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SECONDA COMMISSIONE: IMPIANTO ADDESTRAMENTO PER UNITÀ CINOFILE DI SOCCORSO PRESSO CENTRO PROCIV FOLIGNO

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ccc(Fonte Acs) Perugia, 16 aprile 2019 – La Seconda commissione ha ascoltato ieri il dirigente regionale Borislav Vujovic (Servizio organizzazione e sviluppo del sistema Prociv) in merito a due atti di indirizzo, di Carla Casciari (Pd) e Valerio Mancini (Lega), relativi alla previsione di un centro addestramento per unità cinofile presso il Centro regionale di Protezione civile di Foligno. La risoluzione di Mancini (Istituzione in Umbria di un nucleo cinofilo dell’Arma dei Carabinieri – http://tinyurl.com/y2kjle8t(link is external)) era stata votata unanimemente dall’Aula nel novembre 2015, mentre quella di Casciari (Realizzazione di un impianto addestramento per unità cinofile di soccorso presso il centro Prociv di Foligno – http://tinyurl.com/yxuy4a6u(link is external)) era stata rinviata in Commissione per verificare la possibilità di unificare i due atti.

 

 

Vujovic ha spiegato che il progetto della Protezione civile prevedeva un campo cinofilo a Foligno. Ci si è avvalsi – ha detto – della collaborazione dell’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze), poiché la struttura è riconosciuta dal Dipartimento nazionale Prociv, per realizzare e quindi gestire l’impianto in questione. L’Anpas dispone, tra l’altro, di numerose unità cinofile disposte sul territorio. L’obiettivo – ha aggiunto – è che il campo possa servire soprattutto alle associazioni di volontariato, le quali dispongono di molte unità cinofile, spesso costrette ad allenare i cani fuori regione. È stato firmato un protocollo di intesa – ha precisato Vujovic – che non preclude a nessun soggetto interessato l’uso del campo (associazioni, forze armate, forze di polizia, vigili del fuoco, ecc.). Ad oggi si è nella fase della realizzazione della struttura. Esistono tuttavia difficoltà normative rispetto all’allestimento del campo macerie, poiché le macerie vengono considerate ‘rifiuti’. Il centro dispone comunque di un rudere che funge da casa crollata, sul quale si starebbe intervenendo con interventi mirati affinché possa garantire ogni servizio necessario sia per l’addestramento che per la logistica organizzativa. È in fase di predisposizione un regolamento regionale per regolarizzare l’utilizzo dei cani per il ritrovamento delle persone scomparse. Si punta dunque a qualificare questo servizio, sia rispetto gli animali che alle persone che li utilizzano attraverso corsi di formazione con l’attribuzione di appositi patentini. Vujovic ha sottolineato infine come la bozza del regolamento sia già stata condivisa dal ministero dell’Interno e dai Vigili del fuoco ed a breve, dunque, il documento di gestione dei cinofili dovrebbe approdare in Giunta per l’approvazione.

 

 

All’ordine del giorno della seduta anche altri due atti, per i quali si sono decisi approfondimenti tecnici oltre alla programmazione di eventuali audizioni con i soggetti interessati, si tratta di due proposte di legge: una firmata da Carla Casciari e Gianfranco Chiacchieroni (Pd) che mira alla ‘Tutela e promozione della dieta mediterranea’, l’altra promossa da Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) per il ‘Sostegno alla filiera della canapa industriale’.

ricerca

VALORIZZARE E DIFFONDERE LA CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA IN UMBRIA

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ricercaPerugia – I consiglieri regionali del Partito democratico Gianfranco Chiacchieroni, Luca Barberini e Carla Casciari hanno presentato una proposta di legge per la valorizzazione e la diffusione della cultura scientifica e tecnologica.

 

Il testo punta a sostenere le istituzioni e le strutture permanenti presenti nel territorio regionale, dotate di specifiche competenze professionali, impegnate nello sforzo quotidiano di favorire la diffusione e la comprensione pubblica della scienza e della tecnica. Ma anche a sensibilizzare tutti i soggetti impegnati nella ricerca e nella diffusione della scienza e della tecnologia, in modo da creare un collegamento diretto tra cultura scientifica, impresa e scuola, ed eliminare l’attuale frattura tra mondo della ricerca e delle applicazioni da un lato, e società dall’altro. Per far questo è necessario garantire un’efficace e corretta diffusione capillare della cultura scientifica, nelle forme e con i linguaggi adatti a un’utenza vasta e diversificata, certificandone autorevolmente la qualità. Serve quindi incoraggiare la ricerca nel settore delle scienze, delle tecniche e dell’industria, assumendo le necessarie iniziative perché i loro contenuti entrino a far parte della cultura di base dei cittadini.

