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QUESTION TIME: “GOVERNO EROGHI CONTRIBUTO PER MUSEO POST DI PERUGIA”

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postPerugia, 2 aprile 2019 – “Il museo Post (Perugia officina scienza e tecnologia) di Perugia riceva i finanziamenti statali necessari alle sue attività, e per evitare una grave crisi che potrebbe mettere a rischio questo importante polo scientifico”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) che nella sessione dedicata al Question time della seduta odierna dell’Assemblea legislativa, sollecita la Giunta “ad attivarsi nei confronti del Governo affinché il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca completi l’istruttoria per l’erogazione del contributo triennale 2018-2020 per enti, strutture scientifiche, fondazioni e consorzi”.

 

Presentando l’atto in Aula, Casciari ha evidenziato che “dal 2005 il Post è gestito da una fondazione costituita da Comune e Provincia di Perugia e da diversi soci sostenitori, rappresentando la principale struttura museale regionale nel settore della divulgazione scientifica. Svolge importanti attività come le mostre interattive, laboratori destinati a famiglie e turisti, attività didattiche per gli studenti; sviluppa circa 100 protocolli didattici sperimentali per le scuole di ogni ordine e grado. Siamo preoccupati per i lunghi tempi di attesa visto che il Post, sta vivendo una situazione di difficoltà economica e gestionale a causa proprio dei ritardi nell’erogazione delle risorse ministeriali. Inoltre il Comune di Perugia, uno dei due soci della Fondazione, oltre al pagamento della quota associativa annuale come contributo, non prevede altre forme di sostegno o di finanziamento finalizzate alle attività del Post. Serve una soluzione tampone per accompagnare questa fase del Post e anche individuare delle soluzioni per il futuro”.

 

Nella sua risposta l’assessore Antonio Bartolini ha detto di confermare i fondi ministeriali “che però non arriveranno prima di dicembre. La Regione da tempo sta monitorando la questione del Post, proponendo la possibilità di attingere ai fondi europei per l’agenda digitale. Dopo un periodo di attesa, la questione si è sbloccata a gennaio con un incontro tra il Sindaco di Perugia e la presidente di Regione, dove si è convenuto di mettere a disposizione del Post, fermo restando le verifiche tecniche, i fondi per il Digipass che il Comune sta progettando nell’area del Post. E sembra che la segreteria del Comune di Perugia sia favorevole a coinvolgere direttamente il Post nella gestione del Digipass. Eventualmente la Giunta è pronta ad approvare la delibera per una cifra di circa 4-500mila euro. Questo non coprirebbe tutti i costi del personale ma darebbe ossigeno. Considerando anche che il Digipass sarà sempre oggetto di finanziamenti in futuro, arricchendo stabilmente le possibilità del Post. Se questa soluzione non andasse a buon fine, allora potrebbero essere individuate risorse da allocare per piazza del Melo, con il Comune di Perugia che potrà fare economie di spesa per abbassare i costi che deve sostenere il Post. Una soluzione tampone, ma che riporterebbe l’ente in equilibrio finanziario”.

 

Nella sua replica Casciari ha parlato positivamente di questo “spiraglio positivo”, mi si è augurata che “si sblocchi il bando nazionale. Spero comunque che il Comune di Perugia possa abbracciare questo percorso. Nella nostra Regione è necessario sostenere e diffondere la cultura tecnico scientifica”.

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VIA LIBERA DALL’AULA ALLE COOPERATIVE DI COMUNITÀ: STRUMENTO PER SVILUPPO TERRITORIO

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al(Fonte Acs) Perugia, 2 aprile 2019 – Con 13 voti favorevoli (Pd, SeR, Misto-Mdp, Misto-Rp/Ic) e 3 astenuti (M5s e Lega), l’Aula di Palazzo Cesaroni ha dato il via libera alla proposta di legge dei consiglieri Silvano Rometti (SeR) e Carla Casciari (Pd) che mira a favorire la nascita, anche in Umbria, delle COOPERATIVE DI COMUNITÀ.
L’obiettivo è quello di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Il fine dovrà essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi per incidere in modo stabile su aspetti fondamentali della qualità della vita sociale ed economica.

 
Il relatore di maggioranza, Silvano ROMETTI ha sottolineato come “il sostegno alla cooperazione di comunità si esplica nell’ambito di iniziative volte allo sviluppo economico, alla coesione e alla solidarietà sociale, nell’ottica di valorizzare le risorse e le vocazioni territoriali e delle comunità locali, favorendo in primo luogo la creazione di offerte di lavoro. Particolarmente vocata per piccole comunità soggette a impoverimento economico, spopolamento e indicata per realtà umbre, pensiamo ad aree interne e piccoli comuni area terremoto. Già Abruzzo, Liguria, Puglia e Sardegna hanno adottato leggi che disciplinano le cooperative di comunità in termini in parte analoghi a quanto proposto da noi, mentre Lombardia, Basilicata, Emilia Romagna e Toscana hanno optato per introdurre la disciplina della cooperative di comunità nella legge dettata più in generale sulla cooperazione. In Umbria esistono già esperienze con attività per la Foresta Fossile Dunarobba, o per il Cinema PostModernissimo, etc. Nel percorso della legge in Commissione – ha detto Rometti – si è cercato di superare alcune criticità riscontrate sul piano tecnico-giuridico che esponevano la legge a possibili rilievi di legittimità costituzionale. Sono state anche recepite, per quanto possibile, le sollecitazioni provenienti dal mondo cooperativo. Sono stati inseriti dei criteri volti a consentire una più precisa delimitazione di quelle cooperative che la proposta di legge intende valorizzare, che si connoteranno come cooperative di comunità. Per queste, si prevede l’iscrizione in uno specifico Albo regionale laddove risulteranno svolgere determinate attività con la comunità e per la comunità di riferimento, e in possesso di determinati requisiti”.

