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LAVORI D’AULA: STATO ATTUAZIONE LEGGE CONTRO LUDOPATIA

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Carla_AssembleaLegIl presidente del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale, Raffaele Nevi, ha illustrato all’Assemblea legislativa dell’Umbria il report sulla attuazione delle misure previste dalla legge regionale contro la ludopatia, rilevando che “la legge risulta completamente inattuata”. In seguito ha svolto una relazione anche Carla Casciari (vicepresidente Comitato), rilevando che invece “molte iniziative sono state già avviate dalla Giunta di Palazzo Donini”. Intervenuti nel dibattito Barberini-PD, Mancini-LN, Ricci-RP, Liberati-M5S.

RAFFAELE NEVI (FI) ha elencato “le attività che la Giunta avrebbe dovuto mettere in campo per combattere il gioco d’azzardo patologico e le azioni previste dalla legge erano molto importanti per prevenire e contrastare la diffusione di questo vero e proprio male che è appunto il gioco d’azzardo. Il Comitato di monitoraggio ha avviato un’attività di verifica, evidenziando che la Giunta regionale ha completamente messo da parte la legge stessa che risulta completamente inattuata. Il numero verde regionale (che potesse fornire un servizio di primo ascolto, di assistenza e di orientamento) risulta attivato a partire dal primo marzo 2016, tuttavia la campagna informativa sul numero verde non risulta ancora avviata. Il protocollo d’intesa  per la prevenzione e il contrasto al gioco illegale tra Regione, Umbria, Anci, Corecom, e Prefetture di Perugia e Terni, Forze dell’ordine, Monopoli dello Stato, e Fondazione Umbra contro l’Usur ad oggi non è stato ancora firmato.

Come strumento incentivante alla rimozione delle famose macchinette dai bar era stata prevista una manovra fiscale con la legge regionale che prevedeva appunto la riduzione dell’aliquota Irap dello 0,92 per cento in favore dei titolari di esercizi che avessero deciso di conseguire il marchio regionale ‘No slot’. La Giunta regionale doveva individuare i contenuti grafici del marchio entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge regionale. Doveva partire l’attività di formazione obbligatoria per i gestori delle sale da gioco, degli esercizi in cui fossero installati apparecchi e per il personale. Altre attività di formazione dovevano riguardare gli operatori sociali, socio-sanitari e sanitari affinché questi fossero preparati ad affrontare questa problematica.

Veniva prevista una rilevazione delle presenze degli esercizi commerciali con apparecchi per il gioco lecito sull’intero territorio regionale, sostanzialmente un database per avere più precisa cognizione dell’entità del fenomeno, queste erano da avviare, siamo a novembre 2014, c’è scritto nella legge, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge regionale stessa. La clausola valutativa della legge prevedeva l’obbligo di inviare una relazione annuale all’Assemblea legislativa contenente informazioni documentate e dati di dettaglio riguardanti risultati in termini di prevenzione, contrasto e riduzione del rischio di dipendenza da gioco d’azzardo patologico.  La prima relazione doveva essere trasmessa entro il 30 settembre 2015, ma non è mai arrivata”.

CARLA CASCIARI (Pd), che si era astenuta nella votazione in Comitato sul documento  da presentare in Aula, ha svolto una relazione di diverso tenore, mettendo in evidenza che “anche se con alcuni rallentamenti dovuti al fatto che c’è una modifica di legge in via di definizione e alla complessità di azioni che vedono lavorare insieme professionalità diverse, enti pubblici, enti privati, associazionismo, no profit, la legge ha avuto un suo percorso, ha attivato una rete di collaborazione importante.

