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CINGHIALI: “CREIAMO NUOVE OPPORTUNITÀ IN UMBRIA”

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aaaa(Acs) Perugia, 22 maggio 2018 – “Promuovere la bioeconomia come strumento per favorire la crescita e creare occupazione. La valorizzazione sia in termini qualitativi che commerciali della carne di cinghiale può rappresentare, soprattutto nei territori delle aree interne, una opportunità di crescita dell’economia locale e della filiera enogastronomica”. È quanto affermato dal consigliere regionale Carla Casciari (Pd), intervenuta questa mattina al seminario informativo dal tema ‘Fauna selvatica: da problema a risorsa per lo sviluppo locale’, organizzato dalla Federazione italiana dottori in scienze della produzione animale nel Dipartimento di scienze agrarie dell’Università di Perugia.

 

Casciari, che ha parlato di “una carne di qualità, una risorsa per l’occupazione e per il turismo”, ha presentato nei mesi scorsi una mozione dove chiedeva di “sostenere un sistema di filiera corta per valorizzare la carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, fino ad arrivare a creare un marchio di qualità da promuovere sul mercato nazionale ed internazionale”.

 

aaaaaa“Il quadro faunistico regionale – ha detto l’esponente del Pd – è profondamente cambiato negli ultimi decenni, con un progressivo abbandono delle zone rurali alle quali è corrisposto un aumento del numero dei capi di cinghiale. La prospettiva di protezione della specie, quindi, è ormai superata. L’obiettivo principale – ha spiegato – dovrà essere quello di sostenere strumenti idonei alla gestione demografica di tale razza, primi tra tutti i piani di contenimento, i tempi di selezione più lunghi, la revisione della normativa nazionale e regionale oltre che un approccio multidisciplinare”.

 

“La Regione Umbria – ricorda Casciari – ha disciplinato il prelievo venatorio del cinghiale riconoscendo agli Ambiti territoriali di caccia il compito di adottare i piani annuali di gestione della specie per il raggiungimento e il mantenimento di una presenza di cinghiale compatibile con la salvaguardia delle colture agricole, dell’ambiente e della fauna. Nonostante ciò, in Umbria, sono ancora ingenti i risarcimenti per i danni in ambito agricolo e per gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica. I risarcimenti – commenta – pesano sul bilancio regionale per quasi 2milioni di euro l’anno, con un aumento dei sinistri (501 nel 2014) a fronte di un aumento dei risarcimenti (un milione 640mila euro sempre nel 2014). Per questo con la legge regionale ‘18/2016’ sono state ridefinite le strategie regionali, prevedendo l’istituzione di un fondo destinato ad interventi attivi di prevenzione del danno da fauna selvatica sulle attività antropiche”.

 

aaaaa“La filiera – ha sottolineato Casciari – oltre alle istituzioni regionali e locali, al Dipartimento di prevenzione del Servizio sanitario e agli Ambiti Territoriali di Caccia, potrebbe coinvolgere attivamente anche i Parchi dell’Umbria, luoghi di maggior presenza delle specie di ungulati, con l’obiettivo finale di creare un marchio locale da promuovere anche sui mercati nazionali ed internazionali”.

 

La mozione – ha spiegato ancora – è ora in discussione nella Commissione consiliare competente per i necessari approfondimenti. Nei giorni scorsi ne abbiamo anche parlato alla presenza dell’assessore regionale Fernanda Cecchini. Si proseguirà con un’audizione, prevista per la metà del prossimo mese. Spero veramente – conclude Casciari – che sarà l’occasione giusta per approfondire con i portatori di interesse il tema dell’abbattimento selettivo e, attraverso un’analisi accurata, arrivare a soluzioni concrete per permettere la creazione in Umbria di una nuova economia locale ed allo stesso tempo per creare le condizioni per l’instaurazione di un sistema di qualità delle carni di selvaggina che poi finiscono sulle nostre tavole”. RED/as

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TERZA COMMISSIONE, DISCUSSA MOZIONE CASCIARI (PD) SU FILIERA CARNE DI CINGHIALE

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c-assembleaL’assessore regionale Fernanda Cecchini ha illustrato ai membri della Terza commissione, presieduta da Attilio Solinas, il nuovo calendario venatorio 2018-2019 che prevede un’intera giornata di preapertura domenica 2 settembre e un’altra mezza giornata (fino alle ore 13) nella domenica successiva, 9 settembre. Discussa anche la mozione di Carla Casciari (Pd) che prevede l’instaurazione di un sistema di filiera corta per valorizzare  la carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, arrivando a creare un marchio di qualità da promuovere sul mercato.

