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COOPERATIVE DI COMUNITÀ: “UNO STRUMENTO CHE VALORIZZA IL PROTAGONISMO DELLE COMUNITÀ LOCALI”

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Carla_AssembleaLeg(Acs) Perugia, 16 luglio 2018 – “Uno strumento innovativo che può fortemente valorizzare il protagonismo sociale ed economico delle comunità locali”. Così Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti) ha presentato in Seconda commissione, insieme alla cofirmataria Carla Casciari (Partito democratico), la proposta di legge che mira a favorire la nascita, anche in Umbria, delle cooperative di comunità.

Le cooperative di comunità, si legge nella relazione che accompagna l’atto legislativo (composto da 5 articoli), si prefiggono l’obiettivo di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Il fine dovrà essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi per incidere in modo stabile su aspetti fondamentali della qualità della vita sociale ed economica. Rometti e Casciari hanno tenuto a rimarcare come questo strumento sia già presente, producendo “importanti risultati” in altre regioni italiane.

E se l’esponente socialista non ha mancato di evidenziare che “in risposta alle principali necessità ed istanze provenienti dal territorio questo strumento di cooperazione può assumere la veste di cooperative di produzione e lavoro, di utenza, di supporto, sociali o miste” e che “molteplici potranno essere le possibilità di intervento ad opera della Regione al fine di sostenere il processo di sviluppo di tali cooperative, come finanziamenti agevolati, contributi in conto capitale e incentivi per la creazione di nuova occupazione”, Casciari ha rilevato che “a livello nazionale manca uno specifico quadro normativo, tant’è – ha spiegato – che altre Regioni si sono mosse con leggi proprie. Secondo uno studio recente, in Italia, cooperative con questa caratteristica ne esistono 24, a fronte delle 900 esistenti, al 2013, in Germania, con mansioni di gestione di energie rinnovabili. Anche in Umbria potrebbero dunque rappresentare un volano importantissimo per lo sviluppo dell’economia territoriale attraverso la valorizzazione di risorse locali”.

Il presidente della Commissione, Eros Brega, ha dato mandato agli uffici legislativi di Palazzo Cesaroni di procedere con l’istruttoria del documento legislativo che ritornerà così all’ordine del giorno dei lavori nelle prossime settimane. AS/

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DONAZIONE DI ORGANI: “ATTUAZIONE LINEE INDIRIZZO PROGRAMMA NAZIONALE”

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donazione(Acs) Perugia, 12 luglio 2018 – La consigliera regionale Carla Casciari (PD) annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta in merito alle “linee di indirizzo contenute nel Programma nazionale di donazione di organi, in particolare per quanto riguarda il potenziamento del processo di ‘procurement’ di organi”. Nello specifico, Casciari chiede all’Esecutivo “se intende, in quale modo e in che tempi, dare attuazione alle linee di indirizzo contenute nel Programma”.

 

“Poiché la segnalazione di potenziali donatori di organi rappresenta un obbligo di legge”, per Casciari sarebbe dunque “auspicabile, al fine di migliorare il processo di procurement di organi, dotare il coordinamento ospedaliero di un’equipe infermieristica, formata per il Transplant procurement management (TPM), funzionale ad alleggerire il carico di lavoro dei medici segnalatori e favorire le pratiche per il prelievo degli organi potenzialmente trapiantabili”.

 

Nell’introduzione del suo atto ispettivo, la consigliera di maggioranza spiega che “il trapianto è un intervento considerato straordinario, di forte impatto mediatico ma, nei fatti, si tratta di un trattamento insostituibile, garantito come Lea (Livelli essenziali di assistenza) ed efficace. Soprattutto è un salva-vita per il paziente affetto da insufficienza d’organo. Tra gli obiettivi dichiarati nell’ultimo Programma nazionale donazione organi 2018-2020 – ricorda – oltre quello basilare di incrementare il livello di donazione in tutte le regioni per raggiungere risultati accettabili a livello nazionale ed europeo, c’è quello specifico di individuare azioni mirate ad una migliore gestione degli aspetti organizzativi e delle competenze sanitarie finalizzate all’efficienza e alla qualità del processo di donazione e trapianto di organi”.