La Giunta regionale, con la delibera del 29 ottobre 2015, ha adottato il Piano operativo regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico,  elaborato da un gruppo di lavoro della struttura regionale composto dai servizi coinvolti nel quale vengono dettagliate e coordinate le azioni necessarie agli adempimenti previsti dalle legge. La Regione Umbria ha attivato il centro di riferimento regionale per il trattamento del gioco d’azzardo patologico, la cui realizzazione è stata affidata all’Asl Umbria 2, che ne ha fissato la sede presso il Dipartimento delle dipendenze di Foligno. In questa struttura è anche stato attivato, dal marzo scorso, il numero verde previsto dalla legge, del quale è stata data informazione alla cittadinanza attraverso canali ufficiali e del quale si trovano i riferimenti sul sito della Usl Umbria 2. Il servizio di ascolto, assistenza e consulenza risulta aperto dalle 17 alle 20, ed è un servizio gratuito per giocatori e familiari. Inoltre in tutte le Aziende sanitarie sono presenti punti di accoglienza per rispondere ai bisogni dei giocatori patologici e dei loro familiari. I ritardi nell’istituzione del marchio regionale ‘No slot’ per gli esercizi pubblici che decidano di non installare o disinstallare gli apparecchi per il gioco lecito sono dovuti alle modifiche di legge che la Giunta regionale ha proposto al fine di migliorare l’applicabilità e la comprensibilità del testo.
L’utilizzo della leva fiscale, ossia la riduzione dell’Irap per gli esercenti che rimuovono o scelgono di non installare apparecchi per il gioco lecito, ha richiesto una revisione della legge contro la ludopatia, affinché il beneficio possa riguardare solo chi rimuove gli apparecchi. È stato anche necessario ridefinire (in 500 metri) in maniera univoca la distanza minima consentita per l’apertura di nuove sale da gioco o l’installazione di nuovi apparecchi per il gioco rispetto ai luoghi sensibili. La formazione dei gestori e del personale delle sale da gioco e dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco lecito sconta i ritardi dovuti alle modifiche apportate alla legge, anche se nella delibera di Giunta sono stati definiti gli standard del percorso formativo.
Sono stati realizzati: una Giornata illustrativa “Presentazione del Piano operativo regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico”, svolta il 9 dicembre del 2015 a cui sono stati invitati a partecipare tutti i soggetti istituzionali impegnati in questo campo; il Percorso ‘Umbria No Slot – Verso un sistema di intervento regionale per l’accoglienza e la presa in carico dei giocatori problematici e delle famiglie’, composto da 10 giornate formative avviate lo scorso 20 aprile, destinato agli operatori dei servizi sanitari, dei servizi sociali, associazioni di auto-mutuo-aiuto, altre associazioni e  unità di strada”.

GLI INTERVENTI

LUCA BARBERINI (Pd): “NELLA LEGGE CI SONO ASPETTI INAPPLICABILI: GLI SGRAVI FISCALI DEVONO ESSERE SOLO PER CHI VUOLE TOGLIERE LE SLOT MACHINE – Nella relazione di Nevi ci sono dei bug, dei vuoti di memoria: era stato istituito un gruppo di lavoro, poi ci sono state le elezioni e per mesi non è stato possibile fare passi avanti. Inoltre, la legge contiene qualcosa di inapplicabile: la riduzione dell’aliquota Irap a chi si impegna a non installare slot machine. Basta dichiararlo e si beneficia della riduzione, anche se nella propria azienda di slot machine non ce ne sono mai state. È un errore e dobbiamo immediatamente rimediare. Ecco perché c’è una proposta di legge di modifica che vuole indirizzare gli sgravi fiscali non a tutti ma a chi le slot le vuole togliere. Poi deve essere chiaro, ma per molte amministrazioni comunali non lo è, dove si possono installare apparecchi per il gioco lecito. Stiamo rimediando con la specifica che dovranno essere a 500 metri di distanza da scuole, centri sportivi, centri di aggregazione per anziani, parrocchie e altro. Il rallentamento nell’attuazione della legge nasce da queste correzioni da fare. Per quanto riguarda il numero verde, che è stato istituito in due sole regioni, in Umbria c’è, dobbiamo solo farlo funzionare meglio. Inoltre va riconosciuto che c’è un centro regionale all’avanguardia per il contrasto alla dipendenza da gioco patologico che è all’avanguardia, infatti oltre un quarto delle persone in trattamento proviene da fuori regione proprio per curare la patologia del gioco d’azzardo. Vuol dire che il centro umbro è all’avanguardia. L’ideale sarebbe averne sei o sette”.