 

(Acs) Perugia, 17 maggio 2018 – Nel pomeriggio di ieri l’assessore regionale Fernanda Cecchini ha illustrato ai membri della Terza commissione, presieduta da Attilio Solinas, il nuovo calendario venatorio 2018-2019 che prevede un’intera giornata di preapertura domenica 2 settembre e un’altra mezza giornata (fino alle ore 13) nella domenica successiva, 9 settembre.

SPECIE CACCIABILI E PERIODI
Nei due giorni di preapertura sarà consentita la caccia (esclusivamente da appostamento temporaneo, fisso con richiami vivi e appostamento per gli acquatici) alle seguenti specie: alzavola, marzaiola, germano reale, tortora, colombaccio, cornacchia grigia, ghiandaia, gazza.

A partire dal 16 settembre 2018 sarà consentito cacciare le seguenti specie: quaglia (fino al 29 dicembre); tortora (fino al 31 ottobre); alzavola, marzaiola, germano reale, cornacchia grigia, ghiandaia, gazza (fino al 28 gennaio 2019); tortora (fino al 31 ottobre); allodola, coniglio selvatico, fagiano, merlo, starna, pernice rossa, silvilago (fino al 31 dicembre); fagiano femmina (fino al 29 novembre); beccaccia, beccaccino, canapiglia, cesena, codone, colombaccio, fischione, folaga, frullino, gallinella d’acqua, mestolone, moretta, moriglione, pavoncella, porciglione, tordo bottaccio, tordo sassello, volpe (fino al 31 gennaio 2019); lepre (fino al 9 dicembre).

La caccia al cinghiale viene consentita dal 6 ottobre al 6 gennaio 2019 esclusivamente nei giorni di giovedì, sabato e domenica, ma potranno essere predisposti interventi di contenimento anche nei giorni di settembre in cui è consentito il prelievo venatorio.
La caccia di selezione alle specie daino, capriolo, cervo e muflone, solo in determinate zone e con sufficiente consistenza, è consentita dal 17 giugno al 16 luglio 2018, dal 12 agosto al 30 settembre e dal 1 gennaio al 15 marzo. Dovrà essere osservato silenzio venatorio nei giorni di martedì e venerdì.

Nelle aziende faunistico-venatorie il prelievo delle specie autorizzate (tranne gli ungulati per cui valgono le precedenti date)  inizia il 16 settembre e termina il 31 dicembre, con esclusione delle specie fagiano maschio e femmina, volpe, germano reale e colombaccio, per le quali il termine di chiusura è spostato al 31 gennaio 2019. Nelle aziende agrituristico-venatorie il prelievo delle specie autorizzate ha inizio il 1 settembre 2018 e termina il 31 gennaio 2019.

Per la salvaguardia delle popolazioni svernanti di beccaccia, in occasione di eventi climatici avversi, la regione si riserva la possibilità di sospendere la caccia in occasione di ondate di gelo che si prolunghino per più di tre giorni consecutivi.

Il 4 ottobre, San Francesco, è vietato l’esercizio venatorio in tutto il comune di Assisi.

CARNIERE
Per ogni giornata di caccia è consentito abbattere 2 capi della seguente selvaggina: fagiano, starna, pernice rossa, lepre, coniglio selvatico (di cui 1 sola lepre e 1 sola starna); 10 quaglie (con un massimo di 25 a stagione), 20 capi complessivi fra le specie tordo, merlo e cesena; 10 allodole (con un massimo di 50 a stagione); 10 capi complessivamente fra le specie alzavola, canapiglia, codone, fischione, germano reale, marzaiola, mestolone, moretta, moriglione, folaga, gallinella d’acqua, porciglione, beccaccino, frullino, pavoncella e colombaccio; 3 capi di beccaccia per un massimo di 20 a stagione; 10 tortore con un massimo di 25 a stagione; 20 capi di selvaggina migratoria.

APPOSTAMENTI
Gli appostamenti fissi non possono essere installati a una distanza inferiore a 400 metri da oasi di protezione, zone di ripopolamento e cattura e centri di riproduzione fauna selvatica. Ciascun appostamento fisso non può essere installato a meno di 200 metri da un altro appostamento fisso. Per il colombaccio la distanza deve essere di 500 metri.
Gli appostamenti temporanei devono essere ad almeno 200 metri di distanza da quelli fissi e a meno di 100 metri da oasi di protezione e centri di ripopolamento.
Negli appostamenti fissi è consentito l’uso di richiami vivi con limite massimo di 40 unità di cattura e 40 di allevamento. Negli appostamenti temporanei il limite è di 10 unità di cattura e 10 di allevamento.

