COMMISSIONE ANTIMAFIA: NUOVO CODICE APPALTI PUBBLICI E CONCESSIONI E NUOVO CODICE ANTIMAFIA”

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carlacasciari_(Acs) Perugia, 26 ottobre 2017 – Nella riunione odierna della Commissione d’inchiesta su criminalità organizzata ed infiltrazioni mafiose, presieduta da Giacomo Leonelli si è svolta una audizione con la responsabile monitoraggio appalti di servizi e forniture, Servizio Provveditorato, Ilenia Filippetti in merito al ‘Nuovo codice degli appalti pubblici e delle concessioni’ e alle ‘Norme e procedure previste dal nuovo codice antimafia’.

Prima di dare luogo alla sintesi illustrativa dei principali aspetti relativi all’affidamento dei contratti e all’applicazione della normativa antimafia, Filippetti ha spiegato che “Quelle in esame sono due discipline particolarmente corpose. Il Codice dei contratti pubblici del 2016 è stato modificato nell’anno in corso. La materia è particolarmente complessa ed articolata con un impatto fortissimo sul territorio e quindi sulle attività economiche.

Per quanto attiene al nuovo codice Antimafia, anche in questo caso si tratta di un correttivo alla normativa di cui al D.lgs ‘159/2011’, ritoccato nel corso del tempo con una serie di interventi.  Il nuovo testo, approvato dalla Camera lo scorso mese di settembre e promulgato dal Presidente della Repubblica è in fase pubblicazione in Gazzetta. In realtà – ha detto Filippetti – quando parliamo di normative antimafia e di codici dei contratti pubblici, anche se di fronte a due codici, come spesso accade, vanno fatti i conti con una serie di norme complementari. Quindi una delle prime difficoltà che l’operatore si trova di fronte, più che della Regione, dei Comuni è quello di riuscire a mettere insieme tutte le diverse disposizioni”.

Al termine della dettagliata relazione illustrativa di Filippetti, pur concordando unanimemente sull’importanza di assicurare la più alta trasparenza del sistema, mettendo in campo  ogni forma di contrasto all’illegalità e alle infiltrazioni mafiose, i commissari presenti hanno tuttavia sottolineato una eccessiva burocratizzazione del sistema degli appalti.

“Dobbiamo capire bene – ha detto il presidente LEONELLI – come calibrare al meglio sull’amministrazione regionale gli strumenti previsti dalla legislazione nazionale. Oggi sono emersi spunti utili per definire una proposta regionale. Una delle maggiori criticità è rappresentata dall’eccessiva burocratizzazione del sistema. In Italia si pensa troppo spesso ad arginare la potenziale illegalità o la corruzione con la burocrazia. È indispensabile una maggiore snellezza amministrativa”.

Per il vice presidente della Commissione, Sergio DE VINCENZI (Rp): “Tutti gli strumenti previsti vanno affinati e puntualizzati. Una maggiore semplificazione passa anche da una migliore organizzazione e condivisione delle varie banche dati in possesso delle strutture dello Stato, e da controlli accurati e veloci”.

Claudio RICCI (Rp): “I problemi di possibili infiltrazioni mafiose esistono, per questo serve maggiore attenzione alla storia delle imprese selezionate. I livelli che convergono nei controlli devono condividere di più le informazioni. Serve una ri-semplificazione normativa”.

Per Andrea LIBERATI (M5S) “Al di là della buona volontà e dell’alta competenza dei singoli dirigenti e funzionari, rimango molto scettico sull’efficacia di una normativa tanto cervellotica quale quella antimafia”.

Carla CASCIARI (Pd): “Nel nuovo codice antimafia l’Anbsc (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati) avrà competenza maggiore per dare continuità produttiva alle imprese confiscate ed in questo la Regione potrebbe avere un ruolo attivo utile anche per la tutela dell’occupazione”. AS/

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