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Luana Pioppi

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GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO: “UN DOVERE PARLARE DI IMMIGRAZIONE ED INTEGRAZIONE”

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nave(Acs) Perugia, 20 giugno 2018 – “Oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, dopo tanto aver letto ed ascoltato mi sento in dovere di parlare di immigrazione, e lo faccio senza timore di perdere consensi. Oggi che per un politico parlare di stranieri e di inclusione risulta impopolare”. Così la consigliera regionale Carla Casciari (Pd) che aggiunge: “sento il dovere di intervenire, di combattere l’indifferenza di molti che stanno con complicità alla finestra, mentre una destra xenofoba mantiene un atteggiamento ambiguo sul tema: se da un lato non votano la fiducia al Governo Conte, poi si ritrovano uniti nel sostenere le scelte del Ministro dell’Interno, o ancora gli atteggiamenti delle forze populiste che assecondano la paura della parte più debole della società che vede nello straniero un avversario, l’altra faccia della medaglia dell’incertezza rispetto alla propria condizione sociale”.

 

Per Casciari, “queste ambiguità di fondo sono scritte nero su bianco sul contratto di governo che Lega e Movimento 5Stelle hanno presentato alle Camere. Infatti, se agli obiettivi che perseguirà il Ministro degli Interni è dedicato un capitolo corposo, poco c’è scritto rispetto agli impegni in politica estera. Le ultime esternazioni però – commenta – tracciano nettamente una svolta isolazionista dell’Italia rispetto agli altri Paesi, ma è proprio quello di cui non abbiamo bisogno. Infatti, su una cosa il ministro Salvini ha ragione: i flussi migratori, in particolare quelli dall’Africa, non possono essere un problema solo dell’Italia o della Grecia, ma devono essere una questione posta in modo forte sugli scranni europei”.

 

“Ma per ora – continua Casciari – le forze politiche al governo hanno preferito rispondere alle provocazioni, sbandierando solo la necessità di accordi per i rimpatri con i paesi di origine, senza dire una parola sul come s’intende svolgere una concreta attività diplomatica che sappia gestire, prima ancora che arrivino in Italia, le partenze di tanti migranti”.

 

Casciari tiene a sottolineare, però, che “in mezzo a tutto questo ci sono le persone, la cui dignità è calpestata non solo dalle condizioni di vita dalle quali fuggono, ma anche dalle speculazioni di cui sono involontari protagonisti. Sono vittime di tatticismi politici, di odio e intolleranza, sentimenti negativi ai quali la politica che mi appartiene ha cercato di rispondere garantendo la coesione sociale e i diritti. Alimentare l’astio verso il ‘diverso’ è sempre stato più facile, ma ragionare su come risolvere un problema è ben più arduo: servono un serio impegno etico e morale per attuare quelle riforme di cui si avverte l’irrimediabile urgenza”.

 

“Prima di tutto – spiega Casciari – bisogna guardare all’Europa con rinnovata fiducia, ad un Europa più politica, pungolando le istituzioni comunitarie perché sia fatto fronte comune sulla gestione dei flussi, sulle modalità di identificazione, sul riconoscimento dello status di rifugiato in Paesi diversi da quello di sbarco, e che sappia garantire coperture finanziarie adeguate e non lasciate ai singoli bilanci nazionali”.

 

“In ogni caso – puntualizza – non mi stupisce il declino sul quale siamo scivolati, basti pensare a come si è arenato il dibattito parlamentare sullo Ius Soli, un provvedimento urgente per sanare le ferite inferte alle cosiddette seconde generazioni. Molti di questi ragazzi, nati e cresciuti in Italia, oggi sui banchi delle nostre scuole – conclude – affrontano la maturità; vorrei proprio leggere i loro temi e le loro riflessioni sugli argomenti assegnati quest’anno: libertà, diritti civili, uguaglianza, lotta alle discriminazioni, cooperazione. Sicuramente avranno qualcosa da dirci e da insegnarci”. RED/As

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COMITATO DI CONTROLLO: “BENE LA VERIFICA SULLA GESTIONE DEI FONDI DEL PSR”

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28936401738_dcc23a889c_k(Acs) Perugia, 15 giugno 2018 – “Nell’augurare buon lavoro al nuovo presidente del Comitato per il controllo e la valutazione, Roberto Morroni, appoggio pienamente l’iniziativa di verificare la corretta attuazione e gestione dei fondi del Piano di sviluppo rurale”: lo dice la vicepresidente del Comitato, Carla Casciari (Pd), cui si unisce il capogruppo del Pd Gianfranco Chiacchieroni, anche lui componente dell’organismo di controllo dell’Assemblea legislativa.

Sul tema dei ritardi nelle erogazioni delle risorse da parte di Agea, l’ente pagatore, Casciari ha depositato, insieme al collega di partito Giacomo Leonelli, una mozione che punta a superare le difficoltà evidenziate dagli agricoltori utilizzando gli strumenti finanziari disponibili, a cominciare da Gepafin, che potrebbe anticipare le somme spettanti. PG/

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CINGHIALI: “TUTELA DELLE PRODUZIONI AGRICOLE E IMPULSO A NUOVA FORMA DI ECONOMIA REGIONALE”

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carla_casciari2Intervenendo dopo l’audizione di ieri in Terza Commissione, dove si è discussa una sua mozione che mira ad instaurare in Umbria un sistema di filiera corta per valorizzare la qualità della carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, oltre a modificare il regolamento regionale in materia, Carla Casciari (Pd) auspica che si arrivi presto a mettere in campo soluzioni efficaci che sappiano tutelare le produzioni agricole, ma anche dare impulso ad una nuova forma di economia regionale.

(Acs) Perugia, 14 giugno 2018 – “Con l’avvio della discussione sulla mia mozione che mira ad instaurare in Umbria un sistema di filiera corta per valorizzare la qualità della carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, e le modifiche al regolamento regionale in materia, spero che si arrivi presto a mettere in campo soluzioni efficaci che sappiano tutelare le produzioni agricole, ma anche dare impulso ad una nuova forma di economia regionale”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) dopo l’audizione di ieri in Terza Commissione (https://goo.gl/2mqWKP ) dove si è discusso in merito al suo atto di indirizzo insieme ai rappresentanti della associazioni venatorie, degli ATC, dell’Università, dell’Istituto zooprofilattico, degli agricoltori e delle Usl.

