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Attività Istituzionale

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SECONDA COMMISSIONE: IMPIANTO ADDESTRAMENTO PER UNITÀ CINOFILE DI SOCCORSO PRESSO CENTRO PROCIV FOLIGNO

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ccc(Fonte Acs) Perugia, 16 aprile 2019 – La Seconda commissione ha ascoltato ieri il dirigente regionale Borislav Vujovic (Servizio organizzazione e sviluppo del sistema Prociv) in merito a due atti di indirizzo, di Carla Casciari (Pd) e Valerio Mancini (Lega), relativi alla previsione di un centro addestramento per unità cinofile presso il Centro regionale di Protezione civile di Foligno. La risoluzione di Mancini (Istituzione in Umbria di un nucleo cinofilo dell’Arma dei Carabinieri – http://tinyurl.com/y2kjle8t(link is external)) era stata votata unanimemente dall’Aula nel novembre 2015, mentre quella di Casciari (Realizzazione di un impianto addestramento per unità cinofile di soccorso presso il centro Prociv di Foligno – http://tinyurl.com/yxuy4a6u(link is external)) era stata rinviata in Commissione per verificare la possibilità di unificare i due atti.

 

 

Vujovic ha spiegato che il progetto della Protezione civile prevedeva un campo cinofilo a Foligno. Ci si è avvalsi – ha detto – della collaborazione dell’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze), poiché la struttura è riconosciuta dal Dipartimento nazionale Prociv, per realizzare e quindi gestire l’impianto in questione. L’Anpas dispone, tra l’altro, di numerose unità cinofile disposte sul territorio. L’obiettivo – ha aggiunto – è che il campo possa servire soprattutto alle associazioni di volontariato, le quali dispongono di molte unità cinofile, spesso costrette ad allenare i cani fuori regione. È stato firmato un protocollo di intesa – ha precisato Vujovic – che non preclude a nessun soggetto interessato l’uso del campo (associazioni, forze armate, forze di polizia, vigili del fuoco, ecc.). Ad oggi si è nella fase della realizzazione della struttura. Esistono tuttavia difficoltà normative rispetto all’allestimento del campo macerie, poiché le macerie vengono considerate ‘rifiuti’. Il centro dispone comunque di un rudere che funge da casa crollata, sul quale si starebbe intervenendo con interventi mirati affinché possa garantire ogni servizio necessario sia per l’addestramento che per la logistica organizzativa. È in fase di predisposizione un regolamento regionale per regolarizzare l’utilizzo dei cani per il ritrovamento delle persone scomparse. Si punta dunque a qualificare questo servizio, sia rispetto gli animali che alle persone che li utilizzano attraverso corsi di formazione con l’attribuzione di appositi patentini. Vujovic ha sottolineato infine come la bozza del regolamento sia già stata condivisa dal ministero dell’Interno e dai Vigili del fuoco ed a breve, dunque, il documento di gestione dei cinofili dovrebbe approdare in Giunta per l’approvazione.

 

 

All’ordine del giorno della seduta anche altri due atti, per i quali si sono decisi approfondimenti tecnici oltre alla programmazione di eventuali audizioni con i soggetti interessati, si tratta di due proposte di legge: una firmata da Carla Casciari e Gianfranco Chiacchieroni (Pd) che mira alla ‘Tutela e promozione della dieta mediterranea’, l’altra promossa da Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) per il ‘Sostegno alla filiera della canapa industriale’.

Agostini Casciari Cesaretti

AEROPORTO: A GIUGNO PREVISTO INIZIO LAVORI PER ACCADEMIA DEL VOLO. NEL 2020 COLLEGAMENTO CON LINATE. CONFERMATO EQUILIBRIO DI BILANCIO

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Agostini Casciari Cesaretti(Fonte Acs) Perugia, 8 aprile 2019 – Audizione, questa mattina, in Seconda Commissione del presidente di Sase spa (Società di gestione dell’aeroporto San Francesco d’Assisi), Ernesto Cesaretti e del direttore generale di Sviluppumbria (socio in rappresentanza della Regione Umbria), Mauro Agostini, per una informativa sulla situazione generale dell’Aeroporto Internazionale dell’Umbria.

 

Tra i passaggi di maggiore interesse emersi dall’audizione, la previsione dell’inizio lavori, a giugno, per la realizzazione dell’accademia del volo; il collegamento con Linate (Milano) nel 2020; il rinnovo della concessione ventennale, nel 2018, da parte di Enac, grazie al raggiungimento dell’equilibrio di bilancio e all’incremento dei passeggeri.