 

Altro intento fondamentale della proposta di legge è quello di stimolare l’attivazione di centri di orientamento e di informazione capaci di favorire la più larga partecipazione dei cittadini alla discussione sul ruolo della ricerca scientifica e tecnica come elemento fondamentale per uno sviluppo sostenibile. Il testo punta a favorire l’instaurarsi di rapporti di collaborazione permanente anche con istituzioni di altri paesi, per mettere in comune risorse, realizzare progetti comuni, scambiare materiali, esperienze e competenze. Infine il disegno di legge vuole tutelare e valorizzare il patrimonio tecnico-scientifico e industriale della nostra regione, sostenendo l’impegno delle istituzioni che allestiscono esposizioni didatticamente accurate e accessibili al grande pubblico.

 

La proposta di legge prevede l’istituzione di un Comitato tecnico scientifico che, grazie alle competenze e alla professionalità dei suoi membri esperti nelle scienze matematiche, fisiche e naturali, fornisca un contributo tecnico alla programmazione regionale e alla valutazione dei progetti da ammettere ai finanziamenti. Il disegno di legge, inoltre, istituisce l‘Elenco regionale dei soggetti della cultura scientifica e tecnologica, grazie al quale sarà possibile certificare la qualità dei soggetti iscritti, nonché facilitare la conoscenza del mondo della scienza e della tecnologia da parte della società umbra e l’instaurarsi di rapporti di collaborazione permanente, anche a livello nazionale e internazionale, allo scopo di realizzare progetti comuni e favorire lo scambio di materiali, esperienze e competenze.

Agostini Casciari Cesaretti

AEROPORTO: A GIUGNO PREVISTO INIZIO LAVORI PER ACCADEMIA DEL VOLO. NEL 2020 COLLEGAMENTO CON LINATE. CONFERMATO EQUILIBRIO DI BILANCIO

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Agostini Casciari Cesaretti(Fonte Acs) Perugia, 8 aprile 2019 – Audizione, questa mattina, in Seconda Commissione del presidente di Sase spa (Società di gestione dell’aeroporto San Francesco d’Assisi), Ernesto Cesaretti e del direttore generale di Sviluppumbria (socio in rappresentanza della Regione Umbria), Mauro Agostini, per una informativa sulla situazione generale dell’Aeroporto Internazionale dell’Umbria.

 

Tra i passaggi di maggiore interesse emersi dall’audizione, la previsione dell’inizio lavori, a giugno, per la realizzazione dell’accademia del volo; il collegamento con Linate (Milano) nel 2020; il rinnovo della concessione ventennale, nel 2018, da parte di Enac, grazie al raggiungimento dell’equilibrio di bilancio e all’incremento dei passeggeri.

 

È stato lo stesso presidente a ribadire che gli obiettivi per il triennio che si avvia a conclusione sono stati quelli di salvaguardare l’aeroporto per il mantenimento della concessione. Nel frattempo si sono registrati anche alcuni cambiamenti riguardanti cancellazioni di voli da parte di due compagnie aeree. Questo ha procurato un danno importante poiché sono stati persi circa 40mila passeggeri, recuperati in parte con i voli esistenti, soprattutto quelli con Londra. E proprio questo con la capitale del Regno Unito è stato incrementato e nel periodo estivo sono previsti sei voli settimanali. Un nuovo indirizzo è rappresentato da Malta, mantenendo poi Catania e Bruxelles. Grazie a queste prese di posizione l’aeroporto potrà mantenersi su circa 230-240mila passeggeri. L’intenzione, come è stato sottolineato, è quella di spingere ulteriormente per la crescita dello scalo, ma è ovvio che le compagnie aeree, per volare, hanno necessità di contributi. Su questo i soci della Sase sono dunque chiamati a decidere sull’eventuale incremento dei voli.

 

É emerso anche che dal 2019 la Camera di Commercio di Perugia, azionista di Sase, che versava alla Società circa un milione centomila euro all’anno, ha ridotto il contributo a 400mila euro. Questo va ad appesantire la posizione aeroportuale che ha dunque necessità di trovare risorse. Per quanto attiene agli investimenti, un società di matrice inglese, gestita da un imprenditore italiano, ha proposto a Sase di poter investire nello scalo di Perugia circa 70milioni di euro per realizzare una accademia del volo, che comprende hostess, meccanici, fino ai piloti di aerei, elicotteri e droni. La scelta dell’aeroporto umbro deriverebbe da un algoritmo che ha valutato molte altre possibili infrastrutture italiane e non. Si tratta dunque di un ampio complesso strutturale e di un’operazione molto importante per la quale gli studi legali e di consulenza di Sase stanno predisponendo un contratto da firmare entro questo mese affinché a giugno possano iniziare i lavori. La scelta di Perugia deriva quindi da uno studio che ha definito questa infrastruttura ideale per l’investimento.