VALERIO MANCINI (Lega Nord): “GOVERNO RENZI AUTORIZZA 30MILA ESERCIZI IN PIÙ PER L’AZZARDO MA LA VERA MEDICINA È TOGLIERE LE SLOT MACHINE – La questione slot machine l’ha voluta il governo Renzi che nel decreto stabilità ne ha previste quasi 30mila in più, con 1miliardo di euro per maggiori entrate dovute all’incremento di esercizi con slot machine. É come mettere un bambino goloso a lavorare alla Perugina e pretendere che non mangi cioccolatini. Ma questa è una epidemia, come si vede dai numeri: quanti milioni di euro totalizzano 264 euro per abitante moltiplicato per 900mila abitanti? Oltre 260 milioni di euro all’anno. La vera medicina per risolvere il problema ludopatia è togliere le macchinette. Quindi cari colleghi del Pd parlate con Renzi e ditegli di togliere le slot machine. Del resto, se si possono togliere i soldi alle famiglie dalle banche, sarà facile togliere le slot dai bar. La ludopatia costa troppo? Chi ha creato il problema ha l’obbligo poi ‘curarlo’. E chi ne soffre sono le fasce più deboli, che non hanno la possibilità di guadagnare nella vita reale e si affidano all’illusoria speranza del gioco d’azzardo. E dopo viene fuori il problema usura, perché molte di queste persone cadono poi nel vortice degli strozzini. Questo è il problema da affrontare”.

CLAUDIO RICCI (RP): “CLAUSOLE VALUTATIVE LONTANE DAL PERIODO DI RIFERIMENTO – Sarebbe importante che le clausole valutative non fossero molto lontane nel tempo dal periodo cui si fa riferimento. L’ottima tabella parametrica presentata dal presidente del Comitato di monitoraggio Raffaele Nevi fa riferimento al 2014, una distanza già eccessiva rispetto alle azioni correttive che si potrebbero determinare. Credo che per risolvere parzialmente questo tipo di problemi bisogna ‘prosciugare l’acqua’: C’è un solo modo: il controllo, chiedendo l’aiuto delle amministrazioni locali, sugli spazi destinati a tale tipologia di gioco, per controllare se ci sono tutti i requisiti che li rendono adeguati. Solo prosciugando tale acqua si possono ottenere risultati operativi adeguati. Poi i livelli informativi: deve essere approfondita la sintesi delle informazioni, con l’osservatorio o comunque una maggiore incisività nel mettere insieme le informazioni regionali, quelle dai comuni con quelle degli organi di controllo, a partire dalla Finanza. Le informazioni esistono, ma sono sconnesse . Se messe insieme, il risultato sarebbe più efficace. Infine bisogna discutere sul marketing che chi attiva tali luoghi fa per attrarre i clienti, sulla promozione di tali spazi, un tipo di marketing a volte sconnesso dalla normativa. Anche questo elemento sia spunto di riflessione per la clausola valutativa”.

ANDREA LIBERATI (M5S): “LA LUDOPATIA È UN AZZARDO DI STATO. A causa di conflitti di interesse di politici nazionali non riusciremo mai da qui ad affrontare concretamente questo problema. Dobbiamo avere il coraggio di vedere che le aziende del gioco danno finanziamenti alla politica. Sono elementi fondamentale su cui il monitoraggio deve essere stringente. C’è una questione affaristica e morale sottostante da analizzare. Dovremmo inibire dai nostri media questo genere di attività che invece tutti i giorni bombarda e travia una parte non irrilevante della popolazione. C’è molto da fare, e la clausola valutativa dimostra che la legge non è attuata”.

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LAVORI D’AULA: ORGANIZZAZIONI ISCRITTE AL REGISTRO REGIONALE DEL VOLONTARIATO E REVISIONE DI FINE LEGISLATURA

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aulaconsiliareiLa relazione sulle organizzazioni iscritte al Registro regionale del volontariato è stata illustrata all’Aula di Palazzo Cesaroni da Carla Casciari (Pd) al termine della seduta pomeridiana dell’Assemblea.

Casciari ha spiegato che “il resoconto ordinario dell’attività 2015 e la revisione della nona Legislatura riguardano la verifica sulla permanenza dei requisiti e dell’effettivo svolgimento dell’attività indicata all’atto dell’iscrizione al registro, sulla base delle relazioni dei Comuni nonché della ulteriore documentazione richiesta alle organizzazioni di volontariato al fine di consentire una verifica più ampia ed esaustiva. Il registro regionale ha avuto un significativo impulso dalla possibilità di concorrere per queste associazioni al 5 per mille della fiscalità generale, che è stato stabilizzato con la cosiddetta legge delega fiscale. Nel corso del 2015 sono pervenute 53 domande di iscrizione al registro, 33 hanno avuto esito positivo, mentre a tutt’oggi 7 sono in corso, con 11 dinieghi, 1 archiviazione e 1 improcedibilità. Il processo di revisione di fine legislatura ha portato 31 cancellazioni, mentre nel 2010 erano state 113. Al 18 dicembre 2015 risultavano iscritte al registro regionale 578 organizzazioni di volontariato. La presenza del volontariato sociale è sempre più attiva nel territorio e si registra una forte collaborazione tra associazioni e istituzioni, sia per quanto riguarda eventi e manifestazioni che attività e servizi resi alla cittadinanza”.

