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BILANCIO 2019: LA PRIMA COMMISSIONE APPROVA A MAGGIORANZA LA MANOVRA

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AL(Acs) Perugia, 17 dicembre 2018 – La Prima Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Andrea Smacchi, ha approvato a maggioranza la manovra di bilancio 2019-2021, composta dalla legge di stabilità regionale 2019, il bilancio di previsione della Regione Umbria 2019-2021 e il disegno di legge collegato, che verranno discussi nella seduta di giovedì 20 dicembre. Durante la seduta sono stati discussi e votati gli emendamenti a questi atti. In particolare, alla presenza dell’assessore Luca Barberini, è stato dato il via libera alla legge di stabilità e al bilancio di previsione con i voti favorevoli di Solinas (misto-Mdp), Chiacchieroni, Casciari, Leonelli, Smacchi (Pd) e i voti contrari di Mancini (Lega), Morroni (FI) e Carbonari (M5S). In Aula il relatore di maggioranza sarà Smacchi (Pd) mentre quello di minoranza Carbonari (M5S). Inoltre è stato votato il disegno di legge collegato alla manovra (‘Modificazioni ed integrazioni a leggi regionali e ulteriori disposizioni’) con i voti a favore di Chiacchieroni, Leonelli, Smacchi (Pd), Rometti (SeR) e il voto contrario di Mancini (Lega). Gli atti erano già stati presentati nelle scorse settimane (https://tinyurl.com/ybsjxvtb(link is external)).

 

La LEGGE DI STABILITÀ, approvata con i voti della maggioranza, si compone di 12 articoli. L’articolo 3, che riguarda gli interventi a favore degli enti locali interessati dalle attività degli impianti di grande derivazione (canoni idrici), non è stato approvato perché i consiglieri di maggioranza si sono astenuti per l’inserimento tra i beneficiari anche delle federazioni sportive.

 

Tra gli EMENDAMENTI alla legge di stabilità è stato approvato quello a firma Leonelli e Casciari (Pd) che prevede l’esenzione dal pagamento del bollo auto per i veicoli di proprietà delle associazioni di volontariato e di promozione sociale, aventi sede legale in Umbria, che svolgono attività di assistenza domiciliare leggera e trasporto sociale nei confronti di minori, degli anziani, dei portatori di handicap. È prevista una minore entrata per il 2018 di 18mila euro e dal 2020 di 60mila euro, che viene coperta da una riduzione dello stanziamento alla legge ‘18/2011’ di istituzione dell’Afor.

 

Approvato anche l’emendamento a firma Squarta (FdI) e Casciari (Pd) che punta a favorire l’adozione dei cani ospitati nei canili rifugio e dei gatti ospitati nelle oasi feline prevedendo il rimborso delle spese medico veterinarie. Inoltre è prevista l’erogazione di prestazioni veterinarie gratuite ai cani e ai gatti di proprietà di soggetti in svantaggio economico e di persone disabili, e per quelli impegnati nella pet therapy. Per il 2019 è prevista una spesa di 25mila euro, con una riduzione dalla missione Servizi istituzionali, generali e di gestione.

 

Via libera anche a due emendamenti a firma della presidente della Giunta Marini per lo spostamento da aprile a luglio 2019 del termine entro il quale deve essere effettivamente avviato da parte dell’Unione dei Comuni del Trasimeno l’esercizio delle funzioni amministrative relative al lago.

 

Al BILANCIO DI PREVISIONE sono stati approvati cinque emendamenti alle tabelle, a firma della presidente Marini. In particolare vengono spostati 500mila euro per il 2019 dal trasporto pubblico locale al trasporto ferroviario; 70mila euro all’anno per il triennio 2019-2021 dalla legge per lo spettacolo a quella per le biblioteche, archivi storici, centri di documentazione, mediateche; lo spostamento di 78mila euro per il 2019, 33mila per il 2020 e 117mila per il 2021 dalle spese di funzionamento e del fondo di riserva per il finanziamento dei centri ittici e venatori; 60mila euro per il 2019 per il sistema di protezione civile con una riduzione del fondo di riserva; un incremento di 15mila euro per il 2019 e per il 2020 per la tutela, la valorizzazione e il recupero ambientale con una riduzione del settore agricolo.

 

Al disegno di legge COLLEGATO alla manovra di bilancio sono stati approvati diversi emendamenti tra cui quello a firma Leonelli e Guasticchi (Pd) per consentire il dragaggio di sedimenti del Lago Trasimeno. Approvato anche l’emendamento a firma Smacchi (Pd) Rometti (SeR) per la proporzionalità dei canoni concessori di imbottigliamento, e due emendamenti della Giunta a firma Barberini uno per l’effettivo riallineamento delle procedure con il portale telematico della sismica, e un altro per la promozione dell’economia circolare attraverso la riduzione del conferimento di rifiuti in discarica. Respinto invece l’emendamento a firma Mancini (Lega) per modificare in senso espansivo la possibilità di assunzione di personale presso i gruppi consiliari. DMB/

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APPROVATA ALL’UNANIMITÀ LA MOZIONE SULLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

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carla(Acs) Perugia, 13 dicembre 2018 – “Riaffermare la promozione, la diffusione e la divulgazione della cultura della pace, dell’uguaglianza, del rispetto delle libertà e dei diritti umani come enunciato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo mediante iniziative culturali, di educazione e di informazione, in occasione delle attività istituzionali e nell’ambito di progetti educativi organizzati con e nelle scuole”. Questo è quanto chiede la mozione di iniziativa del consigliere regionale Carla Casciari (Pd) sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948-2018), di cui è ricorso il  70esimo anniversario lo scorso 10 dicembre. L’atto è stato approvato all’unanimità.

 

“Il testo della Dichiarazione – Ha spiegato Casciari – è diventano l’emblema della difesa dei diritti inviolabili dell’uomo, in tutti gli ordinamenti nazionali e internazionali, rafforzato anche dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, conosciuta in Italia come Carta di Nizza che, dal momento dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (2007), ha il medesimo valore giuridico dei trattati ed è quindi vincolate per tutti gli Stati membri oltre che per le istituzioni europee. Anche la stessa Regione Umbria nel suo Statuto, all’articolo 1 comma 2, richiama l’ente regionale ad operare ‘nel rispetto della laicità delle istituzioni, per la piena attuazione dei principi della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, riconoscendosi in particolare nei valori di libertà, democrazia, uguaglianza, solidarietà e dell’identità nazionale’. Subito dopo, nel comma 3, ricorda il ruolo della Regione nell’ambito dell’Unione Europea e nella piena realizzazione dell’unità politica e sociale, fondata su principi e valori condivisi”.