 

L’impegno di Sase è quello di porre in essere, presso l’Alitalia, una linea che colleghi Perugia con Milano Linate in modo da far sì che i passeggeri, tra cui i loro tecnici, abbiano la possibilità di collegamento con Perugia. È stata quindi predisposta una manifestazione di interesse che sembra essere stata accettata da Alitalia, l’auspicio è che nel 2020 si possa partire con questa nuova linea. Il costo, per la Sase, sarà di circa un milione di euro che, aggiunto ai 600mila che verranno a mancare dal contributo della Camera di Commercio, porterà certamente ad approfondite riflessioni per la copertura di questo deficit. Il presidente Cesaretti ha rimarcato il fatto che c’è in Parlamento (Commissione trasporti) un progetto di legge per cui i piccoli aeroporti sembra possano avere aiuti soltanto se avranno un bilancio a pareggio. E l’aeroporto umbro, tra i piccoli, sarebbe tra i pochi in Italia a poter presentare un documento con queste caratteristiche.

 

Negli interventi dei commissari presenti sono stati anche chiesti ai vertici di Sase, ed in particolare al direttore generale di Sviluppumbria, chiarimenti in merito ad una mozione approvata a larga maggioranza dall’Assemblea legislativa lo scorso 3 dicembre 2018 nella quale si chiedeva, tra l’altro, alla Giunta di Palazzo Donini di “promuovere un superamento del Cda attuale della Sase spa, la società di gestione dell’aeroporto internazionale dell’Umbria ‘San Francesco di Assisi’, al fine di avviare una fase nuova per il futuro dello scalo”. A ciò è stato risposto di non avere ancora ricevuto alcuna comunicazione in proposito e che comunque l’attuale Cda è in prossimità della scadenza.

 

Sottolineata dai commissari l’importanza di dare seguito all’altra parte del dispositivo della mozione in questione, rispetto alla previsione di nuove risorse utili allo sviluppo dell’aeroporto. È stata così ribadita la necessità di stimolare la partecipazione di altri Comuni, oltre a quelli che ne fanno già parte, per accrescere gli investimenti. Oltre a ciò, l’auspicio è quello di uno sviluppo della intermodalità e la connessione ferroviaria.

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“Il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti strumento indispensabile per prevenire ecoreati”

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antimafiaPerugia, 5 aprile 2019 – “Solo intensificando i sistemi di controllo, soprattuto in via preventiva, possiamo rendere impermeabile il territorio umbro da aggressioni della malavita organizzata”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) a margine dell’audizione della commissione consiliare ‘Analisi e studi su criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose, tossico-dipendenze, sicurezza e qualità della vita’ che si è svolta questa mattina alla presenza del Sottosegretario del Ministero dell’Interno, il senatore Stefano Candiani.

 

Stefano Candiani“Dal confronto richiesto per approfondire le dichiarazioni del Sottosegretario riportate nella stampa locale alcuni giorni fa – prosegue – sono emerse alcune informazioni positive, a partire dal potenziamento dell’organico delle forze dell’ordine per l’Umbria entro il 2020. Particolare preoccupazione è stata espressa dalla consigliera nell’ambito dell’approfondimento sulla abolizione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri), introdotta dall’articolo 6 del decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Dl semplificazione), non più operativo dallo scorso primo gennaio. Da quanto è emerso il Governo non ha ancora definito i tempi per la piena attuazione del nuovo strumento di controllo, il Registro elettronico nazionale. L’attuale sistema transitorio, che prevede la tenuta di registri di carico e scarico, non garantisce un efficiente e trasparente monitoraggio dei movimenti”.

 

“Nonostante i controlli in atto – conclude Carla Casciari – è necessario mettere in campo una sinergia tra sistemi informatici, forze dell’ordine e la polizia giudiziaria per intercettare tutti gli illeciti posti in essere in un settore così complesso per prevenire gli ecoreati”.

puleto

E45, VIADOTTO PULETO: “PIENO SOSTEGNO AL PRESIDIO IN PROGRAMMA DOMANI”

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puletoPerugia, 4 aprile 2019 – “Pieno sostegno al presidio delle organizzazioni sindacali di Perugia, Arezzo e Cesena che domani (venerdì, ndr), all’altezza dello svincolo di Sansepolcro della E45, manifesteranno per la riapertura del traffico ai mezzi pesanti sul viadotto del Puleto”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) che, insieme ai colleghi Gianfranco Chiacchieroni (Pd), Silvano Rometti (SeR) ed Attilio Solinas (Misto-Mdp), ha presentato una mozione urgente per le tante e significative difficoltà che stanno subendo numerose imprese umbre ed aziende di trasporti in conseguenza del divieto di transito.

