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Luana Pioppi

Carla Casciari

UFFICI DI PROSSIMITÀ: “TEMPISTICHE PER REALIZZAZIONE PROGETTO ANCHE IN UMBRIA” 

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Carla Casciari(Fonte Acs) Perugia, 20 marzo 2019 – Il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta per sapere “a che punto è l’iter per la realizzazione del progetto diretto alla realizzazione degli ‘Uffici di prossimità’ anche in Umbria e quali sono le tempistiche per l’attuazione di questa importante opportunità per il nostro territorio”. Nel suo atto ispettivo, Casciari ricorda che sarebbero “in corso tre progetti pilota in Piemonte, Liguria e Toscana. Sperimentazioni incentrate su una modellizzazione organizzativa, gestionale e tecnico-informatica, basata anche su un modello di comunicazione che prevede un unico portale di servizi telematici. Sulla scia delle sperimentazioni già avviate, le altre regioni dovranno predisporre le loro manifestazioni di interesse attraverso un piano operativo condiviso per l’individuazione di quali Comuni saranno sedi degli ‘Uffici di prossimità’, al fine di garantire un’offerta nazionale omogenea. Si tratta – spiega Casciari – di un processo progressivo che parte da un’analisi delle realtà esistenti e dei software disponibili fino a mettere tutte le Regioni nelle condizioni di avviare, entro il 2019, il lavoro di raccordo istituzionale per implementare tali uffici sul proprio territorio. Le regioni hanno, quindi, un ruolo strategico per consentire il corretto dimensionamento ed il posizionamento dei presidi giudiziari. È sempre più diffuso il bisogno – aggiunge -, specie per le fasce deboli della popolazione, di poter ottenere tutela dei diritti senza recarsi negli uffici giudiziari, accedendo ad un unico luogo ove i diversi enti che partecipano alla costruzione delle tutele offrono servizi integrati pubblici e facile accesso”.

 

 

Casciari tiene a sottolineare, tra l’altro, che “il Ministero della Giustizia ha avviato il progetto ‘Uffici di prossimità’ con l’obiettivo di avvicinare il ‘Sistema Giustizia’ al cittadino, offrendo la presenza di sportelli informativi e di supporto alla cittadinanza in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, attraverso una collaborazione interistituzionale tra tribunali territoriali e Comuni, affidata ad una regia regionale. Tali uffici avranno il compito di assicurare una serie di servizi. L’iter progettuale degli ‘Uffici di Prossimità’ – aggiunge – è iniziato da tempo ed il risultato attuale è frutto di un confronto istituzionale tra Ministero di Giustizia, l’Agenzia per la coesione quale Autorità di gestione del Programma operativo nazionale ‘Governance e Capacità istituzionale’ e le Regioni che ne hanno condiviso la strategia sottolineandone l’importanza quale strumento di presidio territoriale”. “Il progetto in questione – conclude Casciari – è integralmente finanziato dal Fondo Sociale Europeo (Pon Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020) con risorse ingenti pari ad oltre 34milioni di euro e necessita di una importante collaborazione tra amministrazione centrale, enti territoriali ed uffici giudiziari. Per la gestione dei fondi sono state individuate le Regioni, ovviamente con la previsione di un ruolo determinante degli uffici giudiziari, quali destinatarie del finanziamento come soggetto intermedio tra il territorio e il Ministero di Giustizia. Il riparto si basa sul numero di fascicoli di volontaria giurisdizione pendenti ed iscritti nel 2017, sulla dimensione demografica del territorio, sull’impatto della soppressione delle sedi giudiziarie, sulla domanda e sul carico pendente in tema sempre di volontaria giurisdizione. Per l’Umbria è stato previsto più di 1milione di euro per un numero massimo di 34 sportelli attivabili. In tali sedi sarà consentito, dunque, di delocalizzare alcune attività, prima esperibili esclusivamente presso gli uffici giudiziari, decongestionando in tal modo i tribunali e facilitando gli utenti anche con la trasmissione telematica degli atti”.

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TRASPORTI: “AGEVOLAZIONI PER STUDENTI SCUOLE SECONDARIE SU ABBONAMENTI TPL URBANO ED EXTRAURBANO”

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autobus2(Fonte Acs) Perugia, 18 marzo 2019 – La Seconda Commissione, presieduta da Carla Casciari, ha votato all’unanimità la richiesta di iscrizione all’ordine del giorno di una prossima seduta d’Aula di una risoluzione che mira ad impegnare la Giunta regionale a “prevedere agevolazioni legate al reddito familiare per gli abbonamenti scolastici di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano per gli studenti delle scuole secondarie, da inserire nella prossima gara per il trasporto pubblico nel bacino unico regionale”.

