FONDI EUROPEI PSR: “FILIERA CORTA PER PRODUZIONE NOCCIOLE ‘MADE IN UMBRIA’ SARÀ PRESTO UNA REALTÀ”

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nocciole(Acs) Perugia, 17 gennaio 2019 – “La filiera corta per la produzione di nocciole cento per cento ‘made in Umbria’ sarà presto una realtà grazie allo stanziamento regionale di 2 milioni e 600 mila euro dei fondi europei del PSR per sostenerne la produzione locale”.

 

Così il consigliere regionale del Partito Democratico, Carla Casciari commenta con soddisfazione la notizia della prossima pubblicazione di bandi regionali per la promozione e valorizzazione delle filiere corte agricole nei settori della produzione cerealicola, casearia e della frutta in guscio (https://tinyurl.com/y9vlxk79(link is external) ).

 

“La Giunta regionale – commenta Casciari – ha risposto fattivamente e con celerità all’istanza che nei mesi scorsi avevo promosso con il collega Gianfranco Chiacchieroni e approvata dall’intera Assemblea legislativa (https://tinyurl.com/ybohcghw(link is external)), nella quale si chiedeva all’Esecutivo di sostenere, con interventi dedicati, la produzione locale di nocciole, un settore che può rappresentare una concreta opportunità d’impresa e di sviluppo territoriale”.

 

“I criteri individuati dalla Regione nei bandi – spiega Casciari – privilegeranno i partenariati fra agricoltori, imprese di trasformazione e commercializzazione nell’ottica di mantenere alti standard di qualità e tracciabilità in tutte le fasi di produzione, ottenendo quindi un prodotto 100 per cento umbro. Con i finanziamenti europei che gli agricoltori otterranno grazie al bando regionale sarà possibile avviare impianti arborei di noccioli e provvedere all’irrigazione in attesa che la piantagione diventi produttiva”.

 

“Lo sviluppo di un comparto corilicolo regionale – continua Casciari – è auspicabile anche perché asseconderebbe la vocazione dolciaria delle nostre terre, famose in Italia e nel mondo per prodotti dolciari, che fanno della nocciola un elemento inconfondibile, ma consentirebbe anche – conclude – di riqualificare e riconvertire terreni agricoli destinati ad altre colture che, a seguito delle riforme della politica agricola comune, hanno maggiormente risentito della crisi del settore”. RED/as

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