 

È stato lo stesso presidente a ribadire che gli obiettivi per il triennio che si avvia a conclusione sono stati quelli di salvaguardare l’aeroporto per il mantenimento della concessione. Nel frattempo si sono registrati anche alcuni cambiamenti riguardanti cancellazioni di voli da parte di due compagnie aeree. Questo ha procurato un danno importante poiché sono stati persi circa 40mila passeggeri, recuperati in parte con i voli esistenti, soprattutto quelli con Londra. E proprio questo con la capitale del Regno Unito è stato incrementato e nel periodo estivo sono previsti sei voli settimanali. Un nuovo indirizzo è rappresentato da Malta, mantenendo poi Catania e Bruxelles. Grazie a queste prese di posizione l’aeroporto potrà mantenersi su circa 230-240mila passeggeri. L’intenzione, come è stato sottolineato, è quella di spingere ulteriormente per la crescita dello scalo, ma è ovvio che le compagnie aeree, per volare, hanno necessità di contributi. Su questo i soci della Sase sono dunque chiamati a decidere sull’eventuale incremento dei voli.

 

É emerso anche che dal 2019 la Camera di Commercio di Perugia, azionista di Sase, che versava alla Società circa un milione centomila euro all’anno, ha ridotto il contributo a 400mila euro. Questo va ad appesantire la posizione aeroportuale che ha dunque necessità di trovare risorse. Per quanto attiene agli investimenti, un società di matrice inglese, gestita da un imprenditore italiano, ha proposto a Sase di poter investire nello scalo di Perugia circa 70milioni di euro per realizzare una accademia del volo, che comprende hostess, meccanici, fino ai piloti di aerei, elicotteri e droni. La scelta dell’aeroporto umbro deriverebbe da un algoritmo che ha valutato molte altre possibili infrastrutture italiane e non. Si tratta dunque di un ampio complesso strutturale e di un’operazione molto importante per la quale gli studi legali e di consulenza di Sase stanno predisponendo un contratto da firmare entro questo mese affinché a giugno possano iniziare i lavori. La scelta di Perugia deriva quindi da uno studio che ha definito questa infrastruttura ideale per l’investimento.

 

L’impegno di Sase è quello di porre in essere, presso l’Alitalia, una linea che colleghi Perugia con Milano Linate in modo da far sì che i passeggeri, tra cui i loro tecnici, abbiano la possibilità di collegamento con Perugia. È stata quindi predisposta una manifestazione di interesse che sembra essere stata accettata da Alitalia, l’auspicio è che nel 2020 si possa partire con questa nuova linea. Il costo, per la Sase, sarà di circa un milione di euro che, aggiunto ai 600mila che verranno a mancare dal contributo della Camera di Commercio, porterà certamente ad approfondite riflessioni per la copertura di questo deficit. Il presidente Cesaretti ha rimarcato il fatto che c’è in Parlamento (Commissione trasporti) un progetto di legge per cui i piccoli aeroporti sembra possano avere aiuti soltanto se avranno un bilancio a pareggio. E l’aeroporto umbro, tra i piccoli, sarebbe tra i pochi in Italia a poter presentare un documento con queste caratteristiche.

 

Negli interventi dei commissari presenti sono stati anche chiesti ai vertici di Sase, ed in particolare al direttore generale di Sviluppumbria, chiarimenti in merito ad una mozione approvata a larga maggioranza dall’Assemblea legislativa lo scorso 3 dicembre 2018 nella quale si chiedeva, tra l’altro, alla Giunta di Palazzo Donini di “promuovere un superamento del Cda attuale della Sase spa, la società di gestione dell’aeroporto internazionale dell’Umbria ‘San Francesco di Assisi’, al fine di avviare una fase nuova per il futuro dello scalo”. A ciò è stato risposto di non avere ancora ricevuto alcuna comunicazione in proposito e che comunque l’attuale Cda è in prossimità della scadenza.

 

Sottolineata dai commissari l’importanza di dare seguito all’altra parte del dispositivo della mozione in questione, rispetto alla previsione di nuove risorse utili allo sviluppo dell’aeroporto. È stata così ribadita la necessità di stimolare la partecipazione di altri Comuni, oltre a quelli che ne fanno già parte, per accrescere gli investimenti. Oltre a ciò, l’auspicio è quello di uno sviluppo della intermodalità e la connessione ferroviaria.