“Dall’audizione – ricorda Casciari – è emerso unanime il parere secondo il quale le pratiche di gestione della specie cinghiale, fin qui messe in atto, non sono più sufficienti ad arginare un fenomeno che desta quotidianamente preoccupazione negli agricoltori e che provoca ingenti danni alle loro produzioni. Occorrono strumenti efficaci per il contenimento della specie alla luce della situazione straordinaria che si è venuta a creare in Umbria, come in altre regioni d’Italia. Secondo le stime il numero di capi presenti sul territorio regionale è sovrapponibile a quello dei suini allevati”.

“La realizzazione di una filiera di promozione della carne di cinghiale locale e la valorizzazione del prodotto con un marchio regionale – assicura Casciari – saranno interventi integrativi delle azioni mirate al contenimento della specie, per le quali auspico una rapida approvazione delle modifiche al regolamento proposte dalla Giunta regionale. Con le modifiche infatti, gli agricoltori, in caso di danneggiamenti alle colture, potranno attivare interventi di urgenza con tempi ancor più tempestivi e quindi prevenire e limitare ulteriormente i danni subiti”.

Questi saranno i primi passi da compiere – conclude Casciari –, ma allo stesso tempo ritengo che i tempi siano maturi per responsabilizzare i singoli agricoltori e renderli attivamente partecipi, insieme agli Ambiti territoriali di caccia, i sele-controllori e le altre istituzioni coinvolte, in un sistema semplificato, ma più qualificato, di contenimento della specie cinghiale”. RED/as

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TERZA COMMISSIONE: INSTAURARE IN UMBRIA UNA FILIERA DI VALORIZZAZIONE DELLA CARNE DI CINGHIALE OTTENUTA CON IL CONTENIMENTO DELLA SPECIE – AUDIZIONE SU MOZIONE DI CASCIARI (PD)

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commissione(Acs) Perugia, 14 giugno 2018 – La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha ascoltato ieri in audizione i rappresentanti delle associazioni venatorie, degli Atc, dell’Università, dell’Istituto zooprofilattico, degli agricoltori e delle Usl per conoscere il loro parere, che in linea di massima è risultato positivo, sulla mozione presentata dal consigliere regionale del Partito democratico, Carla Casciari, avente ad oggetto l’instaurazione in Umbria di un sistema di filiera corta che sappia valorizzare la qualità della carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale.

Casciari ha spiegato che l’atto intende contribuire alla diminuzione dei danni procurati dalla specie cinghiale dato che gli abbattimenti sono risultati inferiori alla bisogna e si vuole istituire una filiera corta per l’utilizzo della carne, come già fatto in Emilia Romagna, e valorizzare il prodotto con un apposito marchio di garanzia. Ovviamente per mettere in atto una filiera di carni che possano finire in tavola, va normato un sistema che preveda, oltre alle istituzioni regionali e locali, gli Atc, il Dipartimento di prevenzione del Servizio sanitario e i Parchi dell’Umbria, questi ultimi luoghi di maggior presenza degli ungulati.

Per quanto riguarda i danni provocati dai cinghiali, le associazioni dei coltivatori e gli agricoltori che in molti casi sono anche cacciatori, hanno chiesto di poter intervenire sulle loro proprietà senza dover attendere l’intervento delle squadre di cinghialisti, che avviene a chiamata dopo che il danno è stato fatto. Un quesito cui ha indirettamente risposto la Giunta regionale, annunciando la modifica del Regolamento regionale del 2010 che proprio la Terza commissione consiliare di Palazzo Cesaroni sarà chiamata ad approvare, che prevede tempi più brevi per l’intervento diretto da parte dei proprietari o dei conduttori dei fondi agricoli in cui i cinghiali stiano danneggiando le produzioni agricole.

Sulla commercializzazione della carne di cinghiale e l’instaurazione di una filiera corta saranno indispensabili i controlli veterinari e la successiva appropriatezza nella lavorazione delle carni, ma ancora prima serve una adeguata formazione di tutti i cacciatori. Non tutti i cinghiali abbattuti sono adatti a finire in tavola. Va considerata la tossicità delle carni dovuta alle modalità di uccisione se l’animale non viene colpito dietro la spalla (come indicano le normative vigenti) o viene abbattuto in circostanze tali da produrre stress, e quindi tossicità nel sangue dell’animale che viene ucciso, ad esempio dopo inseguimento dei cani. Il cacciatore deve capire già prima di sparare se ci sono anomalie nell’aspetto o nel comportamento dell’animale.

In generale i presenti hanno accolto con favore la mozione presentata da Casciari ed è stata auspicata la rapida approvazione di una legge nuova in materia, che possa riscrivere i termini dei rapporti tra mondo agricolo e venatorio, nonché quello ambientalista. PG/

Carla Casciari

SANITÀ: “INCORAGGIARE E FAVORIRE LE MANIFESTAZIONI DI ASSENSO ALLA DONAZIONE DEGLI ORGANI”

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 7 giugno 2018 – “Conoscere le iniziative della Regione per incoraggiare e favorire le manifestazioni di assenso alla donazione degli organi e tessuti, in particolare per le dichiarazioni rilasciate presso gli uffici anagrafe dei Comuni”. È quanto dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Carla Casciari, annunciando la presentazione di una interrogazione in merito.

Per Casciari “la donazione degli organi rappresenta il presupposto, in taluni casi anche il limite, per offrire a tantissime persone affette da insufficienza d’organo un trattamento salva-vita insostituibile. Purtroppo la carenza di organi è un fattore limitante il trapianto. Di recente l’assessore regionale alla Salute ha annunciato l’attivazione di una convenzione con Marche e Toscana per il trasporto aereo di organi, pazienti e staff medico – sanitario per le attività di prelievo e trapianto di organi, che consente l’atterraggio negli spazi aeroportuali umbri a garanzia di tempestività, qualità e sicurezza degli interventi”.