“Ad oggi, infatti, è consentito il transito solo al traffico leggero – prosegue Casciari – dopo il sequestro del viadotto del Puleto, avvenuto lo scorso 16 gennaio per rischio crollo”.

“Si attendono per oggi pomeriggio – sottolinea il consigliere Dem – i primi riscontri dei rilievi tecnici che la Procura di Arezzo ha disposto sui baggioli del viadotto ed il mio auspicio è che, nel rispetto degli approfondimenti che si riterranno necessari, fin da subito si possano avere indicazioni sulle tempistiche con cui Anas potrà portare a termine i lavori che consentiranno di riaprire completamente il traffico sul viadotto”.

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QUESTION TIME: “GOVERNO EROGHI CONTRIBUTO PER MUSEO POST DI PERUGIA”

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postPerugia, 2 aprile 2019 – “Il museo Post (Perugia officina scienza e tecnologia) di Perugia riceva i finanziamenti statali necessari alle sue attività, e per evitare una grave crisi che potrebbe mettere a rischio questo importante polo scientifico”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) che nella sessione dedicata al Question time della seduta odierna dell’Assemblea legislativa, sollecita la Giunta “ad attivarsi nei confronti del Governo affinché il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca completi l’istruttoria per l’erogazione del contributo triennale 2018-2020 per enti, strutture scientifiche, fondazioni e consorzi”.

 

Presentando l’atto in Aula, Casciari ha evidenziato che “dal 2005 il Post è gestito da una fondazione costituita da Comune e Provincia di Perugia e da diversi soci sostenitori, rappresentando la principale struttura museale regionale nel settore della divulgazione scientifica. Svolge importanti attività come le mostre interattive, laboratori destinati a famiglie e turisti, attività didattiche per gli studenti; sviluppa circa 100 protocolli didattici sperimentali per le scuole di ogni ordine e grado. Siamo preoccupati per i lunghi tempi di attesa visto che il Post, sta vivendo una situazione di difficoltà economica e gestionale a causa proprio dei ritardi nell’erogazione delle risorse ministeriali. Inoltre il Comune di Perugia, uno dei due soci della Fondazione, oltre al pagamento della quota associativa annuale come contributo, non prevede altre forme di sostegno o di finanziamento finalizzate alle attività del Post. Serve una soluzione tampone per accompagnare questa fase del Post e anche individuare delle soluzioni per il futuro”.

 

Nella sua risposta l’assessore Antonio Bartolini ha detto di confermare i fondi ministeriali “che però non arriveranno prima di dicembre. La Regione da tempo sta monitorando la questione del Post, proponendo la possibilità di attingere ai fondi europei per l’agenda digitale. Dopo un periodo di attesa, la questione si è sbloccata a gennaio con un incontro tra il Sindaco di Perugia e la presidente di Regione, dove si è convenuto di mettere a disposizione del Post, fermo restando le verifiche tecniche, i fondi per il Digipass che il Comune sta progettando nell’area del Post. E sembra che la segreteria del Comune di Perugia sia favorevole a coinvolgere direttamente il Post nella gestione del Digipass. Eventualmente la Giunta è pronta ad approvare la delibera per una cifra di circa 4-500mila euro. Questo non coprirebbe tutti i costi del personale ma darebbe ossigeno. Considerando anche che il Digipass sarà sempre oggetto di finanziamenti in futuro, arricchendo stabilmente le possibilità del Post. Se questa soluzione non andasse a buon fine, allora potrebbero essere individuate risorse da allocare per piazza del Melo, con il Comune di Perugia che potrà fare economie di spesa per abbassare i costi che deve sostenere il Post. Una soluzione tampone, ma che riporterebbe l’ente in equilibrio finanziario”.

 

Nella sua replica Casciari ha parlato positivamente di questo “spiraglio positivo”, mi si è augurata che “si sblocchi il bando nazionale. Spero comunque che il Comune di Perugia possa abbracciare questo percorso. Nella nostra Regione è necessario sostenere e diffondere la cultura tecnico scientifica”.

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VIA LIBERA DALL’AULA ALLE COOPERATIVE DI COMUNITÀ: STRUMENTO PER SVILUPPO TERRITORIO

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al(Fonte Acs) Perugia, 2 aprile 2019 – Con 13 voti favorevoli (Pd, SeR, Misto-Mdp, Misto-Rp/Ic) e 3 astenuti (M5s e Lega), l’Aula di Palazzo Cesaroni ha dato il via libera alla proposta di legge dei consiglieri Silvano Rometti (SeR) e Carla Casciari (Pd) che mira a favorire la nascita, anche in Umbria, delle COOPERATIVE DI COMUNITÀ.
L’obiettivo è quello di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Il fine dovrà essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi per incidere in modo stabile su aspetti fondamentali della qualità della vita sociale ed economica.