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SECONDA COMMISSIONE: “DISCIPLINA EMISSIONI GASSOSE DA ATTIVITÀ A FORTE IMPATTO ODORIGENO”

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aula commissione(Fonte Acs) Perugia, 25 marzo 2019 – “Dopo averlo fatto in tema ambientale, prevedere ulteriori approfondimenti, in sede congiunta di Seconda e Terza Commissione, sull’impatto sanitario relativo alle emissioni gassose in atmosfera non solo derivanti da attività a forte impatto ambientale”. È quanto ha deciso la Seconda Commissione, su indicazione della presidente Carla Casciari, rispetto alla discussione sulla analoga proposta di legge del consigliere regionale Attilio Solinas (Misto-Mdp) presentata nell’ottobre 2017 (https://tinyurl.com/y4rsr5tp(link is external)) e su cui la Seconda Commissione ha ascoltato nel tempo i due assessori regionali all’Ambiente e alla Salute, Fernanda Cecchini e Luca Barberini, l’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente), le Associazioni di categoria ed alcuni comitati territoriali.

 

Il documento legislativo in esame individua gli strumenti e le regole di autorizzazione, prevenzione e controllo in materia di emissioni odorigene definendo il campo di valori entro i quali le attività umane possono considerarsi, in via precauzionale, compatibili con la salute ed il benessere pubblico e la tutela dell’ambiente nel suo complesso. Tutto ciò nel rispetto dei limiti di legge che sono stati definiti così da consentire al cittadino di fruire di un ambiente salubre e piacevole.

 

Nel corso dell’iter del documento legislativo, come ha ricordato Gianfranco Chiacchieroni (Pd) si era concordato con l’assessore Cecchini di prevedere l’elaborazione di linee guida specifiche per le emissioni odorigene. E proprio su questo che la presidente Casciari si è impegnata per conoscere lo stato del provvedimento.

 

Solinas ha espresso soddisfazione perché “dopo essere stato messo in stand by per alcuni mesi, il documento è tornato all’ordine del giorno della Commissione. È importante perché richiama l’attenzione su una problematica che interessa centinaia di cittadini umbri. Si tratta di un tema da affrontare con dovuto buon senso. Esistono metodi scientifici e strumenti specifici per misurare e contenere le emissioni su cui però serve una legge per la regolamentazione di questo ambito. Bisogna trovare una soluzione congrua sia per i cittadini che per le imprese già operanti in certi territori affinché queste ultime, anche, se necessario, attraverso risorse specifiche, possano mettersi in regola rispetto al contenimento delle emissioni”.

 

Silvano Rometti (Socialisti) ha ribadito, come già fatto in passato, della necessità di “prevedere, più che una legge, un regolamento con parametri ben definiti, partendo da norme nazionali già esistenti. È comunque un argomento su cui è necessario intervenire”. Claudio Ricci (misto-Rp/Ic) dopo aver rimarcato la sua sostanziale condivisione rispetto all’iniziativa legislativa ha evidenziato l’importanza di “ragionare su azioni compensative ambientali e tecnologiche, di tipo urbanistico e di eventuali delocalizzazioni, per questo serve un’assunzione di responsabilità in tema di risorse. Serve un’idea chiara su come attuare gli strumenti a disposizione”. Per Andrea Liberati (M5S) “è stata riattivata la vecchia dinamica rispetto al documento, ma serve un confronto all’interno della maggioranza per arrivare ad una linea condivisa. Parlare di questo tema è fondamentale e va prevista in proposito una attenta valutazione di impatto sanitario. Bisogna capire se questo la Regione lo sta facendo. È necessaria un’approfondita riflessione”. Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha ricordato come erano state “concordate con l’assessore Cecchini l’elaborazione di linee guida specifiche su questa problematica olfattiva. Bisogna capire dunque come si sta muovendo la Giunta in proposito. Esistono già, comunque, precisi strumenti per intervenire in certe situazioni”.

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COOPERATIVE DI COMUNITÀ: VIA LIBERA A LARGA MAGGIORANZA ALLA PROPOSTA DI LEGGE DI CASCIARI (PD) E ROMETTI (SER)

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20190325_150409(Fonte Acs) Perugia, 25 marzo 2019 – Con 7 voti favorevoli (Casciari, Chiacchieroni, Smacchi-Pd, Rometti-SeR, Solinas-Misto/Mdp, De Vincenzi-Misto/Un, Ricci-Misto/RpIc) e l’astensione di Liberati-M5S, la Seconda Commissione, presieduta da Carla Casciari ha dato il via libera alla proposta di legge dei consiglieri Silvano Rometti (SeR) e Carla Casciari (Pd) che mira a favorire la nascita, anche in Umbria, delle COOPERATIVE DI COMUNITÀ. L’obiettivo – come hanno spiegato gli stessi promotori – è quello di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Il fine dovrà essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi per incidere in modo stabile su aspetti fondamentali della qualità della vita sociale ed economica.