 

“L’organizzazione della rete per i trapianti di organi è articolata in livelli precisa – continua Casciari -, a partire da quello nazionale con il Centro nazionale trapianti e i relativi Centri regionali la cui operatività è garantita dalle Regioni che assicurano strumenti operativi e organizzativi adeguati per lo svolgimento delle funzioni di pianificazione, monitoraggio, qualità-sicurezza-accreditamento, verifica e valutazione, formazione, rapporti istituzionali. Viene anche garantito il coordinamento h24 delle strutture coinvolte nell’intero processo del trapianto, la gestione del rischio clinico in tempo reale, l’amministrazione del Centro informativo regionale trapianti”.

 

“La fase più delicata nel percorso che porta ad effettuare un trapianto – scrive Casciari – è il cosiddetto processo di ‘procurement di organi’ per i quali, anche nel Programma nazionale donazione organi, sono auspicati nuovi modelli operativi che mirino all’aumento della funzionalità, qualità, sicurezza e sostenibilità del processo di donazione di organi e tessuti”.

 

Casciari non manca di evidenziare che “l’identificazione e la segnalazione di potenziali donatori di organi, di cui si stata accertata la morte con criteri neurologici o cardiaci, è un punto critico del processo e il punto di partenza per le fasi che possono portare, anche in breve tempo, all’effettivo trapianto di organo ad un paziente bisognoso. A questo obiettivo concorrono il personale dell’area critica (Pronto soccorso, rianimazione/terapia intensiva, stroke unite, sale operatorie), i medici esperti referenti e l’equipe per il coordinamento locale ospedaliero per il procurement”. AS/

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INFORMAZIONE ISTITUZIONALE: FORME DI AUTONOMIA DELLA REGIONE UMBRIA, COMITATO DI CONTROLLO, WELFARE

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punto(Acs) Perugia, 4 luglio 2018 – In onda il numero 322 de “Il Punto”, Settimanale televisivo di approfondimento curato dall’Ufficio stampa dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, in onda sulle televisioni locali e sulla rete internet https://youtu.be/OwCSIbmRxH8 (link is external)

Forme di autonomia della Regione Umbria; attività del Comitato di controllo, bando con risorse aggiuntive per il welfare: su questi temi si sono confrontati i consiglieri regionali Carla Casciari (PD) e Roberto Morroni (FI). La trasmissione è stata condotta da Paolo Giovagnoni, giornalista dell’Ufficio stampa dell’Assemblea legislativa.

“Il Punto” va in onda settimanalmente sulle seguenti emittenti televisive umbre:  RtuAquesio, mercoledì 4 luglio ore 19.30, giovedì 5 luglio ore 17; Tef Channel, mercoledì 4 luglio ore 19.35, domenica 8 luglio ore 18.25; Tele Galileo, mercoledì 4 luglio ore 19.15 giovedì 5 luglio 19.15; Umbria Tv, mercoledì 4 luglio ore 23.00, giovedì 5 luglio ore 23.00; Trg giovedì 5 luglio ore 18.30, venerdì 6 luglio ore 22.45; Nuova Tele Terni mercoledì 4 luglio ore 21.00, giovedì 5 luglio ore 21.00; Teleambiente, mercoledì 4 luglio ore 21.10, giovedì 5 luglio ore 22.30; Tevere TV mercoledì 4 luglio ore 23.10, venerdì 6 luglio ore 23.10. RED/

 

 

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COMITATO DI CONTROLLO: “BENE LA VERIFICA SULLA GESTIONE DEI FONDI DEL PSR”

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28936401738_dcc23a889c_k(Acs) Perugia, 15 giugno 2018 – “Nell’augurare buon lavoro al nuovo presidente del Comitato per il controllo e la valutazione, Roberto Morroni, appoggio pienamente l’iniziativa di verificare la corretta attuazione e gestione dei fondi del Piano di sviluppo rurale”: lo dice la vicepresidente del Comitato, Carla Casciari (Pd), cui si unisce il capogruppo del Pd Gianfranco Chiacchieroni, anche lui componente dell’organismo di controllo dell’Assemblea legislativa.