 
Il relatore di maggioranza, Silvano ROMETTI ha sottolineato come “il sostegno alla cooperazione di comunità si esplica nell’ambito di iniziative volte allo sviluppo economico, alla coesione e alla solidarietà sociale, nell’ottica di valorizzare le risorse e le vocazioni territoriali e delle comunità locali, favorendo in primo luogo la creazione di offerte di lavoro. Particolarmente vocata per piccole comunità soggette a impoverimento economico, spopolamento e indicata per realtà umbre, pensiamo ad aree interne e piccoli comuni area terremoto. Già Abruzzo, Liguria, Puglia e Sardegna hanno adottato leggi che disciplinano le cooperative di comunità in termini in parte analoghi a quanto proposto da noi, mentre Lombardia, Basilicata, Emilia Romagna e Toscana hanno optato per introdurre la disciplina della cooperative di comunità nella legge dettata più in generale sulla cooperazione. In Umbria esistono già esperienze con attività per la Foresta Fossile Dunarobba, o per il Cinema PostModernissimo, etc. Nel percorso della legge in Commissione – ha detto Rometti – si è cercato di superare alcune criticità riscontrate sul piano tecnico-giuridico che esponevano la legge a possibili rilievi di legittimità costituzionale. Sono state anche recepite, per quanto possibile, le sollecitazioni provenienti dal mondo cooperativo. Sono stati inseriti dei criteri volti a consentire una più precisa delimitazione di quelle cooperative che la proposta di legge intende valorizzare, che si connoteranno come cooperative di comunità. Per queste, si prevede l’iscrizione in uno specifico Albo regionale laddove risulteranno svolgere determinate attività con la comunità e per la comunità di riferimento, e in possesso di determinati requisiti”.

 
Il relatore di minoranza, Andrea LIBERATI (M5S) ha definito la proposta legislativa “animata da nobili intenti poiché persegue l’interesse generale della comunità e che avremmo votato favorevolmente se non ci fosse un problema metodologico non superato in Commissione e che sarebbe stato utile fare per non esporre questo testo ad una possibile censura giuridico-amministrativa e quindi ad una impugnativa di fronte alla Corte Costituzionale. Questo è quanto ci hanno ricordato i nostri uffici legislativi dell’Assemblea legislativa, consigliando un vaglio preventivo della proposta. Bisognava tenere conto anche di alcune perplessità evidenziate da Coldiretti. Serve maggiore chiarezza sulla tipologia dei soci. L’indeterminatezza e la genericità di alcuni commi contenuti nel testo potrebbero causare maggiori incertezze rispetto a come si era partiti. Il rischio è l’assorbimento delle cooperative di comunità dentro le grandi cooperative, contravvenendo il principio e la ratio della legge. Il nostro sarà un voto di astensione”.

 
INTERVENTI
Carla CASCIARI (Pd): “La legge ha avuto un lungo percorso. Le Cooperative di comunità rappresentano una forma di impresa datata, poiché già dall’800 questa tipologia di strutture erano operative in più settori. Oggi questa forma di impresa è a pieno titolo nel Terzo settore, con interventi non solo verso lo spopolamento, ma come strumento forte di partecipazione dei cittadini. Sicurezza vuol dire anche e soprattutto un territorio vissuto e questa proposta mira sostanzialmente a questo. Rispetto ai dubbi di Liberati, va sottolineato che sono già in vigore altre analoghe leggi regionali non impugnate. Il Terzo settore è ancora in attesa dei decreti attuativi, è necessario un quadro nazionale ben definito. Questa legge, della quale sono firmataria, rappresenta un segnale forte per i cittadini che potranno essere protagonisti del loro territorio”.

 
Claudio RICCI (misto-Rp/Ic): “Quello di oggi è uno degli atti più qualificanti dell’intera legislatura. Per il nostro territorio umbro, fatto di piccole realtà amministrative, questi strumenti innovativi possono determinare azioni positive nel quotidiano che va ad incidere sulla vita dei residenti. Le cooperative di comunità sono dunque uno strumento incisivamente adeguato per le nostre realtà. Rappresenta un elemento qualificante per lo sviluppo economico non solo territoriale, ma di tutta la regione”.