Al termine della illustrazione, Claudio Ricci (Rp) ha sottolineato che “la Regione Umbria sta svolgendo, nel quadro del volontariato e delle attività sociali, un lavoro incisivo. Si tratta di uno dei settori nei quali i Comuni beneficiano anche di numerose risorse. Viene stimato che ‘l’energia diffusa del volontariato’ abbia un peso complessivo del 4 per cento sul Pil, e credo questo peso sarà destinato ad aumentare soprattutto perché ormai sono le azioni miste che mettono insieme pubblico, privato e associazioni che possono determinare qualche risultato concreto. Molte ‘energie diffuse del volontariato’ dovrebbero gradualmente passare da un individualismo a una maggiore aggregazione su programmi e progetti strategicamente definiti, un obiettivo che l’Assemblea potrebbe favorire con una legge sulla materia”.

(Fonte Acs News, 27 aprile 2016)

Carla Casciari Umbria

QUESTION TIME: ATTIVARE PROCEDURE PER RIMBORSO RETTE DEGLI ASILI NIDO

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Carla Casciari Umbria“Conoscere tempi e modalità del programma operativo per l’attivazione di un buono di accesso, di valore proporzionale all’Isee, per il rimborso delle rette pagate dalle famiglie per i servizi di prima infanzia per l’anno educativo 2014/2015, impegnando le risorse del  Programma operativo regionale per il Fondo sociale europeo”. È quanto chiede Carla Casciari (Pd) con una interrogazione a risposta immediata (question time).

Casciari illustrando l’atto ha spiegato che “l’ultimo avviso emanato è relativo all’anno educativo 2013-2014 ed ha visto l’erogazione di 1.644 sostegni alla frequenza ad altrettanti giovani genitori, coprendo tutte le richieste pervenute. La crisi economica ha penalizzato in particolare i contratti al femminile, determinando impatti sociali inediti. Nuovi segmenti della popolazione composti in larga parte da giovani famiglie sono diventati vulnerabili. Si è assistito ad una crescente difficoltà al pagamento delle rette per la frequenza al nido, nonostante una disponibilità del numero dei posti offerti dalla rete regionale dei servizi per la prima infanzia. Negli ultimi anni la Regione Umbria ha emanato avvisi pubblici annuali per il sostegno parziale alla frequenza ai servizi di prima infanzia con un rimborso da 300 a 500 euro per ogni bambino frequentante. L’Umbria si è caratterizzata per un forte impegno in questi anni, tanto da arrivare a coprire già da qualche anno gli obiettivi di Lisbona relativi all’offerta di asili nido. E considerando tutti gli elementi di sostegno all’infanzia abbiamo 362 servizi tra pubblici e privati, per oltre 9mila posti a disposizione”.

Nella risposta l’assessore Fabio Paparelli ha spiegato che “la Regione Umbria ha previsto  buoni per i servizi della prima infanzia per 5 milioni 782mila euro. Contribuire ai costi delle rette per gli asilo nido fa parte del nostro impegno per promuovere i servizi all’infanzia. Gli uffici hanno avviato l’elaborazione delle procedure per l’avviso. Lo storico intervento sostenuto dalla Regione con risorse proprie non è immediatamente trasferibile sulla programmazione europea. Per questo stiamo elaborando i principi per attivare il piano, ma stiamo anche lavorando per attivare la piattaforma informatica che le famiglie potranno usare per chiedere i rimborsi. L’uscita dell’avviso è prevista nei prossimi mesi. Inoltre siamo impegnati anche nella programmazione delle risorse assegnate all’Umbria dalla legge finanziaria, e il programma degli interventi della Regione Umbria è già stato inoltrato al Ministero del Lavoro per l’approvazione”.

Casciati, nella replica, si è detta soddisfatta augurandosi “che l’avviso possa essere attivato al più presto così da poter aiutare chi sceglie di diventare genitore”.

