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APPROVATA ALL’UNANIMITÀ LA RIDUZIONE DEI VITALIZI – RISPARMI PER 900MILA EURO DA DESTINARE A CHI È MAGGIORMENTE A RISCHIO DI ESCLUSIONE SOCIALE

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Assemblea Legislativa(Acs) Perugia, 17 aprile 2018 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità dei presenti (Pd, SeR, Misto-Mdp, M5S, Lega, Misto-Umbria Next) la proposta di legge per la riduzione temporanea dell’assegno vitalizio degli ex consiglieri regionali. L’atto prevede un risparmio di circa 900mila euro nel triennio di applicazione che saranno destinati a finanziare politiche a favore delle fasce di popolazione a maggior rischio di esclusione sociale. L’atto unitario uscito dalla Prima Commissione consiliare ha preso il via da due diversi provvedimenti presentati dall’Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni e dai consiglieri del Movimento 5 Stelle.

SCHEDA
La proposta di legge prevede che  gli importi lordi mensili dei 102 assegni vitalizi e di reversibilità in pagamento siano ridotti per la durata di 36 mesi con i seguenti scaglioni: il 5 per cento per importi fino a mille euro, l’8 per cento per la parte oltre i mille e fino a 2mila euro, il 10 per cento da 2mila a 4mila, il 12 per cento per la parte da 4 fino a 6mila euro e il 15 per cento per la parte oltre i 6mila euro. La riduzione è prevista anche per i soggetti che, alla data di entrata in vigore della legge, non hanno ancora conseguito i requisiti di età previsti per l’erogazione dell’assegno vitalizio e per coloro che, nonostante il possesso dei requisiti, non hanno ancora percepito l’assegno vitalizio. Inoltre è prevista l’esenzione per i redditi lordi complessivi annui fino a 18mila euro. Come indicato da varie decisioni della Corte costituzionale il taglio degli assegni vitalizi proposto tiene conto “dei criteri di temporaneità, ragionevolezza e proporzionalità”.

EMENDAMENTI
È stato approvato a maggioranza, con l’astensione di Solinas (Misto-Mdp), l’emendamento a firma Liberati (M5S), Rometti (SeR), Chiacchieroni, Porzi (Pd), Mancini, Fiorini (Lega), De Vincenzi (Misto-Umbria Next) che prevede di pubblicare sul sito istituzionale dell’Assemblea legislativa i nominativi e gli importi dei percettori degli assegni

 

 

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Carla Casciari

CENTRI PER LA CURA DEI BAMBINI IPOACUSICI NEGLI OSPEDALI DI TERNI E PERUGIA

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 18 aprile 2018 – Nel corso della seduta di ieri dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, nell’ambito del question time, il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) ha illustrato la propria interrogazione con cui chiede “quali azioni la Giunta di Palazzo Donini intende intraprendere per garantire l’accesso al Centro di Terzo livello per la diagnosi, trattamento e cura del bambini ipoacusici nell’Azienda ospedaliera di Terni. E se intende potenziare lo stesso centro nell’Ospedale di Perugia onde evitare ulteriori disservizi e difficoltà per le famiglie”.

 

Nell’atto ispettivo, Casciari spiega che “la Regione Umbria  ha previsto, fin dal 2007 un programma di screening audiologico neonatale, dotando tutti i punti nascita del territorio, e le due terapie intensive neonatali, di apparecchi automatici per emissioni otoacustiche evocate transienti. Sono stati inoltre individuati due Centri di Terzo livello, nelle Cliniche di Otorinolaringoiatrica degli ospedali di Terni e Perugia, dove numerosi specialisti collaborano insieme. Nel 2014 è stato inoltre istituito il Centro di riferimento regionale per l’impianto cocleare nella struttura complessa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale dell’Azienda ospedaliera di Perugia. Ad oggi però il Centro di III Livello previsto presso l’Azienda Ospedaliera di Terni non è mai stato attivato e i bambini sono stati presi in carico presso il servizio dell’età evolutiva dell’Azienda Unità Sanitaria Locale Umbria 2 e iI servizio di igiene mentale. Oggi, la situazione ternana già critica e non omogenea rispetto al territorio del perugino, si è andata aggravando visto iI pensionamento del medico responsabile del servizio dell’età evolutiva. Ciò ha determinato la sospensione delle attività di presa in carico del Centro di III livello obbligando le famiglie a recarsi presso la struttura ORL di Perugia, dove si rilevano ulteriori criticità dovute al numero crescente di accessi rispetto all’organico a disposizione”.