 

Giacomo LEONELLI (Pd): “Si tratta di una legge che mi sta particolarmente a cuore perché rappresenta un appoggio pieno ad una altra proposta legislativa, quella sulla ‘Bellezza e Qualità come modello di sviluppo per l’Umbria’ di cui sono il promotore e che ho già depositato. Nei numerosi incontri che ho avuto nel corso della predisposizione della mia proposta ho notato un altissimo spirito di iniziativa e di crescita da parte di chi abita il territorio. La volontà di non abbandonare il proprio paese natio è evidente, ma spesso mancano gli strumenti per il rafforzamento di certe realtà. Questa legge sarà importantissima per molte piccole realtà che vanno valorizzate e fatte crescere”.

 

 
SCHEDA SINTETICA
Il riferimento delle Cooperative di comunità è costituito dai Comuni ricadenti nelle tre aree interne: Area Sud Ovest Orvietano, Area del Nord-Est (area appenninica), Area della Valnerina. Potranno tuttavia essere costituite Cooperative di comunità anche in altri ambiti territoriali prestando comunque attenzione particolare per i Comuni sotto i 3mila abitanti.
Le cooperative di comunità si prefiggono l’obiettivo di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Il fine dovrà essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi per incidere in modo stabile su aspetti fondamentali della qualità della vita sociale ed economica. Si tratta di uno strumento già presente, in altre regioni italiane e che sta producendo importanti risultati.
Questo strumento di cooperazione può assumere la veste di cooperative di produzione e lavoro, di utenza, di supporto, sociali o miste. Molteplici potranno essere le possibilità di intervento ad opera della Regione al fine di sostenere il processo di sviluppo di tali cooperative, come finanziamenti agevolati, contributi in conto capitale e incentivi per la creazione di nuova occupazione. È evidente che tali interventi, per i quali si rinvia ad un atto da adottarsi da parte della Giunta regionale sentita la Commissione competente, vadano attuati nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di stato.
Lo stanziamento previsto, per il 2019 è di 100mila euro per l’anno 2019. Modalità di sostegno sono previste dalla Programmazione comunitaria, da incentivi da parte di banche di credito Coop. Rispetto ad interventi sulla leva fiscale Irap saranno necessari ulteriori approfondimenti giuridici. La Regione è chiamata a promuovere sul territorio, d’intesa con gli enti locali, il ruolo e la funzione della cooperazione di comunità individuando strumenti e modalità di raccordo che possano favorirne le capacità progettuali ed imprenditoriali, riconoscendo nella cooperazione, ed in particolare in quella di comunità, un soggetto privilegiato per l’attuazione di politiche attive del lavoro in grado di creare nuova occupazione per il territorio con il quale e nel quale operano. I settori di intervento riguardano: la ricettività e la ristorazione, le attività legate al turismo, all’agricoltura e all’allevamento. Ma anche alla produzione di energia rinnovabile, ai servizi di interesse pubblico, alla gestione di musei, del verde, di attività culturali.

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SECONDA COMMISSIONE: “DISCIPLINA EMISSIONI GASSOSE DA ATTIVITÀ A FORTE IMPATTO ODORIGENO”

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aula commissione(Fonte Acs) Perugia, 25 marzo 2019 – “Dopo averlo fatto in tema ambientale, prevedere ulteriori approfondimenti, in sede congiunta di Seconda e Terza Commissione, sull’impatto sanitario relativo alle emissioni gassose in atmosfera non solo derivanti da attività a forte impatto ambientale”. È quanto ha deciso la Seconda Commissione, su indicazione della presidente Carla Casciari, rispetto alla discussione sulla analoga proposta di legge del consigliere regionale Attilio Solinas (Misto-Mdp) presentata nell’ottobre 2017 (https://tinyurl.com/y4rsr5tp(link is external)) e su cui la Seconda Commissione ha ascoltato nel tempo i due assessori regionali all’Ambiente e alla Salute, Fernanda Cecchini e Luca Barberini, l’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente), le Associazioni di categoria ed alcuni comitati territoriali.

 

Il documento legislativo in esame individua gli strumenti e le regole di autorizzazione, prevenzione e controllo in materia di emissioni odorigene definendo il campo di valori entro i quali le attività umane possono considerarsi, in via precauzionale, compatibili con la salute ed il benessere pubblico e la tutela dell’ambiente nel suo complesso. Tutto ciò nel rispetto dei limiti di legge che sono stati definiti così da consentire al cittadino di fruire di un ambiente salubre e piacevole.

 

Nel corso dell’iter del documento legislativo, come ha ricordato Gianfranco Chiacchieroni (Pd) si era concordato con l’assessore Cecchini di prevedere l’elaborazione di linee guida specifiche per le emissioni odorigene. E proprio su questo che la presidente Casciari si è impegnata per conoscere lo stato del provvedimento.