 

“Il clima di odio, di razzismo, discriminazione, di paura nei confronti dello straniero e delle diversità, che sta caratterizzando sempre più il contesto socio-culturale attuale, e troppo spesso strumentalizzato dalla politica – ha sottolineato Casciari – spaventa e non va sottovalutato. Sebbene la Dichiarazione universale dei diritti umani non sia uno strumento giuridicamente vincolante, svolge da sempre un importante ruolo morale e sociale, rappresentando uno strumento fondamentale che permette alla comunità internazionale ed ai singoli di pretendere il riconoscimento dei diritti e della dignità umana all’interno di ciascuno Stato. E’ quindi importante riaffermarne la portata ed il valore nella sua funzione e nel suo contenuto. Per questo motivo ho presentato una risoluzione affinché le istituzioni regionali si impegnino per la promozione e la diffusione dei diritti umani sanciti dalla Carta in occasioni ufficiali istituzionali e nelle scuole”.

 

“Occorre – ha concluso – ribadire con forza la tutela dei diritti umani, dell’uguaglianza e della dignità di ognuno. E’ compito della politica, delle istituzioni e dell’associazionismo, ma anche di ogni singola persona che si senta cittadino, non arrendersi e anzi  essere in prima linea per contrastare questo clima di odio e razzismo, spesso figlio semplicemente della paura di una crisi economica e sociale troppo lunga e logorante. Ancora più significativo che questo messaggio parta dalla città di Aldo Capitini, della Marcia per la Pace, per riaffermare con forza anche l’importanza di un’Europa unita e libera di Altiero Spinelli. Ciascuno di noi può essere il megafono di una società che crede ancora nei principi dell’uguaglianza, della solidarietà e della umanità perché è la diffusione di nuove forme di odio, di razzismo e fascismo il vero pericolo per la democrazia di oggi”.

 

Sulla mozione è intervenuto il consigliere Claudio Ricci (misto-RP/Ic): “Condividendo questo atto, ribadisco l’importanza delle Nazioni unite, casa comune da ristrutturare e rendere più democratica ma che rimane una costruzione fondamentale. Importante riaffermare la dignità di ogni elemento della famiglia umana. I diritti umani sembrano un fatto acquisito, ma non lo sono affatto”. PG/

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INFORMAZIONE: “PROMUOVERE NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE EDICOLE”

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20181127_173103(Acs) Perugia, 27 novembre 2018 – “Oggi si è aperto un percorso che avvia nuove opportunità per le edicole, attività che in pochi anni hanno subito un duro colpo chiudendo i battenti una dopo l’altra”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) a margine della seduta dell’Assemblea legislativa che ha votato all’unanimità un suo ordine del giorno approvato insieme alla legge di sostegno alle imprese che operano nell’ambito dell’informazione locale (https://tinyurl.com/ydhqm7oe(link is external)).

 

“Le cause di questo declino – prosegue Casciari – sono molteplici: dalla crisi dell’editoria cartacea, sia quotidiana che periodica, alla diffusione di giornali e riviste anche in altri esercizi commerciali come i supermercati. Ciò ha determinato negli ultimi sei anni la chiusura di più di 100 edicole e ad oggi sono censiti circa 550 punti di commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici. Il ciclo depressivo ha impoverito d’altra parte la vivibilità dei nostri quartieri, sia nelle grandi città che nei piccoli borghi in termini di accesso ai servizi per i cittadini. Le edicole da sempre hanno anche avuto un alto valore sociale, culturale e di presidio del territorio. Promuovere politiche dirette alla promozione, alla valorizzazione ed alla riqualificazione delle edicole esistenti, in attività e dismesse, con misure ed azioni mirate all’ampliamento dei servizi, permetterebbe a tali esercizi di vendita di fungere, ad esempio, da infopoint, postazioni per portiere di quartiere, punti di consegna e ritiro merci per corrieri, punti di consegna dei prodotti da Gruppi di acquisto solidale, e-shopping ed e-commerce, librerie free pubbliche, hub culturali, spazi di promozione per le associazioni e per eventi, punti di erogazione di servizi per il cittadino quali richieste di certificati, identità digitale, prenotazioni sanitarie e molto altro”.

 

“Il questa direzione – continua Casciari – l’Anci ha già avviato un percorso mediante la firma di un protocollo d’intesa sottoscritto a fine 2017 con la Federazione italiana editori giornali finalizzato a sostenere le edicole trasformandole in veri e propri centri servizio per i cittadini. Già alcuni Comuni italiani, tra cui ad esempio quello di Firenze, hanno avviato progetti per la rigenerazione urbana che sono volti anche alla riqualificazione e ammodernamento delle edicole”.

 

“Con l’approvazione di questo ordine del giorno – conclude Casciari – la Giunta regionale si è impegnata a promuovere una riqualificazione delle edicole nel loro ruolo e nella loro funzione tradizionale di punti di distribuzione e vendita di quotidiani e periodici ed, al contempo, per consentire un loro ammodernamento ed una trasformazione in hub multiservizi attraverso idonee misure nei bandi per il sostegno all’imprenditoria, e nelle azioni di innovazione tecnologica relative ai servizi di competenza degli enti locali”. RED/dmb

Carla Casciari parla

QUESTION TIME SANITÀ: “SITUAZIONE DEL PARTO IN ANONIMATO IN UMBRIA. SERVE SOSTENERLO”

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Carla Casciari parla(Acs) Perugia, 27 novembre 2018 – Nella sessione dedicata al Question time della seduta odierna dell’Assemblea legislativa, il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) ha chiesto all’assessore alla sanità, Luca Barberini di poter sapere “se la Giunta intende sostenere il parto in anonimato”. In particolare Casciari intende conoscere “quanti bambini sono nati con il parto in anonimato, in quali punti nascita degli ospedali regionali e quanti affidati ad una delle culle per la vita; per quanti di questi bambini sono state avviate le procedure di adozione; quali attività di formazione sono state realizzate per il personale delle strutture pubbliche, affinché ogni punto nascita ed ogni territorio potenzi la possibilità di esercitare una libera, cosciente e responsabile scelta”.

 

Casciari, nell’illustrazione dell’atto in Aula, ha rimarcato come “per la donna la maternità è un passaggio importante. Affrontare questa situazione in solitudine può compiere scelte affrettate come l’interruzione volontaria di gravidanza o ricorrere a scelte drammatiche al momento del parto. Per contenere questi episodi la donna deve essere sostenuta e seguita in maniera qualificata. In Italia la legge consente alla madre di partorire in anonimato in un ospedale pubblico, di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale dove è nato. A seguito di una segnalazione alla Procura della Repubblica viene effettuata l’apertura di un procedimento immediato di adottabilità e al contempo il riconoscimento alla madre naturale del diritto di riflettere sulla scelta fatta entro 60 giorni. In alcuni territori umbri è stato avviato, da diversi anni, il progetto ‘Madre Segreta’ che ha come obiettivo la prevenzione del fenomeno dell’abbandono traumatico del neonato. Inoltre in Umbria sono state installate due ‘Culle per la vita’, una nel 2013 presso l’ospedale di Città di Castello e l’altra nel 2014 attigua all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia”.