 

L’assessore Luca Barberini ha detto che “le risposte che vengono fornite dall’Asl di Terni non sono attualmente in linea con il percorso terapeutico approvato dalla Giunta regionale, ci sono ritardi nella presa in carico e i cittadini devono spostarsi verso l’unico servizio presente a Perugia. C’è la volontà dell’ospedale di Terni di riorganizzare e potenziare l’attività adibita a questa attività, e di farlo in breve tempo per dare piena attuazione al percorso stabilito dalla Giunta”. PG/

Carla Casciari

QUESTION TIME: “RILANCIO FORMAZIONE PERSONALE EDUCATIVO E DOCENTI SECONDO PRINCIPI MONTESSORIANI”

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 4 aprile 2018 – Nell’ambito della seduta odierna dell’Assemblea legislativa, sessione dedicata al ‘Question time’, il consigliere Carla Casciari (Pd) ha interrogato l’assessore Antonio Bartolini  sul “rilancio della formazione del personale educativo e dei docenti secondo i principi Montessoriani”. In particolare Casciari ha chiesto se la Giunta regionale “intende, nell’ambito del Piano di azione per la promozione del Sistema Integrato di educazione e di istruzione per le bambine e i bambini con età compresa da 0 a 6 anni, rilanciare il metodo montessoriano”.

 

Casciari ha spiegato che, in questo modo, si raggiungerebbe un “duplice obiettivo: da un lato rendere l’Umbria, luogo di prima applicazione del metodo educativo, un centro di riferimento nazionale ed internazionale per la formazione degli educatori e dei docenti; e dell’altro sviluppare ulteriormente la diffusione delle scuole che applicano il metodo nel nostro territorio”.

 
Casciari ha anche ricordato che “l’Umbria può vantare un pluriennale primato nella capacità di accoglienza di bambini nei servizi educativi. Gli ultimi dati a disposizione – ha detto -, confermano che su una popolazione di 20mila 608 bambini con età compresa fra i 0 e i 2 anni, il 47 per cento è iscritta ad un servizio educativo. In particolare il 33 ad un nido, l’8 ad un servizio educativo, mentre il 5 per cento sono ‘anticipatari’. Questi sono i risultati che l’Umbria può vantare a dodici anni dall’approvazione della legge regionale ’30/2005′ con la quale la politica regionale volle incrementare il sistema dei servizi rivolti ai bambini e alla bambine dell’Umbria, promuovendo ed organizzando un sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia sia di natura pubblica che privata”.

 

 

Casciari ha rimarcato, infine, che  “la Scuola e il Metodo Montessori sono una realtà preziosa da valorizzare, un punto di riferimento importante per il sistema formativo che ha visto sorgere scuole Montessori in tutto il mondo. L’Umbria, insieme alle Marche, è oggi una delle regioni con il maggior numero di scuole che applicano il metodo Montessori”.

 

 

L’assessore Bartolini ha spiegato che “il metodo montessoriano caratterizza le nostre scuole dell’infanzia ed in questo ambito stamattina l’Ufficio scolastico regionale mi ha preannunciato un potenziamento dell’organico per il percorso 0-6 anni.  Nell’ambito della regìa per questo percorso è dovere della Regione, erede delle proprietà della Fondazione Franchetti, la Giunta si impegna a valorizzare il metodo montessoriano. Con delibera di Giunta di quest’anno, nell’ambito dell’assegnazione di 3milioni 800mila euro, circa 200 mila euro sono stati destinati alla formazione per la fascia docente. In questo ambito avremo cura di potenziare il metodo montessoriano”.  AS/

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QUESTION TIME: “QUANTI ANIMALI D’AFFEZIONE MICROCHIPPATI E INIZIATIVE PER L’ADOZIONE”