DIVIETI
Vietato l’utilizzo di richiami vivi accecati o mutilati e richiami acustici elettronici, con o senza amplificazione del suono. Vietata l’attività venatoria nel territorio dei parchi naturali e delle aree protette, nel Parco dei Sibillini, all’interno delle aree contigue del parco di Monte Cucco e del parco fluviale del Tevere.

La Commissione ha discusso con l’assessore Cecchini anche la mozione presentata da Carla Casciari (Pd) circa l’instaurazione di un sistema di filiera corta per valorizzare  la carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, arrivando a creare un marchio di qualità da promuovere sul mercato. Tale ipotesi prevede la verifica degli animali e la lavorazione delle carni presso mattatoi specificamente autorizzati.
L’assessore ha detto che per vendere la carne di cinghiale serve una filiera già attrezzata oppure la riorganizzazione di tutto il sistema dei mattatoi. Se ne parlerà con i nuovi Ambiti territoriali di caccia appena operativi e dopo un’audizione con le associazioni venatorie che la Commissione ha previsto in giugno. PG/

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NOCCIOLETI: “ SOSTENERE GLI IMPRENDITORI PROMUOVENDO E VALORIZZANDO LA QUALITÀ DELLE PRODUZIONI LOCALI”

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carla_casciari2(Acs) Perugia, 14 maggio 2018 – “Sostenere gli imprenditori agricoli della nostra regione che si occupano della coltivazione delle nocciole prevedendo strumenti efficaci volti a promuovere e valorizzare la qualità delle produzioni locali di nocciola”. È quanto chiedono alla Giunta regionale i consiglieri Carla Casciari e Gianfranco Chiacchieroni (Pd) annunciando una mozione sul ‘Progetto di filiera corilicola umbra: innovazione ed opportunità per il territorio umbro’.

 

I due esponenti del Pd partono dalla considerazione che “oggi l’Italia rappresenta il secondo player a livello mondiale, dopo la Turchia, con una quota di mercato del 12 per cento nella produzione globale di nocciole, con ottime prospettive di crescita grazie ad un territorio particolarmente vocato alla produzione di qualità, la cui richiesta è sempre maggiore dato l’utilizzo della frutta a guscio in ambito alimentare e gastronomico”.

 

“In questo contesto – scrivono nell’atto – è necessario valorizzare modelli di aggregazione agricola in Umbria, che potrebbero essere incentivati e sostenuti per creare sinergie positive volte alla valorizzazione della produzione locale di nocciole. La nostra regione, infatti, è già nota a livello nazionale e internazionale per la sua vocazione dolciaria, tanto da essere conosciuta anche come ‘Distretto del cioccolato’, questo, grazie alle importanti manifestazioni dedicate che richiamano annualmente migliaia di turisti”.

 

“Proprio per questi motivi – sottolineano Casciari e Chiacchieroni – è necessario seguire l’esempio del percorso intrapreso in Piemonte, Toscana e Lazio, dove la coltura è maggiormente praticata e dove sono stati già attivati protocolli di intesa tra la Regione, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare e le principali industrie della trasformazione, nei quali si sostiene un accordo di filiera volto all’espansione della monocoltura della nocciola per coloro che vorranno fare investimenti e proporre la corilicoltura come integrativa a coltivazioni tradizionali”.

 

Per Casciari e Chiacchieroni ritengono che, “in Umbria, tale produzione può rappresentare una concreta opportunità d’impresa, di riconversione e di valorizzazione di ampie zone del territorio agricolo regionale. Inoltre, la produzione in filiera permetterebbe di conseguire alti livelli di qualità del prodotto, di verificare costantemente la tracciabilità delle produzioni e di produrre economie di scala”.

 

“In virtù di questi presupposti – rimarcano i due consiglieri di maggioranza – sarebbe anche necessario coinvolgere l’Università e gli istituti di ricerca al fine di creare le condizioni ed offrire supporto in termini di sostenibilità, valorizzazione vivaistica e qualificazione dei terreni per offrire nuove possibilità di reddito a questa regione. A tale fine – concludono – dovrebbero essere inseriti nei piani di Sviluppo rurale regionale (Psr) 2014-2020, finanziamenti appositi per supportare ed incentivare il comparto anche e, soprattutto, per sostenere gli agricoltori nei primi cinque anni dall’impianto del noccioleto in attesa che la piantagione diventi produttiva”. RED/as

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FORMAZIONE: “FAVORIRE L’ACCESSO AI CORSI REGIONALI PER OPERATORE SOCIO SANITARIO”

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DSC_0122(Acs) Perugia, 8 maggio 2018 – “Consentire ai diplomati nel nuovo corso di studi ‘Servizi per la Sanità e l’assistenza sociale’ l’accesso ai corsi regionali per Operatore Socio Sanitario (OSS) beneficiando di un riconoscimento dei crediti acquisiti, in modo da poter conseguire, in un periodo più breve dei 18 mesi previsti, la qualifica professionale”. Carla Casciari (Partito democratico) annuncia in proposito la presentazione di una mozione spiegando che “la formazione di questa figura professionale è di competenza delle Regioni e delle Province autonome, che provvedono all’organizzazione dei corsi e delle relative attività didattiche”.