 

Nella risposta l’assessore Luca Barberini ha detto che “in Umbria nel 2016 ci sono stati 4 parti in anonimato, mentre nel 2017 sono stati 8. In particolare nel 2016 un caso c’è stato nell’ospedale di Città di Castello, uno a Foligno, uno nell’Azienda ospedaliera di Perugia e uno in quella di Terni. Nel 2017 un caso c’è stato nell’ospedale di Città di Castello, uno in quello di Pantalla, uno a Foligno, 3 nell’Azienda ospedaliera di Perugia e 2 in quella di Terni. A Città di Castello e a Perugia sono state utilizzate sempre le Culle per la vita, che sono richieste anche in altri presidi ospedalieri della Regione. Le procedure di adozione seguono precisi dettami normativi e sono state attuate per tutti i bambini che sono nati in anonimato. Per quanto riguarda la formazione, questa è svolta in modalità integrata per tutti gli operatori sociali e sanitari che si occupano della salute del minore e della donna, facendo parte dei piani di formazione delle Aziende sanitarie regionali. Continueremo con un potenziamento ulteriore nell’attività formativa per assicurare qualità a questo prezioso servizio”.

 

Nella sua replica Casciari ha ringraziato l’Assessore per “il quadro realistico fornito” e si è augurata che “continui l’impegno per potenziare i numeri del parto in anonimato, un percorso di tutela a 360 gradi in un momento difficile e delicato per la donna”. DMB/

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SANITÀ: “CONTRATTI REGIONALI PER SPECIALIZZAZIONE DEI MEDICI LAUREATI IN UMBRIA. LA MIA PROPOSTA DIVENTA LEGGE”

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sanita(Acs) Perugia, 6 novembre 2018 – “Con l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa del disegno di legge che modifica il Testo unico in materia di sanità e servizi sociali, la Regione Umbria conferma la sua attenzione ai temi del diritto allo studio, prestando particolare attenzione alla formazione universitaria come asse strategico di sviluppo regionale”. Così il consigliere regionale del PD Carla Casciari.

“La Giunta – spiega Casciari -, inserendo nella proposta approvata oggi in Aula le modifiche sui contratti di formazione stipulati per posti aggiuntivi nelle scuole universitarie umbre di specializzazione, ha fatto propria una mia mozione con cui avevo chiesto l’introduzione di idonee misure normative, sulla scia e sul modello di quanto già posto in essere dalle altre regioni italiane, per finanziare con risorse regionali contratti aggiuntivi per la formazione specialistica in ambito medico-sanitario. L’Umbria, in tal modo, agevola la permanenza di chi si è formato nel nostro territorio e conosce le strutture sanitarie che ha frequentato, prevedendo che le borse di studio, quindi i contratti aggiuntivi, possano essere riservate proprio agli studenti formatisi in una delle nostre facoltà di medicina, per continuare a dare un apporto positivo alla nostra sanità. L’obiettivo è di mantenere un profilo di qualità e di eccellenza nel diritto allo studio e nella sanità, garantendo un alto standard qualitativo nella formazione specialistica regionale”.

“La scelta di rimodulare i contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali – conclude Casciari – è un segnale importantissimo che conferma l’impegno che la Regione mette in campo in tema di formazione ed attenzione ai giovani come risorsa preziosa per il nostro territorio. Sono soddisfatta che la mia proposta sia diventata legge e che la modifica apportata agevolerà, tra l’altro, la permanenza nella nostra regione dei professionisti in formazione nelle nostre strutture del Servizio sanitario”. RED/dmb

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INTRODURRE NEL SISTEMA SANITARIO REGIONALE IL TEST DI SCREENING NON INVASIVO PRENATALE PER LE GESTANTI

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20181023_134654(Acs) Perugia, 23 ottobre 2017 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione del consigliere regionale Carla CASCIARI (Partito democratico) che chiede alla Giunta di “garantire anche in Umbria, il test non invasivo per la diagnosi genetica prenatale (Nipt), consistente in un prelievo ematico che può evitare il ricorso all’amniocentesi ed ha un costo molto contenuto ma, ad oggi, non è compreso nel sistema sanitario nazionale quindi è solo a pagamento.

 

Casciari ha spiegato che “in gravidanza è garantito il cosiddetto Test Combinato (Bi Test con prelievo ematico e translucenza nucale con esame ecografico) per le donne con età minore di 35 anni con bassa probabilità di patologie cromosomiche del feto; per le donne più esposte a rischio di anomalie cromosomiche del feto, ovvero le over 35 o con rischio genetico, l’amniocentesi rimane l’unica risposta pubblica. Ma è un’indagine altamente invasiva che va effettuata esclusivamente tra la 15° e la 18° settimana con puntura addominale e prelievo del liquido amniotico. Può comportare complicanze per la madre ed un rischio di aborto indotto, seppur con una minima percentuale (0,3 per cento)”.

 

“Il Nipt – ha aggiunto – è considerato ormai dalle più importanti società scientifiche di ginecologia ostetricia un esame innovativo ed affidabile, oltre che non invasivo. Si basa sulla ricerca nel semplice prelievo da sangue materno del Dna libero di origine fetale delle più comuni anomalie dei cromosomi del feto: trisomia 21 (sindrome di Down), trisomia 18 (sindrome di Edwards) e trisomia 13 (sindrome di Patau) nello screening di base. Risulta pertanto necessario introdurre fra i servizi offerti alle donne in gravidanza il ‘Nipt base’ per le donne residenti in Umbria e con età superiore ai 35 anni, garantendone la gratuità e accompagnando il percorso con una eventuale consulenza genetica che, in caso di necessità, orienti la donna verso una scelta consapevole”. Casciari ha anche ricordato che disposizioni in tal senso sono previste dal decreto di aggiornamento dei Lea del gennaio 2017.

 

INTERVENTI

Attilio SOLINAS (misto-MDP): “L’evoluzione scientifica porta sempre di più all’adozione di  sistemi meno invasivi e sempre più accurati. Se tali sistemi innovativi mantengono la stessa sicurezza diagnostica, è giusto che siano coperti dal sistema sanitario”.