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20180206_152856Perugia, 6 febbraio 2017 – “Qual è il tasso di microchippatura degli animali d’affezione a livello regionale; qual è la percentuale e la media regionale di animali microchippati che, in caso di cattura da parte dei Servizi veterinari delle Asl, vengono riconsegnati ai proprietari; quali sono gli intendimenti e le proposte della Giunta per incentivare da un lato la microchippatura e la registrazione nell’anagrafe regionale degli animali d’affezione e, dall’altro, quali campagne di sensibilizzazione intende realizzare per promuovere l’adozione degli animali che si trovano nei canili pubblici della regione”. E’ quanto chiesto alla Giunta regionale dal consigliere Carla Casciari (Pd) nell’interrogazione a risposta immediata, illustrata questa mattina durante la seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

 

 

Nell’atto ispettivo, Casciari ricorda che “il Testo unico prevede che il proprietario di un cane sia tenuto alla registrazione dell’animale all’anagrafe regionale informatizzata ma sembra che in Umbria siano ancora molti i cani privi del dispositivo di identificazione che permette di risalire al legittimo proprietario e che, quindi , se catturati non possono essere restituiti, rimanendo pertanto in carico ai canili pubblici. Ogni cane presente nei canili costa agli enti pubblici circa mille euro l’anno. A questo va aggiunto il fatto che la permanenza in un canile non è comunque la condizione di vita migliore per un cane. I canili sanitari della Regione soffrono di sovraffollamento cronico in quanto troppo spesso i cani non sono identificati con microchip e quindi il percorso per la restituzione ai proprietari è lungo e, a volte, non trova esito”. Infine Casciari propone un alleggerimento dei costi che i proprietari devono sostenere, prima per la microchippatura dell’animale e poi in caso di riconsegna dal canile, che potrebbe incentivare i cittadini a seguire le migliori prassi per la tutela del benessere dell’animale e consentirebbe una riduzione del sovraffollamento dei canili, con notevole risparmio di risorse pubbliche.

 

 

L’assessore Luca Barberini ha risposto che “I Comuni umbri spendono per l’attività di controllo del randagismo circa 4 milioni di euro all’anno. La popolazione canina dovrebbe ammontare a 250mila soggetti anche potrebbe essere sovrastimata perché spesso ci sono ritardi nella segnalazione dei decessi dei cani. La microchippatura riguarda circa l’8 percento della platea complessiva, circa 20mila cani all’anno. Ogni anno vengono catturati 2mila cani: circa il 40 percento vengono restituiti ai proprietari perché microchippati, il 30percento trova un proprietario che lo adotta e il restante 30 percento resta nei canili. Abbiamo svolto incontri con le Asl e gli ordini professionali, individuando una serie di interventi: una campagna informativa sulla microchippatura; l’intensificazione del controllo sulla microchippatura dei cani; agevolazioni per l’adozione dei cani presenti nei canili, razionalizzandone l’offerta riducendone il numero e incrementando i canili comprensoriali”.

 

 

Carla Casciari ha valutato “urgente intervenire in questo ambito per innalzare i dati sulla microchippatura ed anche la restituzione dei cani ai proprietari, estendendo le migliori pratiche presenti in alcune aree della regione”.

 

 

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RELAZIONE SULLA CLAUSOLA VALUTATIVA DELLA LEGGE SUL CONTRASTO AL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO

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20180130_143200(Acs) Perugia, 30 gennaio 2018 – L’Assemblea legislativa ha preso atto della relazione sulla clausola valutativa della legge “21/2014” (Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio di dipendenza da gioco d’azzardo patologico).

Nella relazione si evidenzia che in data maggio 2016 erano autorizzati a proporre gioco d’azzardo in Umbria 1397 locali; a marzo 2017 già si è registrata una contrazione di meno 111 esercizi. Sempre a marzo 2017 è iniziata la campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema con diffusione sui media e un concorso di idee. Effettuata la formazione di operatori sanitari e volontari della prevenzione con il corso “No slot”, presa in carico di numerosi giocatori problematici. Il numero verde 800 410 902 è stato rifinanziato e a febbraio 2017 faceva registrare 89 chiamate di cui 50 direttamente da giocatori con problemi, 37 da familiari e amici e 2 da associazioni. Dei 50 giocatori solo 22 erano umbri. La fascia più colpita quella fra i 40 e i 49 anni di età. Sono stati disposti interventi delle Asl umbre grazie ai finanziamenti al centro regionale di Foligno, perché queste prestazioni non comprese nei Lea. Si sta ultimando la composizione grafica del marchio ‘no slot’. Si registra un ritardo per quanto riguarda le disposizioni in materia di Irap perché il Ministero delle finanze ha fatto osservazioni. Le attività di prevenzione tramite le scuole e i giovani hanno coinvolto centinaia di cittadini. Pochi i controlli da parte dei Comuni. PG/