(Fonte Acs News, 26 aprile 2016)

ONAOSI

ONAOSI: PRESERVARE I LIVELLI OCCUPAZIONALI E MANTENERE LA SEDE NAZIONALE A PERUGIA

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ONAOSI“Obiettivo della mozione è quello di scongiurare il trasferimento della Fondazione Onaosi da Perugia a Roma e salvaguardare i livelli occupazionali. Bene dunque l’approfondimento in Commissione, per una maggiore e più attenta condivisione di questo documento che ha GIà trovato l’assenso di tutti i gruppi consiliari”. Così i consiglieri Carla Casciari e Giacomo Leonelli (Pd) subito dopo la decisione presa in Aula, di rinviare in Commissione, per un’ulteriore valutazione, la mozione da loro proposta e poi firmata da tutti i gruppi .

“Nella convinzione che l’Assemblea Legislativa voglia ulteriormente condividere le nostre considerazioni, – concludono Casciari e Leonelli – sottolineiamo la necessità dell’impegno di tutti per non disperdere la tradizione di ospitalità ed accoglienza garantiti dai Convitti e Collegi Onaosi che hanno fatto vivere a migliaia i studenti italiani un’esperienza educativa e formativa di qualità, in un contesto privilegiato come la città di Perugia e il suo sistema universitario”.

 

(Fonte Acs News, 26 aprile 2016)

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GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO: SCUOLA NON SOLO COME ELEMENTO DI FORMAZIONE E DI EDUCAZIONE MA COME COMUNITÀ DI DIALOGO E CRESCITA DELLA PERSONA

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carlacasciari_“Sono contenta di partecipare ad iniziative come questa perché ritengo che la scuola non sia solo un luogo di formazione e di educazione ma sia anche una comunità di dialogo, di ricerca e di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni”. Lo ha detto Carla Casciari, consigliere regionale del Pd, intervenendo questa mattina all’evento “La scuola biblioteca”, promosso dall’Istituto di istruzione superiore “Leonardo da Vinci” di Umbertide, tenuto presso l’aula magna “Marcella Monini”, in occasione dell’inaugurazione dello spazio Biblioforum e Bibliopoint. L’iniziativa è stata organizzata in occasione della decima edizione de “La giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”, che viene festeggiata il 23 aprile perché è il giorno di nascita e di morte di William Shakespeare.

Nel corso del suo intervento Casciari ha sottolineato che “l’Umbria da sempre è sensibile a questa tematica. La Regione – ha spiegato -, grazie al lavoro sinergico dei Servizi prevenzione, beni culturali e istruzione, in collaborazione con l’Associazione culturale pediatri Umbria, l’Associazione Italiana Biblioteche sezione Umbria e l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria, ha dato vita a ‘Nati per leggere’, un progetto regionale rivolto ai bambini da 6 mesi ai 6 anni. É attivo in 45 biblioteche presenti sul territorio, che hanno allestito uno spazio a ciò dedicato, ed è diventato permanente. L’Umbria, infatti – ha aggiunto Casciari -, è l’unica Regione ad essere diventata partner del progetto “In vitro”, per piccoli grandi lettori (riservato ai bambini dai 0 ai 14 anni), insieme alle Province di Biella, Ravenna, Nuoro, Lecce e Siracusa. Il progetto è stato promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo – Centro per il libro e la lettura, finanziato dalla società Arcus che mira a coinvolgere genitori, pediatri, educatori, insegnanti, bibliotecari, librai, zone sociali e renderli tutti protagonisti della filiera del libro”.

La consigliera Casciari ha spiegato che “l’obiettivo primario di ‘In vitro’ è quello di aumentare il numero dei lettori abituali nel paese, che oggi si aggira attorno al 18 per cento della popolazione adulta, e stimolare i lettori occasionali, pari al 31 per cento della popolazione adulta, offrendo loro nuove motivazioni e opportunità di lettura. La durata del progetto era stata stimata in 30 mesi, da luglio 2012 a dicembre 2014, con un finanziamento complessivo di 2 milioni di euro, ai sensi della convenzione tra Arcus Spa e il Centro per il libro e la lettura del 27 novembre 2012, ed una diffusione iniziale di 100mila libri. Dato il successo dell’iniziativa – ha concluso – il progetto è proseguito e solo nell’aprile 2015 in Umbria sono stati distribuiti oltre 9.500 libri e kit per le famiglie (che comprendono volumi mirati per i genitori) nelle oltre 400 scuole dell’infanzia della regione, dopo che nell’ottobre del 2014 ne erano stati consegnati altri 11.600. Il progetto prevede anche corsi di educazione alla lettura – uno si sta tenendo in questo periodo presso la Fondazione sant’Anna di Perugia – e seminari di aggiornamento”.