Nell’atto si ricorda che “la Regione Umbria, nel 2010 ha approvato il progetto ‘La donazione degli organi come tratto identitario’, e nel 2012 come Regione pilota ha sostenuto un piano di comunicazione intitolato ‘Una scelta in Comune’ allo scopo di divulgare tra cittadini ed operatori le novità relative alla possibilità di manifestare la propria volontà circa la donazione di organi al momento del rilascio o rinnovo della Carta d’identità. Queste iniziative hanno inizialmente fatto registrare trend molto positivi. Nel 2012 l’Umbria risultava tra le regioni più virtuose del nostro Paese con il 90,94 per cento di consensi dati sulle dichiarazioni registrate, rispetto alla media nazionale che si attestava sull’89,05 per cento. Le opposizioni al consenso registravano solo un 5,8 per cento. Dopo una prima fase positiva, oggi le dichiarazioni di volontà rilasciate in Umbria fanno registrare un trend negativo. Secondo gli ultimi dati, relativi a maggio 2017, le dichiarazioni a favore alla donazione degli organi raccolte al momento del rinnovo o rilascio della carta d’identità sono il 78,8 per cento, mentre le opposizioni salgono al 21,3 per cento, con una notevole disomogeneità fra i Comuni”. DMB/

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AGRICOLTURA: “COINVOLGERE GEPAFIN PER DARE SOSTEGNO AGLI IMPRENDITORI IN DIFFICOLTÀ CAUSA RITARDI PAGAMENTI AGEA”

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IMG-20180604-WA0016(Acs) Perugia, 4 giugno 2018 – “La Giunta regionale si attivi presso Gepafin affinché possa anticipare risorse a quelle imprese agricole in difficoltà con gli istituti di credito per la mancata liquidazione da parte di Agea delle somme spettanti, relative ai finanziamenti europei per l’agricoltura”. Lo chiedono, con una mozione di cui annunciano la presentazione, i consiglieri regionali del Partito Democratico, Carla Casciari e Giacomo Leonelli, “presenti questa mattina alla manifestazione di Coldiretti a Perugia” .

“Si tratta – spiegano i firmatari dell’atto di indirizzo – di una iniziativa che mira a fornire un supporto concreto a quegli imprenditori che, sulla base delle aspettative di finanziamento, hanno effettuato investimenti e anticipato spese per la propria azienda. L’Umbria – evidenziano – ha ottenuto per il settennato 2014-2020 circa 900 milioni di euro relativi al Programma di sviluppo rurale (Psr) e ne sono stati già pagati oltre 200; un obiettivo che ha permesso alla Regione di classificarsi tra le prime per le risorse erogate. Questo, purtroppo, non ha evitato che si riscontrassero ritardi e disagi nella liquidazione delle domande per l’accesso alle risorse europee, che hanno arrecato una serie di difficoltà per le imprese agricole del territorio”.

IMG-20180604-WA0015“In particolare – rilevano i consiglieri del Pd – in riferimento all’annualità 2015, quella in cui si riscontrano maggiori disagi: su 7433 domande, 472 non hanno ancora beneficiato delle risorse assegnate dai bandi Psr (7 per cento del totale), mentre per quanto riguarda il 2016, su 9837 domande solo 146 non hanno ottenuto quanto dovuto (2 per cento). Per far fronte a questa situazione la Regione Umbria – continuano – accanto alle rassicurazioni di maggior finanziamento di alcune misure strategiche, come quelle relative all’agricoltura biologica e per il sostegno ai giovani che vogliono avviare un’impresa agricola, ha attivato le procedure per ottenere l’apertura di uno sportello decentrato sul territorio di Agea, così da dare risposte concrete ed immediate agli agricoltori”.

“Con la nostra mozione – concludono Casciari e Leonelli – vorremmo proporre alla Regione di coinvolgere attivamente Gepafin, società che gestisce strumenti finanziari specializzati a disposizione delle piccole e medie imprese, per supportare gli imprenditori agricoli nel reperimento di risorse finanziarie. O in alternativa per operare delle anticipazioni dirette per garantire le imprese in difficoltà con gli istituti di credito per la mancata liquidazione da parte di Agea delle somme spettanti”. RED/mp

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SESSIONE EUROPEA: APPROVATA ALL’UNANIMITÀ DEI PRESENTI LA PROPOSTA DI RISOLUZIONE 2018

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Carla(Acs) Perugia, 29 maggio 2018 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità dei presenti (Pd, SeR, FI, Misto-Mdp, Misto-Umbria Next, Misto-Rp Italia Civica) la proposta di risoluzione alla base della Sessione europea 2018, che era stata elaborata in Prima Commissione consiliare. Il documento, denominato ‘Sessione regionale europea 2018. Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Umbria alla fase ascendente e discendente del diritto europeo, con particolare riferimento al Programma di lavoro della Commissione europea per il 2018’, racchiude tre atti: il Programma di lavoro della Commissione Europea per il 2018, la Relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale agli atti normativi e di indirizzo emanati dall’Unione europea e il Rapporto sugli Affari europei.

La riunione è iniziata con quasi un’ora di ritardo a causa della protesta relativa alle vicende della crisi di governo nazionale messa in atto, con l’esposizione di cartelli e vivaci scambi di battute con gli altri colleghi, dai due consiglieri regionali del M5S, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari. Dopo una interruzione all’inizio della seduta e una riunione della conferenza dei capigruppo hanno regolarmente preso avvio i lavori, cui non hanno però preso parte i consiglieri Liberati e Carbonari.

 