 

La proposta di risoluzione fa seguito ad un analogo atto di indirizzo discusso dall’Assemblea legislativa in una seduta dello scorso mese di maggio (https://tinyurl.com/ybc2mvqr(link is external)) e rinviata in Commissione per approfondimenti.

 

Dopo aver sottolineato come quello dello studio è uno dei diritti inalienabili della persona, la risoluzione spiega che “alla luce del mutato contesto socio-economico devono essere individuate misure che rendano meno gravoso per le famiglie il diritto all’istruzione dei figli”. Da qui viene rimarcata la necessità di “realizzare un modello in grado di garantire una vera uguaglianza ed una pari opportunità a tutti gli studenti, in particolare per quei nuclei familiari che si trovano in condizioni economiche disagiate”.

 

Le agevolazioni auspicate riguardano l’acquisto di abbonamenti trimestrali e mensili, con una riduzione rispetto al prezzo intero, come avviene con gli abbonamenti annuali, ed una riduzione del costo dei biglietti multicorsa almeno pari al prezzo stabilito per gli over 65. La proposta è quella di introdurre un sistema basato sull’Isee familiare come già avviene per l’accesso ad altri servizi.

 

Andrea Liberati (M5S), pur votando positivamente rispetto all’indicazione di portare quanto prima l’atto in Aula, ha annunciato che proporrà di prevedere la possibilità di agevolazioni anche per i pendolari del trasporto ferroviario “soprattutto – ha detto – alla luce dell’introduzione dell’Isee per alcune fasce di viaggiatori”.

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SECONDA COMMISSIONE: “EFFETTI DELL’INCENDIO ALLA ‘BIONDI RECUPERI’ ECOLOGIA”

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FB_IMG_1552666255372(Fonte Acs) Perugia, 15 marzo 2019 –  Ad oggi non sussiste inquinamento aereo; necessari interventi di manutenzione, pulizia o sostituzione dei sistemi di filtrazione destinati al ricambio dell’aria di ambienti domestici e di lavoro. Sono in corso accertamenti per determinare il contenuto di cb (policlorobifenili), Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), diossine e di alcuni metalli pesanti su campioni di latte bovino, uova e vegetali.  É il quadro emerso dall’audizione di stamani in Seconda Commissione, presieduta da Carla Casciari, dell’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini accompagnata da dirigenti e tecnici dell’assessorato per una informativa sugli effetti dell’incendio scoppiato domenica scorsa, 10 marzo, alla ‘Biondi Recuperi Ecologia’ di Ponte San Giovanni.

 

La presidente Casciari, al termine dell’audizione, dopo aver comunicato che ne seguiranno altre sin dalla prossima settimana con Asl, Arpa e Comune, e dopo aver evidenziato come dal confronto sembrano comunque essere superate quasi tutte le criticità ambientali, ha tenuto a rimarcare l’importanza di “affrontare questo tema soprattutto per pianificare con maggiore attenzione la tutela dell’area che rappresenta una ‘città nella città’ con i suoi 26mila abitanti, con importanti aziende al suo interno, rappresentando anche un nodo viario essenziale su cui la Regione sta investendo moltissimo. Importante è avviare un confronto con l’Amministrazione comunale, i parlamentari umbri e la Regione per non essere costretti a rincorrere le emergenze, ma pianificare e riqualificare questa importantissima area”.

 