 
Il relatore di minoranza, Andrea LIBERATI (M5S) ha definito la proposta legislativa “animata da nobili intenti poiché persegue l’interesse generale della comunità e che avremmo votato favorevolmente se non ci fosse un problema metodologico non superato in Commissione e che sarebbe stato utile fare per non esporre questo testo ad una possibile censura giuridico-amministrativa e quindi ad una impugnativa di fronte alla Corte Costituzionale. Questo è quanto ci hanno ricordato i nostri uffici legislativi dell’Assemblea legislativa, consigliando un vaglio preventivo della proposta. Bisognava tenere conto anche di alcune perplessità evidenziate da Coldiretti. Serve maggiore chiarezza sulla tipologia dei soci. L’indeterminatezza e la genericità di alcuni commi contenuti nel testo potrebbero causare maggiori incertezze rispetto a come si era partiti. Il rischio è l’assorbimento delle cooperative di comunità dentro le grandi cooperative, contravvenendo il principio e la ratio della legge. Il nostro sarà un voto di astensione”.

 
INTERVENTI
Carla CASCIARI (Pd): “La legge ha avuto un lungo percorso. Le Cooperative di comunità rappresentano una forma di impresa datata, poiché già dall’800 questa tipologia di strutture erano operative in più settori. Oggi questa forma di impresa è a pieno titolo nel Terzo settore, con interventi non solo verso lo spopolamento, ma come strumento forte di partecipazione dei cittadini. Sicurezza vuol dire anche e soprattutto un territorio vissuto e questa proposta mira sostanzialmente a questo. Rispetto ai dubbi di Liberati, va sottolineato che sono già in vigore altre analoghe leggi regionali non impugnate. Il Terzo settore è ancora in attesa dei decreti attuativi, è necessario un quadro nazionale ben definito. Questa legge, della quale sono firmataria, rappresenta un segnale forte per i cittadini che potranno essere protagonisti del loro territorio”.

 
Claudio RICCI (misto-Rp/Ic): “Quello di oggi è uno degli atti più qualificanti dell’intera legislatura. Per il nostro territorio umbro, fatto di piccole realtà amministrative, questi strumenti innovativi possono determinare azioni positive nel quotidiano che va ad incidere sulla vita dei residenti. Le cooperative di comunità sono dunque uno strumento incisivamente adeguato per le nostre realtà. Rappresenta un elemento qualificante per lo sviluppo economico non solo territoriale, ma di tutta la regione”.

 

Giacomo LEONELLI (Pd): “Si tratta di una legge che mi sta particolarmente a cuore perché rappresenta un appoggio pieno ad una altra proposta legislativa, quella sulla ‘Bellezza e Qualità come modello di sviluppo per l’Umbria’ di cui sono il promotore e che ho già depositato. Nei numerosi incontri che ho avuto nel corso della predisposizione della mia proposta ho notato un altissimo spirito di iniziativa e di crescita da parte di chi abita il territorio. La volontà di non abbandonare il proprio paese natio è evidente, ma spesso mancano gli strumenti per il rafforzamento di certe realtà. Questa legge sarà importantissima per molte piccole realtà che vanno valorizzate e fatte crescere”.

 

 
SCHEDA SINTETICA
Il riferimento delle Cooperative di comunità è costituito dai Comuni ricadenti nelle tre aree interne: Area Sud Ovest Orvietano, Area del Nord-Est (area appenninica), Area della Valnerina. Potranno tuttavia essere costituite Cooperative di comunità anche in altri ambiti territoriali prestando comunque attenzione particolare per i Comuni sotto i 3mila abitanti.
Le cooperative di comunità si prefiggono l’obiettivo di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Il fine dovrà essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi per incidere in modo stabile su aspetti fondamentali della qualità della vita sociale ed economica. Si tratta di uno strumento già presente, in altre regioni italiane e che sta producendo importanti risultati.
Questo strumento di cooperazione può assumere la veste di cooperative di produzione e lavoro, di utenza, di supporto, sociali o miste. Molteplici potranno essere le possibilità di intervento ad opera della Regione al fine di sostenere il processo di sviluppo di tali cooperative, come finanziamenti agevolati, contributi in conto capitale e incentivi per la creazione di nuova occupazione. È evidente che tali interventi, per i quali si rinvia ad un atto da adottarsi da parte della Giunta regionale sentita la Commissione competente, vadano attuati nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di stato.
Lo stanziamento previsto, per il 2019 è di 100mila euro per l’anno 2019. Modalità di sostegno sono previste dalla Programmazione comunitaria, da incentivi da parte di banche di credito Coop. Rispetto ad interventi sulla leva fiscale Irap saranno necessari ulteriori approfondimenti giuridici. La Regione è chiamata a promuovere sul territorio, d’intesa con gli enti locali, il ruolo e la funzione della cooperazione di comunità individuando strumenti e modalità di raccordo che possano favorirne le capacità progettuali ed imprenditoriali, riconoscendo nella cooperazione, ed in particolare in quella di comunità, un soggetto privilegiato per l’attuazione di politiche attive del lavoro in grado di creare nuova occupazione per il territorio con il quale e nel quale operano. I settori di intervento riguardano: la ricettività e la ristorazione, le attività legate al turismo, all’agricoltura e all’allevamento. Ma anche alla produzione di energia rinnovabile, ai servizi di interesse pubblico, alla gestione di musei, del verde, di attività culturali.