Sul tema dei ritardi nelle erogazioni delle risorse da parte di Agea, l’ente pagatore, Casciari ha depositato, insieme al collega di partito Giacomo Leonelli, una mozione che punta a superare le difficoltà evidenziate dagli agricoltori utilizzando gli strumenti finanziari disponibili, a cominciare da Gepafin, che potrebbe anticipare le somme spettanti. PG/

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TERZA COMMISSIONE: INSTAURARE IN UMBRIA UNA FILIERA DI VALORIZZAZIONE DELLA CARNE DI CINGHIALE OTTENUTA CON IL CONTENIMENTO DELLA SPECIE – AUDIZIONE SU MOZIONE DI CASCIARI (PD)

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commissione(Acs) Perugia, 14 giugno 2018 – La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha ascoltato ieri in audizione i rappresentanti delle associazioni venatorie, degli Atc, dell’Università, dell’Istituto zooprofilattico, degli agricoltori e delle Usl per conoscere il loro parere, che in linea di massima è risultato positivo, sulla mozione presentata dal consigliere regionale del Partito democratico, Carla Casciari, avente ad oggetto l’instaurazione in Umbria di un sistema di filiera corta che sappia valorizzare la qualità della carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale.

Casciari ha spiegato che l’atto intende contribuire alla diminuzione dei danni procurati dalla specie cinghiale dato che gli abbattimenti sono risultati inferiori alla bisogna e si vuole istituire una filiera corta per l’utilizzo della carne, come già fatto in Emilia Romagna, e valorizzare il prodotto con un apposito marchio di garanzia. Ovviamente per mettere in atto una filiera di carni che possano finire in tavola, va normato un sistema che preveda, oltre alle istituzioni regionali e locali, gli Atc, il Dipartimento di prevenzione del Servizio sanitario e i Parchi dell’Umbria, questi ultimi luoghi di maggior presenza degli ungulati.

Per quanto riguarda i danni provocati dai cinghiali, le associazioni dei coltivatori e gli agricoltori che in molti casi sono anche cacciatori, hanno chiesto di poter intervenire sulle loro proprietà senza dover attendere l’intervento delle squadre di cinghialisti, che avviene a chiamata dopo che il danno è stato fatto. Un quesito cui ha indirettamente risposto la Giunta regionale, annunciando la modifica del Regolamento regionale del 2010 che proprio la Terza commissione consiliare di Palazzo Cesaroni sarà chiamata ad approvare, che prevede tempi più brevi per l’intervento diretto da parte dei proprietari o dei conduttori dei fondi agricoli in cui i cinghiali stiano danneggiando le produzioni agricole.

Sulla commercializzazione della carne di cinghiale e l’instaurazione di una filiera corta saranno indispensabili i controlli veterinari e la successiva appropriatezza nella lavorazione delle carni, ma ancora prima serve una adeguata formazione di tutti i cacciatori. Non tutti i cinghiali abbattuti sono adatti a finire in tavola. Va considerata la tossicità delle carni dovuta alle modalità di uccisione se l’animale non viene colpito dietro la spalla (come indicano le normative vigenti) o viene abbattuto in circostanze tali da produrre stress, e quindi tossicità nel sangue dell’animale che viene ucciso, ad esempio dopo inseguimento dei cani. Il cacciatore deve capire già prima di sparare se ci sono anomalie nell’aspetto o nel comportamento dell’animale.