RELATORE

Andrea SMACCHI (Pd – Presidente Prima Commissione): “OCCORRE PIÙ EUROPA, SICURAMENTE RIFORMATA, un’Europa del lavoro e del sociale, meno burocratica, dove i bilanci vanno rispettati, ma dove in momenti di difficoltà sociali si incentivino politiche espansive. Senza l’Europa il Paese e anche l’Umbria sarebbero più deboli nell’affrontare le sfide globali. LA SESSIONE REGIONALE EUROPEA fa il punto sulle relazioni tra le politiche regionali e quelle europee, un fondamentale momento di confronto tra l’Assemblea Legislativa e la Giunta sulle iniziative presentate dalla Commissione europea nel programma di lavoro annuale per il 2018, denominato ‘per un’Europa più unita, più forte e più democratica’. La Commissione europea si è posta quest’anno il duplice obiettivo di concludere il percorso iniziato e di porre le basi per costruire l’Europa che verrà. IL RAPPORTO SUGLI AFFARI EUROPEI riporta le relazioni annuali sullo stato di avanzamento degli interventi regionali cofinanziati dall’Ue del 2017, con l’elenco dei bandi per i programmi operativi del Fondo sociale europeo, del Programma di sviluppo rurale, del Fondo europeo di sviluppo regionale e le iniziative che si intendono adottare nel 2018. Le risorse complessive disponibili nella programmazione 2014-2020 tra Fse, Psr e Fesr, ammontano per l’Umbria a 1miliardo 693milioni di euro. A queste vanno aggiunti i fondi della riprogrammazione per gli eventi sismici: 56milioni del Fesr e 52 del Psr. Per il FESR il 76 per cento delle risorse sono state concentrate su quattro obiettivi tematici (ricerca e innovazione, agenda digitale, competitività dei sistemi produttivi e sostegno ad un’economia a basse emissioni di carbonio). Per il FSE la concentrazione delle risorse dell’80 per cento è su tre obiettivi (lavoro, inclusione sociale per combattere la povertà, istruzione e formazione). Il PSR per l’Umbria rappresenta il cuore della programmazione con oltre 900milioni di euro e sta dando le migliori performance per la gestione e l’attuazione. Il buono stato di avanzamento del Psr deriva dal fatto che siamo stati l’unica regione ad aprire i bandi nel 2015. Per il FESR, la cui dotazione è di 412milioni di euro, esistono delle difficoltà per quanto riguarda l’attuazione delle misure territoriali: il coinvolgimento dei Comuni nella gestione diretta dei programmi, primo fra tutti l’agenda urbana con risorse per oltre 35milioni di euro, è stato un passo importante, ma che presuppone un supporto costante della Regione per scongiurare il rischio di un loro disimpegno. Il FSE ha 237,5 milioni di euro. Da segnalare la bella esperienza del bando Cresco: nel 2017 sono stati approvati 698 progetti per quasi 1milione di euro, e tra il 2016 e il 2017 si sono creati oltre mille occupati a tempo indeterminato.

Per il FUTURO DELLA POLITICA DI COESIONE la Conferenza delle Regioni, coordinata dall’Umbria, ha presentato al Governo italiano un documento nel quale si sollecita l’Ue a dotarsi di una politica di coesione post 2020 con un finanziamento almeno pari ai livelli attuali. Non è condivisa l’idea di una politica di coesione confinata al ruolo di mero meccanismo di redistribuzione di risorse a favore delle regioni meno sviluppate. La situazione politica nazionale vede proprio il ruolo e la stessa identità dell’Europa al centro del dibattito. L’incarico al professor Cottarelli conferito dal presidente Mattarella a seguito della prolungata e preoccupante crisi istituzionale italiana, con gli attacchi scomposti e irragionevoli che ne sono seguiti, sono la testimonianza di uno scontro istituzionale mai avvenuto prima, che sta minando la stessa tenuta dello Stato. Il punto non è se riformare le regole dell’Europa, tema dibattuto e condiviso, ma il punto vero sono le ragioni più profonde che sono a fondamento dell’Ue che partono dalla moneta unica e finiscono per mettere in discussione lo stesso sistema strategico di alleanze. Le Istituzioni italiane sapranno resistere anche a questo attacco”.

 

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

La PROPOSTA DI RISOLUZIONE individua le due priorità per l’Umbria nel programma di lavoro della Commissione europea per il 2018. La prima riguarda la necessità UN NUOVO IMPULSO ALL’OCCUPAZIONE, ALLA CRESCITA E AGLI INVESTIMENTI. Il quadro finanziario pluriennale post 2020 prevede stanziamenti per 1.135 miliardi di euro. Per finanziare nuove e urgenti priorità si prevede di innalzare gli attuali livelli di finanziamento in settori quali la ricerca e l’innovazione, i giovani, l’economia digitale, la gestione delle frontiere, la sicurezza e la difesa. I finanziamenti a favore della politica agricola comune e della politica di coesione dovrebbero invece subire una riduzione. La seconda riguarda il PACCHETTO SULL’EQUITÀ SOCIALE in cui si affrontano i problemi connessi alla mobilità del lavoro e al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. È inoltre prevista l’istituzione dell’AUTORITÀ EUROPEA DEL LAVORO con tre obiettivi: dare informazioni su diritti e obblighi in situazione di mobilità transfrontaliera e sui servizi disponibili; sostituire la Commissione nella gestione dell’ufficio europeo di coordinamento della rete europea dei servizi per l’impiego; sostenere la cooperazione tra autorità nazionali in situazioni transfrontaliere e aiutarle a garantire che le norme dell’Ue in materia di mobilità siano facilmente ed efficacemente seguite.

 

INTERVENTI

Claudio RICCI (Misto-RpIc): “ESSERE PARTE DELL’UNIONE EUROPEA SIGNIFICA TUTELARE LO SVILUPPO ECONOMICO, QUELLO DELLE IMPRESEE E IL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE – In occasione del 66esimo anno del Trattato di Roma, lo scorso anno, il Comitato delle Regioni ne ha enucleato gli aspetti qualificanti: su tutti l’importanza della propria identità nella diversità dei luoghi. Soltanto un’Europa forte può oggi bilanciare il G2 fra Cina e Stati Uniti. Un approccio decentrato significa soprattutto dotare le istituzioni locali (Comuni) di un maggiore livello organizzativo. Le stesse Regioni dovranno cambiare modalità organizzativa adattandosi ad elementi intermedi. È durante la lettura dei bilanci regionali che si scopre l’importanza del contributo europeo. Le risorse libere del nostro bilancio equivalgono a 200milioni di euro annui. Nel settennato 2014-2020 vengono messi a disposizione fondi comunitari per 1,7 miliardi di euro. Risorse fondamentali per la soluzione di molte problematiche territoriali. Tuttavia diventa necessità una maggiore semplificazione delle misure. Il 4 marzo del prossimo anno l’Unione europea passerà a 27 Stati membri. Bisogna puntare ad una maggiore velocità nell’approvazione dei trattati che determinerà una maggiore efficacia ed efficienza della stessa UE. Quando viene auspicata la modifica del parametro Pil-Deficit (oggi indicata sotto il 3 per cento) è importante evidenziare che questo potrebbe avvenire anche senza uscire dall’UE, ma attraverso un ruolo sempre più incisivo nel contesto della discussione europea. Si tratta infatti di un parametro che non fa parte dei trattati, ma di un regolamento. E non è vero che l’Italia contribuisce all’UE senza ricevere nulla. Da dati ufficiali è possibile vedere come negli ultimi 10 anni l’Italia ha contribuito per 14 miliardi all’anno ricevendone indietro 12. Non ce la possiamo prendere con gli altri se non siamo riusciti a fare quanto dovevamo e su cui ci erravamo impegnati. Dobbiamo intervenire per eliminare sprechi, inefficienze, ottimizzare quegli 830 miliardi di euro di spesa pubblica annuale. Essere parte dell’UE significa poter tutelare lo sviluppo economico, quello delle imprese. Significa tutelare il risparmio delle famiglie”.

