CINGHIALI: “CREIAMO NUOVE OPPORTUNITÀ IN UMBRIA”

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aaaa(Acs) Perugia, 22 maggio 2018 – “Promuovere la bioeconomia come strumento per favorire la crescita e creare occupazione. La valorizzazione sia in termini qualitativi che commerciali della carne di cinghiale può rappresentare, soprattutto nei territori delle aree interne, una opportunità di crescita dell’economia locale e della filiera enogastronomica”. È quanto affermato dal consigliere regionale Carla Casciari (Pd), intervenuta questa mattina al seminario informativo dal tema ‘Fauna selvatica: da problema a risorsa per lo sviluppo locale’, organizzato dalla Federazione italiana dottori in scienze della produzione animale nel Dipartimento di scienze agrarie dell’Università di Perugia.

 

Casciari, che ha parlato di “una carne di qualità, una risorsa per l’occupazione e per il turismo”, ha presentato nei mesi scorsi una mozione dove chiedeva di “sostenere un sistema di filiera corta per valorizzare la carne ottenuta dall’attività di contenimento della specie cinghiale, fino ad arrivare a creare un marchio di qualità da promuovere sul mercato nazionale ed internazionale”.

 

aaaaaa“Il quadro faunistico regionale – ha detto l’esponente del Pd – è profondamente cambiato negli ultimi decenni, con un progressivo abbandono delle zone rurali alle quali è corrisposto un aumento del numero dei capi di cinghiale. La prospettiva di protezione della specie, quindi, è ormai superata. L’obiettivo principale – ha spiegato – dovrà essere quello di sostenere strumenti idonei alla gestione demografica di tale razza, primi tra tutti i piani di contenimento, i tempi di selezione più lunghi, la revisione della normativa nazionale e regionale oltre che un approccio multidisciplinare”.

 

“La Regione Umbria – ricorda Casciari – ha disciplinato il prelievo venatorio del cinghiale riconoscendo agli Ambiti territoriali di caccia il compito di adottare i piani annuali di gestione della specie per il raggiungimento e il mantenimento di una presenza di cinghiale compatibile con la salvaguardia delle colture agricole, dell’ambiente e della fauna. Nonostante ciò, in Umbria, sono ancora ingenti i risarcimenti per i danni in ambito agricolo e per gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica. I risarcimenti – commenta – pesano sul bilancio regionale per quasi 2milioni di euro l’anno, con un aumento dei sinistri (501 nel 2014) a fronte di un aumento dei risarcimenti (un milione 640mila euro sempre nel 2014). Per questo con la legge regionale ‘18/2016’ sono state ridefinite le strategie regionali, prevedendo l’istituzione di un fondo destinato ad interventi attivi di prevenzione del danno da fauna selvatica sulle attività antropiche”.

 

aaaaa“La filiera – ha sottolineato Casciari – oltre alle istituzioni regionali e locali, al Dipartimento di prevenzione del Servizio sanitario e agli Ambiti Territoriali di Caccia, potrebbe coinvolgere attivamente anche i Parchi dell’Umbria, luoghi di maggior presenza delle specie di ungulati, con l’obiettivo finale di creare un marchio locale da promuovere anche sui mercati nazionali ed internazionali”.

 

La mozione – ha spiegato ancora – è ora in discussione nella Commissione consiliare competente per i necessari approfondimenti. Nei giorni scorsi ne abbiamo anche parlato alla presenza dell’assessore regionale Fernanda Cecchini. Si proseguirà con un’audizione, prevista per la metà del prossimo mese. Spero veramente – conclude Casciari – che sarà l’occasione giusta per approfondire con i portatori di interesse il tema dell’abbattimento selettivo e, attraverso un’analisi accurata, arrivare a soluzioni concrete per permettere la creazione in Umbria di una nuova economia locale ed allo stesso tempo per creare le condizioni per l’instaurazione di un sistema di qualità delle carni di selvaggina che poi finiscono sulle nostre tavole”. RED/as

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