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INCENDIO PONTE SAN GIOVANNI, VENERDÌ INTERVENTO ASSESSORE IN COMMISSIONE, MARTEDÌ PROSSIMO IN AULA

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incendio(fonte Acs) Perugia, 12 marzo 2019 – L’assessore Fernanda Cecchini interverrà sull’incendio di Ponte San Giovanni venerdì prossimo in Seconda Commissione e martedì della settimana prossima in Aula. È quanto emerso dalle comunicazioni in Aula di Carla Casciari (Presidente Seconda Commissione) richieste da Andrea Liberati (M5S).

 

Nell’informativa sull’incendio, Casciari ha detto che “ad oggi non abbiamo ancora dati sui possibili danni ambientali derivanti dalla permanenza di circa quattro ore di una nube intensa sulla zona. La Seconda Commissione ha previsto un’audizione con l’assessore Cecchini per venerdì prossimo per avere informazioni sul tipo di materiale stoccato in quel luogo. Da lì partiremo per audizioni successive in attesa che arrivino i dati ufficiali dei rilevamenti Arpa, che credo saranno disponibili tra i cinque e i sette giorni. Nel frattempo stiamo avviando un’indagine conoscitiva sull’autorizzazione e sullo status dell’azienda interessata dall’incendio”.

 

La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, ha poi spiegato che si è preferito rimandare l’intervento dell’assessore Cecchini in Aula, pur disponibile a farlo oggi, alla prossima seduta per consentire un resoconto più completo.

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ESTENDERE IL PERCORSO FACILITATO DI ACCESSO AI SERVIZI SANITARI PER LA GRAVE DISABILITA’ DELL’OSPEDALE DI TERNI A TUTTE LE STRUTTURE OSPEDALIERE UMBRE

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20190312_124038(Fonte Acs) Perugia, 12 marzo 2019 – Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, dedicata al question time, il consigliere Carla Casciari (PD) ha interrogato l’assessore alla sanità Luca Barberini per sapere se la Giunta regionale “intende estendere il modello di accoglienza Dama (Disabled adavanced medical assistance), attivato a Terni, anche nelle altre strutture ospedaliere della regione, per offrire su tutto il territorio un efficace strumento di accoglienza e presa in carico delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.

 

Nell’atto ispettivo, Casciari spiega che “nel febbraio 2018 presso l’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni è nato il Centro accoglienza disabilità (Cad), primo in Umbria, cui si può accedere direttamente o tramite un numero verde attivo dal lunedì al venerdì. Grazie all’attivazione di questo percorso, dedicato alle persone con disabilità complessa intellettivo-relazionale, l’azienda ospedaliera ternana è entrata a far parte della rete nazionale Dama che comprende anche i nosocomi di Milano, Mantova, Varese, Bologna, Empoli, Bolzano e Cosenza. I punti caratterizzanti del Dama sono la presenza di un’equipe multidisciplinare dedicata e di personale volontario qualificato, la facilità di contatto con le famiglie mediate l’attivazione di un call center e di un archivio con i dati di tutti i pazienti”.

 

Nella risposta l’assessore Barberini ha spiegato che “l’intenzione è quella di replicare il progetto Dama nei nostri principali presidi ospedalieri. Si è già fatto molto attraverso strumenti regionali nelle due aziende ospedaliere, e c’è una programmazione molto seria e articolata nelle due Asl. In Italia 5 persone su cento sono disabili e una su cento è in condizione di grave e gravissima disabilità. Quando c’è necessità di cure in fase acuta è necessario un percorso di accoglienza e di inserimento per superare le difficoltà legate alla situazione di disabilità e una maggiore attenzione per i familiari. A Terni è in corso una implementazione del modello Dama, con l’obiettivo della diffusione della cultura dell’accoglienza, l’organizzazione della formazione del personale e l’intensificazione dei rapporti con le associazioni di volontariato. Per l’Azienda ospedaliera di Perugia fin dal 2014 è previsto un percorso per non vedenti e ipovedenti che prevede la presa in carico del paziente e l’accompagnamento all’interno della struttura. In tutta la Regione, poi, è stata attivata una sperimentazione con la Croce Rossa italiana per una centrale operativa con esperti nella lingua dei segni che fornisce ai non udenti tutta l’assistenza possibile nei servizi sanitari regionali. Nei presidi della Asl 1 sono diffusamente presenti associazioni di volontariato che lavorano per la facilitazione dell’accesso dei soggetti con disabilità. È partita la formazione delle realtà associative, come prima fase del progetto Dama, a Città di Castello e Gubbio. Nell’Asl 2 il progetto sperimentale sta partendo a Foligno, Spoleto e Orvieto per poi replicare il modello anche nei restanti presidi ospedalieri. Particolare attenzione è stata data ai percorsi riabilitativi con la presa in carico negli ospedali di Trevi, Cascia e il Domus Gratiae di Terni”.