Luca BARBERINI (assessore regionale): “C’è assoluta condivisione sulla proposta del consigliere Casciari e il parere della Giunta sull’atto è favorevole. Il Nipt non è diagnostica generica ma un test di screening e a questo daremo impulso anche grazie a quanto stabilito in sede di Conferenza Stato-Regioni. Il test di screening va dato alla tredicesima settimana e sulla base dei risultati la donna potrà accedere o meno all’amniocentesi. L’unica premessa necessaria è che sia validato dal Consiglio superiore della Sanità”. PG/

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PRODUZIONI LOCALI DI NOCCIOLE, APPROVATA ALL’UNANIMITÀ LA MOZIONE PER SOSTENERE GLI IMPRENDITORI PROMUOVENDO E VALORIZZANDO LA QUALITÀ

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bacio(Acs) Perugia, 23 ottobre 2018 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione dei consiglieri regionali Carla Casciari e Gianfranco Chiacchieroni (Pd) che chiede all’Esecutivo di Palazzo Donini di “sostenere gli imprenditori agricoli dell’Umbria, del settore della corilicoltura, prevedendo strumenti efficaci volti a promuovere e valorizzare la qualità delle produzioni locali di nocciola”.

 

Illustrando l’atto in Aula, Casciari ha spiegato che “è necessario valorizzare modelli di aggregazione agricola in Umbria, che potrebbero essere incentivati e sostenuti per creare sinergie positive volte alla valorizzazione della produzione locale di nocciole. La nostra regione, infatti, è già nota a livello nazionale e internazionale per la sua vocazione dolciaria, tanto da essere conosciuta anche come ‘Distretto del cioccolato’. Questo grazie alle importanti manifestazioni dedicate che richiamano annualmente migliaia di turisti. In Umbria, tale produzione può rappresentare una concreta opportunità d’impresa, di riconversione e di valorizzazione di ampie zone del territorio agricolo regionale. Inoltre, la produzione in filiera permetterebbe di conseguire alti livelli di qualità del prodotto, di verificare costantemente la tracciabilità delle produzioni e di produrre economie di scala. Sarebbe anche necessario coinvolgere l’Università e gli istituti di ricerca al fine di creare le condizioni ed offrire supporto in termini di sostenibilità, valorizzazione vivaistica e qualificazione dei terreni per offrire nuove possibilità di reddito a questa regione. A tale fine dovrebbero essere inseriti nei piani di Sviluppo rurale regionale (Psr) 2014-2020, finanziamenti appositi per supportare ed incentivare il comparto anche e, soprattutto, per sostenere gli agricoltori nei primi cinque anni dall’impianto del noccioleto in attesa che la piantagione diventi produttiva”.

 

20181023_132203INTERVENTI

Andrea LIBERATI (M5S): “Va bene parlare della produzione di nocciole e di nuove filiere agricole. Però ricordo che un pezzo di regione è stato dimenticato dalla politica e dalla magistratura. Penso alla conca del Ternano-Narnese contaminata da metalli pesanti. Un territorio che sta perdendo la sovranità alimentare. Ci sono stati studi, ordinanze di divieto di coltivazione a Terni. Mi stupisco che non intervenga nessuna autorità. La magistratura non sta facendo il proprio dovere, da molti anni”.

 

Claudio RICCI (Misto-Rp/Ic): “Voto positivo a questa mozione perché va verso la valorizzazione delle identità e delle produzioni tipiche, che sono 5mila nel nostro Paese e che potrebbero determinare una filiera di sviluppo di grande interesse. L’integrazione delle produzioni agricole è il vero tema. Le aziende agricole stanno diventando sempre più flessibili ed eterogenee. Spesso c’è necessità di far conoscere tali opportunità. La valorizzazione vivaistica porta a riflettere sul rapporto con le strutture edilizie necessarie per lo svolgimento di tali attività”.

 

Emanuele FIORINI (Lega): “La produzione delle nocciole ‘made in Umbria’ sta avendo uno sviluppo repentino che in alcune zone come l’Alto Tevere e l’Orvietano, dando nuova linfa a imprese umbre che stanno cercando di variare le loro produzioni. L’intento della mozione è condivisibile. La tradizione dolciaria del nostro territorio va difesa e implementata. Le buone intenzioni dell’atto però si scontrano con la realtà dei fondi del Psr, che ha risorse troppo esigue per coprire tutte le richieste di nuovi investimenti per noccioleti. Gli agricoltori umbri sono ancora una volta beffati”.

 

Fernanda CECCHINI (assessore regionale): “In Umbria le cose sono più avanti di quanto si possa pensare. Da mesi è in atto un confronto con soggetti interessati, anche quelli che si occupano della ricerca. Questo perché c’è bisogno di accertare la vocazione del terreno per capire se è possibile impiantare questa produzione. Un lavoro che ha coinvolto anche l’Università con innumerevoli incontri sul territorio. Anche perché le grandi imprese cercano la nocciola ‘buona’. Per l’Umbria investire sulla nocciola significa fare un’azione in sintonia con le  produzioni agroalimentari come il cioccolato per la quale è riconoscibile. Abbiamo fatto protocolli di intesa con imprese e accordi con Nestlè. Ma è la filiera che deve trovare acquirenti per il prodotto. Noi comunque ci siamo mossi, abbiamo individuato in una sotto-misura del Psr la possibilità di incentivare le piccole filiere di nocciola, olio o altre piccole produzioni. Per la misura della piccola filiera siamo in attesa del via libera da parte della Commissione europea per aprire il bando, che speriamo possa partire entro il 2018. Con il Psr abbiamo finanziato centinaia di aziende, ma non è possibile finanziare tutto”. DMB/

Data:

Carla Casciari durante il suo intervento in aula

IKEA, APPROVATA A MAGGIORANZA LA MOZIONE PD, SER, MDP

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Assemblea Legislativa(Acs) Perugia, 24 settembre 2018 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza (10 sì e 3 astensioni–M5S e Ricci misto Rp-Ic) la mozione dei consiglieri Giacomo Leonelli, Carla Casciari (Pd), Attilio Solinas (misto Mdp) e Silvano Rometti (SeR) che chiede alla Giunta regionale di “svolgere la propria funzione istituzionale, attivandosi presso il Comune di Perugia al fine di una sinergica collaborazione con Anas e Governo per approfondire tutti gli aspetti riguardanti le criticità per la viabilità regionale a seguito della realizzazione della ‘Nuova Collestrada’, al fine di trovare una soluzione per evitare una congestione del traffico perugino, già ad oggi molto intenso, prevedendo o il raddoppio della rampa o la realizzazione in tempi brevi del Nodo di Perugia ed una viabilità adeguata da e verso l’area nord del comune di Perugia”. Il testo del documento è stato modificato al termine di un lungo confronto in Aula tra i proponenti e i rappresentanti delle opposizioni consiliari, alcuni dei quali non hanno partecipato al voto.