 

“Dalle numerose audizioni svolte – ha detto Rometti a margine della riunione – è emersa una forte aspettativa da parte dei soggetti auditi rispetto all’iniziativa legislativa in questione perché può aiutare la crescita di una nuova economia all’interno delle zone più marginali e soggette dunque a crisi occupazionali e allo spopolamento. Con questa legge viene rafforzato il legame all’interno delle comunità”.

 

Soddisfazione è stata espressa anche da Carla Casciari che dopo aver rimarcato come la legge sia stata approfondita con un “lungo confronto con le parti interessate”, ha spiegato che “le Cooperative di comunità disegnano un nuovo modello economico che promuove uno sviluppo del territorio diverso, che non è orientato al solo consumismo e non ha un’impronta individualistica, ma piuttosto coinvolge la collettività. Questa rinnovata volontà dei cittadini di esserci e di incidere nella vita della propria comunità con strumenti attivi potrebbe essere alla base di una nuova democrazia partecipativa, orientata alla produzione di bellezza e qualità per il proprio territorio”.

 

Andrea Liberati (M5S) ha spiegato il suo voto di astensione sottolineando che “in più di un’occasione i tecnici hanno definito ‘labili’ i principi contenuti nella legge, con un problema applicativo evidente e il rischio che le grandi cooperative fagocitino le piccole cooperative di comunità, nonostante le correzioni emendative apportate, con ciò contravvenendo la ratio della legge, sminuendo la partecipazione dei soci a mera testimonianza, rendendo inautentica l’esperienza cooperativa locale. Una proposta dunque che, pur animata da nobili intenti, accrescerà l’incertezza normativa. Dovrebbe essere scritta meglio, ammesso che, nella cornice delle competenze costituzionali e delle riserve di legge, il Governo non impugni comunque il testo”.

Relatori in Aula saranno: per la maggioranza Silvano Rometti, per la minoranza Andrea Liberati.

 

SCHEDA SINTETICA: Il riferimento delle Cooperative di comunità è costituito dai Comuni ricadenti nelle tre aree interne: Area Sud Ovest Orvietano, Area del Nord-Est (area appenninica), Area della Valnerina. Potranno tuttavia essere costituite Cooperative di comunità anche in altri ambiti territoriali prestando comunque attenzione particolare per i Comuni sotto i 3mila abitanti. Le cooperative di comunità si prefiggono l’obiettivo di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Il fine dovrà essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi per incidere in modo stabile su aspetti fondamentali della qualità della vita sociale ed economica. Si tratta di uno strumento già presente, in altre regioni italiane e che sta producendo importanti risultati. Questo strumento di cooperazione può assumere la veste di cooperative di produzione e lavoro, di utenza, di supporto, sociali o miste. Molteplici potranno essere le possibilità di intervento ad opera della Regione al fine di sostenere il processo di sviluppo di tali cooperative, come finanziamenti agevolati, contributi in conto capitale e incentivi per la creazione di nuova occupazione. A livello nazionale manca uno specifico quadro normativo, per questo altre Regioni si sono mosse con leggi proprie.

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SECONDA COMMISSIONE: AUDIZIONI DI ARPA, ASL, VIGILI DEL FUOCO E COMUNE DI PERUGIA PER VALUTARE LE CONSEGUENZE DELL’INCENDIO DELLA “BIONDI RECUPERI”