(Fonte Acs News, 23 aprile 2016)

Carla Casciari (Pd) 3

COMITATO DANIELE CHIANELLI: SOSTEGNO PER LA REALIZZAZIONE DI UN ASILO NIDO INTERAZIENDALE A FAVORE DEI DIPENDENTI LAVORATORI DELL’AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA

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Carla Casciari (Pd) 3“La Giunta regionale sostenga l’iniziativa del Comitato per la vita ‘Daniele Chianelli’ per la realizzazione di un asilo nido interaziendale, a favore dei dipendenti lavoratori dell’Azienda ospedaliera di Perugia, agevolandone la fase di avvio e la conseguente gestione, promuovendo l’inserimento dello stesso nella rete dei servizi per la prima infanzia della Regione Umbria che con propri atti di programmazione sostiene la nascita di servizi di conciliazione per le donne lavoratrici come gli asili nido aziendali”. È quanto chiede all’Esecutivo di Palazzo Donini, attraverso una mozione da discutere in Aula, il consigliere regionale Carla Casciari (Partito democratico).

“L’Umbria – ricorda l’esponente della maggioranza – si è caratterizzata negli anni per l’alta qualità dei servizi di welfare; in particolare per quelli rivolti alla prima infanzia offrendo alle famiglie una rete territoriale di servizi, sia pubblici che privati e privati-convenzionati, tali da garantire il raggiungimento e superamento degli obiettivi fissati dalla Strategia di Lisbona della copertura dei servizi (33,7 per cento) con un valore registrato dall’ultimo ‘Monitoraggio del Piano di sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia’ realizzato dall’Istituto degli Innocenti, pari e al 34 per cento”.

Casciari spiega che “in Umbria l’indicatore di presa in carico dei servizi socio-educativi (utenti per 100 residenti di 0-2 anni) è, secondo le ultime rilevazioni ISTAT, del 15,4 per cento superiore alla media nazionale. In totale in Umbria sono disponibili 9.945 posti suddivisi tra i servizi di nido d’infanzia pubblico e privati (7.123 posti) e servizi integrativi. Il diritto alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro – aggiunge – è sempre più, per i lavoratori e le lavoratrici, un requisito essenziale per il mantenimento di un buon livello di benessere personale, all’interno della famiglia e per garantire migliori performance aziendali. In questo senso – continua – va segnalata la scarsità di servizi per la prima infanzia destinate a quelle realtà aziendali che hanno un numero elevato di giovani dipendenti lavoratori. Unica eccezione è l’esperienza del nido aziendale Perugina aperto ai bambini del territorio, un modello nato da un accordo stipulato da Nestlè e Consorzio gestore con il contributo della Regione Umbria e del Comune di Perugia, che rappresenta un importante strumento di welfare aziendale per le donne lavoratrici, per la famiglia in un ottica di integrazione del servizi per la comunità”.

Casciari evidenzia che “il Comune di Perugia ha già approvato all’unanimità, in sede di Commissione Cultura e Sociale, una mozione per il sostegno all’iniziativa annunciata dal Comitato per la Vita ‘Daniele Chianelli’ di realizzare un nido nei pressi del Residente Chianelli adiacente all’Ospedale Santa Maria della Misericordia. Tale servizio – conclude – potrebbe soddisfare le esigenze del personale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia (oltre 2000 dipendenti) ed eventualmente del personale dell’Università degli Studi di Perugia, oltre che delle famiglie dei residenti nei territori limitrofi”.

(Fonte Acs News, 14 aprile 2016)

mensa scolastica 2(3)

“I SERVIZI EDUCATIVI NON SONO UN COSTO, MA UN INVESTIMENTO PER BAMBINI E FAMIGLIE”