 

Illustrando l’atto in Aula, Leonelli ha spiegato che “la ‘Nuova Collestrada’ è destinata a diventare il complesso commerciale più importante dell’Umbria e prevede l’ampliamento e l’apertura del nuovo punto vendita Ikea entro il 2022. Considerato che si tratta di un’area già congestionata dal traffico, è necessario non sottovalutare la necessità di un intervento consistente sulla viabilità, per una gestione controllata del traffico, tenuto conto, tra l’altro, che il bacino di utenza è in potenziale crescita anche grazie al completamento della superstrada Foligno–Civitanova e della Perugia–Ancona. C’è stata una sottovalutazione tecnica del progetto da parte del Comune di Perugia, che non ha considerato gli effetti del nuovo centro commerciale sul traffico veicolare, cittadino, commerciale e turistico. Ponte Valleceppi, Lidarno–Sant’Egidio, Collestrada e Ponte San Giovanni rischiano di vedere scaricata sulla propria viabilità interna l’enorme mole di traffico, già ad oggi spesso congestionato sia sulle strade extraurbane che sulle arterie principali, con un volume già in aumento sulle varie direttrici viarie a causa dei nuovi due sbocchi verso l’Adriatico”.

 

IL DIBATTITO
Marco SQUARTA (FdI): “MOZIONE SUPERFLUA, NE ABBIAMO GIÀ APPROVATA UNA CON LE STESSE FINALITÀ – “C’è già una mozione di qualche mese fa, che se fosse applicata, porterebbe al risultato che si vorrebbe raggiungere. L’atto che riguarda il completamento del Nodo è stato già votato e sottoscritto anche da Leonelli. La Giunta dovrebbe impegnarsi con il Governo nazionale affinché venga realizzato il ‘mini nodo di Perugia’. Quindi questo atto di indirizzo non serve, dobbiamo attuare quello già approvato, eventualmente attivando il Comitato di controllo per verificare la mancata attuazione. Non bisogna sfruttare il nuovo progetto per fare propaganda in vista delle elezioni comunali di primavera a Perugia”.

Andrea LIBERATI (M5S): “QUESTIONE CRITICA PER PERUGIA E PER L’UMBRIA. Esiste un problema di pianificazione territoriale e urbanistica. Quando fu deliberato il Piano del commercio noi sottolineammo l’influenza pervasiva di alcuni grandi gruppi su quelle scelte. Ikea si posizionerà su un’area in cui ci sono interessi specifici, in una condizione ambientale già oggi complessa. Questa mozione ci ricorda che esiste un problema ma richiama le nostre responsabilità in termini di pianificazioni territoriali. Era ampiamente prevedibile che la realizzazione di Ikea a Collestrada avrebbe generato problemi. Il progetto arriverà tra due anni, forse non passerà la Vas proprio per la questione ambientale che genera. Bisogna potenziare altri sistemi di trasporto per decongestionare le strade e gli svincoli, altrimenti Ponte San Giovanni resterà un corridoio per migliaia di auto”.

Gianfranco CHIACCHIERONI (PD): “TUTTI CONSAPEVOLI DELLE DIFFICOLTÀ VIARIE. INVECE DI ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI UNIRE LE FORZE PER NODO DI PERUGIA – Tutti sanno che c’è la necessità di collegare la E45, l’ospedale di Perugia, Madonna del Pianoe Collestrada. È il momento di affrontare questa questione. Necessario un tavolo tra Regione, Comune di Perugia e parlamentari umbri per un confronto serrato sulla questione, che deve essere posta come una emergenza. Non bisogna lasciare il Comune di Perugia con il cerino in mano”.

 

Carla CASCIARI (Pd): “A LUGLIO HO PRESENTATO UNA INTERROGAZIONE SUL PROGETTO, MA ALLORA NON C’ERANO NOTIZIE. I territori non sono stati coinvolti e non conoscono il progetto, che la Commissione comunale ha già approvato, con una grande accelerazione sui tempi. L’abitato di Collestrada verrebbe diviso in due da una nuova bretella, ma ci sono complessivamente poche certezze”.

 

Claudio RICCI (misto Rp – Ic): “SONO FAVOREVOLE ALL’INSEDIAMENTO IKEA DI COLLESTRADA ANCHE SE SAREBBE STATO PIÙ OPPORTUNO A SAN MARTINO IN CAMPO. L’insediamento attrarrà investimenti creando nuovi posti di lavoro. Collocare uno stabilimento in Umbria determinerà un effetto molto importante anche sul piano della comunicazione, italiana e internazionale, con positive ricadute turistiche. Il Nodo di Perugia non è un’opera per l’Umbria ma un intervento fondamentale per l’intero Paese, anche se realizzato in versione ridotta”.

ROBERTO MORRONI (FI): “Chiacchieroni ha approcciato la questione nel modo corretto. Il tema travalica l’interesse della sola città di Perugia ma ci vuole un approccio coerente con la sfida e l’opportunità che ne deriveranno per l’intera regione. COSÌ COM’È LA MOZIONE NON PUÒ ESSERE CONDIVISA. LA REGIONE UMBRIA DEVE FAR SENTIRE LA SUA VOCE NON IN UN’OTTICA DI OPPOSIZIONE DIALETTICA con il Comune di Perugia, come l’ha impostata il proponente Leonelli. Meglio sospendere e ragionare insieme per arrivare a un pronunciamento unanime su un progetto di enorme importanza per tutta la regione”.

VALERIO MANCINI (LEGA): “Dunque con questo atto inizia la campagna elettorale per la città di Perugia. Piuttosto bisognava immaginare prima come sarebbe incrementato il traffico attorno a Perugia, e ancora Ikea nemmeno c’è. C’è una ferrovia che non funziona da molto tempo e avrebbe potuto alleggerire una parte del traffico. I lavori sulle gallerie da parte di Anas sono durati troppo e il traffico pesante si è riservato sulle strade interne, gravando ulteriormente sulle casse del Comune di Perugia che è dovuto correre ai ripari. QUESTA MOZIONE DICE A UN COMUNE DI INTERVENIRE SU ANAS, MA DOBBIAMO INVECE INVITARE IL GOVERNO A FARE UN TAVOLO CON I PARLAMENTARI E A CONDIVIDERE UN PROGETTO COSÌ IMPORTANTE. NON VOTEREMO L’ATTO”.