Nel corso dell’audizione, richiesta in primo luogo dal capogruppo del M5S Andrea Liberati, l’assessore Cecchini, dopo rimarcato ed elencato le autorizzazioni (in regola) di cui dispone il complesso impiantistico in questione, ha spiegato che nell’impianto vengono svolte attività di gestione rifiuti quali la messa in riserva (stoccaggio di rifiuti destinati al successivo recupero), il raggruppamento prima di essere sottoposti alle operazioni di smaltimento, il deposito preliminare (stoccaggio di rifiuti destinati al successivo smaltimento) ed il recupero metalli.  Complessivamente l’impianto ha una capacità massima di trattamento annuale pari a 147mila 570 tonnellate ed una capacità massima istantanea di stoccaggio pari a 10mila 36 tonnellate, di cui 8mila 640 di rifiuti non pericolosi (carta, plastica, vetro, tessili, metalli ingombranti, Raee, legno, rifiuti da costruzione e demolizione) e 1.396 tonnellate di rifiuti pericolosi (Raee e veicoli fuori uso).  La precedente autorizzazione (2011) aveva sostituito l’autorizzazione ordinaria e la ‘semplificata’ per una capacità massima di trattamento annuale pari a 271mila 605 tonnellate ed una capacità massima istantanea (totale quantità massime di rifiuti presenti contemporaneamente) di stoccaggio pari a 17mila 694 tonnellate. Pertanto, il riesame dell’autorizzazione ha ridotto sensibilmente le quantità in precedenza autorizzate sulla stessa area e per le stesse tipologie di rifiuto.  La Regione, su richiesta di Arpa, giovedì 14 marzo ha adottato misure complementari per obbligare il gestore, salvo autorizzazione dell’Autorità giudiziaria, a mantenere l’interruzione dello scarico, caratterizzare le acque e smaltirle tramite impianti autorizzati; rimuovere i rifiuti derivanti dall’incendio, effettuare indagini preliminari per verificare eventuali contaminazioni del suolo.  L’assessore ha anche ricordato, in fatto di controlli, che le aziende in Aia (Autorizzazione integrata ambientale) entro il 30 aprile di ogni anno sono tenute ad inviare alla Regione e all’Arpa le risultanze dei propri autocontrolli. Il Piano di ispezione degli impianti in regime di Aia (giugno 2018), insieme ad altri 34 impianti a più alto grado di rischio ambientale, ha assoggettato l’impianto ad una frequenza annuale dei controlli da parte di Arpa Umbria. Per i rimanenti 90 impianti in Aia è prevista una frequenza triennale dei controlli. Per il 2018, l’Arpa ha effettuato la visita ispettiva presso l’impianto in questione,  nel novembre 2018, verificando la conformità degli scarichi idrici ai valori limite prescritti con l’autorizzazione.

 

Diverse e numerose sono state le domande poste dai commissari presenti. Andrea Liberati (M5S) ha lamentato il fatto che “a cinque giorni di distanza dal rogo, i consiglieri regionali non hanno ancora un’informazione diretta da ARPA Umbria. Quanto alla Biondi, non essendo sovrapponibili procedure semplificate e ordinarie, risulta che, con l’Aia2018, i volumi stoccabili e trattabili nell’impianto siano cresciuti rispetto all’Aia 2011. Invece occorre anzitutto delocalizzare tali attività in aree idonee. Chiediamo la ripubblicizzazione del servizio rifiuti contro i lucrosissimi monopoli privati esistenti in Umbria. ARPA fornisca almeno i verbali delle visite ispettive e a campione finora effettuate”.  Attilio Solinas (Misto-Mdp) ha sottolineato la necessità di prevedere maggiori controlli e verifiche puntuali su tutti gli impianti presenti nel territorio regionale che possono mettere a rischio la qualità ambientale. Rispetto al fatto specifico è necessario capire bene le cause dell’incendio e se è o meno doloso. L’auspicio è che nelle cause non esistano motivazioni legate alla criminalità organizzata”. Silvano Rometti (Socialisti), dopo aver rimarcato l’importanza di mettere in campo ogni azione per prevenire certi tipi di situazioni, ha evidenziato come i Vigili del fuoco “hanno operato con grandissima efficacia rendendo l’incendio subito gestibile. Ora l’importante è garantire che gli effetti del rogo non non vadano ad interessare la salute dei cittadini. Quindi bene fanno l’Asl e l’Arpa a controllare attentamente la qualità dei prodotti alimentari”.  Per Claudio Ricci (Misto-Rp/Ic), “occorre verificare l’attuazione del Piano di monitoraggio e controllo integrato a oggi vigente e se lo stesso ha avuto una piena attuazione; esplorare, per le cause, tutta l’area produttiva e determinare una tutela e valorizzazione urbanistica dell’area traguardando, con tutti gli enti preposti, un adeguato piano strategico di tutela e valorizzazione dell’area di Ponte San Giovanni”. Gianfranco Chiacchieroni (PD) ha chiesto di “concertare l’area di Ponte San Giovanni insieme a Comune, Regione e Stato centrale per costruire, in maniera ordinata, lo sviluppo di questo territorio.  Altrimenti si verificheranno nuove emergenze ambientali e non solo. Si rende tra l’altro necessaria una nuova viabilità. Il Comune di Perugia non può essere lasciato solo su questo versante”.