In generale i presenti hanno accolto con favore la mozione presentata da Casciari ed è stata auspicata la rapida approvazione di una legge nuova in materia, che possa riscrivere i termini dei rapporti tra mondo agricolo e venatorio, nonché quello ambientalista. PG/

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CINGHIALI: “CREIAMO NUOVE OPPORTUNITÀ IN UMBRIA”

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aaaa(Acs) Perugia, 22 maggio 2018 – “Promuovere la bioeconomia come strumento per favorire la crescita e creare occupazione. La valorizzazione sia in termini qualitativi che commerciali della carne di cinghiale può rappresentare, soprattutto nei territori delle aree interne, una opportunità di crescita dell’economia locale e della filiera enogastronomica”. È quanto affermato dal consigliere regionale Carla Casciari (Pd), intervenuta questa mattina al seminario informativo dal tema ‘Fauna selvatica: da problema a risorsa per lo sviluppo locale’, organizzato dalla Federazione italiana dottori in scienze della produzione animale nel Dipartimento di scienze agrarie dell’Università di Perugia.

 

Casciari, che ha parlato di “una carne di qualità, una risorsa per l’occupazione e per il turismo”, ha presentato nei mesi scorsi una mozione dove chiedeva di “sostenere un sistema di filiera corta per valorizzare la carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, fino ad arrivare a creare un marchio di qualità da promuovere sul mercato nazionale ed internazionale”.

 

aaaaaa“Il quadro faunistico regionale – ha detto l’esponente del Pd – è profondamente cambiato negli ultimi decenni, con un progressivo abbandono delle zone rurali alle quali è corrisposto un aumento del numero dei capi di cinghiale. La prospettiva di protezione della specie, quindi, è ormai superata. L’obiettivo principale – ha spiegato – dovrà essere quello di sostenere strumenti idonei alla gestione demografica di tale razza, primi tra tutti i piani di contenimento, i tempi di selezione più lunghi, la revisione della normativa nazionale e regionale oltre che un approccio multidisciplinare”.

 

“La Regione Umbria – ricorda Casciari – ha disciplinato il prelievo venatorio del cinghiale riconoscendo agli Ambiti territoriali di caccia il compito di adottare i piani annuali di gestione della specie per il raggiungimento e il mantenimento di una presenza di cinghiale compatibile con la salvaguardia delle colture agricole, dell’ambiente e della fauna. Nonostante ciò, in Umbria, sono ancora ingenti i risarcimenti per i danni in ambito agricolo e per gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica. I risarcimenti – commenta – pesano sul bilancio regionale per quasi 2milioni di euro l’anno, con un aumento dei sinistri (501 nel 2014) a fronte di un aumento dei risarcimenti (un milione 640mila euro sempre nel 2014). Per questo con la legge regionale ‘18/2016’ sono state ridefinite le strategie regionali, prevedendo l’istituzione di un fondo destinato ad interventi attivi di prevenzione del danno da fauna selvatica sulle attività antropiche”.

 

aaaaa“La filiera – ha sottolineato Casciari – oltre alle istituzioni regionali e locali, al Dipartimento di prevenzione del Servizio sanitario e agli Ambiti Territoriali di Caccia, potrebbe coinvolgere attivamente anche i Parchi dell’Umbria, luoghi di maggior presenza delle specie di ungulati, con l’obiettivo finale di creare un marchio locale da promuovere anche sui mercati nazionali ed internazionali”.

 

La mozione – ha spiegato ancora – è ora in discussione nella Commissione consiliare competente per i necessari approfondimenti. Nei giorni scorsi ne abbiamo anche parlato alla presenza dell’assessore regionale Fernanda Cecchini. Si proseguirà con un’audizione, prevista per la metà del prossimo mese. Spero veramente – conclude Casciari – che sarà l’occasione giusta per approfondire con i portatori di interesse il tema dell’abbattimento selettivo e, attraverso un’analisi accurata, arrivare a soluzioni concrete per permettere la creazione in Umbria di una nuova economia locale ed allo stesso tempo per creare le condizioni per l’instaurazione di un sistema di qualità delle carni di selvaggina che poi finiscono sulle nostre tavole”. RED/as