CATIUSCIA MARINI (presidente Regione): “In questa vicenda ci sono aspetti positivi dal punto di vista edilizio con il recupero di volumi che già ci sono e inoltre si salva l’area agricola di San Martino in Campo, scelta in un primo momento, che sarebbe stata pesantemente trasformata. Come Regione saremo chiamati a intervenire su vari aspetti, tra cui quelli urbanistici e edilizi, visto che il Comune dovrà fare rilevanti modifiche urbanistiche che incideranno su tutto il resto della viabilità. l’opportunità da cogliere è di negoziare con Ferrovie dello Stato per avere una fermata in quel punto e, unitamente alle risorse già disponibili, sistemare la E45 soprattutto per quanto riguarda il nodo di Perugia. Si apre un tema sulla viabilità della città che affronterà il Comune ma che incide anche sulle infrastrutture regionali e va coordinata con le risorse già assegnate per i lavori sulle principali arterie. Se l’apertura sarà nel 2022, come si ipotizza, possiamo lavorarci bene e pensare anche al resto, strade e ferrovie. Concentriamo le risorse e gli sforzi, creiamo una fermata ferroviaria che serva quella zona, ci sono già accordi e risorse. Inoltre, nel 2019 realizzeremo la definitiva apertura della Perugia-Ancona, anche nel tratto marchigiano.  DOBBIAMO PORTARE A CASA GLI INVESTIMENTI PER IL NODO DI PERUGIA. NON APPENA IL COMUNE AVVIERÀ LA SUA PIANIFICAZIONE URBANISTICA, SERVIRÀ UN RACCORDO FRA I LIVELLI ISTITUZIONALI PER CAPIRE COME PROGRAMMARE TUTTO, ANCHE LA VIABILITÀ INTERNA, CHE IMPATTA SU QUELLA DI COMPETENZA DELLA REGIONE. Ci sono 30mila persone che gravitano con mezzi propri su Perugia ogni giorno. Non dobbiamo fare una metropolitana intera, ma mettere un pezzetto di mobilità sul ferro. Serve un coordinamento e una progettualità condivisa, così faremo una cosa utile agli umbri”.

Dopo l’intervento della presidente Marini, hanno ripreso la parola i consiglieri Leonelli, che si è detto disponibile a modificare parte del testo della mozione, e Squarta, che ha chiesto una breve sospensione per trovare una soluzione condivisa. Leonelli ha voluto rimarcare che comunque, “pur usando il condizionale perché in Municipio stanno votando, va detto che allo stato attuale manca la previsione di un intervento sulla rampa d’accesso per Perugia e sulla realizzazione del nodo, punti che per noi sono cruciali in vista dell’aumento dei volumi di un traffico già oggi estremamente pesante”. MP/PG

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PIANO PERIFERIE: “SERVE UNA MOBILITAZIONE TRASVERSALE, A PRESCINDERE DAL COLORE POLITICO”

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20180911_161644(Acs) Perugia, 11 settembre 2018 – “Con la mozione urgente che, come primi firmatari, io e la collega Carla Casciari abbiamo voluto presentare oggi all’esame dell’Aula, abbiamo impegnato la Giunta ad attivarsi affinché il Governo ripristini i finanziamenti dei bandi del ‘Piano Periferie’, che per Perugia e Terni prevedevano investimenti per 30 milioni di euro, anche attraverso la sollecitazione in tal senso di interventi da parte dei parlamentari umbri”. Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Giacomo Leonelli.

 

“È di stanotte la notizia – spiegano Giacomo Leonelli e Carla Casciari – che gli emendamenti per il ripristino delle risorse per il Piano periferie sono stati bocciati, quindi il provvedimento adesso andrà in Aula. Ci sono stati degli errori nell’iter parlamentare, anche da parte delle opposizioni, e ne sono seguite contestazioni, ma gli unici che possono porvi rimedio sono coloro che rappresentano oggi la maggioranza in Parlamento. I governi Renzi e Gentiloni hanno voluto finanziarie tante città italiane, con una grande intuizione, e molti e significativi erano gli interventi che potevano essere messi in campo con gli oltre 30 milioni di euro destinati a Perugia e Terni”.

 

“Ci siamo quindi rivolti – proseguono Leonelli e Casciari – ai rappresentanti della Lega a Palazzo Cesaroni, perché venisse interrotta la retorica per cui, da una parte, fanno i buoni ed hanno a cuore gli interessi del popolo ma, dall’altra, poi non mollano niente su ciò che riguarda il governo e il sottogoverno. I consiglieri Fiorini e Mancini, invece, hanno preferito ergersi a difensori d’ufficio del loro Governo, perdendo l’occasione di dimostrare che il vero cambiamento non sta nel difendere gli interessi di parte, ma nell’avere il coraggio di mobilitarsi anche in modo trasversale quando si tratti di battersi per gli interessi del proprio territorio, anche in contrapposizione con gli esponenti nazionali del proprio partito”. RED/mp

Carla Casciari

“RIPRISTINARE LE RISORSE DEL BANDO PERIFERIE” – MOZIONE APPROVATA A MAGGIORANZA

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 11 settembre 2018 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato a maggioranza (16 sì di Pd, SeR, Misto-MdP, Misto RP-IC, Misto Umbria-Next, Forza Italia, 4 astensioni Lega e M5S) una mozione “urgente” presentata stamani in Aula dai consiglieri del Partito democratico Giacomo Leonelli e Carla Casciari, cui si sono aggiunte poi le firme dei consiglieri Brega, Guasticchi (Pd), Rometti (Ser), Solinas (misto-MDP), Morroni (FI), Squarta (FDI), Ricci (misto-Rp/Ic), e De Vincenzi (misto-Umbria next). Con l’atto si chiede alla Giunta di impegnarsi affinché il Governo ripristini i finanziamenti dei bandi del “piano periferie” per Perugia e Terni, anche attraverso la sollecitazione di interventi da parte dei parlamentari umbri. Il gruppo M5S ha chiesto e ottenuto la votazione separata del documento, e sulla prima parte (premessa e considerazioni) ha votato no insieme alla Lega, mentre sulla parte dispositiva si sono astenuti sempre insieme al partito del Carroccio.

 

INTERVENTI

 

Giacomo LEONELLI (PD): “È di stanotte la notizia che gli emendamenti per il ripristino delle risorse per il Piano periferie sono stati bocciati, quindi il provvedimento adesso andrà in Aula. SERVE UNA MOBILITAZIONE TRASVERSALE, A PRESCINDERE DAL COLORE POLITICO, PER POTER INVESTIRE NEI LUOGHI DIMENTICATI, che senza un presidio di comunità, figlio anche degli interventi che potevano essere messi in campo con gli oltre 30 milioni di euro per Perugia e Terni. Luoghi desertificati che sono utili alla criminalità. I governi Renzi e Gentiloni hanno voluto finanziarie tante città italiane, con una grande intuizione, ridando un’anima a quei luoghi grazie al lavoro dei Comuni. Ci sono stati degli errori nell’iter parlamentare, anche da parte delle opposizioni, e ne sono seguite contestazioni, ma gli unici che possono porvi rimedio sono coloro che rappresentano oggi la maggioranza in Parlamento. Mi rivolgo quindi ai rappresentanti della Lega in quest’Aula: interrompiamo la retorica per cui da una parte fate i buoni che avete a cuore gli interessi del popolo ma poi non mollate niente su ciò che riguarda il governo e la sua amministrazione. Oggi gestite il potere vero, avete una maggioranza politica omogenea, il nostro auspicio è che lavoriate nell’interesse dell’Umbria, come noi abbiamo fatto per avere un Freccia rossa in Umbria, per il riconoscimento del danno indiretto del sisma, per la ex-Fcu, l’edilizia scolastica, lavorate dunque per il bene della nostra regione. Se lo farete avrete la nostra reale collaborazione istituzionale”.