Data:

Carla Casciari (Pd) 2

SISTEMA DI FILIERA CORTA CHE SAPPIA VALORIZZARE LA QUALITÀ DELLA CARNE OTTENUTA DALL’ATTIVITÀ DI CONTENIMENTO DEI CINGHIALI

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Carla Casciari (Pd) 2Perugia, 23 gennaio 2018 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha deciso di rinviare in Commissione per ulteriori approfondimenti la mozione proposta dalla consigliera Carla Casciari (Pd) che sollecita la Giunta regionale ad “instaurare in Umbria un sistema di filiera corta che sappia valorizzare la qualità della carne ottenuta dall’attività di contenimento dei cinghiali”.

 

“Con questa mia mozione – dichiara la consigliera – ho chiesto la creazione di un sistema che preveda il conferimento degli animali abbattuti nella caccia da contenimento e la loro lavorazione presso mattatoi specificatamente autorizzati e a disposizione delle squadre. La filiera, oltre alle istituzioni regionali e locali, al Dipartimento di prevenzione e del Servizio sanitario e agli Ambiti Territoriali di Caccia, potrebbe coinvolgere attivamente anche i Parchi dell’Umbria, luoghi di maggior presenza delle specie di ungulati, con l’obiettivo finale di creare un marchio locale da promuovere anche sui mercati nazionali ed internazionali”.

 

L’esponente del Partito Democratico evidenzia come “il quadro faunistico regionale sia profondamente cambiato negli ultimi decenni, con un progressivo abbandono delle zone rurali alle quali è corrisposto un aumento dei cinghiali. Non si ha più una prospettiva di protezione della specie, ma piuttosto si è attenti alla sua conservazione e gestione, con un contenimento della specie che avviene con l’abbattimento selettivo oltre che l’attività venatoria. La Regione Umbria ha disciplinato il prelievo venatorio del cinghiale riconoscendo agli Ambiti Territoriali di Caccia il compito di adottare i piani annuali di gestione della specie per il raggiungimento e il mantenimento di una presenza di cinghiale compatibile con la salvaguardia delle colture agricole, dell’ambiente e della fauna. Nonostante ciò in Umbria sono ancora ingenti i risarcimenti per i danni in ambito agricolo e per gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica. I risarcimenti pesano sul bilancio regionale per quasi 2milioni di euro l’anno, con un aumento dei sinistri (501 nel 2014) a fronte di un aumento dei risarcimenti (un milione 640mila euro sempre nel 2014). Per questo con la legge regionale 18/2016 sono state ridefinite le strategie regionali, prevedendo l’istituzione di un fondo destinato ad interventi attivi di prevenzione del danno da fauna selvatica sulle attività antropiche”.

 

“Si tratta di una tematica molto attuale – conclude la Casciari – ed è per questo che sono molto soddisfatta del voto di oggi con cui il mio atto verrà riportato nella competente commissione per i necessari approfondimenti. Sarà l’occasione per studiare con maggiore attenzione il tema dell’abbattimento selettivo ed, attraverso un’analisi accurata, arrivare a delle soluzioni concrete per permettere la creazione in Umbria di una nuova ‘economia’ locale ed allo stesso tempo per creare le condizioni per l’instaurazione di un sistema di qualità delle carni di selvaggina che poi finiscono sulle nostre tavole”.