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TERZA COMMISSIONE, DISCUSSA MOZIONE CASCIARI (PD) SU FILIERA CARNE DI CINGHIALE

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c-assembleaL’assessore regionale Fernanda Cecchini ha illustrato ai membri della Terza commissione, presieduta da Attilio Solinas, il nuovo calendario venatorio 2018-2019 che prevede un’intera giornata di preapertura domenica 2 settembre e un’altra mezza giornata (fino alle ore 13) nella domenica successiva, 9 settembre. Discussa anche la mozione di Carla Casciari (Pd) che prevede l’instaurazione di un sistema di filiera corta per valorizzare  la carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, arrivando a creare un marchio di qualità da promuovere sul mercato.

 

(Acs) Perugia, 17 maggio 2018 – Nel pomeriggio di ieri l’assessore regionale Fernanda Cecchini ha illustrato ai membri della Terza commissione, presieduta da Attilio Solinas, il nuovo calendario venatorio 2018-2019 che prevede un’intera giornata di preapertura domenica 2 settembre e un’altra mezza giornata (fino alle ore 13) nella domenica successiva, 9 settembre.

SPECIE CACCIABILI E PERIODI
Nei due giorni di preapertura sarà consentita la caccia (esclusivamente da appostamento temporaneo, fisso con richiami vivi e appostamento per gli acquatici) alle seguenti specie: alzavola, marzaiola, germano reale, tortora, colombaccio, cornacchia grigia, ghiandaia, gazza.

A partire dal 16 settembre 2018 sarà consentito cacciare le seguenti specie: quaglia (fino al 29 dicembre); tortora (fino al 31 ottobre); alzavola, marzaiola, germano reale, cornacchia grigia, ghiandaia, gazza (fino al 28 gennaio 2019); tortora (fino al 31 ottobre); allodola, coniglio selvatico, fagiano, merlo, starna, pernice rossa, silvilago (fino al 31 dicembre); fagiano femmina (fino al 29 novembre); beccaccia, beccaccino, canapiglia, cesena, codone, colombaccio, fischione, folaga, frullino, gallinella d’acqua, mestolone, moretta, moriglione, pavoncella, porciglione, tordo bottaccio, tordo sassello, volpe (fino al 31 gennaio 2019); lepre (fino al 9 dicembre).

La caccia al cinghiale viene consentita dal 6 ottobre al 6 gennaio 2019 esclusivamente nei giorni di giovedì, sabato e domenica, ma potranno essere predisposti interventi di contenimento anche nei giorni di settembre in cui è consentito il prelievo venatorio.
La caccia di selezione alle specie daino, capriolo, cervo e muflone, solo in determinate zone e con sufficiente consistenza, è consentita dal 17 giugno al 16 luglio 2018, dal 12 agosto al 30 settembre e dal 1 gennaio al 15 marzo. Dovrà essere osservato silenzio venatorio nei giorni di martedì e venerdì.

Nelle aziende faunistico-venatorie il prelievo delle specie autorizzate (tranne gli ungulati per cui valgono le precedenti date)  inizia il 16 settembre e termina il 31 dicembre, con esclusione delle specie fagiano maschio e femmina, volpe, germano reale e colombaccio, per le quali il termine di chiusura è spostato al 31 gennaio 2019. Nelle aziende agrituristico-venatorie il prelievo delle specie autorizzate ha inizio il 1 settembre 2018 e termina il 31 gennaio 2019.

Per la salvaguardia delle popolazioni svernanti di beccaccia, in occasione di eventi climatici avversi, la regione si riserva la possibilità di sospendere la caccia in occasione di ondate di gelo che si prolunghino per più di tre giorni consecutivi.

Il 4 ottobre, San Francesco, è vietato l’esercizio venatorio in tutto il comune di Assisi.