 

Nella replica Casciari ha detto di aver apprezzato le parole dell’Assessore ma ha ricordato che il progetto Dama “prevede l’accompagnamento in tutto il percorso. Mi auguro che l’esperienza di Terni possa essere almeno estesa all’Azienda ospedaliera di Perugia e agli altri ospedali più grandi”.

Carla Casciari in aula

CENTRO REGIONALE DI ADDESTRAMENTO PER UNITA’ CINOFILI DI SOCCORSO: MOZIONE RINVIATA IN COMMISSIONE

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Carla Casciari in aula(Fonte Acs) Perugia, 5 marzo 2019 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha deciso il rinvio in Seconda commissione della mozione di Carla Casciari (Pd) che mira a “dotare l’Umbria di un Centro regionale di addestramento per le unità cinofile di soccorso e formazione per istruttori, realizzando a tal fine un campo ricerche per le esercitazioni e l’addestramento nel Centro regionale di Protezione Civile di Foligno”. Il rinvio è stato proposto dal consigliere Valerio Mancini (Lega) per unificare l’atto di indirizzo con quello, approvato dall’Aula nel 2015, sul Nucleo cinofilo dei Carabinieri (https://tinyurl.com/centro-cinofilo-carabinieri(link is external)).

 

LA RELAZIONE. Casciari ha tenuto a rimarcare che, in Umbria “esistono già positive esperienze di unità di soccorso cinofile di associazioni di volontariato. È auspicabile lavorare anche con la Protezione civile Nazionale perché l’Umbria possa essere dotata di un campo ricerche e di un centro di addestramento per le unità cinofile di soccorso e formazione per gli accompagnatori, catalizzatore di figure professionali e di riferimento per l’Italia centro meridionale. In questo modo avremmo sempre a disposizione le unità cinofile, e la nostra regione diventerebbe un centro di riferimento per l’addestramento in tutto il Centro sud. L’Umbria – ha evidenziato Casciari – è una regione ad elevato rischio sismico e la tempestività degli interventi di soccorso e aiuto alle popolazioni colpite può fare la differenza. In caso di crolli, frane o altri incidenti determinati dal terremoto o da calamità naturali di qualsiasi natura le unità cinofile di soccorso, in particolare i cani da macerie, sono una risorsa imprescindibile per i soccorritori. Basti pensare che in occasione degli ultimi tragici eventi sismici nel centro Italia sono state ben 60 le vite salvate dai cani da soccorso tra Amatrice e Pescara del Tronto, arrivando dove i soccorritori non riescono o non possono arrivare senza mettere a repentaglio la loro stessa vita. L’opera delle unità cinofile è fondamentale anche per rintracciare le vittime”.

 

 

 

GLI INTERVENTI
Claudio RICCI (misto Rp Ic): “PROPOSTA POSITIVA CHE DELINEA UNA SOLUZIONE SENZA AGGRAVIO DEI COSTI. La sicurezza si articola in logistica, personale e mezzi e servizi mobili e fissi. Nel 2004 il ministero dell’Interno decise che nelle sedi non potevano esserci incrementi di costo. La realizzazione di nuove strutture doveva essere perseguita a parità di costi. Questo ha portato alla chiusura di alcune strutture. Questa mozione dovrebbe servire anche a chiedere di implementare le risorse per la logistica della sicurezza. La proposta di Casciari è molto positiva perché delinea una soluzione, da attivare nel centro regionale di Foligno, suggerendo al Ministero di scegliere quella sede per evitare un aumento dei costi”.

Valerio MANCINI (Lega): “RIPORTARE L’ATTO IN COMMISSIONE, UNIFICANDOLO CON LA RISOLUZIONE DEL 2015 SUL NUCLEO CINOFILO DEI CARABINIERI. Nel novembre 2015 approvammo una risoluzione per l’istituzione in Umbria di un nucleo cinofilo dei Carabinieri, che approfondimmo in Commissione (https://tinyurl.com/nucleocinofilo-commissione(link is external)) ascoltando anche i vertici dell’Arma. Comprendemmo che le unità cinofile erano importanti per la sicurezza della nostra regione, anche in relazione al problema droga e a supporto delle polizie locali. Chiediamo alla proponente di unificare le due proposte, modificando la mozione riportandola in Prima commissione per arrivare ad un solo testo condiviso, dopo aver ascoltato anche i rappresentanti dei vigili del fuoco. L’impiego dei cani per la sicurezza deve riguardare sia gli interventi svolti dai vigili del fuoco, in caso di disastro, che quella dei Carabinieri per il contrasto degli eventi criminosi”.

La proponente, Carla Casciari, ha infine replicato che “i due atti di indirizzo non sono contrapposti. Esiste però il problema, per tutti i corpi, di disporre di un campo da macerie per le esercitazioni, che sono considerate normativamente alla stregua di discariche. Oggi i cani da soccorso devono andare fuori regione per poter svolgere l’addestramento perché al centro sud non esiste questo tipo di struttura. Possiamo discutere e approfondire l’argomento in Seconda commissione, dato che i due testi sono diversi ma non incompatibili”.

