CARCERI: ASSICURARE FORMAZIONE PROFESSIONALE O LAVORATIVA ANCHE AI RECLUSI DELLE STRUTTURE DETENTIVE

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Carla_AssembleaLeg2Il consigliere regionale Carla Casciari (Partito democratico) ha chiesto chiarimenti circa l’avviso pubblico della Regione Umbria relativo agli interventi per inclusione sociale e lotta alla povertà finanziati dal Fondo sociale europeo. Casciari ha sottolineato che “le azioni previste in favore dei detenuti dovrebbero comprendere anche coloro che sono reclusi in carcere e non solo chi sconta pene esterne o è assegnato ai servizi sociali minorili”. L’esponente del Partito democratico, nella presentazione del suo atto ispettivo ha rimarcato  come “nelle carceri umbre si sta gradualmente attuando un regime di ‘carcere aperto’ secondo modelli di sorveglianza dinamica, che richiedono ulteriori sforzi alla polizia penitenziaria, chiamata a riorganizzare il tempo dei detenuti e gli spazi di coesistenza”. Per Casciari, sostanzialmente, oltre all’espiazione della pena è importante guardare anche “la riabilitazione del reo, per il quale è possibile immaginare un reinserimento nella comunità basato sull’acquisizione di competenze professionali allo scopo di limitare ulteriori e futuri costi sociali. La scelta della Giunta – ha aggiunto – non tiene conto dei risultati già raggiunti con le azioni messe in campo con la programmazione comunitaria 2007-2013 e rischia di disperdere il patrimonio di esperienze realizzate nelle carceri umbre, dove la situazione globale dei detenuti, stando ai dati forniti nella relazione del Garante dei detenuti e recentemente anche dai sindacati di polizia penitenziaria uditi in Terza commissione, è in sostanziale miglioramento”.

Nella risposta, l’assessore regionale Fabio Paparelli ha spiegato che “Il Programma Operativo Fse 2014/20120 della Regione Umbria si inserisce in un contesto politico e programmatico unitario e organico e si configura quale esito di un percorso partecipato e condiviso, effettuato dall’Amministrazione regionale di concerto con il partenariato economico e sociale, tenuto conto anche  del  Programma Operativo Nazionale Fse – Inclusione sociale. Il principio di non sovrapposizione e complementarità, oltre ad essere di palmare buon senso, è giustificato dall’Accordo di partenariato ed è stato ribadito con particolare forza dalla  Commissione europea in sede di negoziato con lo Stato e le Regioni, preliminarmente all’approvazione dei Piano Operativo.
In osservanza  di  tale principio  (che ha permesso al Por Umbria di essere fra i primi Programmi approvati dalla Commissione europea), è stato programmato l’intervento specifico che afferisce all’area dell’esecuzione penale. È  stato quindi stabilito che Il Por Umbria FSE 2014-2020,  indirizzasse la  programmazione verso l’area dell’esecuzione penale esterna, prevedendo l’intervento specifico di “presa in carico multi professionale, finalizzato all’inclusione lavorativa di persone in esecuzione penale esterna”, e il Pon Inclusione 2014/2020 verso l’area dell’esecuzione penale in regime intramurario,  programmando  interventi  di inclusione  socio – lavorativa orientati al  miglioramento delle condizioni di detenzione e per l’incremento  dell’occupazione dei detenuti  in  regime  intramurario.
Il numero di destinatari finali sono 471 da raggiungere entro 2020.  La struttura  regionale, nel rispetto dei tempi, ha dato inizio alla gestione dell’intervento specifico con la pubblicazione del primo  bando  rivolto alle persone sottoposte ad esecuzione penale esterna a maggiore rischio di esclusione. Le dotazioni finanziarie del bando sono di euro 1.160.000,00 nel biennio 2016/2017. La struttura regionale sta verificando ulteriori possibilità di intervento, a valere su altri Assi del FSE,  che potrebbero  definirsi aggiuntivi ai  percorsi di formazione  professionale  e/o lavorativa all’interno degli istituti”.

Nella replica, Casciari si è definita “parzialmente soddisfatta”, impegnandosi a seguire “attentamente l’utilizzo del Fondo sociale europeo”.

(Fonte Acs News, 2 febbraio 2016)

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