CARNIERE
Per ogni giornata di caccia è consentito abbattere 2 capi della seguente selvaggina: fagiano, starna, pernice rossa, lepre, coniglio selvatico (di cui 1 sola lepre e 1 sola starna); 10 quaglie (con un massimo di 25 a stagione), 20 capi complessivi fra le specie tordo, merlo e cesena; 10 allodole (con un massimo di 50 a stagione); 10 capi complessivamente fra le specie alzavola, canapiglia, codone, fischione, germano reale, marzaiola, mestolone, moretta, moriglione, folaga, gallinella d’acqua, porciglione, beccaccino, frullino, pavoncella e colombaccio; 3 capi di beccaccia per un massimo di 20 a stagione; 10 tortore con un massimo di 25 a stagione; 20 capi di selvaggina migratoria.

APPOSTAMENTI
Gli appostamenti fissi non possono essere installati a una distanza inferiore a 400 metri da oasi di protezione, zone di ripopolamento e cattura e centri di riproduzione fauna selvatica. Ciascun appostamento fisso non può essere installato a meno di 200 metri da un altro appostamento fisso. Per il colombaccio la distanza deve essere di 500 metri.
Gli appostamenti temporanei devono essere ad almeno 200 metri di distanza da quelli fissi e a meno di 100 metri da oasi di protezione e centri di ripopolamento.
Negli appostamenti fissi è consentito l’uso di richiami vivi con limite massimo di 40 unità di cattura e 40 di allevamento. Negli appostamenti temporanei il limite è di 10 unità di cattura e 10 di allevamento.

DIVIETI
Vietato l’utilizzo di richiami vivi accecati o mutilati e richiami acustici elettronici, con o senza amplificazione del suono. Vietata l’attività venatoria nel territorio dei parchi naturali e delle aree protette, nel Parco dei Sibillini, all’interno delle aree contigue del parco di Monte Cucco e del parco fluviale del Tevere.

La Commissione ha discusso con l’assessore Cecchini anche la mozione presentata da Carla Casciari (Pd) circa l’instaurazione di un sistema di filiera corta per valorizzare  la carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, arrivando a creare un marchio di qualità da promuovere sul mercato. Tale ipotesi prevede la verifica degli animali e la lavorazione delle carni presso mattatoi specificamente autorizzati.
L’assessore ha detto che per vendere la carne di cinghiale serve una filiera già attrezzata oppure la riorganizzazione di tutto il sistema dei mattatoi. Se ne parlerà con i nuovi Ambiti territoriali di caccia appena operativi e dopo un’audizione con le associazioni venatorie che la Commissione ha previsto in giugno. PG/

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NOCCIOLETI: “ SOSTENERE GLI IMPRENDITORI PROMUOVENDO E VALORIZZANDO LA QUALITÀ DELLE PRODUZIONI LOCALI”

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carla_casciari2(Acs) Perugia, 14 maggio 2018 – “Sostenere gli imprenditori agricoli della nostra regione che si occupano della coltivazione delle nocciole prevedendo strumenti efficaci volti a promuovere e valorizzare la qualità delle produzioni locali di nocciola”. È quanto chiedono alla Giunta regionale i consiglieri Carla Casciari e Gianfranco Chiacchieroni (Pd) annunciando una mozione sul ‘Progetto di filiera corilicola umbra: innovazione ed opportunità per il territorio umbro’.

 

I due esponenti del Pd partono dalla considerazione che “oggi l’Italia rappresenta il secondo player a livello mondiale, dopo la Turchia, con una quota di mercato del 12 per cento nella produzione globale di nocciole, con ottime prospettive di crescita grazie ad un territorio particolarmente vocato alla produzione di qualità, la cui richiesta è sempre maggiore dato l’utilizzo della frutta a guscio in ambito alimentare e gastronomico”.