 

CARLA CASCIARI (PD): “TUTTI I LIVELLI ISTITUZIONALI, A COMINCIARE DA QUELLI LOCALI, DEVONO IMPEGNARSI NELLA COSTRUZIONE DI UN’IDENTITÀ EUROPEA CONDIVISA – Essere o non essere in Europa è un tema su cui serve che anche in quest’Aula si prenda posizione. Tutti i livelli istituzionali, a cominciare da quelli locali, devono impegnarsi. Abbiamo bisogno di maturare ancora una vera unione, non solo monetaria. Impegniamoci nella costruzione di una identità europea condivisa. I Paesi membri sono cresciuti più di quelli che compongono gli Stati Uniti d’ America. La Commissione si appresta a scrivere regole comuni per una economia circolare, lo sviluppo dell’energia verde, la tutela dell’ambiente, scrivere norme per garantire i diritti dei lavoratori nel mercato unico, scambi commerciali anche con Paesi emergenti, rispettando i migliori standard di sicurezza. Sicurezza interna, lotta al terrorismo, interoperatività fra gli stati membri, controlli delle polizie internazionali, controllo alle frontiere, gestione seria e condivisa dei fenomeni migratori, un sistema comunitario dia asilo ai richiedenti, cooperazione coi paesi di origine dei migranti. Su tutto questo l’Italia deve essere protagonista. Il futuro della Ue dipende dalla difesa dei valori comuni che ci uniscono, per vivere nella pace, nella libertà, nella tolleranza e nella solidarietà. Per quanto attiene al Rapporto affari europei, è chiara la positiva ricaduta dei fondi sui nostri territori. Per il periodo 2014-2020 vale 1miliardo e 700milioni di euro, con risorse concentrate su obiettivi tematici. In Umbria il 76 per cento delle risorse Fesr sono diretti verso 4 obiettivi tematici: ricerca e innovazione, agenda digitale, competitività dei sistemi produttivi e economia verde. In questi processi la dimensione territoriale va tenuta in forte considerazione. Nel 2021-2027 l’Umbria avrà un ruolo chiave nella politica di coesione. Dopo la Brexit, l’Italia guadagna un 6 per cento in più, vale a dire 2,4 miliardi di euro in più. Dispiace che chi parla di investimenti mirati e di sapere dove vanno i fondi non sia in Aula”.

 

 

Catiuscia MARINI: “IL DESTINO DELL’ITALIA È QUELLO DELL’EUROPA. L’ITALIA È PIÙ FORTE NELL’ESSERE PARTE DELL’UE E LA SUA STORIA LO DIMOSTRA. Esprimo solidarietà al presidente Mattarella. Dobbiamo ricordarci delle opportunità che essere parte dell’Europa ha significato: ha reso più forti le sue imprese in un mercato unico fatto da 500 milioni di cittadini consumatori; ha consentito maggiore attenzione all’inclusione sociale e al welfare che ha reso diversa questa parte del mondo. L’Europa ha fatto della COESIONE UNO DEI PILASTRI PRINCIPALI DELLA CRESCITA. Oggi discutiamo principalmente della politica di coesione e di quella dello sviluppo rurale. Senza il sostegno diretto alle produzione agroalimentari dell’Europa, con il PSR, non potremo garantire né il permanere dell’impresa agricola, né la qualità e la sicurezza alimentare. E non potremmo garantire l’impegno delle imprese a salvaguardia della qualità ambientale e della produzione. Senza il sostegno dell’Europa non avremmo potuto fare tante azioni che hanno prodotto un salto di qualità nelle imprese agricole nel loro rapporto con l’ambiente, come per le infrastrutture dell’acqua, la salvaguardia della qualità del terreno, un uso responsabile della chimica in agricoltura, la trasformazione verso colture più sicure, l’innovazione, la ricerca scientifica e tecnologica nella loro applicazione in agricoltura. Tutto questo mondo nasce attraverso la condivisione di una strategia che è dentro di noi: l’Italia partecipa alla costruzione di queste politiche nella FASE ASCENDENTE, che vanno dalle Regioni al Governo nazionale fino al Parlamento e al Consiglio d’Europa. Cosa che stiamo facendo oggi. La politica di coesione è stata pensata per favorire i ritardi di sviluppo e la coesione delle regioni europee: l’Europa ha tenuto perché al suo interno ha attutito le differenze economiche, sociali e di reddito, compensando le diseguaglianze con politiche attive nel suo interno. Da qui il grande pilastro del FESR, un fondo tutto dedicato alle regioni che sostiene le pmi, che non potrebbero fare innovazione, ricerca e competitività senza politiche pubbliche a loro dedicate. Il terzo pilastro è il FSE, unico fondo tutto dedicato ai cittadini: con politiche per la formazione professionale, politiche attive del lavoro, formazione e istruzione, diritto allo studio, all’alta formazione, sostegno alle competenze e al loro aggiornamento. Senza dimenticare la parte recente dedicata all’inclusione sociale, per sostenere il welfare soprattutto in un periodo di crisi. Per la FASE ATTUATIVA DI QUESTO SETTENNATO abbiamo percentuali di capacità di impegno che sta procedendo in maniera EFFICIENTE, avendo rispettato fino ad oggi i target che ci sono stati assegnati anche di raggiungimento degli obiettivi. Ora stiamo cercando di fare uno sforzo importante per raggiungere gli obiettivi del 2018. Ci sono alcuni strumenti come l’agenda urbana o le aree interne dove gli Enti locali sono protagonisti nell’assegnazione dei lavori, nei bandi sta creando difficoltà. Lo sforzo delle prossime settimane è fare in modo che gli enti locali utilizzino questi finanziamenti e li portino ad innalzare il dato dei pagamenti. Altri bandi stanno dando bene come quello Cresco. Penso anche ad alcuni pilastri, come il sostegno alle medie imprese più competitive per fargli fare un’ulteriore salto di qualità, come a quelle della meccanica, dell’aerospazio, al distretto della chimica e dell’agroalimentare, trascinanti per lo sviluppo regionale. I FONDI EUROPEI CI POSSONO AIUTARE A SUPERARE ALCUNI VINCOLI CHE ABBIAMO COME PAESE: il debito pubblico, la disoccupazione, le infrastrutture. In questo settennato abbiamo voluto pensare insieme i fondi, perché Fse e Fesr si intrecciano come obiettivi per incidere sulle parti strutturali. Penso anche al tema dell’efficienza della Pubblica amministrazione anche per l’utilizzo dei fondi europei. ACCANTO ALLO STATO DI AVANZAMENTO DEL SETTENNATO, LA SFIDA CHE ABBIAMO DI FRONTE È QUELLA DEL FUTURO POST 2020. Tra 20 giorni ci sarà una riunione che deciderà la prospettiva post 2020. I nostri colleghi delle regioni europee hanno avviato già confronti con i Governi nazionali per avere orientamenti su come incidere sui regolamenti che stanno uscendo per il post 2020. Sul come ci arriviamo come Paese dovrebbe farci riflettere. COME REGIONI ABBIAMO CHIESTO DI NON FAR PAGARE SOPRATTUTTO ALLE POLITICHE CHE HANNO CARATTERE REGIONALE I TAGLI DI BREXIT, cioè di fare in modo che le risorse per la politica di coesione e per il Fondo europeo dell’agricoltura siano il più possibile simili a quelle del settennato precedente. Però è evidente che appariamo come Paese chiusi in una bolla nazionale di dibattito interno che sembra sfuggire alle decisioni di sostanza. L’UMBRIA HA USATO IN MANIERA INTELLIGENTE E AMPIA TUTTE LE RISORSE delle programmazioni settennali: non abbiamo mai restituito risorse che ci sono state assegnate. E abbiamo contribuito a fare anche cose strutturali con questi programmi: dal sistema regionale degli acquedotti a quello dei sistemi di depurazione, dal patrimonio storico artistico ai beni culturali, dai Piani urbani complessi alle riqualificazioni di patrimonio immobiliare pubblico e di zone strategiche, dalle infrastrutture rurali agli invasi a supporto dell’agricoltura. NON C’È UN PEZZETTO DELLE SCELTE STRUTTURALI CHE ABBIAMO AFFRONTATO IN QUESTA REGIONE CHE NON HANNO INSIEME UNA PARTE DI QUESTE POLITICHE. Però siamo un Paese che fa fatica a usare in maniera intelligente le risorse che ci sono date. Dobbiamo essere più forti e competitivi all’interno della Unione europea”.