Carla Casciari

QUESTION TIME: “DIPENDENZA PATOLOGICA: SPERIMENTAZIONE INTERVENTI SOCIO-SANITARI PER GIOVANI E ADULTI”

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Carla CasciariPerugia, 23 gennaio 2017 – Durante la parte della seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria riservata alla discussione delle interrogazioni a risposta immediata, la consigliera Carla Casciari (Pd) ha illustrato l’atto ispettivo in cui chiede conto alla Giunta regionale circa la “sperimentazione di interventi innovativi in ambito sociosanitario nei confronti degli adolescenti e dei giovani adulti con problematiche legate alla dipendenza patologica. La Regione Umbria ha messo a disposizione 200mila euro del proprio bilancio (100mila per ciascuna Azienda Usl), la cui erogazione è prevista dietro presentazione di un progetto esecutivo dettagliato, e andrebbe spiegato a che punto è la procedura, quando verranno attivati e in quali territori questi importanti servizi”.
Casciari ha evidenziato che “gli ultimi dati raccolti dall’Istituto Bambin Gesù ci danno un quadro allarmante sulle dipendenze degli adolescenti in Italia ma in Umbria si ricalca lo stesso problema: a undici anni iniziano a bere alcolici, a quindici usare cannabis, o peggio ancora usare nuove sostanze i cui effetti sono ancora indefiniti. È quindi necessario consolidare la rete territoriale dei servizi e dare così delle risposte al disagio degli adolescenti e alle loro famiglie, così come già avviene a Foligno con il servizio ‘Girovento’, dedicato alla presa in carico degli adolescenti che si trovino in situazioni di disagio”.
Nella sua risposta l’assessore alla sanità Luca Barberini ha spiegato che “le recenti indagini sociologiche hanno evidenziato la fusione del periodo adolescenziale con quello della prima età giovanile, con l’insorgere di fenomeni che prima non c’erano.
La Giunta, con la delibera del luglio 2017, ha preso atto dell’attività sperimentale a cui fa riferimento l’interrogazione, ritenendo di incaricare le due Asl di avviare due progetti che rispondessero a queste esigenze. È stata nominata una Commissione tecnico scientifica e stanziati 100mila euro per ogni Asl. La Asl 1 ha presentato diversi progetti che però non erano omogenei (e quindi dovrà metterli a punto) mentre la Asl 2 ha presentato un progetto che copre tutto il suo territorio, ottenendo parere favorevole dalla Commissione. Contiamo di poter far partire i progetti sperimentali già nel prossimo mese per iniziare a fornire risposte importanti alle famiglie e ai giovani”.
Casciari ha replicato evidenziando la necessità di “sostenere le famiglie che devono affrontare situazioni complesse legate alle nuove dipendenze”.
Carla Casciari

SCUOLA: “SODDISFAZIONE PER L’APPROVAZIONE ALL’UNANIMITA’ DELLA COSTITUZIONE DI UNA CABINA DI REGIA INTERISTITUZIONALE PER POTENZIARE LA FORMAZIONE PROFESSIONALE”

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Carla CasciariPERUGIA – Soddisfazione per l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno, redatto dai membri della Terza commissione (Attilio Solinas, Sergio De Vicenzi, Silvano Rometti, Maria Grazia Carbonari, Marco Squarta) con il consigliere Carla Casciari come prima firmataria, che impegna la Giunta regionale alla costituzione di una cabina di regia, presieduta dall’assessore competente, attraverso la quale valutare con puntualità e secondo principi di efficienza e razionalizzazione, la programmazione dell’offerta formativa su tutto il territorio per quello che riguarda l’attivazione di nuovi indirizzi nelle scuole secondarie di secondo grado ed in particolare negli istituti professionali.

 

Il documento è stato presentato questa mattina, dopo l’illustrazione del nuovo Piano dell’Offerta formativa e della programmazione della rete scolastica 2018-2019 in Umbria, in Assemblea Legislativa.

 

Nello specifico il documento – spiega Casciari a nome di tutti i firmatari – impegna la Giunta a costituire una cabina di regia interistituzionale, composta da rappresentanti degli enti locali, del mondo della scuola e del mondo del lavoro, al fine di verificare l’efficacia dell’offerta formativa e la sua rispondenza sul territorio ai bisogni formativi e di mercato, anche in relazione al nuovo quadro normativo introdotto dai decreti attuativi della ‘Buona Scuola‘ (Legge 13 luglio 2015, n. 107) che sono tuttavia ancora in corso di approfondimento con i relativi regolamenti”.