 

“In questo contesto – scrivono nell’atto – è necessario valorizzare modelli di aggregazione agricola in Umbria, che potrebbero essere incentivati e sostenuti per creare sinergie positive volte alla valorizzazione della produzione locale di nocciole. La nostra regione, infatti, è già nota a livello nazionale e internazionale per la sua vocazione dolciaria, tanto da essere conosciuta anche come ‘Distretto del cioccolato’, questo, grazie alle importanti manifestazioni dedicate che richiamano annualmente migliaia di turisti”.

 

“Proprio per questi motivi – sottolineano Casciari e Chiacchieroni – è necessario seguire l’esempio del percorso intrapreso in Piemonte, Toscana e Lazio, dove la coltura è maggiormente praticata e dove sono stati già attivati protocolli di intesa tra la Regione, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare e le principali industrie della trasformazione, nei quali si sostiene un accordo di filiera volto all’espansione della monocoltura della nocciola per coloro che vorranno fare investimenti e proporre la corilicoltura come integrativa a coltivazioni tradizionali”.

 

Per Casciari e Chiacchieroni ritengono che, “in Umbria, tale produzione può rappresentare una concreta opportunità d’impresa, di riconversione e di valorizzazione di ampie zone del territorio agricolo regionale. Inoltre, la produzione in filiera permetterebbe di conseguire alti livelli di qualità del prodotto, di verificare costantemente la tracciabilità delle produzioni e di produrre economie di scala”.

 

“In virtù di questi presupposti – rimarcano i due consiglieri di maggioranza – sarebbe anche necessario coinvolgere l’Università e gli istituti di ricerca al fine di creare le condizioni ed offrire supporto in termini di sostenibilità, valorizzazione vivaistica e qualificazione dei terreni per offrire nuove possibilità di reddito a questa regione. A tale fine – concludono – dovrebbero essere inseriti nei piani di Sviluppo rurale regionale (Psr) 2014-2020, finanziamenti appositi per supportare ed incentivare il comparto anche e, soprattutto, per sostenere gli agricoltori nei primi cinque anni dall’impianto del noccioleto in attesa che la piantagione diventi produttiva”. RED/as

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FORMAZIONE: “FAVORIRE L’ACCESSO AI CORSI REGIONALI PER OPERATORE SOCIO SANITARIO”

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DSC_0122(Acs) Perugia, 8 maggio 2018 – “Consentire ai diplomati nel nuovo corso di studi ‘Servizi per la Sanità e l’assistenza sociale’ l’accesso ai corsi regionali per Operatore Socio Sanitario (OSS) beneficiando di un riconoscimento dei crediti acquisiti, in modo da poter conseguire, in un periodo più breve dei 18 mesi previsti, la qualifica professionale”. Carla Casciari (Partito democratico) annuncia in proposito la presentazione di una mozione spiegando che “la formazione di questa figura professionale è di competenza delle Regioni e delle Province autonome, che provvedono all’organizzazione dei corsi e delle relative attività didattiche”.

 

“Oggi più che mai – afferma Casciari – gli istituti professionali devono rispondere all’esigenza di fornire ai giovani percorsi formativi finalizzati al conseguimento di un titolo di studio, fondati su una solida base di istruzione generale e tecnico-professionale riferita a filiere produttive di rilevanza nazionale che, a livello locale, possano assumere connotazioni specifiche. Hanno un ruolo strategico per la crescita delle persone e del Paese – spiega -, quanto più riescono a raccordare la propria offerta formativa con le opportunità che caratterizzano l’ambito socio economico delle realtà nelle quali insistono. A tale fine è necessario che le istituzioni locali, in casi come questo, facilitino questo percorso incentivando l’occupazione ed offrendo un percorso di studi adeguato, ma allo stesso tempo snello”.