 

DICHIARAZIONI DI VOTO

Claudio RICCI (Misto-RpIc), dopo aver assicurato il suo voto favorevole, ha rimarcato l’importanza di un atto ricognitivo rispetto alla situazione legata ad Agea (soggetto pagatore fondi europei per l’agricoltura) prevedendo una “attivazione propulsiva attraverso una risoluzione unitaria. Altro punto rilevante – ha detto Ricci – è la previsione di una adeguata formazione ed aggiornamento professionale rispetto all’innovazione tecnologica. In ultimo – ha concluso – vorrei rimarcare come la Presidenza della Repubblica rappresenti un ‘Istituto’, ultimo e caposaldo della democrazia. Non può essere pertanto indebolito perché si indebolirebbe l’intero quadro democratico”.

 

Silvano ROMETTI (Ser): “Si è creato un malcontento tra i paesi che hanno aderito per primi all’Unione. Ma non si può tornare indietro. Le Regioni hanno il ruolo prioritario di interloquire con l’Europa per gestire le risorse comunitarie. Dobbiamo migliorare sul versante delle risorse indirette, quelle elargite in base ai progetti, che devono essere competitivi e di qualità”.

 

Sergio DE VINCENZI (misto Umbria next): “Non possiamo escluderci dal confronto e dalla partecipazione sugli sviluppi economici, culturali e sociali dell’Europa. Serve una spinta verso un cambio di passo mirato alla redistribuzione della ricchezza: i fondi che arrivano in Regione, anche in agricoltura, devono essere redistribuiti sul territorio e tra le imprese. Siamo rimasti indietro sui finanziamenti per le aree interne inoltre è importante poter sfruttare le risorse per ottimizzare il sistema regionale dei trasporti”.

 

Gianfranco CHIACCHIERONI (Pd): “L’Umbria può essere capofila di un nuovo protagonismo nei rapporti con le Regione d’Europa. La Brexit è stata una delle vicende più negative per l’intera Europa, che non può fare a meno dell’Inghilterra. I nostri giovani si dovranno confrontare con le grandi aree di confronto, da cui emergono stimoli sul piano economico e culturale. Va ripensato il rapporto con il continente africano. Dobbiamo creare forme di collaborazione e partenariato, avvicinando l’Europa alla nostra comunità regionale”.

 

Roberto MORRONI (FI): “Le forze politiche autenticamente democratiche devono stigmatizzare i comportamenti che offendono l’autorevolezza di un organo che rappresenta la volontà popolare. In alcune manifestazioni si ravvisa un infantilismo politico che porta a confondere ciò che è giusto con ciò che è sbagliato. Lo stesso vizio che porta sempre a dare la colpa all’Europa per questioni che riguardano la fatica a fare i conti con la realtà che spesso caratterizza il nostro Paese. Non c’è futuro diverso dalla nostra presenza in Europa. Dobbiamo sviluppare la capacità a partecipare con efficacia ai bandi europei, sostenendo le Amministrazioni comunali in questa azione”. DMB/AS/MP/PG

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MEZZI PUBBLICI: “AGEVOLAZIONI PER STUDENTI SCUOLE SECONDARIE CHE STIPULANO ABBONAMENTI” 

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20171114_120356(Acs) Perugia, 24 maggio 2018 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha deciso di rinviare in Commissione una mozione della consigliera Carla Casciari (PD) che mirava ad impegnare la Giunta regionale a “valutare l’opportunità di applicare  sconti per gli abbonamenti al trasporto pubblico scolastico sulla base dell’Isee del nucleo familiare, che contempli anche la gratuità dei mezzi per gli studenti appartenenti a famiglie che abbiamo un indicatore Isee inferiore a 10mila 632 euro, valore preso a riferimento dalla stessa Giunta per il bando relativo alla gratuità o semigratuità dei libri di testo scolastici”.