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INCENDIO PONTE SAN GIOVANNI, VENERDÌ INTERVENTO ASSESSORE IN COMMISSIONE, MARTEDÌ PROSSIMO IN AULA

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incendio(fonte Acs) Perugia, 12 marzo 2019 – L’assessore Fernanda Cecchini interverrà sull’incendio di Ponte San Giovanni venerdì prossimo in Seconda Commissione e martedì della settimana prossima in Aula. È quanto emerso dalle comunicazioni in Aula di Carla Casciari (Presidente Seconda Commissione) richieste da Andrea Liberati (M5S).

 

Nell’informativa sull’incendio, Casciari ha detto che “ad oggi non abbiamo ancora dati sui possibili danni ambientali derivanti dalla permanenza di circa quattro ore di una nube intensa sulla zona. La Seconda Commissione ha previsto un’audizione con l’assessore Cecchini per venerdì prossimo per avere informazioni sul tipo di materiale stoccato in quel luogo. Da lì partiremo per audizioni successive in attesa che arrivino i dati ufficiali dei rilevamenti Arpa, che credo saranno disponibili tra i cinque e i sette giorni. Nel frattempo stiamo avviando un’indagine conoscitiva sull’autorizzazione e sullo status dell’azienda interessata dall’incendio”.

 

La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, ha poi spiegato che si è preferito rimandare l’intervento dell’assessore Cecchini in Aula, pur disponibile a farlo oggi, alla prossima seduta per consentire un resoconto più completo.

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ESTENDERE IL PERCORSO FACILITATO DI ACCESSO AI SERVIZI SANITARI PER LA GRAVE DISABILITA’ DELL’OSPEDALE DI TERNI A TUTTE LE STRUTTURE OSPEDALIERE UMBRE

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20190312_124038(Fonte Acs) Perugia, 12 marzo 2019 – Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, dedicata al question time, il consigliere Carla Casciari (PD) ha interrogato l’assessore alla sanità Luca Barberini per sapere se la Giunta regionale “intende estendere il modello di accoglienza Dama (Disabled adavanced medical assistance), attivato a Terni, anche nelle altre strutture ospedaliere della regione, per offrire su tutto il territorio un efficace strumento di accoglienza e presa in carico delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.

 

Nell’atto ispettivo, Casciari spiega che “nel febbraio 2018 presso l’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni è nato il Centro accoglienza disabilità (Cad), primo in Umbria, cui si può accedere direttamente o tramite un numero verde attivo dal lunedì al venerdì. Grazie all’attivazione di questo percorso, dedicato alle persone con disabilità complessa intellettivo-relazionale, l’azienda ospedaliera ternana è entrata a far parte della rete nazionale Dama che comprende anche i nosocomi di Milano, Mantova, Varese, Bologna, Empoli, Bolzano e Cosenza. I punti caratterizzanti del Dama sono la presenza di un’equipe multidisciplinare dedicata e di personale volontario qualificato, la facilità di contatto con le famiglie mediate l’attivazione di un call center e di un archivio con i dati di tutti i pazienti”.

 

Nella risposta l’assessore Barberini ha spiegato che “l’intenzione è quella di replicare il progetto Dama nei nostri principali presidi ospedalieri. Si è già fatto molto attraverso strumenti regionali nelle due aziende ospedaliere, e c’è una programmazione molto seria e articolata nelle due Asl. In Italia 5 persone su cento sono disabili e una su cento è in condizione di grave e gravissima disabilità. Quando c’è necessità di cure in fase acuta è necessario un percorso di accoglienza e di inserimento per superare le difficoltà legate alla situazione di disabilità e una maggiore attenzione per i familiari. A Terni è in corso una implementazione del modello Dama, con l’obiettivo della diffusione della cultura dell’accoglienza, l’organizzazione della formazione del personale e l’intensificazione dei rapporti con le associazioni di volontariato. Per l’Azienda ospedaliera di Perugia fin dal 2014 è previsto un percorso per non vedenti e ipovedenti che prevede la presa in carico del paziente e l’accompagnamento all’interno della struttura. In tutta la Regione, poi, è stata attivata una sperimentazione con la Croce Rossa italiana per una centrale operativa con esperti nella lingua dei segni che fornisce ai non udenti tutta l’assistenza possibile nei servizi sanitari regionali. Nei presidi della Asl 1 sono diffusamente presenti associazioni di volontariato che lavorano per la facilitazione dell’accesso dei soggetti con disabilità. È partita la formazione delle realtà associative, come prima fase del progetto Dama, a Città di Castello e Gubbio. Nell’Asl 2 il progetto sperimentale sta partendo a Foligno, Spoleto e Orvieto per poi replicare il modello anche nei restanti presidi ospedalieri. Particolare attenzione è stata data ai percorsi riabilitativi con la presa in carico negli ospedali di Trevi, Cascia e il Domus Gratiae di Terni”.