 

“Oggi più che mai – afferma Casciari – gli istituti professionali devono rispondere all’esigenza di fornire ai giovani percorsi formativi finalizzati al conseguimento di un titolo di studio, fondati su una solida base di istruzione generale e tecnico-professionale riferita a filiere produttive di rilevanza nazionale che, a livello locale, possano assumere connotazioni specifiche. Hanno un ruolo strategico per la crescita delle persone e del Paese – spiega -, quanto più riescono a raccordare la propria offerta formativa con le opportunità che caratterizzano l’ambito socio economico delle realtà nelle quali insistono. A tale fine è necessario che le istituzioni locali, in casi come questo, facilitino questo percorso incentivando l’occupazione ed offrendo un percorso di studi adeguato, ma allo stesso tempo snello”.

 

Per questi motivi Casciari ritiene che sia “fondamentale uno stretto raccordo del mondo del lavoro con il contesto territoriale, un costante collegamento finalizzato all’inserimento lavorativo con una flessibilità rispondente ai mutamenti normativi e sociali. Nello specifico – aggiunge -, a fronte del recente riordino degli istituti professionali, avvenuto a livello nazionale, è opportuno valutare la possibilità che gli studenti che si diplomano nel percorso di studi ‘Servizi per la Sanità e l’assistenza sociale’ possano accedere ai corsi regionali per OSS beneficiando di un riconoscimento dei crediti per poter conseguire più velocemente tale titolo ed accedere, così, al mondo del lavoro, completando una formazione e concludendo un percorso di studio di fatto già iniziati nei cinque anni di percorso scolastico. Infatti – conclude – questi studenti, al momento del diploma, hanno già acquisito molta della formazione socio sanitaria. Riconoscere loro parte dei crediti – conclude – incentiverebbe la loro partecipazione ai corsi, che andrebbe ad integrare e finalizzare le loro competenze con una qualifica spendibile nel mondo del lavoro”. RED/as

PALAZZO CESARONI

ORGANISMI DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTE, SE NE E’ PARLATO IN PRIMA COMMISSIONE

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PALAZZO CESARONI(Acs) Perugia, 18 aprile 2018 – La Prima commissione consiliare, presieduta da Andrea Smacchi, nella riunione di oggi a Palazzo Cesaroni, ha approvato una variazione al bilancio dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, ha continuato l’esame del Programma di lavoro della Commissione europea 2018 in vista della sessione regionale europea e ha ascoltato l’illustrazione di Carla Casciari (Pd) della sua proposta di legge per l’istituzione degli ‘Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento’.

 

VARIAZIONE BILANCIO. La Prima commissione ha approvato a maggioranza (Casciari, Chiacchironi, Leonelli, Smacchi-Pd), con la sola astensione di Carbonari (M5S), la proposta dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni per una variazione di bilancio di 275mila euro. L’atto, denominato ‘Bilancio di previsione finanziario dell’Assemblea legislativa per il triennio 2018-2020. Variazioni conseguenti all’applicazione delle quote accantonate dell’avanzo presunto di amministrazione 2017’, prevede l’utilizzo dell’accantonamento per l’indennità di fine mandato dei consiglieri regionali (circa 87mila euro), per i rinnovi contrattuali del personale dipendente (115mila euro) e per il trattamento di fine rapporto del personale dei gruppi consiliari (circa 72mila euro). Relatore in Aula sarà il vicepresidente dell’Assemblea legislativa Marco Vinicio Guasticchi.

