progetti erano approvati, il problema vero è che FORSE DIETRO QUESTA VERIFICA POTREBBE ESSERCI UN’ALTRA VERIFICA SU QUALI CITTÀ VERSO CUI INDIRIZZARE LE RISORSE. Non vorrei che si togliesse a qualcuno per dare a qualcun altro”.

 

Roberto MORRONI (FI): “No ad antiche e vetuste liturgie politiche su questi 30 milioni di euro che debbono riversarsi su due città che sono in difficoltà nel risolvere problematiche importanti. È importante rimarcare il carattere fondamentale di queste risorse, così come il grido di allarme dei sindaci. Qui RAPPRESENTIAMO LA VOLONTÀ POPOLARE NON IL PARTITO CHE CI HA ELETTO E SAREBBE UNA BELLA PROVA DI MATURITÀ E SERIETÀ SE SULLA MOZIONE CI SI ESPRIMESSE ALL’UNANIMITÀ”.

 

Catiuscia MARINI (presidente Regione): “DOVREMMO FARE SQUADRA ISTITUZIONALE E CANCELLARE L’EMENDAMENTO. Per questo mi auguro che oggi l’intera Aula voti questo atto, così da dare la possibilità al Governo di cancellare l’emendamento al Milleproroghe. Il metodo usato per il bando periferie, che verrà usato che per altre tematiche, deve preoccupare le nostre comunità territoriali. Mi sorprende che questo accade con un Governo guidato da una forza politica che fino a che stava all’opposizione aveva difeso le competenze delle Regioni ad operare nei loro territori. Negli otto anni in cui ho svolto il ruolo di presidente della Regione abbiamo approvato centinai di progetti per i comuni dell’Umbria: non mi è mai passato per la testa di introdurre una regola che premiasse istituzioni guidate dal centrosinistra. Abbiamo sempre messo in campo azioni in favore dei comuni, indipendentemente dal colore politico dei sindaci. Questo Governo, invece, ha deciso di rappresentare unicamente i suoi interessi e non quelli della comunità. Il bando delle periferie dà copertura per 120 città. Un progetto che nasce dal basso. Inizialmente era pensato solo per le 12 città metropolitane, abbiamo lavorato per estenderlo a tutti i capoluoghi di provincia. E nessuno si è sognato di classificare le città in base alle amministrazioni che le guidavano. Ma abbiamo costruito una operazione per la crescita con soldi pubblici: 2,1 miliardi di fondi dello Stato che fanno da moltiplicatore a 3,8 miliardi. E per l’Umbria stiamo parlando di 30 milioni, ripartiti 16 e 14 tra Perugia e Terni, che mobilitano 45 milioni di investimenti per le nostre due città. Ed è stata costruita una operazione sociale ma anche di sostegno agli investimenti edilizi e infrastrutturali. L’interesse della Regione è fare le opere, non ritardarle. Con questo emendamento si fa un danno sociale ed economico. La sottigliezza dell’emendamento, presentato da due esponenti della Lega e suggerito dal ministero dell’Economia, è il fatto che proroga tutto al 2020. Quindi, per l’oggi, non c’è più bisogno di garantire la copertura finanziaria e si liberano 2,1 miliardi per fare altre cose. Quindi si dice ai Comuni che devono fermare tutto per una mera ragione finanziaria. E nel 2020 bisognerà riprogrammare la copertura finanziaria degli interventi. Ma allora ci sarà un altro Governo. E i comuni che hanno speso soldi, ad esempio per i progetti preliminari, non verranno rimborsati. Vuol dire che Terni si mette l’anima in pace per 10 anni. L’emendamento dice che ora i soldi verranno dati ai comuni virtuosi, che per l’85 per cento sono della stessa regione. Quindi le risorse inizialmente dedicate alle città di tutta Italia si dreneranno al 95 per cento in una unica regione. Dobbiamo votare questo atto oggi, giorno in cui il presidente del Consiglio riceve l’Anci e può ritirare l’emendamento. Non si deve abbandonare il lavoro serio e scientifico che è stato fatto per il bando sulle periferie. Noi non abbandoniamo Perugia e Terni solo perché di un altro colore politico. Faremo di tutto per tutelare i Comuni in sede legale e istituzionale”. AS/PG/DMB

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EX-FCU: “UNA NUOVA VITA PER L’INFRASTRUTTURA FERROVIARIA”

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20180910_155123(Acs) Perugia, 10 settembre 2018 – “Con la riconsegna avvenuta questa mattina dell’infrastruttura ferroviaria ex Fcu si apre una nuova prospettiva per la mobilità dell’area nord della città di Perugia e per l’Umbria intera”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) che ha partecipato questa mattina al viaggio inaugurale nella tratta Umbertide –Ponte San Giovanni.

 

Per Casciari “l’impegno finanziario e politico messo in campo dalla Regione Umbria, grazie alla collaborazione col partner Rfi, ha permesso l’ultimazione dei lavori nei tempi previsti e la riconsegna di una linea ferroviaria completamente ristrutturata e adeguata con gli standard di sicurezza nazionali. Grazie agli investimenti realizzati, l’area nord dell’Umbria non avrà solo una ferrovia regionale rinnovata, ma anche treni che potranno facilmente connettersi alle linee nazionali di Rfi, aprendo anche  nuovi ed importanti collegamenti trans regionali, in primis con Roma passando per Terni. Ora – aggiunge – mi auguro che i Comuni interessati, a cominciare da quello di Perugia, integrino i propri Piani urbani della mobilità sostenibile con il servizio su ferro, quale ulteriore mezzo di trasporto pubblico per i cittadini residenti e pendolari”.

 

“Infine – conclude Casciari – rispetto alle polemiche degli ultimi giorni relative allo slittamento della riapertura dell’esercizio imposta dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, ritengo che le verifiche richieste mostreranno la competenza e l’efficienza con le quali gli organi tecnici hanno eseguito le opere di ammodernamento e riqualificazione della linea ferroviaria. Gli interventi realizzati consentiranno all’Umbria di essere la prima regione italiana ad essersi dotata di un’infrastruttura regionale adeguata ai nuovi parametri di sicurezza”. RED/dmb