 

Nella replica Casciari ha detto di aver apprezzato le parole dell’Assessore ma ha ricordato che il progetto Dama “prevede l’accompagnamento in tutto il percorso. Mi auguro che l’esperienza di Terni possa essere almeno estesa all’Azienda ospedaliera di Perugia e agli altri ospedali più grandi”.

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SECONDA COMMISSIONE: GESTIONE AEROPORTO, COOPERATIVE DI COMUNITÀ, TESTO UNICO DEL COMMERCIO, TRASPOSTO PUBBLICO

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aula(Fonte Acs) Perugia, 11 marzo 2019 – La Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Carla Casciari, durante la seduta di oggi si è occupata della gestione dell’aeroporto di Perugia, delle cooperative di comunità, delle modifiche al testo unico sul commercio e delle agevolazioni per il trasporto pubblico.

 

In merito all’aeroporto ‘San Francesco di Assisi’ la Commissione ha deciso di convocare in audizione il presidente e il direttore della società di gestione (Sase) per fare il punto su prospettive di sviluppo e difficoltà incontrate, oltre che sull’ipotesi di collaborazione con gli scali di Ancona e Pescara.

 

L’iter della proposta di legge “Disciplina delle cooperative di comunità”, a firma Silvano Rometti (SeR) e Carla Casciari (Pd), proseguirà con l’analisi delle osservazioni pervenute in fase di partecipazione, che verranno valutate dagli uffici dell’Assemblea e dai componenti della apposita sottocommissione.

 

Ai componenti dell’organismo consiliare è stato sottoposto il testo di una proposta di risoluzione, di iniziativa della presidente Casciari, che propone di prevedere agevolazioni per gli abbonamenti scolastici da calibrare in base alla dichiarazione Isee. L’atto di indirizzo verrà discusso e approfondito nelle prossime sedute, dopo un confronto con i funzionari della Giunta regionale.

 

La proposta di legge “Modificazioni del testo unico in materia di commercio”, a firma Gianfranco Chiacchieroni (Pd), Attilio Solinas (misto Mdp) e Silvano Rometti (SeR), è stata illustrata dal primo firmatario, che ha spiegato l’esigenza di “andare incontro a quelle situazioni in cui i beni venduti sono ingombranti e di grandi dimensioni, rispondendo alle sollecitazione giunte da diversi Comuni per una più chiara interpretazione di quanto previsto dal regolamento relativo al testo unico sull’urbanistica”. La modifica verrà approfondita con una audizione con i referenti tecnici della Giunta regionale.

II commissione

SECONDA COMMISSIONE: “INCENDIO ‘BIONDI RECUPERI’: APPROFONDIRE CAUSE, CONTESTO E CONSEGUENZE”

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II commissione(Fonte Acs) Perugia, 11 marzo 2019 – “Quanto avvenuto ieri nella immediata periferia di Perugia merita un approfondimento da parte dell’Assemblea legislativa. Il grave incendio che ha interessato lo stabilimento privato ‘Biondi recuperi’ di Ponte San Giovanni rappresenta un segnale preoccupante per la città e per tutta la comunità regionale, visto che impianti di questo genere sono presenti in diverse zone dell’Umbria”. Così la presidente della Seconda commissione dell’Assemblea legislativa, Carla Casciari, evidenzia le decisione dell’organismo consiliare di convocare una audizione con l’assessore regionale Fernanda Cecchini al fine di “approfondire cause, contesto e conseguenze dell’incendio”.

 

 

In apertura dei lavori i commissari, a partire dal capogruppo M5S Andrea Liberati (che sull’argomento ha inviato una lettera anche alle presidenti Porzi e Marini ) hanno sottolineato la necessità di fare chiarezza su quanto avvenuto e di ottenere informazioni su sui rifiuti trattati nell’impianto, sulla attuale struttura societaria, sugli effetti dell’incendio sull’ambiente.