 

Il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 61 ‘Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale’ attuativo della legge sopra citata, ha introdotto – sottolinea Casciari – notevoli novità nell’ambiyo dell’istruzione professionalizzante, prevedendo una diversa articolazione del percorso di studio. Infatti, durante il primo anno sarà potenziata una formazione generale e di competenze tecnico-professionali. Dal secondo anno, invece, subentreranno attività laboratoriali, alternanza scuola lavoro ed apprendistato. La riforma ha potenziato, inoltre, gli indirizzi di studio da sei a undici, percorsi individuali per gli studenti e più ore dedicate alle materie d’indirizzo. Gli istituti professionali diventano così, ai sensi del Decreto Legislativo, ‘Scuole Territoriali dell’Innovazione’ che dovranno essere strettamente connesse con il territorio e caratterizzate da attività a sostegno del Made in Italy e della professione. La rete nazionale delle scuole professionali, altra novità, sosterrà una scuola più moderna e di stampo europeo”.

 

I nuovi indirizzi di studio introdotti dalla riforma sono: servizi per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la silvicoltura; pesca commerciale e produzioni ittiche; artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

 

Il Decreto sopra citato – continua il consigliere del Pd – prevede anche che sia attivato un sistema di monitoraggio costante per valutare l’efficacia dei percorsi avviati, e questo sarà ancora più importante anche in considerazione dell’introduzione fin dal secondo anno dell’alternanza scuola-lavoro. Tale meccanismo di verifica sarà oggetto di confronto tra Regioni, gli enti locali, le parti sociali e gli altri ministeri interessati, avvalendosi dell’Invalsi, Indire e dell’Isfol”.

 

Questo ordine del giorno – conclude Carla Casciari – è anche in sinergia con le linee guida per la programmazione territoriale della rete scolastica in Umbria dei prossimi anni scolastici (2018/19, 2019/20, 2020/21 ndr), approvate dall’Assemblea legislativa con deliberazione n.192 del 25 luglio 2017, che hanno tenuto conto dell’evoluzione normativa nazionale in materia d’istruzione ed, in particolare, della Strategia nazionale aree interne. Quest’ultima politica destinata anche a diverse aree dell’Umbria mira, nell’ottica di contrastare lo spopolamento, a rafforzare la scuola non solo come presidio educativo ma anche come spazio dove proiettare politiche di sviluppo locale per evitare la fuga dei residenti”.  

Carla Casciari 3

LAVORI D’AULA: APPROVATO IL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA E DELLA PROGRAMMAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA 2018-2019

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Carla Casciari 3(Acs) Perugia, 9 gennaio 2018 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato a maggioranza (12 si e 8 astensioni) il nuovo Piano dell’Offerta formativa e della programmazione della rete scolastica 2018-2019 in Umbria. Inoltre è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno redatto dai membri della Terza commissione che impegna la Giunta regionale alla costituzione di una cabina di regia, presieduta dall’assessore competente, attraverso la quale valutare con puntualità e secondo principi di efficienza e razionalizzazione, la programmazione dell’offerta formativa su tutto il territorio per quello che riguarda l’attivazione di nuovo indirizzi nelle scuole secondarie di secondo grado ed in particolare negli istituti professionali.

 

“Il Piano – è stato spiegato in Aula dal consigliere Carla Casciari – ha risentito, in questa sua ultima formulazione oltre che delle Linee Guida approvate con deliberazione dell’Assemblea legislativa, delle nuove norme nazionali in particolare dei decreti legislativi attuativi della riforma cosiddetta della ‘Buona Scuola’ (legge 107/2015) e della ‘Strategia nazionale Aree Interne’. Quest’ultima politica contro lo spopolamento dei territori, destinata anche a diverse aree umbre, mira a rafforzare la scuola non solo come presidio educativo ma anche lo spazio dove proiettare le politiche di rilancio del territorio evitando che molti giovani abbandonino le loro aree di origine.  Per quanto riguarda l’attuazione della riforma della Buona Scuola, la Regione Umbria nell’assegnazione di nuovi indirizzi in sede di programmazione dell’offerta formativa degli istituti secondari di secondo grado, ha tenuto conto della riforma degli istituti professionali, varata con decreto legislativo n. 61 del 13 aprile 2017. Mentre, per quanto riguarda le novità introdotte nell’ambito della riforma 0-6, ovvero il sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino ai sei anni, la Regione intende potenziale il ruolo della scuola dell’infanzia, prevedendo anche sperimentazioni al fine di garantire il processo di valorizzazione dell’opportunità pedagogica della continuità educativa 0/6 sulla base di progetti attivati a livello territoriale d’intesa tra le istituzioni scolastiche e i Comuni interessati”.