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mensa scolastica 2(3)“I servizi educativi per l’infanzia per un’amministrazione comunale non sono semplicemente un costo o una voce di spesa, sono piuttosto un investimento per i bambini e per le loro famiglie, sono un servizio alla comunità e ai cittadini”. Con queste parole Carla Casciari, responsabile del Forum Welfare e Scuola del Partito Democratico di Perugia, interviene sulle dichiarazioni rese dalla giunta del Comune di Perugia in merito alla gestione degli asili nido comunali. “Per la prima volta nella nostra città abbiamo assistito alla chiusura di un nido pubblico, quello di Collestrada, senza che i genitori che sono anche cittadini ed elettori, fossero adeguatamente informati sul futuro del nido La Magnolia. Lo ritengo un fatto molto grave che mina il rapporto di fiducia che l’amministrazione comunale di Perugia aveva negli anni costruito con i suoi cittadini e con il suo territorio”. “Le dichiarazioni rese dagli esponenti della giunta comunale dimostrano che per il centro destra i servizi per i nostri bambini non sono un bene comune che deve essere tutelato e valorizzato investendo risorse pubbliche, ma viene allineato a qualunque altra voce di spesa e come tale deve essere contenuta senza magari valutare di effetti di certe scelte sulla qualità dei servizi”. “Ritengo – conclude Casciari – che sia urgente e necessario che l’amministrazione instauri con le famiglie dei bambini che frequentano o frequenteranno gli asili comunali un confronto aperto e trasparente sulle scelte che la giunta comunale vorrà fare per il futuro. Bisogna evitare, come già accaduto per le mense scolastiche, che le decisioni vengano prese negli uffici senza la partecipazione dei cittadini direttamente interessati”.

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AUTO ELETTRICHE: INSTALLARE COLONNINE DI RICARICA NEI PRESSI DELLE SCUOLE E DELLE SEDI UNIVERSITARIE

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Carla_AssembleaLeg2“In considerazione del potenziale ruolo che la diffusione della mobilità elettrica potrà avere nello sviluppo di un modello di mobilità urbana sostenibile, sarebbe opportuno prevedere l’installazione di colonnine di ricarica elettrica per veicoli in corrispondenza degli istituti scolastici superiori e delle sedi universitarie del territorio”. Lo propone, con una mozione rivolta all’Esecutivo regionale, il consigliere Carla Casciari (Pd), evidenziando che quei luoghi “rappresentano punti di accesso privilegiati per un alto numero di utenti mentre l’assenza di una stabile infrastruttura territoriale per la ricarica dei veicoli elettrici viene individuata come principale ostacolo per la loro diffusione e accettazione da parte dei consumatori di questo nuovo modello di mobilità”.

Carla Casciari, sempre in riferimento ai luoghi indicati come prioritari per l’installazione delle colonnine di ricarica, rimarca che “tra i giovani, in particolare studenti di scuola secondaria superiore e università, si sta diffondendo una spiccata sensibilità verso la mobilità alternativa, in considerazione dei contenuti costi per il rifornimento, le agevolazioni su parcheggi e i permessi di accesso alle zone a traffico limitato. Questo atteggiamento responsabile, se sostenuto e incentivato, potrebbe rappresentare un moltiplicatore di buone pratiche e promuovere fra le giovani generazioni una nuova consapevolezza sui temi dell’ambiente, oltre che aumentare il volume di traffico derivante da auto elettriche”.

“Gli studi effettuati sull’autonomia dei veicoli elettrici – rileva il consigliere Casciari – dimostrano che questi possono rappresentare una valida alternativa per gli spostamenti a corto raggio, la cosiddetta mobilità pendolare. Tuttavia, pur risultando sufficiente la ricarica completa che si effettua primariamente presso il proprio domicilio, le colonnine di ricarica pubbliche potrebbero avere rilevanza strategica se posizionate in posti facilmente accessibili e se fossero dotate di tecnologie di ricarica tali da garantire ricariche di pochi minuti (anche se parziali) compatibili con lo spostamento quotidiano e l’eventuale imprevisto”.

Casciari ricorda poi che “il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (PNIRE), approvato nel settembre 2014, ha individuato nel ‘Bando a favore delle Regioni per il finanziamento di reti di ricarica dedicate a veicoli elettrici’ lo strumento per avviare le azioni di sviluppo della rete di ricarica. La Regione Umbria ha partecipato al bando in questione e al progetto ‘Turismo Ecosostenibile regionale’ è stato concesso un finanziamento di 240mila euro, risorse con le quali si procederà all’acquisto e all’installazione di 24 colonnine di ricarica nei Comuni firmatari del protocollo d’intesa per l’implementazione nel territorio regionale di una rete infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica”.