L’invito del rinvio dell’atto in Commissione per approfondire la proposta e per quantificare soprattutto la parte economico finanziaria è arrivato dall’assessore ai Trasporti, Giuseppe Chianella, che ha comunque fatto seguito all’auspicio del consigliere Mancini (Lega) e alla disponibilità già precedentemente mostrata dalla stessa promotrice Casciari.

Nella presentazione all’Aula del documento, Casciari ha evidenziato l’importanza di “consentire alle famiglie degli studenti di acquistare anche abbonamenti mensili e trimestrali ed introdurre una serie di agevolazioni e di riduzioni sulle tariffe previste per i biglietti multi-corse, urbani ed extraurbani, che per la singola corsa”.

Casciari ha spiegato che “nonostante il continuo impegno finanziario che la Regione Umbria ha posto in essere negli anni, il tema del diritto allo studio, in particolare nella scuola dell’obbligo, impone, alla luce del mutato contesto socio economico, di individuare misure che rendano meno gravoso per le famiglie il diritto all’istruzione dei figli. Uno dei servizi indispensabili per gli studenti è proprio quello del trasporto pubblico, urbano ed extraurbano. È quindi necessario realizzare un modello in grado di garantire una vera uguaglianza e una pari opportunità a tutti gli studenti, in particolare verso quei nuclei familiari che si trovano in condizioni economiche disagiate. E una mobilità accessibile a tutti non può prescindere dalla previsione di agevolazioni per l’acquisto di abbonamenti scolastici anche trimestrali e mensili, con una riduzione rispetto al prezzo intero, così come avviene con gli abbonamenti annuali, ed una riduzione del costo dei biglietti multicorsa almeno pari al prezzo stabilito per degli over 65. In base alle attuali tariffe – ha aggiunto Casciari – è previsto un solo tipo di abbonamento annuale scolastico urbano valido dal 1 settembre al 31 agosto dell’anno successivo al prezzo di 296 euro (anziché 398 euro dell’abbonamento ordinario). Invece, per l’abbonamento scolastico extraurbano il costo è calcolato sulla base del chilometraggio previsto e può variare dai 238 euro ai 687 euro l’anno. Sono previsti abbonamenti mensili e trimestrali, e biglietti multicorsa, per gli over 65, ma non per gli studenti. Alcuni Comuni hanno già previsto degli sgravi per l’acquisto degli abbonamenti annuali da parte degli studenti, abbattendo il costo complessivo e prevedendo costi differenziati a seconda dell’Isee familiare”.

Intervenendo sull’argomento, Sergio DE VINCENZI (Misto-Umbria next) ha sottolineato come questo tema sia già stato “sollevato da alcuni Comuni e da altre realtà. La Giunta regionale è pertanto chiamata ad una omogeneità di trattamento in tutti i comuni. Nel passato era prevista una scontistica dal 10 al 30 per cento sugli abbonamenti scolastici, poi questo è stato bypassato ai Comuni che mettono in atto quanto possono. La Regione è chiamata dunque ad intervenire, con misure concrete a sostegno alle famiglie, soprattutto verso quelle con più figli”.
Valerio MANCINI (Lega) ha sottolineato l’importanza di un approfondimento della proposta in Commissione rispetto a molti aspetti propri della tematica in questione, “è importante prevedere strumenti certi per la verifica della certificazione Isee. Serve una ricognizione esatta sulla qualità del servizio ed il prezzo corrisposto”.
L’assessore Giuseppe CHIANELLA ha ricordato che “la Giunta ha sempre riservato la massima attenzione per creare le giuste condizioni affinché gli studenti possano accedere ai percorsi formativi. Già oggi c’è un abbattimento rispetto all’abbinamento ordinario del 30 per cento. Ci sono iniziative sporadiche di alcuni Comuni, ma le portano avanti con fondi propri. Con i Comuni abbiamo lavorato per ottimizzare e migliorare i servizi. Ci sono protocolli, intese ed iniziative che rimarcano un’attenzione particolare verso il mondo degli studenti. La mozione diventa di difficile quantificazione dal punto di vista economico pertanto auspico che possa essere approfondita in Commissione”. AS/

Carla Casciari e Giacomo Leonelli

FINANZIARE CONTRATTI AGGIUNTIVI PER LA FORMAZIONE SPECIALISTICA DEI LAUREATI IN UMBRIA IN AMBITO MEDICO SANITARIO

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Carla Casciari e Giacomo Leonelli

Carla Casciari e Giacomo Leonelli

(Acs) Perugia, 24 maggio 2018 – “Introdurre idonee misure normative, sulla scia e sul modello di quanto già posto in essere dalle altre regioni italiane, per finanziare con risorse regionali contratti aggiuntivi per la formazione specialistica in ambito medico-sanitario”. Lo propone una mozione, firmata dai consiglieri Pd Carla Casciari e Giacomo Leonelli, approvata questa mattina all’unanimità dall’Assemblea legislativa dell’Umbria. Una mozione di analogo oggetto proposta dai consiglieri Valerio Mancini e Emanuele Fiorini (Lega) è stata rinviata in Commissione con il voto unanime dell’Aula.

Casciari, illustrando l’atto di indirizzo, ha evidenziato che “il decreto ministeriale n.104/2013 ha previsto un concorso nazionale e non più regionale per l’accesso alle scuole di specializzazione. La norma prevede che le università possano attivare, in aggiunta ai contratti coperti con risorse statali, contratti aggiuntivi finanziati con altre risorse, da comunicare al ministero dell’Università prima della pubblicazione del bando. A seguito di un confronto con l’Università degli Studi di Perugia, la Giunta regionale, a decorrere dall’anno accademico 2016/2017, ha attivato sei contratti aggiuntivi la cui copertura finanziaria è garantita dal bilancio regionale. Alcune Regioni stanno adottando delle misure per agevolare la formazione medico-specialistica regionale prevedendo nello specifico che l’erogazione dei contributi per questi contratti aggiuntivi debba essere subordinata alla verifica della provenienza dello specializzando da un percorso di studio conclusosi nelle sedi universitarie regionali. Allo stesso modo l’Umbria, per favorire la permanenza di chi si è formato in Umbria e conosce le strutture sanitarie che ha frequentato di prevedere che le borse di studio, quindi i contratti aggiuntivi, possano essere riservate proprio agli studenti formatisi in una delle nostre facoltà di medicina, per continuare a dare un apporto positivo alla nostra sanità”.