 

SESSIONE EUROPEA. La Commissione ha proseguito i lavori propedeutici alla Sessione regionale europea 2018. Gli uffici hanno illustrato una bozza di risoluzione sul Programma di lavoro della Commissione europea per il 2018 che, secondo le indicazioni fornite in una precedente seduta della Prima Commissione, indica come priorità il quadro finanziario pluriennale e il pacchetto sull’equità sociale. Dal primo emerge la possibilità di un ridimensionamento delle politiche di coesione a partire da dopo il 2020, mentre il secondo punto prevede l’istituzione di un’autorità europea del lavoro. Questa risoluzione, insieme ad altri atti come il Rapporto sugli affari europei dalla Giunta, costituirà la base della Sessione europea 2018 dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

 

SOVRAINDEBITAMENTO. Carla Casciari (Pd) ha illustrato la sua proposta di legge per sostenere l’istituzione degli ‘Organismi di composizione della crisi (Occ) da sovraindebitamento’ e la realizzazione nei Comuni di sportelli informativi per i cittadini. Per Casciari si tratta di un’iniziativa “di grande valenza sociale: il coinvolgimento attivo degli enti locali, che costituiscono il punto di prossimità più immediato ai cittadini, potrà avere un ruolo fondamentale di supporto ai soggetti in crisi debitoria. Da valutare anche il coinvolgimento della fondazione umbra antiusura”. Sullo stesso tema Maria Grazia Carbonari (M5S) aveva illustrato una proposta di legge nella seduta della scorsa settimana. Dopo le istruttorie degli uffici sui due atti la Commissione deciderà come proseguire nel loro esame. DMB/

Carla Casciari

QUESTION TIME: “RILANCIO FORMAZIONE PERSONALE EDUCATIVO E DOCENTI SECONDO PRINCIPI MONTESSORIANI”

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Carla Casciari(Acs) Perugia, 4 aprile 2018 – Nell’ambito della seduta odierna dell’Assemblea legislativa, sessione dedicata al ‘Question time’, il consigliere Carla Casciari (Pd) ha interrogato l’assessore Antonio Bartolini  sul “rilancio della formazione del personale educativo e dei docenti secondo i principi Montessoriani”. In particolare Casciari ha chiesto se la Giunta regionale “intende, nell’ambito del Piano di azione per la promozione del Sistema Integrato di educazione e di istruzione per le bambine e i bambini con età compresa da 0 a 6 anni, rilanciare il metodo montessoriano”.

 

Casciari ha spiegato che, in questo modo, si raggiungerebbe un “duplice obiettivo: da un lato rendere l’Umbria, luogo di prima applicazione del metodo educativo, un centro di riferimento nazionale ed internazionale per la formazione degli educatori e dei docenti; e dell’altro sviluppare ulteriormente la diffusione delle scuole che applicano il metodo nel nostro territorio”.

 
Casciari ha anche ricordato che “l’Umbria può vantare un pluriennale primato nella capacità di accoglienza di bambini nei servizi educativi. Gli ultimi dati a disposizione – ha detto -, confermano che su una popolazione di 20mila 608 bambini con età compresa fra i 0 e i 2 anni, il 47 per cento è iscritta ad un servizio educativo. In particolare il 33 ad un nido, l’8 ad un servizio educativo, mentre il 5 per cento sono ‘anticipatari’. Questi sono i risultati che l’Umbria può vantare a dodici anni dall’approvazione della legge regionale ’30/2005′ con la quale la politica regionale volle incrementare il sistema dei servizi rivolti ai bambini e alla bambine dell’Umbria, promuovendo ed organizzando un sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia sia di natura pubblica che privata”.

 

 

Casciari ha rimarcato, infine, che  “la Scuola e il Metodo Montessori sono una realtà preziosa da valorizzare, un punto di riferimento importante per il sistema formativo che ha visto sorgere scuole Montessori in tutto il mondo. L’Umbria, insieme alle Marche, è oggi una delle regioni con il maggior numero di scuole che applicano il metodo Montessori”.

 

 

L’assessore Bartolini ha spiegato che “il metodo montessoriano caratterizza le nostre scuole dell’infanzia ed in questo ambito stamattina l’Ufficio scolastico regionale mi ha preannunciato un potenziamento dell’organico per il percorso 0-6 anni.  Nell’ambito della regìa per questo percorso è dovere della Regione, erede delle proprietà della Fondazione Franchetti, la Giunta si impegna a valorizzare il metodo montessoriano. Con delibera di Giunta di quest’anno, nell’ambito dell’assegnazione di 3milioni 800mila euro, circa 200 mila euro sono stati destinati alla formazione per la fascia docente. In questo ambito avremo cura di potenziare il metodo montessoriano”.  AS/

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MICROCHIPPATURA ANIMALI D’AFFEZIONE: INTENDIMENTI DELLA GIUNTA PER AUMENTARE IL NUMERO DI ANIMALI REGISTRATI ALL’ANAGRAFE E PROVVEDIMENTI PER RIDURRE IL NUMERO DEI CANI DETENUTI PRESSO I CANILI

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caniPerugia, 17 gennaio 2018 – La consigliera regionale del Partito democratico Carla Casciari ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per sapere qual è il tasso di microchippatura degli animali d’affezione a livello regionale e qual è la percentuale e la media regionale di animali microchippati che, in caso di cattura da parte dei Servizi veterinari Asl, vengono riconsegnati ai proprietari. Inoltre, chiede di sapere quali sono gli intendimenti e le proposte della Giunta per incentivare da un lato la microchippatura e la registrazione nell’anagrafe regionale degli animali d’affezione e, dall’altro, quali campagne di sensibilizzazione intende realizzare per promuovere l’adozione degli animali che si trovano nei canili pubblici della regione.