 

La presidente Casciari ha inoltre annunciato l’intenzione di promuovere una serie di sopralluoghi e visite ispettive della Commissione negli impianti umbri dedicati al trattamento e alla gestione dei rifiuti.

carla casciari

COMMISSIONE ANTIMAFIA: AUDIZIONE SULLA VICENDA DEI TERRENI CONFISCATI ALLA MAFIA NEL TERRITORIO

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carla casciari(Fonte Acs) Perugia, 8 marzo 2019 – La commissione d’inchiesta su criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose, tossicodipendenze, sicurezza e qualità della vita, presieduta da Giacomo Leonelli, ha ascoltato il sindaco di Pietralunga, Mirko Ceci, e il presidente della Cooperativa di comunità dello stesso comune, Giordano Milli, circa l’azienda agricola “Col della Pila”, che era stata confiscata alla famiglia De Stefano, afferente alla ‘ndrangheta reggina. L‘audizione, nell’intento di avere cognizione sul recupero di beni sociali e chiarire il motivo per cui è stato indetto un nuovo bando di affidamento del bene confiscato, è stata richiesta dal consigliere del Partito democratico Carla Casciari, membro della commissione stessa.

 

 

Il sindaco di Pietralunga ha ripercorso i passaggi che hanno portato al primo bando per l’assegnazione dei beni confiscati, 97 ettari di terreno ormai interamente boschivo dopo decenni di incuria sui cui resistono soltanto dei ruderi inutilizzabili di quella che fu l’azienda agricola originaria. Con l’intercessione dell’associazione Libera, il Comune ha ottenuto dapprima un affidamento temporaneo del bene, dal 2013 al 2016, periodo in cui sono stati fatti campi estivi cui hanno partecipato decine di ragazzi anche provenienti da fuori regione per iniziative di carattere culturale, riflessioni su mafia e legalità, anche la ripulitura, per quanto possibile, di parte dei terreni. Nel 2016 è avvenuto il passaggio definitivo del bene ed è stato costituito un tavolo di lavoro con Prefettura, Regione, Comune, Università, Camera di commercio, associazione Libera e altri soggetti per predisporre il bando e gli obiettivi da conseguire con il riutilizzo di quanto confiscato, fissando paletti come le finalità esclusivamente sociali dell’iniziativa e la garanzia dell’assenza di scopo di lucro. Nel novembre 2017 è stata resa nota l’unica offerta pervenuta in risposta al bando, quella della Cooperativa di comunità di Pietralunga. Cinque mesi dopo, nel marzo 2018, la Prefettura ha trasmesso il parere sui componenti dell’iniziativa, dopo avere espletato le dovute verifiche. A questo punto i componenti della cooperativa si sono tirati indietro “perché – ha spiegato il presidente Milli – l’entusiasmo iniziale aveva lasciato il posto a dubbi e timori, dopo che un controllo da parte del Ministero del lavoro aveva evidenziato la necessità di modificare lo Statuto in quanto presentava anomalie incompatibili che avrebbero portato, se non sanate, a delle sanzioni, e dopo che erano svanite alcune possibilità di finanziamenti durante i mesi che ci sono voluti per effettuare i controlli antimafia su chi avrebbe dovuto gestire i beni”.

 

 

Il presidente della Commissione regionale, Giacomo Leonelli, ha proposto di approfondire ulteriormente gli aspetti legati alla vicenda, ivi compreso le modalità dell’ispezione del Ministero i cui esiti, di fatto, hanno portato allo scioglimento della cooperativa di comunità, e ha chiesto al sindaco Ceci di considerare l’opportunità di prolungare i tempi del nuovo bando (scade ad aprile, ndr.), su cui per ora non esiste alcuna dichiarazione di interesse e che evidentemente necessita anche della maggiore diffusione possibile di informazioni e pubblicità al riguardo.

 

 

Carla Casciari (Pd) ha rilevato come la vicenda mostri che “il lavoro delle istituzioni debba essere maggiormente coordinato per accompagnare, dal punto di vista giuridico, finanziario e progettuale, operazioni di presa in carico di beni confiscati, importante punto di ripartenza per le comunità”

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AGRICOLTURA: “LE DONNE PASTORE E CACIERE”. MOLTO PIÙ DI UN LAVORO, LA DIFESA IDENTITARIA DELLA VALNERINA E DI UN PATRIMONIO CULTURALE

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conferenza(Fonte Acs) Perugia, 7 marzo 2019 – Quello delle “donne pastore e caciere” della Valnerina non è soltanto un lavoro, ma la salvaguardia di una identità, di un patrimonio e di un progetto culturale di altissimo valore. È questa la sintesi di quanto emerso stamattina a Palazzo Cesaroni, dove è stata presentata la mostra fotografica dal titolo ‘Le donne pastore e caciere’, promossa dal Comune di Vallo di Nera, in collaborazione con il Centro per la Documentazione e la Ricerca Antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica umbra (Cedrav), con il patrocinio dell’Assemblea legislativa dell’Umbria e della Provincia di Perugia, che resterà a aperta a Palazzo Cesaroni (Perugia) e potrà essere visitata da oggi fino al 31 marzo.