 

Solinas ha espresso soddisfazione perché “dopo essere stato messo in stand by per alcuni mesi, il documento è tornato all’ordine del giorno della Commissione. È importante perché richiama l’attenzione su una problematica che interessa centinaia di cittadini umbri. Si tratta di un tema da affrontare con dovuto buon senso. Esistono metodi scientifici e strumenti specifici per misurare e contenere le emissioni su cui però serve una legge per la regolamentazione di questo ambito. Bisogna trovare una soluzione congrua sia per i cittadini che per le imprese già operanti in certi territori affinché queste ultime, anche, se necessario, attraverso risorse specifiche, possano mettersi in regola rispetto al contenimento delle emissioni”.

 

Silvano Rometti (Socialisti) ha ribadito, come già fatto in passato, della necessità di “prevedere, più che una legge, un regolamento con parametri ben definiti, partendo da norme nazionali già esistenti. È comunque un argomento su cui è necessario intervenire”. Claudio Ricci (misto-Rp/Ic) dopo aver rimarcato la sua sostanziale condivisione rispetto all’iniziativa legislativa ha evidenziato l’importanza di “ragionare su azioni compensative ambientali e tecnologiche, di tipo urbanistico e di eventuali delocalizzazioni, per questo serve un’assunzione di responsabilità in tema di risorse. Serve un’idea chiara su come attuare gli strumenti a disposizione”. Per Andrea Liberati (M5S) “è stata riattivata la vecchia dinamica rispetto al documento, ma serve un confronto all’interno della maggioranza per arrivare ad una linea condivisa. Parlare di questo tema è fondamentale e va prevista in proposito una attenta valutazione di impatto sanitario. Bisogna capire se questo la Regione lo sta facendo. È necessaria un’approfondita riflessione”. Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha ricordato come erano state “concordate con l’assessore Cecchini l’elaborazione di linee guida specifiche su questa problematica olfattiva. Bisogna capire dunque come si sta muovendo la Giunta in proposito. Esistono già, comunque, precisi strumenti per intervenire in certe situazioni”.

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COOPERATIVE DI COMUNITÀ: VIA LIBERA A LARGA MAGGIORANZA ALLA PROPOSTA DI LEGGE DI CASCIARI (PD) E ROMETTI (SER)

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20190325_150409(Fonte Acs) Perugia, 25 marzo 2019 – Con 7 voti favorevoli (Casciari, Chiacchieroni, Smacchi-Pd, Rometti-SeR, Solinas-Misto/Mdp, De Vincenzi-Misto/Un, Ricci-Misto/RpIc) e l’astensione di Liberati-M5S, la Seconda Commissione, presieduta da Carla Casciari ha dato il via libera alla proposta di legge dei consiglieri Silvano Rometti (SeR) e Carla Casciari (Pd) che mira a favorire la nascita, anche in Umbria, delle COOPERATIVE DI COMUNITÀ. L’obiettivo – come hanno spiegato gli stessi promotori – è quello di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Il fine dovrà essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi per incidere in modo stabile su aspetti fondamentali della qualità della vita sociale ed economica.

 

“Dalle numerose audizioni svolte – ha detto Rometti a margine della riunione – è emersa una forte aspettativa da parte dei soggetti auditi rispetto all’iniziativa legislativa in questione perché può aiutare la crescita di una nuova economia all’interno delle zone più marginali e soggette dunque a crisi occupazionali e allo spopolamento. Con questa legge viene rafforzato il legame all’interno delle comunità”.

 

Soddisfazione è stata espressa anche da Carla Casciari che dopo aver rimarcato come la legge sia stata approfondita con un “lungo confronto con le parti interessate”, ha spiegato che “le Cooperative di comunità disegnano un nuovo modello economico che promuove uno sviluppo del territorio diverso, che non è orientato al solo consumismo e non ha un’impronta individualistica, ma piuttosto coinvolge la collettività. Questa rinnovata volontà dei cittadini di esserci e di incidere nella vita della propria comunità con strumenti attivi potrebbe essere alla base di una nuova democrazia partecipativa, orientata alla produzione di bellezza e qualità per il proprio territorio”.

 

Andrea Liberati (M5S) ha spiegato il suo voto di astensione sottolineando che “in più di un’occasione i tecnici hanno definito ‘labili’ i principi contenuti nella legge, con un problema applicativo evidente e il rischio che le grandi cooperative fagocitino le piccole cooperative di comunità, nonostante le correzioni emendative apportate, con ciò contravvenendo la ratio della legge, sminuendo la partecipazione dei soci a mera testimonianza, rendendo inautentica l’esperienza cooperativa locale. Una proposta dunque che, pur animata da nobili intenti, accrescerà l’incertezza normativa. Dovrebbe essere scritta meglio, ammesso che, nella cornice delle competenze costituzionali e delle riserve di legge, il Governo non impugni comunque il testo”.