 

“Il Testo Unico in materia di Sanità e Servizi sociali – ricorda Casciari – pone in capo alla Giunta Regionale il compito di garantire l’implementazione e lo sviluppo dell’anagrafe regionale informatizzata degli animali di affezione, nonché l’accesso alla stessa da parte dei comuni singoli o associati e dei soggetti competenti al controllo, ai sensi della normativa vigente”. Lo stesso Testo Unico prevede che il proprietario di un cane sia tenuto alla registrazione dell’animale all’anagrafe regionale informatizzata entro sessanta giorni di vita dell’animale od entro dieci giorni dal possesso nel caso di animale non registrato. Questo avviene tramite il servizio veterinario Asl o i medici veterinari libero professionisti autorizzati, che provvedono all’inserimento del microchip in ogni animale di affezione ed all’iscrizione dell’animale stesso all’anagrafe regionale.

 

In Umbria sembra siano ancora molti i cani privi del dispositivo di identificazione che permette di risalire al legittimo proprietario e che, quindi, se catturati non possono essere restituiti, rimanendo pertanto in carico ai canili pubblici. Quelli non restituiti rimangono in carico ai canili pubblici e convenzionati, per poi essere accuditi, alimentati, curati e sottoposti ai trattamenti sanitari previsti dalla legge a spese dei Comuni e delle Asl. Ogni cane presente nei canili costa agli enti pubblici circa 1000 euro l’anno. A questo va aggiunto il fatto che, la permanenza in un canile, per quanto ci si possa sforzare di renderla piacevole, non è comunque la condizione di vita migliore per un cane.

 

I canili sanitari della Regione, per quanto sopra enunciato e come confermato dai dati rilevati e dalle cronache, soffrono di sovraffollamento cronico in quanto troppo spesso i cani non sono identificati con microchip e quindi il percorso per la restituzione ai proprietari è lungo e, a volte, non trova esito. Si ritiene che un alleggerimento dei costi che i proprietari devono sostenere, prima per la microchippatura dell’animale e poi in caso di riconsegna dal canile, potrebbe in una certa misura incentivare i cittadini a seguire le migliori prassi per la tutela del benessere dell’animale, e consentirebbe inoltre una riduzione del sovraffollamento dei canili, con notevole risparmio di risorse pubbliche.

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ARPAL: IL CONSIGLIERE CARLA CASCIARI ESPRIME LA SUA SODDISFAZIONE PER IL FATTO CHE LA GIUNTA ABBIA FATTO PROPRI DUE SUOI EMENDAMENTI

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Carla_AssembleaLeg2PERUGIA – Il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) esprime tutta la sua soddisfazione per il fatto che i suoi due emendamenti, presentati nella seduta odierna della I e III Commissione, che si sono svolte congiuntamente alla presenza dell’assessore Fabio Paparelli, sono stati fatti propri dalla Giunta regionale. I due documenti riguardano delle proposte volte ad integrare l’atto n. 1311/BIS (Sistema integrato per il mercato del lavoro, l’apprendimento permanente e la promozione dell’occupazione – Istituzione dell’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, ARPAL).

“Entrambi gli emendamenti – afferma Casciari – sono volti a favorire l’inserimento lavorativo dei soggetti disabili. E’ necessario creare loro tutte le opportunità possibili per permettergli di conquistare un’autonomia, personale ed economica”.

“Nello specifico – spiega il consigliere – il primo emendamento integra: le funzioni attribuite ad ARPAL Umbria prevedendo che la medesima Agenzia realizzi percorsi formativi e di accompagnamento rivolti ai datori di lavoro privati, anche se non obbligati dalla legge n. 68 del 1999, per l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità nel mondo del lavoro; istituisce e sostiene la ‘rete delle imprese socialmente responsabili’, ovvero le aziende che partecipando ai predetti percorsi formativi e di accompagnamento si rendono disponibili ad integrare persone con disabilità”.

“Il secondo emendamento, invece, prevede che – spiega ancora – il personale di ARPAL Umbria integri le unità multidisciplinari di valutazione previste dall’articolo 320 della legge regionale 9 aprile 2015, n. 11 (Testo unico in materia di sanità e servizi sociali, ndr), per la presa in carico globale della persona”.