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FB_IMG_1553268614193(Fonte Acs) Perugia, 22 marzo 2019 – “Nel giorno dell’incendio alla Biondi Recuperi di Balanzano la concentrazione di diossina è risultata molto alta, per poi subito tornare ai livelli ubiquitari, cioè normali, con la buona qualità dell’aria che contraddistingue l’area di Ponte San Giovanni (link dati Arpa: https://goo.gl/YxiwSe(link is external) ), grazie anche agli agenti atmosferici, pioggia e vento, che si sono verificati il giorno dell’incendio. In ogni caso non si tratta dello stesso tipo di diossine che furono rilevate a Seveso, che pure sono state citate in alcune trasmissioni televisive realizzate subito dopo l’evento. Mercoledì prossimo conosceremo i risultati su uova e latte prelevati in zona mentre serve qualche altro giorno di tempo per conoscere la ricaduta sul suolo. Saranno fatti altri monitoraggi ma nulla induce a pensare che si sia di fronte a un disastro ambientale come conseguenza dell’incendio”: sono alcune delle considerazioni emerse dal confronto, in Seconda commissione, con i tecnici dell’Agenzia regionale di protezione ambientale e della Asl, con i vigili del fuoco che sono intervenuti e con i rappresentanti del Comune di Perugia. La presidente della Seconda commissione, Carla Casciari, ha espresso “apprezzamento per il lavoro interistituzionale svolto al fine di arginare l’emergenza: si è lavorato nell’incertezza sul tipo di materiale andato a fuoco ma con il principio della massima precauzione. Le attività, dal punto di vista dei rischi ambientali, sono attenzionate da Arpa in modo annuale o triennale, come richiede il piano regionale di contratto, ma è costante l’intervento ogni volta che la polizia giudiziaria lo richieda. Sarà estremamente utile la raccolta dei ‘Piani di emergenza esterna’, catalogati dalle Prefetture in virtù del ‘Decreto Sicurezza’, ma sarà altrettanto urgente attivare delle interforze che prevedano visite ispettive di prevenzione, oltre quelle imposte dall’autorizzazione, per evitare di rincorrere l’emergenza”.  Sulla prevenzione ha insistito il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Michele Zappia: “Serve un lavoro congiunto di tutte le istituzioni, occorre sedersi intorno ad un tavolo, per capire il modo migliore in cui fare prevenzione e controlli, così da preservare il territorio. Nel decreto sicurezza, tradotto in legge il 4 dicembre 2018, c’è una parte che riguarda le attività che gestiscono rifiuti e pone a carico dei gestori l’obbligo di predisporre un piano di emergenza interno e di fornire alla Prefettura elementi per redigere un piano emergenza esterno. Il 6 marzo c’è stata una riunione in Prefettura per fare il punto della situazione su questi obblighi: su circa 300 attività censite nella regione, solo 150 hanno dato risposte”.

Carla Casciari

UFFICI DI PROSSIMITÀ: “TEMPISTICHE PER REALIZZAZIONE PROGETTO ANCHE IN UMBRIA” 

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Carla Casciari(Fonte Acs) Perugia, 20 marzo 2019 – Il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta per sapere “a che punto è l’iter per la realizzazione del progetto diretto alla realizzazione degli ‘Uffici di prossimità’ anche in Umbria e quali sono le tempistiche per l’attuazione di questa importante opportunità per il nostro territorio”. Nel suo atto ispettivo, Casciari ricorda che sarebbero “in corso tre progetti pilota in Piemonte, Liguria e Toscana. Sperimentazioni incentrate su una modellizzazione organizzativa, gestionale e tecnico-informatica, basata anche su un modello di comunicazione che prevede un unico portale di servizi telematici. Sulla scia delle sperimentazioni già avviate, le altre regioni dovranno predisporre le loro manifestazioni di interesse attraverso un piano operativo condiviso per l’individuazione di quali Comuni saranno sedi degli ‘Uffici di prossimità’, al fine di garantire un’offerta nazionale omogenea. Si tratta – spiega Casciari – di un processo progressivo che parte da un’analisi delle realtà esistenti e dei software disponibili fino a mettere tutte le Regioni nelle condizioni di avviare, entro il 2019, il lavoro di raccordo istituzionale per implementare tali uffici sul proprio territorio. Le regioni hanno, quindi, un ruolo strategico per consentire il corretto dimensionamento ed il posizionamento dei presidi giudiziari. È sempre più diffuso il bisogno – aggiunge -, specie per le fasce deboli della popolazione, di poter ottenere tutela dei diritti senza recarsi negli uffici giudiziari, accedendo ad un unico luogo ove i diversi enti che partecipano alla costruzione delle tutele offrono servizi integrati pubblici e facile accesso”.

 

 

Casciari tiene a sottolineare, tra l’altro, che “il Ministero della Giustizia ha avviato il progetto ‘Uffici di prossimità’ con l’obiettivo di avvicinare il ‘Sistema Giustizia’ al cittadino, offrendo la presenza di sportelli informativi e di supporto alla cittadinanza in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, attraverso una collaborazione interistituzionale tra tribunali territoriali e Comuni, affidata ad una regia regionale. Tali uffici avranno il compito di assicurare una serie di servizi. L’iter progettuale degli ‘Uffici di Prossimità’ – aggiunge – è iniziato da tempo ed il risultato attuale è frutto di un confronto istituzionale tra Ministero di Giustizia, l’Agenzia per la coesione quale Autorità di gestione del Programma operativo nazionale ‘Governance e Capacità istituzionale’ e le Regioni che ne hanno condiviso la strategia sottolineandone l’importanza quale strumento di presidio territoriale”. “Il progetto in questione – conclude Casciari – è integralmente finanziato dal Fondo Sociale Europeo (Pon Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020) con risorse ingenti pari ad oltre 34milioni di euro e necessita di una importante collaborazione tra amministrazione centrale, enti territoriali ed uffici giudiziari. Per la gestione dei fondi sono state individuate le Regioni, ovviamente con la previsione di un ruolo determinante degli uffici giudiziari, quali destinatarie del finanziamento come soggetto intermedio tra il territorio e il Ministero di Giustizia. Il riparto si basa sul numero di fascicoli di volontaria giurisdizione pendenti ed iscritti nel 2017, sulla dimensione demografica del territorio, sull’impatto della soppressione delle sedi giudiziarie, sulla domanda e sul carico pendente in tema sempre di volontaria giurisdizione. Per l’Umbria è stato previsto più di 1milione di euro per un numero massimo di 34 sportelli attivabili. In tali sedi sarà consentito, dunque, di delocalizzare alcune attività, prima esperibili esclusivamente presso gli uffici giudiziari, decongestionando in tal modo i tribunali e facilitando gli utenti anche con la trasmissione telematica degli atti”.