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DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ (ADHD) – LA PROPOSTA DI LEGGE DI LEONELLI E CASCIARI (PD) RINVIATA IN COMMISSIONE PER INTEGRAZIONI

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20190219_151541(Fonte Acs) Perugia, 19 febbraio 2019 – L’Assemblea legislativa ha deciso all’unanimità di riportare all’esame della Commissione sanità e servizi sociali la proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Giacomo Leonelli e Carla Casciari (Pd) riguardante il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd) affinché l’oggetto della proposta, ossia il sostegno alle famiglie e l’organizzazione di un percorso normativo che riguardi il contrasto al disturbo, attualmente non normato neanche a livello nazionale, sia esteso agli altri disturbi similari dell’età giovanile, come vuole un altro testo di legge depositato da tre membri della commissione (Solinas-Misto/MdP, Rometti-SeR e Squarta-FdI), con il vincolo di tempo di trenta giorni per arrivare a formulare una nuova proposta normativa da far votare all’Aula di Palazzo Cesaroni.

 

Il consigliere GIACOMO LEONELLI ha illustrato all’Aula la sua proposta di legge, ricordando che “l’atto è stato scritto oltre due anni fa e la sua trattazione fu sospesa per permettere i dovuti approfondimenti e l’eventuale introduzione di altri ambiti nel testo ma, dopo 17 sedute di commissione e ben due cicli di audizioni, le famiglie che sono alle prese quotidianamente con questo problema e con le difficoltà anche economiche che ne conseguono, stanno ancora aspettando che qualcuno si occupi concretamente di dare una risposta normativa ad un disturbo che non è previsto in alcuna legge dello Stato, a differenza di altri similari, come l’autismo. Senza dimenticare che la Commissione consiliare aveva già approvato quasi per intero l’articolato del testo per poi fermarsi davanti alla definizione della norma finanziaria e fare quindi un passo indietro per arrivare a proporre, con i capigruppo Solinas (misto-MDP), Rometti (Socialisti) e Squarta (FDI), un altro testo di legge, redatto stavolta in 48 ore e nemmeno condiviso con i consiglieri del PD. Ci sia almeno l’impegno di risolvere tutto entro trenta giorni con un testo unitario della commissione”.

 

Nel merito – ha spiegato Leonelli – va riconosciuto il ruolo determinante della famiglia quale parte attiva per l’elaborazione di progetti legati alla vita della persona affetta da questa sindrome. Vanno dunque promosse iniziative di sostegno e di consulenza alla famiglia durante il complesso percorso diagnostico, terapeutico-riabilitativo e abilitativo delle persone affette da Adhd. Come pure va promossa la comunicazione e la collaborazione tra scuola, servizi sanitari, servizi sociali e famiglia. Per questo viene previsto un Coordinamento regionale quale organo propositivo e consultivo della Regione, chiamato a svolgere anche un’attenta attività di monitoraggio rispetto alle azioni previste e messe in campo. Previsto anche un Comitato tecnico-scientifico regionale per l’aggiornamento delle linee di indirizzo per la diagnosi, il trattamento e la presa in carico delle persone affette da questa patologia. La legge prevede una rete regionale integrata dei servizi sul territorio e quindi non più soltanto un centro di eccellenza, come quello di Terni, che da solo non riesce più a soddisfare le richieste di intervento, visto che ci sono tempi di attesa di circa un anno. Prevista anche l’ipotesi di strutture di semiresidenzialità per minori affetti da questa sindrome”.

 

INTERVENTI

CARLA CASCIARI (PD, cofirmataria della proposta di legge): “C’è rammarico per essere arrivati a questo punto con le famiglie che hanno necessità di una risposta. A differenza dell’autismo o dei disturbi di apprendimento, non c’è nessuna legge nazionale per il disturbo Adhd. Non ci sono nemmeno linee guida ma non si tratta di un disturbo raro, come abbiamo visto dai numeri. I disturbi ci sono ma manca un tavolo nazionale. In Umbria è già stato istituito un centro regionale presso la neuropsichiatria dell’Asl 2 di Terni, ma si occupa della somministrazione di terapie farmacologiche che, trattandosi di farmaci importanti, dovrebbero essere solo l’ultima spiaggia per la soluzione del problema. Inoltre, nella proposta di legge degli altri consiglieri, mutuata dal sistema sanitario di un’altra Regione che è differente dal nostro, ci sono rimandi a linee guida nazionali che, come detto, non riguardano l’adhd, e non si fa riferimento a un centro regionale specifico. Senza contare che la norma finanziaria che abbiamo pensato per l’adhd, 200mila euro per il primo anno, la ritroviamo identica nell’altra proposta, che però si rivolge a un nucleo di soggetti assai più numeroso, quello che comprende tutti i disturbi del neurosviluppo, e per questo risulta non congrua”.