 

SCHEDA
Per quanto riguarda l’OFFERTA FORMATIVA nelle scuole in provincia di PERUGIA, l’Istituto di istruzione secondaria “Casimiri” di Gualdo Tadino ha ottenuto il nuovo indirizzo di Grafica e comunicazione, in sostituzione del corso Cat (Costruzioni, ambiente e territorio), mentre il parere della Giunta non è favorevole sull’istituzione nella medesima scuola dell’indirizzo professionale “Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale”, data la presenza di offerta analoga nel territorio di Gubbio e considerata la tendenza verso il calo delle iscrizioni. Parere favorevole sul Liceo scientifico internazionale con opzione lingua inglese per lo scientifico “Marconi” di Foligno, sia pure subordinato al successivo parere del Miur. Via libera anche all’istituzione a Spoleto di una nuova sezione a indirizzo montessoriano nella scuola “San Carlo” del primo circolo didattico. Non accolte, invece, le richieste di nuovi indirizzi formativi quali liceo musicale e liceo sportivo al Convitto nazionale di Assisi, perché pervenute oltre i tempi consentiti. Sono anche stati soppressi 16 indirizzi formativi non attivati da almeno tre anni.

 

Con un emendamento proposto dall’assessore regionale all’istruzione e approvato a maggioranza, sono state recepite le indicazioni del Miur a seguito della emanazione del nuovo regolamento sugli istituti professionali, che prevede il nuovo indirizzo “Gestione delle acque e risanamento ambientale”, con la possibilità di aprire le offerte formative. Dopo un’istruttoria svolta dall’Ufficio scolastico regionale, si è convenuto che le sedi saranno la ‘Marconi Cavour’ a Perugia e su Terni l’Ipsia ‘Sandro Pertini’.

 

Per quanto riguarda la provincia di TERNI, parere favorevole all’istituzione di un percorso di secondo livello Istituto tecnico economico all’IIS “Casagrande” di Terni, come pure all’attivazione di un corso serale settore moda presso la sede dell’istituto omnicomprensivo Ipsia “Pertini” di Terni; via libera anche agli indirizzi Enogastronomia nell’Istituto di custodia penale nel Comune di Orvieto. Parere favorevole anche all’istituzione, come corso serale, di percorso di secondo livello nell’Istituto professionale “Casagrande Cesi” di Terni, relativo ai servizi per l’enogastronomia e ospitalità alberghiera e uno AFM Articolazione Sistemi informativi aziendali.

 

Per quanto riguarda la PROGRAMMAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA, in provincia di PERUGIA parere favorevole all’istituzione di una sede associata del Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) in una scuola da individuare del primo ciclo, come previsto da decreto ministeriale. Parere favorevole alle richieste di mantenimento in deroga dell’autonomia scolastica dell’I.C. “San Benedetto” di Valfabbrica e dell’I.C. di Massa Martana, sia pure con l’invito rivolto ai due Comuni di valutare possibili soluzioni per il prossimo anno scolastico 2019-2020 in quanto la gestione di tali istituti comporta molti problemi di gestione, soprattutto per quanto riguarda il personale amministrativo. Via libera anche alla statalizzazione della scuola per l’infanzia paritaria “Piervisani” di Massa Martana, anche in considerazione del processo di riorganizzazione dell’Istituto comprensivo, volto al raggiungimento dei parametri minimi previsti per il mantenimento dell’autonomia scolastica. Parere favorevole al mantenimento in deroga dell’autonomia anche per l’I.O. di Cerreto di Spoleto-Sellano, come previsto dalle linee guida per le istituzioni scolastiche autonome che, avendo subito eventi sismici in danno di laboratori e edifici, subiscono una repentina e episodica diminuzione del numero di alunni riconducibile all’eccezionalità dell’evento stesso.