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TRASPORTI: “AGEVOLAZIONI PER STUDENTI SCUOLE SECONDARIE SU ABBONAMENTI TPL URBANO ED EXTRAURBANO”

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autobus2(Fonte Acs) Perugia, 18 marzo 2019 – La Seconda Commissione, presieduta da Carla Casciari, ha votato all’unanimità la richiesta di iscrizione all’ordine del giorno di una prossima seduta d’Aula di una risoluzione che mira ad impegnare la Giunta regionale a “prevedere agevolazioni legate al reddito familiare per gli abbonamenti scolastici di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano per gli studenti delle scuole secondarie, da inserire nella prossima gara per il trasporto pubblico nel bacino unico regionale”.

 

La proposta di risoluzione fa seguito ad un analogo atto di indirizzo discusso dall’Assemblea legislativa in una seduta dello scorso mese di maggio (https://tinyurl.com/ybc2mvqr(link is external)) e rinviata in Commissione per approfondimenti.

 

Dopo aver sottolineato come quello dello studio è uno dei diritti inalienabili della persona, la risoluzione spiega che “alla luce del mutato contesto socio-economico devono essere individuate misure che rendano meno gravoso per le famiglie il diritto all’istruzione dei figli”. Da qui viene rimarcata la necessità di “realizzare un modello in grado di garantire una vera uguaglianza ed una pari opportunità a tutti gli studenti, in particolare per quei nuclei familiari che si trovano in condizioni economiche disagiate”.

 

Le agevolazioni auspicate riguardano l’acquisto di abbonamenti trimestrali e mensili, con una riduzione rispetto al prezzo intero, come avviene con gli abbonamenti annuali, ed una riduzione del costo dei biglietti multicorsa almeno pari al prezzo stabilito per gli over 65. La proposta è quella di introdurre un sistema basato sull’Isee familiare come già avviene per l’accesso ad altri servizi.

 

Andrea Liberati (M5S), pur votando positivamente rispetto all’indicazione di portare quanto prima l’atto in Aula, ha annunciato che proporrà di prevedere la possibilità di agevolazioni anche per i pendolari del trasporto ferroviario “soprattutto – ha detto – alla luce dell’introduzione dell’Isee per alcune fasce di viaggiatori”.

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SECONDA COMMISSIONE: “EFFETTI DELL’INCENDIO ALLA ‘BIONDI RECUPERI’ ECOLOGIA”

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FB_IMG_1552666255372(Fonte Acs) Perugia, 15 marzo 2019 –  Ad oggi non sussiste inquinamento aereo; necessari interventi di manutenzione, pulizia o sostituzione dei sistemi di filtrazione destinati al ricambio dell’aria di ambienti domestici e di lavoro. Sono in corso accertamenti per determinare il contenuto di cb (policlorobifenili), Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), diossine e di alcuni metalli pesanti su campioni di latte bovino, uova e vegetali.  É il quadro emerso dall’audizione di stamani in Seconda Commissione, presieduta da Carla Casciari, dell’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini accompagnata da dirigenti e tecnici dell’assessorato per una informativa sugli effetti dell’incendio scoppiato domenica scorsa, 10 marzo, alla ‘Biondi Recuperi Ecologia’ di Ponte San Giovanni.

 

La presidente Casciari, al termine dell’audizione, dopo aver comunicato che ne seguiranno altre sin dalla prossima settimana con Asl, Arpa e Comune, e dopo aver evidenziato come dal confronto sembrano comunque essere superate quasi tutte le criticità ambientali, ha tenuto a rimarcare l’importanza di “affrontare questo tema soprattutto per pianificare con maggiore attenzione la tutela dell’area che rappresenta una ‘città nella città’ con i suoi 26mila abitanti, con importanti aziende al suo interno, rappresentando anche un nodo viario essenziale su cui la Regione sta investendo moltissimo. Importante è avviare un confronto con l’Amministrazione comunale, i parlamentari umbri e la Regione per non essere costretti a rincorrere le emergenze, ma pianificare e riqualificare questa importantissima area”.