“Sono soddisfatta del percorso condiviso che stiamo seguendo per cercare di concretizzare una legge regionale – conclude Carla Casciari – che possa andare incontro alle richieste sempre più dettagliate ed esigenti che provengono dal mercato del lavoro, soprattutto in un momento delicato come questo sotto il punto di vista economico-occupazionale. Un contributo che la Regione Umbria non poteva esimersi da dare per cercare di rilanciare l’occupazione nel nostro territorio. Con l’istituzione di questa Agenzia, inoltre, si andrà verso una stabilizzazione dei dipendenti dei lavoratori dei Centri per l’impiego, che fino ad ora erano in capo alle province”.

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ISTRUZIONE: PARERE FAVOREVOLE DELLA TERZA COMMISSIONE SUL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA E DELLA PROGRAMMAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA 2018-2019

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scuola(Acs) Perugia, 20 dicembre 2017 – La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha dato parere favorevole al nuovo Piano dell’Offerta formativa e della programmazione della rete scolastica 2018-2019 in Umbria. Hanno votato a favore i membri della maggioranza (Solinas-misto MDP, Casciari e Guasticchi-PD, Rometti-SeR), si sono astenuti i consiglieri di opposizione Carbonari (M5s) e De Vincenzi (Rp). L’atto sarà in Aula a gennaio, relatrice Carla Casciari. Quest’ultima ha proposto di accompagnare il documento con una mozione che impegni la Giunta ad attivare un tavolo  di concertazione sulla futura razionalizzazione degli istituti professionali, di cui è emersa l’esigenza nell’audizione svoltasi stamani a palazzo Cesaroni con i rappresentanti di scuole e comuni interessati e della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Antonella Iunti.

 

Per quanto riguarda l’OFFERTA FORMATIVA nelle scuole in provincia di Perugia, l’Istituto di istruzione secondaria “Casimiri” di Gualdo Tadino ha ottenuto il nuovo indirizzo di Grafica e comunicazione, in sostituzione del corso Cat (Costruzioni, ambiente e territorio), mentre il parere della Giunta non è favorevole sull’istituzione nella medesima scuola dell’indirizzo professionale “Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale”, data la presenza di offerta analoga nel territorio di Gubbio e considerata la tendenza verso il calo delle iscrizioni. Parere favorevole sul Liceo scientifico internazionale con opzione lingua inglese per lo scientifico “Marconi” di Foligno, sia pure subordinato al successivo parere del Miur. Via libera anche all’istituzione a Spoleto di una nuova sezione a indirizzo montessoriano nella scuola “San Carlo” del primo circolo didattico. Non accolte, invece, le richieste di nuovi indirizzi formativi quali liceo musicale e liceo sportivo al Convitto nazionale di Assisi, perché pervenute oltre i tempi consentiti. Sono anche stati soppressi 16 indirizzi formativi non attivati da almeno tre anni.

 

Nell’audizione, svoltasi sempre stamani a Palazzo Cesaroni, c’è stato un ampio confronto fra i rappresentanti dell’area interna Gubbio-Gualdo-Nocera, con il sindaco di Gualdo, Presciutti che ha ribadito la necessità e la giustezza nel fornire un indirizzo professionale agricolo al proprio territorio, contrastato dai rappresentanti del Comune di Gubbio, stesso bacino, che già offre questo indirizzo, e dal sindaco di Nocera, Bontempi, che ha sottolineato come a Gubbio ci siano 15 indirizzi per le superiori, a Gualdo 5, esclusi i due nuovi per cui si fa richiesta, a Nocera solo un professionale e un liceo, con un totale di soli 190 ragazzi che frequentano la terza media fra Gubbio e Nocera. È emersa la necessità di un tavolo comune con la regia della Regione, per decidere una razionalizzazione degli indirizzi per il futuro e valutare le migliori opportunità logistiche sulla base delle risorse disponibili, con cui si dovrà fare i conti perché il Ministero (Miur) non concederà un numero maggiore di docenti per coprire nuovi indirizzi, come ha puntualizzato la responsabile dell’ufficio scolastico regionale Antonella Iunti, quindi per istituirne di nuovi sarà necessario tagliarne altri.

 

Per quanto riguarda la provincia di TERNI, parere favorevole all’istituzione di un percorso di secondo livello Istituto tecnico economico all’IIS “Casagrande” di Terni, come pure all’attivazione di un corso serale settore moda presso la sede dell’istituto omnicomprensivo Ipsia “Pertini” di Terni; via libera anche agli indirizzi Enogastronomia nell’Istituto di custodia penale nel Comune di Orvieto.