 

 

CLAUDIO RICCI (MISTO RP-IC): “Valuto positivamente la proposta di legge dei consiglieri Leonelli e Casciari. Dai lavori di Commissione è emersa l’importanza della prevenzione, nella fascia 8/22 anni, per diminuire l’impatto della sindrome. Si registra una carenza di insegnanti di sostegno specializzati in questi ambiti. Si tratta di una norma di buon senso, che tende a valorizzare il ruolo delle famiglie e a personalizzare e umanizzare le cure. Si tratta comunque di un primo passo verso un ‘testo unico’ che riguardi tutte le patologie affini: ho firmato la proposta di legge che mira a questo; entro 30 giorni la proposta Leonelli–Casciari può essere ampliata e riportata in Aula”.

EMANUELE FIORINI (LEGA): “Sono favorevole a questa legge. Serve una sensibilità maggiore verso questa problematica. Serve rispetto per le famiglie che vivono questa situazione e le persone che soffrono per questi disturbi. Interrompiamo la discussione, uniamo le due proposte di legge e portiamo in Aula, entro 30 giorni, un progetto unitario”.

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“Promuovere e valorizzare la figura dell’amministratore di sostegno”

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Il consigliere Carla Casciari (Pd) annuncia la presentazione di una proposta
di legge per “promuovere e valorizzare la figura dell'amministratore di
sostegno”. Per Casciari l’obiettivo è il “supporto alle persone più
fragili per la gestione di risparmi e patrimoni, ma anche per provvedere a
semplici esigenze quotidiane”.

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“Promuovere e valorizzare la figura
dell'amministratore di sostegno”. È quanto dichiara il consigliere del
Partito democratico Carla Casciari annunciando la presentazione di una
proposta di legge che punta al “supporto delle persone più fragili, un
principio irrinunciabile all'interno del sistema di welfare regionale”.

“L'amministratore di sostegno – spiega Casciari - opera come tutore di
persone dichiarate non pienamente autonome per effetto di patologie, per
anzianità o perché prive di una rete familiare. Persone che si trovano in
difficoltà a provvedere ai più semplici atti della propria quotidianità,
come pagare le bollette o recarsi in farmacia, figuriamoci nel gestire i
propri risparmi e patrimoni. Per aiutare queste persone nelle loro attività,
consentendo comunque di mantenere una quota residua capacità giuridica, una
legge nazionale, in vigore dal 2004, ha introdotto la figura
dell'amministratore di sostegno nominata dal Giudice tutelare e scelto ove
possibile nello stesso ambito familiare, o in alternativa da una figura terza
che si renda disponibile ad assumere l'incarico”.

“Affiancare ad una persona fragile una figura come l'amministratore di
sostegno – prosegue Casciari - è auspicabile quando il contesto
socio-familiare della persona è particolarmente difficile o assente, onde
evitare profittatori e raggiri da parte di mal intenzionati. Per questo ho
ritenuto opportuno presentare questa proposta di legge affinché anche
l'Umbria, come hanno già fatto altre Regioni, si doti di una normativa che
contribuisca a favorire le nomine di amministratori di sostegno quale
possibile soluzione a situazioni di disagio, anche promuovendo e sostenendo
la formazione e l'aggiornamento costante per coloro che decidano di dedicarsi
a questa attività. Nella proposta di legge – conclude Casciari – tra le
iniziative che la Regione può promuovere sono previsti anche l'istituzione
di elenchi di persone che si rendano disponibili a svolgere il ruolo di
amministratore e il sostegno a sportelli informativi”.
(Fonte Acs, 12/02/2019)
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QUESTION TIME: “ADEMPIMENTI DEL COMUNE DI PERUGIA PER OTTENERE COFINANZIAMENTO PER ‘PALABARTON’”

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pala-barton(Fonte Acs) Perugia, 11 febbraio 2019 – Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, l’Aula di Palazzo Cesaroni ha discusso l’interrogazione a risposta immediata dei consiglieri del Partito democratico Carla Casciari e Giacomo Leonelli circa “gli adempimenti, temporali e documentali, che il Comune di Perugia dovrebbe rispettare per ottenere il cofinanziamento della Regione Umbria per gli interventi di ampliamento del Pala Barton, per i quali la Regione ha stanziato 500mila euro del proprio bilancio di assestamento”.

 