 

Nel corso dell’audizione, richiesta in primo luogo dal capogruppo del M5S Andrea Liberati, l’assessore Cecchini, dopo rimarcato ed elencato le autorizzazioni (in regola) di cui dispone il complesso impiantistico in questione, ha spiegato che nell’impianto vengono svolte attività di gestione rifiuti quali la messa in riserva (stoccaggio di rifiuti destinati al successivo recupero), il raggruppamento prima di essere sottoposti alle operazioni di smaltimento, il deposito preliminare (stoccaggio di rifiuti destinati al successivo smaltimento) ed il recupero metalli.  Complessivamente l’impianto ha una capacità massima di trattamento annuale pari a 147mila 570 tonnellate ed una capacità massima istantanea di stoccaggio pari a 10mila 36 tonnellate, di cui 8mila 640 di rifiuti non pericolosi (carta, plastica, vetro, tessili, metalli ingombranti, Raee, legno, rifiuti da costruzione e demolizione) e 1.396 tonnellate di rifiuti pericolosi (Raee e veicoli fuori uso).  La precedente autorizzazione (2011) aveva sostituito l’autorizzazione ordinaria e la ‘semplificata’ per una capacità massima di trattamento annuale pari a 271mila 605 tonnellate ed una capacità massima istantanea (totale quantità massime di rifiuti presenti contemporaneamente) di stoccaggio pari a 17mila 694 tonnellate. Pertanto, il riesame dell’autorizzazione ha ridotto sensibilmente le quantità in precedenza autorizzate sulla stessa area e per le stesse tipologie di rifiuto.  La Regione, su richiesta di Arpa, giovedì 14 marzo ha adottato misure complementari per obbligare il gestore, salvo autorizzazione dell’Autorità giudiziaria, a mantenere l’interruzione dello scarico, caratterizzare le acque e smaltirle tramite impianti autorizzati; rimuovere i rifiuti derivanti dall’incendio, effettuare indagini preliminari per verificare eventuali contaminazioni del suolo.  L’assessore ha anche ricordato, in fatto di controlli, che le aziende in Aia (Autorizzazione integrata ambientale) entro il 30 aprile di ogni anno sono tenute ad inviare alla Regione e all’Arpa le risultanze dei propri autocontrolli. Il Piano di ispezione degli impianti in regime di Aia (giugno 2018), insieme ad altri 34 impianti a più alto grado di rischio ambientale, ha assoggettato l’impianto ad una frequenza annuale dei controlli da parte di Arpa Umbria. Per i rimanenti 90 impianti in Aia è prevista una frequenza triennale dei controlli. Per il 2018, l’Arpa ha effettuato la visita ispettiva presso l’impianto in questione,  nel novembre 2018, verificando la conformità degli scarichi idrici ai valori limite prescritti con l’autorizzazione.

 

Diverse e numerose sono state le domande poste dai commissari presenti. Andrea Liberati (M5S) ha lamentato il fatto che “a cinque giorni di distanza dal rogo, i consiglieri regionali non hanno ancora un’informazione diretta da ARPA Umbria. Quanto alla Biondi, non essendo sovrapponibili procedure semplificate e ordinarie, risulta che, con l’Aia2018, i volumi stoccabili e trattabili nell’impianto siano cresciuti rispetto all’Aia 2011. Invece occorre anzitutto delocalizzare tali attività in aree idonee. Chiediamo la ripubblicizzazione del servizio rifiuti contro i lucrosissimi monopoli privati esistenti in Umbria. ARPA fornisca almeno i verbali delle visite ispettive e a campione finora effettuate”.  Attilio Solinas (Misto-Mdp) ha sottolineato la necessità di prevedere maggiori controlli e verifiche puntuali su tutti gli impianti presenti nel territorio regionale che possono mettere a rischio la qualità ambientale. Rispetto al fatto specifico è necessario capire bene le cause dell’incendio e se è o meno doloso. L’auspicio è che nelle cause non esistano motivazioni legate alla criminalità organizzata”. Silvano Rometti (Socialisti), dopo aver rimarcato l’importanza di mettere in campo ogni azione per prevenire certi tipi di situazioni, ha evidenziato come i Vigili del fuoco “hanno operato con grandissima efficacia rendendo l’incendio subito gestibile. Ora l’importante è garantire che gli effetti del rogo non non vadano ad interessare la salute dei cittadini. Quindi bene fanno l’Asl e l’Arpa a controllare attentamente la qualità dei prodotti alimentari”.  Per Claudio Ricci (Misto-Rp/Ic), “occorre verificare l’attuazione del Piano di monitoraggio e controllo integrato a oggi vigente e se lo stesso ha avuto una piena attuazione; esplorare, per le cause, tutta l’area produttiva e determinare una tutela e valorizzazione urbanistica dell’area traguardando, con tutti gli enti preposti, un adeguato piano strategico di tutela e valorizzazione dell’area di Ponte San Giovanni”. Gianfranco Chiacchieroni (PD) ha chiesto di “concertare l’area di Ponte San Giovanni insieme a Comune, Regione e Stato centrale per costruire, in maniera ordinata, lo sviluppo di questo territorio.  Altrimenti si verificheranno nuove emergenze ambientali e non solo. Si rende tra l’altro necessaria una nuova viabilità. Il Comune di Perugia non può essere lasciato solo su questo versante”.