 

Per quanto riguarda la PROGRAMMAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA, in provincia di PERUGIA parere favorevole all’istituzione di una sede associata del Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) non all’IIS “Ciufelli.Einaudi” di Todi, ma in una scuola da individuare del primo ciclo, come previsto da decreto ministeriale. Parere favorevole alle richieste di mantenimento in deroga dell’autonomia scolastica dell’I.C. “San Benedetto” di Valfabbrica e dell’I.C. di Massa Martana, sia pure con l’invito rivolto ai due Comuni di valutare possibili soluzioni per il prossimo anno scolastico 2019-2020 in quanto la gestione di tali istituti comporta molti problemi di gestione, soprattutto per quanto riguarda il personale amministrativo. Via libera anche alla statalizzazione della scuola per l’infanzia paritaria “Piervisani” di Massa Martana, anche in considerazione del processo di riorganizzazione dell’Istituto comprensivo, volto al raggiungimento dei parametri minimi previsti per il mantenimento dell’autonomia scolastica. Parere favorevole al mantenimento in deroga dell’autonomia anche per l’I.O. di Cerreto di Spoleto-Sellano, come previsto dalle linee guida per le istituzioni scolastiche autonome che, avendo subito eventi sismici in danno di laboratori e edifici, subiscono una repentina e episodica diminuzione del numero di alunni riconducibile all’eccezionalità dell’evento stesso.

 

In provincia di TERNI parere favorevole riguardo la situazione degli istituti sottodimensionati e alle richieste di mantenimento in deroga dell’autonomia, con l’invito rivolto ai Comuni di valutare possibili soluzioni per il prossimo anno scolastico 2019-2020. Parere invece non favorevole alla richiesta di istituire una scuola secondaria di 1° grado a Porano, in considerazione dell’esiguità dei numeri delle iscrizioni in quell’area e degli eventuali effetti negativi sui plessi cedenti, tali da mettere a rischio l’attivazione di classi sia nel plesso cedente che in quello di Porano. Parere favorevole alla richiesta di accorpamento del Comprensivo San Venanzo con quello di Marsciano, ricadenti su due province diverse, ma si dovrà esprimere il Ministero, altrimenti c’è il parere favorevole al mantenimento in deroga dell’autonomia di San Venanzo. Infine, parere favorevole alle richieste di statalizzazione delle scuole per l’infanzia paritaria “Borgo Trebisonda” e “La Quercia”, che saranno trasferite rispettivamente nei comprensivi “Oberdan” di Terni e in quello di Narni Scalo. Sulle richieste di statalizzazione l’Ufficio scolastico regionale chiede di definire un piano di priorità, a decorrere dall’anno scolastico 2019-2020, in quanto le statalizzazioni delle scuole dell’infanzia vanno a ridurre l’organico assegnato dal Miur per l’intera offerta formativa della regione. PG/

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BOLLO AUTO: “SODDISFATTI PER ESENZIONE DEI VEICOLI DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO”

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20171114_120356(Acs) Perugia, 13 dicembre 2017 – “Saranno 397 i mezzi di proprietà delle associazioni di volontariato esentati dal pagamento della tassa automobilistica in base alla Legge di stabilità regionale 2018, licenziata oggi in Prima commissione, che accoglie una nostra mozione presentata lo scorso ottobre”. Così i consiglieri regionali del Partito Democratico, Giacomo Leonelli e Carla Casciari.

“A godere di tale esenzione – spiegano i due consiglieri della maggioranza – saranno le associazioni di volontariato con sede in Umbria e iscritte al registro regionale del volontariato nel settore sanitario o sociale, adibiti esclusivamente al soccorso, al trasporto di natura sanitaria, al trasporto specifico di persone disabili con ridotte o impedite capacità motorie permanenti ed al trasporto di organi e sangue. La destinazione, l’uso, nonché gli adattamenti del veicolo, devono risultare dalla carta di circolazione”.

“La tassa automobilistica, cosiddetto ‘bollo’ – aggiungono Leonelli e Casciari – è stimabile in Umbria attorno ai 150 euro a veicolo, si tratterà quindi di un risparmio significativo per le associazioni di volontariato, che utilizzano per le loro finalità assistenziali i mezzi di trasporto inclusi nella esenzione, con un contenuto minore introito per la Regione Umbria (si stima nella misura di circa 80mila euro). L’esenzione – concludono – sarà inoltre estesa anche a 112 mezzi degli enti locali, 12 di proprietà della Regione e 10 delle Aziende sanitarie adibiti ai medesimi scopi assistenziali”. RED/as