 

Marco Vinicio GUASTICCHI (PD): “Su temi di così grande rilevanza e che vedono penalizzati soprattutto i due capoluoghi, Perugia e Terni, è AUSPICABILE UN ATTO DI CORAGGIO CHE VADA OLTRE LA RETORICA E DIVISIONE POLITICA. Un segnale di grande maturità da parte di quest’Aula. È necessario dare un segnale forte affinché quelle risorse non vadano utilizzate diversamente da quello che era l’obiettivo originario, di primaria importanza. Un voto unitario rappresenterebbe un segnale locale di forte interesse e legame con il territorio”.

 

Carla CASCIARI (Pd): “SI TRATTA DI UN TEMA DA AFFRONTARE CON URGENZA. QUALCUNO HA DEFINITO L’OPERAZIONE FATTA SUL ‘MILLEPROROGHE’ ‘UN FURTO CON DESTREZZA’, esercitato soprattutto da chi al Governo si professa paladino della sicurezza e dell’ordine pubblico. Parliamo di oltre un miliardo di euro congelati, risorse che mettono in difficoltà non solo Perugia e Terni, ma moltissimi altri Comuni. In Italia anche l’Anci nazionale ha sollevato stupore essendoci convenzioni firmate tra istituzioni locali e Governo Gentiloni e con molti dei progetti in esecuzione. Ad oggi, quindi, molti di quei progetti sono esecutivi, così come per i 40 dei Comuni di Perugia e di Terni. Nel caso specifico di Perugia, parliamo di riqualificazione di aree difficili quali Fontivegge, Madonna Alta e zona del Belocchio con interventi urbanistici, di implementazione di servizi e di riqualificazione di aree verdi, alcuni dei quali cofinanziati persino da imprenditori privati. La sicurezza non si può perseguire solo respingendo i barconi, ma c’è bisogno di risorse concrete nell’interesse dei cittadini che chiedono maggiore sicurezza sociale specialmente nelle periferie”.

 

Emanuele FIORINI (LEGA): “Ieri, nella conferenza dei capigruppo non è stata prevista la discussione di questa mozione, altrimenti mi sarei espresso nel merito. È chiaro che il vostro intento è quello di strumentalizzare la situazione, e mi dispiace che altri soggetti siano entrati nella vostra rete. La verità è che il PD di Renzi ha promesso soldi che non poteva spendere. Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale è chiaro che si è trattato soltanto di uno spot elettorale del partito democratico. Ma a tutto questo LA LEGA VUOLE PORRE RIMEDIO, CERCANDO LA SOLUZIONE MIGLIORE PER DISTRIBUIRE LE RISORSE TRA I TUTTI I COMUNI INTERESSATI, con particolare riguardo verso quelli in stato di dissesto, per i quali il Governo, i nostri parlamentari, sono intenzionati a fare tutto il possibile. Questa mozione è dunque insignificante e non plausibile”.

 

Claudio RICCI (Misto-Rp/Ic): “Da anni si parla di ‘terzo paesaggio’ consistente nel rammendo, riqualificazione, riciclo dei volumi e degli spazi. Da qui i progetti di Perugia e Terni. Tali elementi urbanistici introducono parametri specifici. Alcune idee progettuali discendono dal dossier che fu presentato qualche anno fa in occasione della proposizione di Perugia, Assisi ed altre città dell’Umbria, come Capitale europea della cultura 2019. L’Anci, a livello nazionale, ha fatto la stima del complessivo delle risorse bloccate, che non sono solo quelle tecnicamente pubbliche, ma sono anche quelle di cofinanziamento privato e associativo. Il blocco complessivo per la riqualificazione delle aree urbane nelle diverse città è attestato a 3, 8 miliardi di euro. Rappresenta lo 0,5 per cento della spesa pubblica. IL MIO AUSPICIO È CHE LA SITUAZIONE ATTUALE VENGA AL PIÙ PRESTO CORRETTA AFFINCHÉ POSSANO ESSERE ATTIVATE LE CONVENZIONI GIÀ FIRMATE. Auspico dunque che questa Assemblea voti in maniera convergente su un piano di sviluppo e recupero di aree incompiute, sia a livello urbanistico che edilizio”.

 

Marco SQUARTA (FDI): “Queste risorse sono importantissime e si avvalgono di protocolli e convenzioni firmate per un ammontare di 16milioni di euro per il Comune di Perugia e 14per il Comune di Terni, da destinare alla riqualificazione di periferie e parti delle città che si trovano in sofferenza. C’È STATO UN LAVORO ENORME DURATO QUATTRO ANNI PER UN PIANO DI RIQUALIFICAZIONE MAI VISTO, E NON CAPISCO PERCHÉ DEBBA ESSERE ANNULLATO, DATO CHE SONO SOLDI NECESSARI PER LE CITTÀ. Senza strumentalizzare, cerchiamo di rimediare agli errori commessi e fare in modo che i capoluoghi abbiano le risorse che servono per riqualificare le città, sennò sarebbe come togliere ossigeno alla lotta alla criminalità. Non sono sprechi di risorse pubbliche ma risorse necessarie per motivi importanti”.

 

Andrea LIBERATI (M5S): “Mi sembra chiaro che questo documento trasudi malafede, perché sarebbe stato corretto ricordare anche che c’è stata una votazione unanime dei gruppi politici sul bando periferie e una sentenza della Corte Costituzionale che ha un peso notevole. STIAMO PARLANDO DI UN DIFFERIMENTO DI ALCUNI MESI PER LA VERIFICA DEI PROGETTI. C’ERANO CARENZE PROGETTUALI E VERIFICHE CHE DOVEVANO ESSERE SVOLTE dal governo precedentemente in carica. Non buttiamola in caciara quindi, il documento è carente. Chiediamo la votazione per parti separate. La pianificazione urbanistica di Fontivegge, per fare un esempio, è stata sbagliata negli ultimi decenni, il tentativo di intervenire merita i necessari approfondimenti ma bisogna comprendere tutti i passaggi effettuati, sono stai fatti molti arrosti e rischiamo di farne di nuovi. Sicurezza urbana e degrado sociale sono frutto della pianificazione urbanistica fatta negli anni scorsi. Alcune parti delle città sono fuori controllo, circolano persone prive di documenti e di autorizzazioni a stare qui, ricordo il caso del giovane di Terni ucciso da un falso profugo rientrato clandestinamente in Italia, dove non doveva esserci. Servono più passaggi”.