Nell’illustrare l’atto in Aula, Casciari ha ricordato che “dal 2010 il Pala Evangelisti di Perugia, ora PalaBarton, ospita le partite casalinghe della Sir Safety Perugia Volley, squadra che si è aggiudicata l’ultimo scudetto 2017-2018 e, proprio ieri, la Coppa Italia 2019. Il numero sempre crescente di persone che richiedono di assistere alle partite della Sir Safety Perugia Volley ha indotto la società, a più riprese, a richiedere un ampliamento della capienza del Pala Barton da realizzarsi con interventi strutturali di ‘chiusura’ degli spicchi delle gradinate superiori dell’impianto. Per questo intervento la società ha consegnato nel 2018 un progetto definitivo al Comune di Perugia per un ammontare complessivo di oltre un 1 milione di euro. Questa Assemblea, sensibile alle aspettative della società Sir Safety e consapevole del valore che la squadra rappresenta per la città e per l’intera comunità regionale, con la legge regionale ‘6/2018’ ha votato un contributo straordinario da erogare in favore del Comune di Perugia di 500mila euro (150mila euro per il 2018 e 350mila euro per il 2019), a titolo di cofinanziamento delle spese di investimento per i lavori di adeguamento e ristrutturazione del palazzetto. Nell’ultimo biennio sono stati già realizzati interventi di miglioramento del Pala Barton, anche grazie al sostegno finanziario della Regione Umbria, con un contributo a fondo perduto di 300mila euro, pari alla metà del costo previsto dal Comune per l’installazione della tribuna retrattile. La riqualificazione delle gradinate, la realizzazione della sala stampa, il nuovo tabellone elettronico, la riqualificazione degli spazi collettivi, della zona hospitality, degli spogliatoti e servizi igienici. Ma in questi giorni si registrano sulla stampa locale e nazionale dichiarazioni allarmanti da parte della società Sir Safety Perugia Volley che lamenta l’immobilismo dell’Amministrazione comunale in merito all’avvio dei lavori di ampliamento del PalaBarton. Ritardi che rischiano di inficiare il normale proseguo della stagione della Sir Safety fra le mura amiche del palasport cittadino, infatti, in vista delle fasi finali del campionato ci si aspetta un ulteriore richiesta di posti disponibili per assistere alle partite. Per far fronte a tali richieste, stando alle dichiarazioni della società, si sta pensando di trasferire la squadra in impianti con capacità di pubblico superiore ai 5mila posti”.

 

L’assessore Fabio Paparelli ha risposto spiegando che “la Giunta ha deliberato tre anni fa un protocollo d’intesa con il Comune di Perugia per interventi di manutenzione straordinaria e per il miglioramento tecnico e funzionale, che prevedeva il rifacimento di tribuna e gradinate con nuovi posti, nuovo tabellone elettronico, sala stampa, servizi igienici, spogliatoi, spazi collettivi riqualificati, una manutenzione straordinaria esterna e nuovi spazi da destinare a depositi, come richiesto dai vigili del fuoco. L’importo complessivo, di 600mila euro, metà a carico del Comune e metà della Regione. A dicembre 2018 il Comune di Perugia ha trasmesso la determinazione dirigenziale del 7 novembre 2018, in cui vengono descritti lavori per un totale di 199 mila euro, rispetto all’importo di 600mila euro contenuto nel protocollo d’intesa sottoscritto. Dalla rendicontazione emerge che i lavori sono i seguenti: nuovo tabellone, riqualificazione spazi collettivi, lavori di messa in sicurezza, riqualificazione arredo, sala stampa. Sulla determina inviata, ancorché non accompagnata di documentazione a supporto che ancora non abbiamo, è stato liquidato il primo acconto.

 

 

Il crono-programma prevede che il Comune di Perugia, entro il 29 marzo 2019, debba presentare apposita deliberazione di approvazione del progetto esecutivo e del finanziamento dello stesso, prevedendo quindi le risorse necessarie. Allo stato attuale, la documentazione prodotta del Comune di Perugia non consente l’utilizzo delle risorse regionali: la quota di cofinanziamento a carico del Comune per 1 milione 445mila euro  viene rinviato al bilancio 2019–2021 e allo stato attuale non risulta ancora approvata dallo stesso Comune. La mancata approvazione farebbe venire meno l’impegno della Regione rispetto alle risorse rese disponibili, mentre sono stati spesi esclusivamente 199 mila euro”.

 
Nella replica conclusiva, Leonelli ha detto che tutto ciò “pone fine all’immagine del  sindaco di Perugia nocchiero indefesso che guida la nave della città in mezzo agli squali del Pd, visto che la Regione ha messo 500mila euro e la possibilità di fare gli interventi appare molto a rischio. Quindi basta con la retorica, il Comune rischia di non fare gli interventi e la Giunta svolga in modo ancora più deciso la sua funzione. La pallavolo, sport dove la Regione giustamente investe in maniera eccezionale, in quanto eccellenza perugina di livello mondiale, è uno sport dove il fattore campo è fondamentale e così la presenza del pubblico. Il Comune sia messo di fronte alle sue responsabilità”. Casciari ha poi sottolineato che “non solo il pubblico di Perugia segue la squadra, ma sono molte le presenze da altre città per assistere a uno spettacolo di livello così elevato. Il Sindaco, il quale ha detto che le nostre sono chiacchiere, faccia i fatti”.

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CONNESSIONE DELLE CICLOVIE REGIONALI CON QUELLE TURISTICHE NAZIONALI

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20190115_123949(Acs) Perugia, 15 gennaio 2018 – Nella sessione dedicata al Question time dell’Assemblea legislativa di oggi, il consigliere Carla Casciari (Pd) ha illustrato la sua interrogazione a risposta immediata sui percorsi ciclabili dell’Umbria. Nello specifico ha chiesto all’assessore Giuseppe Chianella “se e quali azioni sono state intraprese, nell’ambito del Protocollo d’Intesa con Toscana e Lazio, per la messa in esercizio dei tratti incompleti lungo il percorso ciclabile del fiume Tevere; come intende supportare l’inserimento delle ciclovie regionali nell’ambito del programma delle ‘ciclovie turistiche nazionali’ del ministero dei Trasporti. In particolare la ciclopista del Sole dovrebbe ricomprendere le ciclovie regionali nei territori di Arezzo, Chiusi ed Orvieto fino ad arrivare a Roma; e la ciclovia Romea, che da Venezia arriva a Roma, dovrebbe sfruttare il tratto toscano-umbro-laziale lungo il corso del fiume Tevere. Il tratto umbro del percorso, di quasi 200 chilometri, tocca importanti città della nostra regione e costituisce l’asse principale dell’esistente rete ciclistica regionale sulla quale s’innestano poi anche anche ciclovie, quali ad esempio quella che porta ad Assisi o al lago Trasimeno”.