 

Per questi motivi Casciari ritiene che sia “fondamentale uno stretto raccordo del mondo del lavoro con il contesto territoriale, un costante collegamento finalizzato all’inserimento lavorativo con una flessibilità rispondente ai mutamenti normativi e sociali. Nello specifico – aggiunge -, a fronte del recente riordino degli istituti professionali, avvenuto a livello nazionale, è opportuno valutare la possibilità che gli studenti che si diplomano nel percorso di studi ‘Servizi per la Sanità e l’assistenza sociale’ possano accedere ai corsi regionali per OSS beneficiando di un riconoscimento dei crediti per poter conseguire più velocemente tale titolo ed accedere, così, al mondo del lavoro, completando una formazione e concludendo un percorso di studio di fatto già iniziati nei cinque anni di percorso scolastico. Infatti – conclude – questi studenti, al momento del diploma, hanno già acquisito molta della formazione socio sanitaria. Riconoscere loro parte dei crediti – conclude – incentiverebbe la loro partecipazione ai corsi, che andrebbe ad integrare e finalizzare le loro competenze con una qualifica spendibile nel mondo del lavoro”. RED/as

PALAZZO CESARONI

ORGANISMI DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTE, SE NE E’ PARLATO IN PRIMA COMMISSIONE

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PALAZZO CESARONI(Acs) Perugia, 18 aprile 2018 – La Prima commissione consiliare, presieduta da Andrea Smacchi, nella riunione di oggi a Palazzo Cesaroni, ha approvato una variazione al bilancio dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, ha continuato l’esame del Programma di lavoro della Commissione europea 2018 in vista della sessione regionale europea e ha ascoltato l’illustrazione di Carla Casciari (Pd) della sua proposta di legge per l’istituzione degli ‘Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento’.

 

VARIAZIONE BILANCIO. La Prima commissione ha approvato a maggioranza (Casciari, Chiacchironi, Leonelli, Smacchi-Pd), con la sola astensione di Carbonari (M5S), la proposta dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni per una variazione di bilancio di 275mila euro. L’atto, denominato ‘Bilancio di previsione finanziario dell’Assemblea legislativa per il triennio 2018-2020. Variazioni conseguenti all’applicazione delle quote accantonate dell’avanzo presunto di amministrazione 2017’, prevede l’utilizzo dell’accantonamento per l’indennità di fine mandato dei consiglieri regionali (circa 87mila euro), per i rinnovi contrattuali del personale dipendente (115mila euro) e per il trattamento di fine rapporto del personale dei gruppi consiliari (circa 72mila euro). Relatore in Aula sarà il vicepresidente dell’Assemblea legislativa Marco Vinicio Guasticchi.

 

SESSIONE EUROPEA. La Commissione ha proseguito i lavori propedeutici alla Sessione regionale europea 2018. Gli uffici hanno illustrato una bozza di risoluzione sul Programma di lavoro della Commissione europea per il 2018 che, secondo le indicazioni fornite in una precedente seduta della Prima Commissione, indica come priorità il quadro finanziario pluriennale e il pacchetto sull’equità sociale. Dal primo emerge la possibilità di un ridimensionamento delle politiche di coesione a partire da dopo il 2020, mentre il secondo punto prevede l’istituzione di un’autorità europea del lavoro. Questa risoluzione, insieme ad altri atti come il Rapporto sugli affari europei dalla Giunta, costituirà la base della Sessione europea 2018 dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

 

SOVRAINDEBITAMENTO. Carla Casciari (Pd) ha illustrato la sua proposta di legge per sostenere l’istituzione degli ‘Organismi di composizione della crisi (Occ) da sovraindebitamento’ e la realizzazione nei Comuni di sportelli informativi per i cittadini. Per Casciari si tratta di un’iniziativa “di grande valenza sociale: il coinvolgimento attivo degli enti locali, che costituiscono il punto di prossimità più immediato ai cittadini, potrà avere un ruolo fondamentale di supporto ai soggetti in crisi debitoria. Da valutare anche il coinvolgimento della fondazione umbra antiusura”. Sullo stesso tema Maria Grazia Carbonari (M5S) aveva illustrato una proposta di legge nella seduta della scorsa settimana. Dopo le istruttorie degli uffici sui due atti la Commissione deciderà come proseguire nel loro esame. DMB/