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SECONDA COMMISSIONE: GESTIONE AEROPORTO, COOPERATIVE DI COMUNITÀ, TESTO UNICO DEL COMMERCIO, TRASPOSTO PUBBLICO

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aula(Fonte Acs) Perugia, 11 marzo 2019 – La Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Carla Casciari, durante la seduta di oggi si è occupata della gestione dell’aeroporto di Perugia, delle cooperative di comunità, delle modifiche al testo unico sul commercio e delle agevolazioni per il trasporto pubblico.

 

In merito all’aeroporto ‘San Francesco di Assisi’ la Commissione ha deciso di convocare in audizione il presidente e il direttore della società di gestione (Sase) per fare il punto su prospettive di sviluppo e difficoltà incontrate, oltre che sull’ipotesi di collaborazione con gli scali di Ancona e Pescara.

 

L’iter della proposta di legge “Disciplina delle cooperative di comunità”, a firma Silvano Rometti (SeR) e Carla Casciari (Pd), proseguirà con l’analisi delle osservazioni pervenute in fase di partecipazione, che verranno valutate dagli uffici dell’Assemblea e dai componenti della apposita sottocommissione.

 

Ai componenti dell’organismo consiliare è stato sottoposto il testo di una proposta di risoluzione, di iniziativa della presidente Casciari, che propone di prevedere agevolazioni per gli abbonamenti scolastici da calibrare in base alla dichiarazione Isee. L’atto di indirizzo verrà discusso e approfondito nelle prossime sedute, dopo un confronto con i funzionari della Giunta regionale.

 

La proposta di legge “Modificazioni del testo unico in materia di commercio”, a firma Gianfranco Chiacchieroni (Pd), Attilio Solinas (misto Mdp) e Silvano Rometti (SeR), è stata illustrata dal primo firmatario, che ha spiegato l’esigenza di “andare incontro a quelle situazioni in cui i beni venduti sono ingombranti e di grandi dimensioni, rispondendo alle sollecitazione giunte da diversi Comuni per una più chiara interpretazione di quanto previsto dal regolamento relativo al testo unico sull’urbanistica”. La modifica verrà approfondita con una audizione con i referenti tecnici della Giunta regionale.

II commissione

SECONDA COMMISSIONE: “INCENDIO ‘BIONDI RECUPERI’: APPROFONDIRE CAUSE, CONTESTO E CONSEGUENZE”

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II commissione(Fonte Acs) Perugia, 11 marzo 2019 – “Quanto avvenuto ieri nella immediata periferia di Perugia merita un approfondimento da parte dell’Assemblea legislativa. Il grave incendio che ha interessato lo stabilimento privato ‘Biondi recuperi’ di Ponte San Giovanni rappresenta un segnale preoccupante per la città e per tutta la comunità regionale, visto che impianti di questo genere sono presenti in diverse zone dell’Umbria”. Così la presidente della Seconda commissione dell’Assemblea legislativa, Carla Casciari, evidenzia le decisione dell’organismo consiliare di convocare una audizione con l’assessore regionale Fernanda Cecchini al fine di “approfondire cause, contesto e conseguenze dell’incendio”.

 

 

In apertura dei lavori i commissari, a partire dal capogruppo M5S Andrea Liberati (che sull’argomento ha inviato una lettera anche alle presidenti Porzi e Marini ) hanno sottolineato la necessità di fare chiarezza su quanto avvenuto e di ottenere informazioni su sui rifiuti trattati nell’impianto, sulla attuale struttura societaria, sugli effetti dell’incendio sull’ambiente.

 

La presidente Casciari ha inoltre annunciato l’intenzione di promuovere una serie di sopralluoghi e visite ispettive della Commissione negli impianti umbri dedicati al trattamento e alla gestione dei rifiuti.