 

In provincia di TERNI parere favorevole riguardo alla situazione degli istituti sottodimensionati e alle richieste di mantenimento in deroga dell’autonomia, con l’invito rivolto ai Comuni di valutare possibili soluzioni per il prossimo anno scolastico 2019-2020. Parere invece non favorevole alla richiesta di istituire una scuola secondaria di 1° grado a Porano, in considerazione dell’esiguità dei numeri delle iscrizioni in quell’area e degli eventuali effetti negativi sui plessi cedenti, tali da mettere a rischio l’attivazione di classi sia nel plesso cedente che in quello di Porano. Parere favorevole alla richiesta di accorpamento del Comprensivo San Venanzo con quello di Marsciano, ricadenti su due province diverse, ma si dovrà esprimere il Ministero, altrimenti c’è il parere favorevole al mantenimento in deroga dell’autonomia di San Venanzo. Infine, parere favorevole alle richieste di statalizzazione delle scuole per l’infanzia paritaria “Borgo Trebisonda” e “La Quercia”, che saranno trasferite rispettivamente nei comprensivi “Oberdan” di Terni e in quello di Narni Scalo. Parere non favorevole alla richiesta di Istituzione della scuola secondaria di 1° grado nel plesso scolastico di Porano dell’Istituto Comprensivo “Orvieto – Montecchio”. Non ammissibile per mancanza di documentazione la richiesta del Comune di Terni di attivazione di una sezione di scuola primaria Corso Montessori presso l’Istituto Comprensivo Brin.

 

Sulle richieste di statalizzazione l’Ufficio scolastico regionale chiede di definire un piano di priorità, a decorrere dall’anno scolastico 2019-2020, in quanto le statalizzazioni delle scuole dell’infanzia vanno a ridurre l’organico assegnato dal Miur per l’intera offerta formativa della regione. PG/DMB

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QUESTION TIME: “GARANTIRE PARI OPPORTUNITÀ A PERSONE CON DISABILITÀ ANCHE SU PATENTE DI GUIDA”

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Carla Casciari 2Perugia, 9 gennaio 2018 – Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa di Palazzo Cesaroni, nell’ambito della parte riservata al Question time, il consigliere Carla Casciari (PD) ha chiesto alla Giunta regionale quali iniziative intenda mettere in campo per “garantire alle persone con disabilità il godimento del diritto alla mobilità e alle pari opportunità per ciò che riguarda il conseguimento della patente di guida”.
Casciari, illustrando l’atto in Aula, ha spiegato che la sua iniziativa prende spunto da una recente notizia di cronaca locale che “ha riportato una grave situazione venutasi a creare nei confronti di una giovane ragazza con disabilità, residente a Gualdo Tadino, con idoneità alla guida certificata dalla commissione medica. Questa persona, dopo aver superato brillantemente l’esame teorico per la patente di guida, si trova nell’impossibilità di fare pratica con un’automobile adattata alle sue necessità. Risulta essere disponibile un’autovettura di proprietà della Provincia di Perugia che viene messa a disposizione delle varie scuole guida del territorio per far fare pratica di guida alle persone con disabilità. Purtroppo questa autovettura non è idonea alle prescrizioni del caso e non è nemmeno adattabile in breve tempo. Questa difficoltà oggettiva è lesiva dei diritti della giovane che ha già comunque sostenuto delle spese per l’iscrizione alla scuola guida e per sostenere la prova teorica e vorrebbe vedere concluso il suo iter per l’ottenimento della patente di guida”.
L’assessore Luca Barberini ha risposto che “la questione è nota all’assessorato anche perché riportata da alcuni organi di stampa. Pur non essendo di competenza della Regione, non ci siamo sottratti al compito di risolvere il problema e abbiamo chiesto all’Ufficio mobilità della Provincia di Perugia, che dispone di un’auto per le lezioni di guida dei disabili ma non adatta a superare le difficoltà della ragazza di Gualdo, di impegnarsi per trovare una soluzione a questa carenza. Nel caso specifico sembra che la soluzione sia stata trovata grazie anche all’intervento di privati”.
La consigliera Casciari si è dichiarata soddisfatta della risposta avuta dall’assessore.