Leonelli ha poi sottolineato la volontà “di mettere al centro il diritto allo studio, il mondo della formazione e le professioni mediche. Al tempo stesso si tratta di dare uno strumento concreto a chi merita, a chi ha fatto sacrifici negli anni per poter terminare gli studi. L’obiettivo è di mantenere un profilo di qualità e di eccellenza nel diritto allo studio e nella sanità, facendo salire un ulteriore gradino al sistema regionale”.

L’assessore alla Sanità, Luca Barberini, ha concluso la discussione rilevando che “il tema delle borse di specializzazione e della formazione dei medici è particolarmente complesso. Esiste la difficoltà di trovare, in alcune specializzazioni, personale da utilizzare nei diversi servizi sanitari regionali. Nella medicina d’urgenza, nell’anestesia e nella pediatria ci sono situazioni di grande difficoltà per la carenza di personale. Quando si fanno bandi per l’assunzione di personale in alcune aree mediche non c’è risposta, ma non solo in Umbria.  Le Regioni hanno richiesto quasi 8.569 mila borse di studio nelle diverse specializzazioni ma il ministero dell’Università avrebbe stabilito di sostenerne finanziariamente circa 6.200. Una carenza che si è già registrata negli anni passati e che ha portato alla situazione attuale. L’Umbria, per fare fronte a questa situazione, ha sostenuto anche lo scorso anno 6 borse di specializzazione con fondi propri. Solo il Veneto e la Provincia di Trento sono riuscite a dare una risposta finanziaria al problema, sostenendo i soggetti che provengono dal territorio dell’Ente che ha finanziato la borsa di studio. Questo per rafforzare il legame tra il servizio sanitario e l’università. Per favorire questo processo dobbiamo modificare il testo unico sulla sanità e siamo in condizione di farlo già dai prossimi giorni”. MP/

Carla Casciari 3

PREVEDERE CARTELLA PSICHIATRICA IN FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO

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(Acs) Perugia, 24 maggio 2018 – Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa, sessione dedicata al Question time, il consigliere Carla Casciari (Pd) ha chiesto all’assessore alla Salute, Luca Barberini di chiarire “se e con quali tempistiche la Regione intende ampliare le informazioni raccolte nel ‘fascicolo sanitario elettronico’, inserendovi quelle relative ai disturbi psichiatrici, alla luce della già effettiva disponibilità delle stesse da parte delle istituzioni sanitarie regionali”.

Nell’illustrazione dell’atto, Casciari ha evidenziato che “uno degli obiettivi dell’Agenda digitale regionale è la realizzazione del ‘fascicolo sanitario elettronico’, integrato con sistemi aziendali, ospedalieri, pronto soccorso, reti cliniche, Cup e prenotazioni online. Le informazioni in esso contenute consentirebbero tra l’altro a medici e operatori sanitari di disporre di informazioni tali da rendere tempestivi e appropriati gli interventi in caso di necessità. Ciò varrebbe per tutti i pazienti, inclusi quelli affetti da patologie psichiatriche”.

Casciari ha ricordato anche che  “l’Umbria, secondo i dati del rapporto ‘Osservasalute 2016’, conferma anche nel 2015 un preoccupante primato nell’uso di farmaci antidepressivi. Inoltre i dati Istat sull’ospedalizzazione per disturbi psichici rispetto al luogo di residenza, aggiornati al 2015, confermano che sono ben 2678 (1938 in provincia di Perugia e 740 in quella di Terni) i pazienti affetti da tali disturbi per cui è stato necessario un ricovero presso una struttura. Ad oggi – ha concluso – il fascicolo sanitario elettronico escluderebbe le informazioni relative a trattamenti e cure dei pazienti affetti da disturbi psichiatrici. Se così fosse la sperimentazione del Fse risentirebbe di una lacuna informativa che rischierebbe di compromettere l’efficacia e la congruità del trattamento di cui il paziente potrebbe aver bisogno”.

L’assessore Barberini ha risposto che “il fascicolo sanitario elettronico è uno strumento che la Regione, dopo una fase di sperimentazione di alcuni mesi, introdurrà gradualmente a partire dal secondo semestre 2018. il Fascicolo è sostanzialmente una ‘carta di identità’ della salute del cittadino dove vengono conservate le refertazioni e la storia clinica di ognuno. Il vantaggio è di avere a disposizione uno strumento informatico da dove acquisire e verificare la storia clinica di ognuno e permettere al medico di agire con efficacia e tempestività. L’evoluzione prevede che dopo la prima fase, alimentata dai medici di medicina generale, ce ne sarà una seconda dove nel fascicolo sanitario confluiranno ulteriori documenti sanitari, quali: il verbale di dimissione dei pronto soccorso, la lettera di dimissioni dei presidi ospedalieri, le prescrizioni di specialistica e di farmaceutica e dei referti di radiologia. Il progetto prevede che tutti i dati sanitari confluiscano nel fascicolo sanitario e quindi anche i dati della cartella psichiatrica. Ad oggi ci sono due elementi di criticità che potrebbero ritardare l’acquisizione di questi dati, il primo riguarda le cartelle cliniche psichiatriche, che al momento sono utilizzate solo in quattro strutture sanitarie territoriali. Ulteriore elemento riguarda la definizione, a livello nazionale, dello standard documentale. L’uso del fascicolo sanitario elettronico non può essere limitato al territorio di ogni servizio sanitario regionale, ma deve esistere una accessibilità estendibile al di fuori del territorio regionale in cui il cittadino vive. Lo standard  documentale è dunque elemento imprescindibile per poter caricare ed alimentare i dati del fascicolo elettronico in maniera omogenea e diffusa su tutto il territorio nazionale. Previsto quindi l’inserimento all’interno del fascicolo sanitario elettronico dei dati sulla salute mentale, ma bisogna comunque attendere le indicazioni nazionali affinché i dati vengano caricati in maniera omogenea in tutti i fascicoli sanitari delle Regioni italiane”.

Nella replica, Casciari ha ribadito come il tema sia quello della “disomogeneità tra le strutture psichiatriche. Auspico che venga al più presto sanata questa situazione”. AS/

Data:

Giovedì, 24 Maggio, 2018 – 11:30