 

Casciari ha anche evidenziato che “la promozione dell’uso della bicicletta implica un miglioramento dell’efficienza, della sicurezza e dei percorsi di mobilità, ma presuppone anche la tutela del patrimonio ambientale e culturale. Il Piano nazionale dedicato alle ciclovie – ha concluso – ha previsto risorse per circa 370milioni di euro, che sono state ripartite secondo appositi protocolli d’intesa con le Regioni sulle quali queste infrastrutture insistono”.

 

L’assessore Chianella ha risposto che “la programmazione nazionale delle ciclovie già dal 2011 ha individuato gli assi nazionali che potevano interessare l’Umbria, parte dei quali già in esercizio. Dopo l’individuazione degli itinerari è stata attuata una prima programmazione delle risorse regionali disponibili, che sono state destinate (quasi 6milioni di euro) ai tratti  Chiusi scalo-Fabro (ciclovia del Sole), Città di Castello-Pierantonio e Ponte Pattoli-Ponte San Giovanni (ciclovia del Tevere). Sono state poi individuate le connessioni tra assi nazionali e rete ciclistica dell’Umbria: alcuni sono già attivi mentre per altri sono in corso attività di progettazione e realizzazione (oltre 4milioni di euro): recupero del tracciato della ex ferrovia dell’Appennino centrale Umbertide-Gubbio-Fossato di Vico; ciclovia del fiume Nera Santa Anatolia di Narco – Cascata delle Marmore – Terni.
Il protocollo firmato con Lazio e Toscana per la ciclovia del Sole non ha ricevuto finanziamenti dal Ministero e attendiamo l’attivazione di nuovi fondi. Per il completamento dei tratti umbri delle tre ciclovie e per rendere fruibili servono risorse importanti, che auspichiamo vengano messe a disposizione dai futuri piani delle ‘Ciclovie turistiche nazionali’: abbiamo richiesto, insieme a Lazio e Toscana, di essere inseriti nelle misure relative a quelle del Sole e Tevere”.

 

Casciari ha riconosciuto che “la Regione Umbria ha investito importanti risorse sulla mobilità ciclistica. Ora è necessario prestare attenzione affinché arrivino fondi nazionali per un ambito che ha ricadute positive anche sul turismo ma che necessità di interventi coordinati, anche su scala nazionale, per fare dell’Umbria una meta attrattiva del turismo a due ruote”. MP/

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BILANCIO REGIONE: “MAGGIORE PARTECIPAZIONE DEGLI STUDENTI NELL’AGENZIA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO (ADISU)”

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adisu mensa(Acs) Perugia, 20 dicembre 2018 – “Una maggiore partecipazione della rappresentanza degli studenti nell’Agenzia per il diritto allo studio universitario (Adisu)”. Questo l’obiettivo dell’ordine del giorno approvato oggi dall’Assemblea legislativa nell’ambito della sessione di bilancio, di cui Carla Casciari (Partito democratico) è prima firmataria.

“La Regione Umbria – spiega Casciari – ha sempre garantito la piena attuazione del diritto allo studio per gli universitari, assicurando ogni anno le risorse necessarie per il finanziamento di tutte le domande di borse di studio e servizi per gli studenti. Anche quest’anno sono state liquidate 4.315 borse di studio, con la copertura del 100 per cento degli aventi diritto. L’apertura della mensa presso la nuova Facoltà di Medicina, la nuova residenza universitaria all’interno del complesso di Monteluce e gli interventi di riqualificazione degli studentati esistenti sono alcuni degli investimenti effettuati dall’Adisu per la migliore qualificazione dei servizi per gli studenti. Il ruolo delle rappresentanze studentesche nella qualificazione dei servizi per gli studenti universitari e delle funzioni che già gli sono riconosciute nell’ambito della legge regionale n. 6/2006  ‘Norme sul diritto allo studio universitario e disciplina dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria’. Tale atto consente agli studenti di esercitare i diritti nell’ambito dello studio e della formazione, in un ottica di eguaglianza e di parità di accesso ai servizi”.
“Ho già sostenuto – sottolinea infine Carla Casciari – che la città universitaria debba essere competitiva nei servizi, con il Gimo (mobilità notturna) e l’abbonamento per il trasporto agevolato per gli universitari, e credo fermamente che la partecipazione della componente studentesca sia alla base di una città a dimensione di studente. L’ordine del giorno chiede alla Giunta di provvedere a potenziare il ruolo delle rappresentanze degli studenti negli organi dell’Adisu e a prevedere ogni ulteriore modalità di partecipazione, coinvolgimento e co-progettazione negli interventi che saranno posti in essere, con particolare riferimento alla predisposizione degli obiettivi annuali da impartire alla nuova figura del direttore generale e alla conseguente valutazione”. RED/mp