 

“Le ‘donne pastore’ della Valnerina di oggi, con la loro forza, sapienza ed equilibrio, non sono più soltanto un pur indispensabile supporto ad un sistema sostanzialmente patriarcale, ma diventano protagoniste assolute di una storia che prima ancora che imprenditoriale è soprattutto culturale e sociale”. Così la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, ha aperto l’inaugurazione della mostra fotografica, nata a Vallo di Nera per la manifestazione annuale Fior di Cacio e che si è intrecciata con il viaggio-documentario effettuato dalla regista Anna Kauber, che ha intervistato più di cento donne pastore in tutta Italia, svelandone emozioni e particolarità.

 

Sono più di trenta le donne ‘pastore’ che ad oggi gestiscono un propria attività, o come continuazione di una tradizione familiare o come nuova impresa. Tre di esse, Sandra (Castelluccio), Eugenia (Civita di Cascia) e Cinzia (Mercatello) hanno portato la loro diretta testimonianza. Oltre ad un forte attaccamento al territorio, è emersa la chiara volontà di legare il proprio futuro a questa attività per lo sviluppo della quale puntano su una sempre più adeguata ed aggiornata formazione.

 

“A livello istituzionale – ha detto la presidente Porzi – guardiamo con grandissimo interesse ed attenzione a quanto stanno facendo le donne della Valnerina e non solo, che con spirito imprenditoriale, ma soprattutto dimostrando il forte attaccamento alla loro terra, diventano protagoniste assolute di una storia che è anche e soprattutto culturale e sociale. Con questa mostra, che presenteremo anche agli studenti umbri che giornalmente vengono in visita a Palazzo Cesaroni, ci troviamo di fronte ad un racconto per immagini, un capitolo nuovo dell’epopea della pastorizia che in questa preziosa parte dell’Umbria è ancora viva e costituisce la parte profonda e viva del patrimonio socio-culturale della comunità”.

 

“Queste donne – ha detto il sindaco di Vallo di Nera, Agnese Benedetti – sono diventate protagoniste indiscusse di un coraggioso e auspicabile ritorno a un mondo che sa preservare la terra e le produzioni. Hanno età diverse e differenti formazioni. Accanto ai loro nomi, nei pannelli espositivi, compaiono anche i luoghi di provenienza, oggi frazioni scarsamente abitate, un tempo ricche di popolazione proprio per l’abbondanza dei pascoli”.

 

Presente alla cerimonia anche il consigliere regionale e presidente della Seconda Commissione, Carla Casciari che ha definito l’iniziativa “un’ottima idea ed un bel modo di festeggiare la Festa della donna. Dobbiamo essere tutti vicini a queste donne impegnate per la valorizzazione del territorio e per la salvaguardia delle tipicità”.

 

Fulvio Porena del Cedrav ha ricordato come il Centro “da oltre 20 anni funge da sentinella nella dorsale appenninica, un territorio complicato, per chi ci abita, anche a causa dei terremoti. Da sempre – ha assicurato – guardiamo con attenzione alle attività che vi si svolgono ed abbiamo puntato l’attenzione sugli allevamenti e la produzione di formaggi. La criticità da superare – ha spiegato – riguarda la poca massa critica che gli imprenditori riescono a fare. Ci sono potenzialità altissime che vanno governate. Quando a gestire un’impresa c’è una donna c’è maggiore capacità di spirito imprenditoriale e l’azienda cresce meglio. Questa mostra è un ulteriore omaggio al lavoro che la donna svolge nella società anche in quelle attività un tempo quasi ad esclusivo appannaggio degli uomini”.

Erika Borghesi (Provincia di Perugia) ha osservato come “il valore della mostra fa emergere la sensibilità propria delle donne. É molto più di un lavoro – ha detto – è la difesa di un’identità e di un patrimonio culturale”.

Tra le proposte emerse nel corso della presentazione della mostra fotografica, la previsione di uno spazio ‘educational’ nella prossima edizione di ‘Fior di cacio’ a Vallo di Nera dedicato ai formaggi delle donne pastore.

La cerimonia si è conclusa con un momento conviviale nel quale sono stati offerti prodotti caseari prodotti dalle donne pastore e caciere della Valnerina.