 

Eros BREGA (Pd): EVITIAMO LE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE. Avete sbagliato sul piano periferie, che penalizzerà le città a vostra guida. CON QUESTO ATTO ABBIAMO RACCOLTO IL GRIDO DI DOLORE DEL SINDACO DI TERNI. Ho sottoscritto questa mozione solo per evitare che gli esponenti della Lega lasciassero soli i loro sindaci. E credo che dovreste votare questo atto. La sentenza delle Corte Costituzionale deriva dal ricorso della Regione Veneto su un altro tema. Poi è stata strumentalizzata. È imbarazzante che il Governo regionale a guida Pd faccia una battaglia in difesa dei vostri sindaci. Noi facciamo una battaglia per gli umbri. Voi state penalizzando i cittadini che vi hanno votato per guidare la città di Terni. C’è un’altra penalizzazione per le città umbre fatta dal Governo della Lega: quella sul progetto scuole sicure per la lotta alla droga. E su questo presenterò una mozione. Smettiamola con lo scontro politico su queste cose. Sulle periferie c’è una situazione imbarazzante per tutti”.

 

Valerio MANCINI (LEGA): “IL FINANZIAMENTO DEI PROGETTI ESECUTIVI DELLE PERIFERIE VERRÀ INSERITO NELLA LEGGE BILANCIO. Questo dice il Governo. Quindi la discussione di oggi non ha senso. Anche perché tutti i parlamentari hanno votato a favore di questo emendamento. Dobbiamo dare atto a questo Governo che vuole analizzare la conformità dei progetti su periferie. Le emergenze delle periferie sono tante, spesso dovute ad una scellerata invasione che c’è stata in questi anni. Perugia aveva avviato anche una fase di progettazione, con convenzioni già firmate. Ora stiamo parlando del congelamento di 1,4 milioni di euro, ma in questi anni avete speso 5miliardi di euro per l’accoglienza. Le periferie in questi anni sono state massacrate. Non è stato cancellato nulla. Questo atto ha creato disorientamento, ma c’è la volontà del Governo di riportare chiarezza e di fare scelte importanti”.

 

Silvano ROMETTI (SER): “La commissione parlamentare ha ribadito giusto ieri sera il proprio no al finanziamento, e bisogna capire cosa significa questa verifica tecnica dei progetti, in quanto essa è già stata fatta, i progetti erano approvati, il problema vero è che FORSE DIETRO QUESTA VERIFICA POTREBBE ESSERCI UN’ALTRA VERIFICA SU QUALI CITTÀ VERSO CUI INDIRIZZARE LE RISORSE. Non vorrei che si togliesse a qualcuno per dare a qualcun altro”.

 

Roberto MORRONI (FI): “No ad antiche e vetuste liturgie politiche su questi 30 milioni di euro che debbono riversarsi su due città che sono in difficoltà nel risolvere problematiche importanti. È importante rimarcare il carattere fondamentale di queste risorse, così come il grido di allarme dei sindaci. Qui RAPPRESENTIAMO LA VOLONTÀ POPOLARE NON IL PARTITO CHE CI HA ELETTO E SAREBBE UNA BELLA PROVA DI MATURITÀ E SERIETÀ SE SULLA MOZIONE CI SI ESPRIMESSE ALL’UNANIMITÀ”.

 

Catiuscia MARINI (presidente Regione): “DOVREMMO FARE SQUADRA ISTITUZIONALE E CANCELLARE L’EMENDAMENTO. Per questo mi auguro che oggi l’intera Aula voti questo atto, così da dare la possibilità al Governo di cancellare l’emendamento al Milleproroghe. Il metodo usato per il bando periferie, che verrà usato che per altre tematiche, deve preoccupare le nostre comunità territoriali. Mi sorprende che questo accade con un Governo guidato da una forza politica che fino a che stava all’opposizione aveva difeso le competenze delle Regioni ad operare nei loro territori. Negli otto anni in cui ho svolto il ruolo di presidente della Regione abbiamo approvato centinai di progetti per i comuni dell’Umbria: non mi è mai passato per la testa di introdurre una regola che premiasse istituzioni guidate dal centrosinistra. Abbiamo sempre messo in campo azioni in favore dei comuni, indipendentemente dal colore politico dei sindaci. Questo Governo, invece, ha deciso di rappresentare unicamente i suoi interessi e non quelli della comunità. Il bando delle periferie dà copertura per 120 città. Un progetto che nasce dal basso. Inizialmente era pensato solo per le 12 città metropolitane, abbiamo lavorato per estenderlo a tutti i capoluoghi di provincia. E nessuno si è sognato di classificare le città in base alle amministrazioni che le guidavano. Ma abbiamo costruito una operazione per la crescita con soldi pubblici: 2,1 miliardi di fondi dello Stato che fanno da moltiplicatore a 3,8 miliardi. E per l’Umbria stiamo parlando di 30 milioni, ripartiti 16 e 14 tra Perugia e Terni, che mobilitano 45 milioni di investimenti per le nostre due città. Ed è stata costruita una operazione sociale ma anche di sostegno agli investimenti edilizi e infrastrutturali. L’interesse della Regione è fare le opere, non ritardarle. Con questo emendamento si fa un danno sociale ed economico. La sottigliezza dell’emendamento, presentato da due esponenti della Lega e suggerito dal ministero dell’Economia, è il fatto che proroga tutto al 2020. Quindi, per l’oggi, non c’è più bisogno di garantire la copertura finanziaria e si liberano 2,1 miliardi per fare altre cose. Quindi si dice ai Comuni che devono fermare tutto per una mera ragione finanziaria. E nel 2020 bisognerà riprogrammare la copertura finanziaria degli interventi. Ma allora ci sarà un altro Governo. E i comuni che hanno speso soldi, ad esempio per i progetti preliminari, non verranno rimborsati. Vuol dire che Terni si mette l’anima in pace per 10 anni. L’emendamento dice che ora i soldi verranno dati ai comuni virtuosi, che per l’85 per cento sono della stessa regione. Quindi le risorse inizialmente dedicate alle città di tutta Italia si dreneranno al 95 per cento in una unica regione. Dobbiamo votare questo atto oggi, giorno in cui il presidente del Consiglio riceve l’Anci e può ritirare l’emendamento. Non si deve abbandonare il lavoro serio e scientifico che è stato fatto per il bando sulle periferie. Noi non abbandoniamo Perugia e Terni solo perché di un altro colore politico. Faremo di tutto per tutelare i Comuni in sede legale e istituzionale”. AS/PG/DMB