(Fonte Acs News, 8 aprile 2016)

Carla Casciari (Pd) 2

GARANTE DETENUTI: BUON LAVORO A STEFANO ANASTASIA

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Carla Casciari (Pd) 2“Auguro un buon lavoro al nuovo garante regionale dei detenuti, Stefano Anastasia, convinta che grazie alla sua comprovata esperienza riuscirà ad interpretare al meglio il ruolo di tutore dei diritti delle persone sottoposte ad esecuzione penale”. Lo afferma il consigliere regionale Carla Casciari (Pd), commentando l’elezione del ‘Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale’. Nel contempo voglio ringraziare per il lavoro svolto dal primo garante regionale, il professor Carlo Fiorio, per il dinamismo e l’imprinting che ha dato all’attività dell’ufficio del garante dei detenuti”.

Per il consigliere regionale di maggioranza “le funzioni del garante, tra cui il monitoraggio costante del rispetto dei diritti dei detenuti quali ad esempio, il diritti di assistenza legale, alla salute, all’istruzione, all’accesso a percorsi di reinserimento lavorativo, potranno prevenire, quindi, con azioni di mediazione l’insorgere di conflittualità fra i detenuti e l’amministrazione penitenziaria, favorendo il dialogo tra le varie figure professionali che operano dentro e fuori gli istituti penitenziari”.

Casciari sottolinea infine che “il mondo penitenziario umbro vive oggi una situazione migliore rispetto al passato: da un lato la progressiva riduzione del numero dei detenuti, che a febbraio 2015 risultavano essere 1343, 220 in meno rispetto all’anno precedente, 1033 con pena definitiva, e dall’altro per l’attuazione di un nuovo regime di detenzione secondo modelli di sorveglianza dinamica”.

(Fonte Acs News)

Carla Casciari (Pd) 2

AUTISMO: L’UMBRIA DISPONE DI ECCELLENZE PER AFFRONTARE QUESTO PROBLEMA

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Carla Casciari (Pd) 2“Per quanto riguarda l’autismo, l’Umbria dispone di eccellenze quali il Centro di riferimento regionale, collocato nell’unità distrettuale Neuropsichiatria e psicologia clinica dell’età evolutiva del Distretto del Perugino dell’Azienda sanitaria Umbria 1; ‘Il Forabosco’ di Collestrada, gestito dalla Fondazione Aurap; e ‘La Semente’ di Spello, coordinata dall’Angsa Umbria. L’Umbria sperimenterà, inoltre, sempre nuovi modelli di intervento su questa patologia”. Così il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) che interviene sulla questione in occasione della “Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo” che si celebra oggi.

Casciari nel ricordare che oggi si celebra la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo parla delle attività, “vere e proprie ‘buone pratiche’”, che si svolgono in uno di questi centri umbri: Il Forabosco di Collestrada da lei visitato nei giorni scorsi. “”Questa struttura – spiega la consigliera – accoglie come centro diurno giovani adulti con disturbi dello spettro autistico. È gestito dalla Fondazione Aurap, nata trent’anni fa per iniziativa delle famiglie con bambini affetti da autismo e ha sede in un immobile di proprietà del Comune di Perugia. Il Forabosco rappresenta oggi un’eccellenza che coniuga riabilitazione, inclusione sociale ed una vera e propria attività lavorativa, in un ambiente accogliente ed aperto alla comunità di Perugia. I nove ragazzi che lo frequentano, accanto ai tradizionali laboratori ludico/riabilitativi, sono impegnati in progetti personalizzati che puntano all’acquisizione di capacità ed abilità che, per alcuni di loro, possono significare il raggiungimento di spazi di autonomia; svolgono attività anche nell’adiacente struttura ricettiva e nel ristorante, e si occupano di ‘onoterapia’ con la cura di 15 asini”.

Entrando ancor più nello specifico, Casciari spiega che nella struttura di Collestrada “il lavoro che i nove ragazzi svolgono è rivolto anche alla gestione di una ‘filiera’ di prodotti di agricoltura biologica, dal seme al frutto, fino alla commercializzazione e quotidianamente impegna i ragazzi in un reale percorso produttivo. Altro tema molto sentito – ricorda il consigliere regionale – è quello legato al progetto ‘Dopo di noi’ mirato ad ospitare i ragazzi nel momento in cui non avranno più una rete familiare di supporto. Un problema questo – conclude Casciari – di stringente attualità che ha visto da pochissimo l’approvazione di una legge nazionale e che merita di essere al centro anche delle politiche sociali regionali”.

(Fonte Acs News, 2 aprile 2016)