Carla Casciari in aula

CENTRO REGIONALE DI ADDESTRAMENTO PER UNITA’ CINOFILI DI SOCCORSO: MOZIONE RINVIATA IN COMMISSIONE

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Carla Casciari in aula(Fonte Acs) Perugia, 5 marzo 2019 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha deciso il rinvio in Seconda commissione della mozione di Carla Casciari (Pd) che mira a “dotare l’Umbria di un Centro regionale di addestramento per le unità cinofile di soccorso e formazione per istruttori, realizzando a tal fine un campo ricerche per le esercitazioni e l’addestramento nel Centro regionale di Protezione Civile di Foligno”. Il rinvio è stato proposto dal consigliere Valerio Mancini (Lega) per unificare l’atto di indirizzo con quello, approvato dall’Aula nel 2015, sul Nucleo cinofilo dei Carabinieri (https://tinyurl.com/centro-cinofilo-carabinieri(link is external)).

 

LA RELAZIONE. Casciari ha tenuto a rimarcare che, in Umbria “esistono già positive esperienze di unità di soccorso cinofile di associazioni di volontariato. È auspicabile lavorare anche con la Protezione civile Nazionale perché l’Umbria possa essere dotata di un campo ricerche e di un centro di addestramento per le unità cinofile di soccorso e formazione per gli accompagnatori, catalizzatore di figure professionali e di riferimento per l’Italia centro meridionale. In questo modo avremmo sempre a disposizione le unità cinofile, e la nostra regione diventerebbe un centro di riferimento per l’addestramento in tutto il Centro sud. L’Umbria – ha evidenziato Casciari – è una regione ad elevato rischio sismico e la tempestività degli interventi di soccorso e aiuto alle popolazioni colpite può fare la differenza. In caso di crolli, frane o altri incidenti determinati dal terremoto o da calamità naturali di qualsiasi natura le unità cinofile di soccorso, in particolare i cani da macerie, sono una risorsa imprescindibile per i soccorritori. Basti pensare che in occasione degli ultimi tragici eventi sismici nel centro Italia sono state ben 60 le vite salvate dai cani da soccorso tra Amatrice e Pescara del Tronto, arrivando dove i soccorritori non riescono o non possono arrivare senza mettere a repentaglio la loro stessa vita. L’opera delle unità cinofile è fondamentale anche per rintracciare le vittime”.

 

 

 

GLI INTERVENTI
Claudio RICCI (misto Rp Ic): “PROPOSTA POSITIVA CHE DELINEA UNA SOLUZIONE SENZA AGGRAVIO DEI COSTI. La sicurezza si articola in logistica, personale e mezzi e servizi mobili e fissi. Nel 2004 il ministero dell’Interno decise che nelle sedi non potevano esserci incrementi di costo. La realizzazione di nuove strutture doveva essere perseguita a parità di costi. Questo ha portato alla chiusura di alcune strutture. Questa mozione dovrebbe servire anche a chiedere di implementare le risorse per la logistica della sicurezza. La proposta di Casciari è molto positiva perché delinea una soluzione, da attivare nel centro regionale di Foligno, suggerendo al Ministero di scegliere quella sede per evitare un aumento dei costi”.

Valerio MANCINI (Lega): “RIPORTARE L’ATTO IN COMMISSIONE, UNIFICANDOLO CON LA RISOLUZIONE DEL 2015 SUL NUCLEO CINOFILO DEI CARABINIERI. Nel novembre 2015 approvammo una risoluzione per l’istituzione in Umbria di un nucleo cinofilo dei Carabinieri, che approfondimmo in Commissione (https://tinyurl.com/nucleocinofilo-commissione(link is external)) ascoltando anche i vertici dell’Arma. Comprendemmo che le unità cinofile erano importanti per la sicurezza della nostra regione, anche in relazione al problema droga e a supporto delle polizie locali. Chiediamo alla proponente di unificare le due proposte, modificando la mozione riportandola in Prima commissione per arrivare ad un solo testo condiviso, dopo aver ascoltato anche i rappresentanti dei vigili del fuoco. L’impiego dei cani per la sicurezza deve riguardare sia gli interventi svolti dai vigili del fuoco, in caso di disastro, che quella dei Carabinieri per il contrasto degli eventi criminosi”.

La proponente, Carla Casciari, ha infine replicato che “i due atti di indirizzo non sono contrapposti. Esiste però il problema, per tutti i corpi, di disporre di un campo da macerie per le esercitazioni, che sono considerate normativamente alla stregua di discariche. Oggi i cani da soccorso devono andare fuori regione per poter svolgere l’addestramento perché al centro sud non esiste questo tipo di struttura. Possiamo discutere e approfondire l’argomento in Seconda commissione, dato che i due testi sono diversi ma non incompatibili”.