APPROVATA MOZIONE SU FIGURA “MAESTRO DI DANZA”: “DEFINIRE STANDARD E PERCORSI FORMATIVI”

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danza(Acs) Perugia, 26 giugno 2018 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato con voto unanime (11) dei presenti (Pd, Ser, Misto-Mdp e Misto-RpIc) una mozione presentata da Carla Casciari (Pd) che impegna la Giunta regionale ad individuare, nell’ambito dei repertori regionali dei profili professionali minimi e degli standard minimi di percorso formativo della Regione Umbria, gli standard per il conseguimento della qualifica professionale di ‘maestro di danza’”. L’atto chiede anche di “sollecitare, nei tavoli nazionali di confronto fra Governo e Regioni, l’individuazione e la diffusione dì buone pratiche sul tema, insieme alla definizione di standard e percorsi per l’esercizio di attività di formazione nelle arti coreutiche, in particolar modo quando queste sono rivolte a bambini e ragazzi”.

 

“La danza – ha spiegato Casciari nell’illustrazione dell’atto – nelle sue diverse declinazioni artistiche e attività, svolge un ruolo formativo che completa la crescita dei ragazzi rappresentando, oltre che un momento di partecipazione e di condivisione, uno spazio per promuovere una cultura dell’inclusione e dell’integrazione, di promozione di corretti stili di vita e uno strumento di espressione personale. La danza è una disciplina ampiamente praticata in tutta Italia. Si stima che le scuole siano oltre 15mila. In Umbria sarebbero circa 60 le scuole con oltre 6mila bambini iscritti. Per altri soggetti che operano a contatto con i bambini ed ragazzi, nell’ambito delle attività a loro dedicate, sono previsti requisiti specifici di professionalità e di formazione pregressa, specialmente per quelle attività con valore educativo e formativo. Pertanto una così diffusa presenza di scuole di danza richiede, anche in Umbria, una particolare attenzione da parte della Regione che dovrebbe definire standard qualitativi non solo per quello che riguarda la trasmissione dì competenze artistiche, ma anche per la conoscenza dei metodi di comunicazione e relazione tra alunni ed insegnanti. Si ritiene necessario, quindi, fornire adeguate forme di sicurezza, in ordine alla professionalità degli operatori, agli allievi, alle famiglie e in ultima alle istituzioni, anche in considerazione dei progetti che normalmente si realizzano, ad esempio, tra le scuole di ogni livello ed alcune scuole dì danza del territorio.

 

“La previsione dì una regolamentazione regionale su specifici percorsi formativi – ha detto Casciari – non si configurerebbe come un obbligo per gli insegnanti, ma piuttosto come uno strumento di garanzia per chi possiede già capacità, conoscenze e una professionalità costruita in anni di esercizio dell’insegnamento e che quindi merita di essere formalmente riconosciuta. Allo stesso modo consentirebbe di conseguire la qualifica professionale a chi volesse intraprendere questa carriera. Altre Regioni – ha concluso – hanno già disciplinato il ‘maestro di danza’ come figura tecnica nell’ambito dello spettacolo, in grado di progettare e condurre lezioni di danza classica, moderna e contemporanea, graduando gli obiettivi didattici in relazione alle caratteristiche psico-fisiche degli allievi”.

 

INTERVENTI:
Claudio RICCI (Misto-RpIc): “Si tratta di un’importante proposta. Negli ultimi anni si è verificata, in Umbria, una forte crescita quantitativa e qualitativa delle scuole di danza, realtà che svolgono un’ampia funzione educativa e per lo sviluppo motorio di moltissimi giovani. Si tratta di una disciplina che trasmette ai giovani la consapevolezza delle proprie qualità ed anche maggiore autostima. È importante quindi cercare strumenti di garanzia ed elementi di qualità prevedendo una nuova figura professionale”. AS/PG

 

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