Relatori in Aula saranno: per la maggioranza Silvano Rometti, per la minoranza Andrea Liberati.

 

SCHEDA SINTETICA: Il riferimento delle Cooperative di comunità è costituito dai Comuni ricadenti nelle tre aree interne: Area Sud Ovest Orvietano, Area del Nord-Est (area appenninica), Area della Valnerina. Potranno tuttavia essere costituite Cooperative di comunità anche in altri ambiti territoriali prestando comunque attenzione particolare per i Comuni sotto i 3mila abitanti. Le cooperative di comunità si prefiggono l’obiettivo di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Il fine dovrà essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi per incidere in modo stabile su aspetti fondamentali della qualità della vita sociale ed economica. Si tratta di uno strumento già presente, in altre regioni italiane e che sta producendo importanti risultati. Questo strumento di cooperazione può assumere la veste di cooperative di produzione e lavoro, di utenza, di supporto, sociali o miste. Molteplici potranno essere le possibilità di intervento ad opera della Regione al fine di sostenere il processo di sviluppo di tali cooperative, come finanziamenti agevolati, contributi in conto capitale e incentivi per la creazione di nuova occupazione. A livello nazionale manca uno specifico quadro normativo, per questo altre Regioni si sono mosse con leggi proprie.

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SECONDA COMMISSIONE: AUDIZIONI DI ARPA, ASL, VIGILI DEL FUOCO E COMUNE DI PERUGIA PER VALUTARE LE CONSEGUENZE DELL’INCENDIO DELLA “BIONDI RECUPERI”

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FB_IMG_1553268614193(Fonte Acs) Perugia, 22 marzo 2019 – “Nel giorno dell’incendio alla Biondi Recuperi di Balanzano la concentrazione di diossina è risultata molto alta, per poi subito tornare ai livelli ubiquitari, cioè normali, con la buona qualità dell’aria che contraddistingue l’area di Ponte San Giovanni (link dati Arpa: https://goo.gl/YxiwSe(link is external) ), grazie anche agli agenti atmosferici, pioggia e vento, che si sono verificati il giorno dell’incendio. In ogni caso non si tratta dello stesso tipo di diossine che furono rilevate a Seveso, che pure sono state citate in alcune trasmissioni televisive realizzate subito dopo l’evento. Mercoledì prossimo conosceremo i risultati su uova e latte prelevati in zona mentre serve qualche altro giorno di tempo per conoscere la ricaduta sul suolo. Saranno fatti altri monitoraggi ma nulla induce a pensare che si sia di fronte a un disastro ambientale come conseguenza dell’incendio”: sono alcune delle considerazioni emerse dal confronto, in Seconda commissione, con i tecnici dell’Agenzia regionale di protezione ambientale e della Asl, con i vigili del fuoco che sono intervenuti e con i rappresentanti del Comune di Perugia. La presidente della Seconda commissione, Carla Casciari, ha espresso “apprezzamento per il lavoro interistituzionale svolto al fine di arginare l’emergenza: si è lavorato nell’incertezza sul tipo di materiale andato a fuoco ma con il principio della massima precauzione. Le attività, dal punto di vista dei rischi ambientali, sono attenzionate da Arpa in modo annuale o triennale, come richiede il piano regionale di contratto, ma è costante l’intervento ogni volta che la polizia giudiziaria lo richieda. Sarà estremamente utile la raccolta dei ‘Piani di emergenza esterna’, catalogati dalle Prefetture in virtù del ‘Decreto Sicurezza’, ma sarà altrettanto urgente attivare delle interforze che prevedano visite ispettive di prevenzione, oltre quelle imposte dall’autorizzazione, per evitare di rincorrere l’emergenza”.  Sulla prevenzione ha insistito il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Michele Zappia: “Serve un lavoro congiunto di tutte le istituzioni, occorre sedersi intorno ad un tavolo, per capire il modo migliore in cui fare prevenzione e controlli, così da preservare il territorio. Nel decreto sicurezza, tradotto in legge il 4 dicembre 2018, c’è una parte che riguarda le attività che gestiscono rifiuti e pone a carico dei gestori l’obbligo di predisporre un piano di emergenza interno e di fornire alla Prefettura elementi per redigere un piano emergenza esterno. Il 6 marzo c’è stata una riunione in Prefettura per fare il punto della situazione su questi obblighi: su circa 300 attività censite nella regione, solo 150 hanno dato risposte”.