QUESTION TIME SANITÀ: “PIU’ FLESSIBILITA’ PER LA FORNITURA DI PRODOTTI DIETETICI AI NEFROPATICI CRONICI”

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20180626_114409(Acs) Perugia, 26 giugno 2018 – Nella seduta di oggi dell’Assemblea legislativa, il consigliere Carla Casciari (Pd) ha chiesto all’assessore alla Sanità Luca Barberini gli intendimenti della Giunta regionale rispetto alla fornitura dei prodotti dietetici ai nefropatici cronici. Nello specifico, Casciari ha chiesto all’assessore di poter offrire ai pazienti interessati “la possibilità di scegliere liberamente i prodotti aproteici più graditi per la loro dieta, nel rispetto dei quantitativi calorici necessari individuati dal nefrologo curante, e senza alcuna alterazione del tetto di spesa mensile già determinato dalle norme regionali”.

 

“L’assistenza al paziente con malattia renale cronica e insufficienza renale – ha spiegato Casciari – si sviluppa in un arco temporale relativamente lungo, comprendendo una fase conservativa, nella quale si interviene con trattamenti farmacologici e dietetici, e solo successivamente con la dialisi e il trapianto. In particolare, nella prima fase, tutte le complicanze di questa patologia possono essere corrette con il Trattamento dietetico nutrizionale. E ricordo che un ciclo di dialisi annuo costa tra i 30 e i 40mila euro, senza considerare i disagi che comporta. La Regione Umbria è stata la prima in Italia a recepire il piano nazionale delle cronicità in un proprio piano regionale. Ma per quanto riguarda la fornitura di prodotti aproteici si registrano alcuni disagi da parte dei pazienti, in quanto la delibera regionale è antecedente al riconoscimento di tali prodotti come Lea (livelli essenziali di assistenza), e comprende prodotti non convertibili tra loro e che sono stati individuati tenendo conto del fabbisogno calorico giornaliero come pane, pasta, farina e biscotti. Il tetto massimo riconosciuto è di 90 euro. Questo vincolo ostacola la personalizzazione della terapia e, di conseguenza, c’è il rischio di compromettere anche l’aderenza al TDN in quanto l’acquisto di prodotti diversi e a integrazione, rispetto a quelli considerati nel pacchetto predefinito, è molto oneroso. Va considerato, inoltre, che il pacchetto predefinito e standard non tiene conto delle diverse necessità nutrizionali legate ad età, sesso, attività fisica e costituzione. Per questo è importante implementare la personalizzazione della terapia conservativa e favorire  l’utilizzo appropriato dei prodotti alimentari aproteici, al fine di ritardare quanto più possibile il danno renale e quindi procrastinare il ricorso alla dialisi e/o al trapianto”.

 

Nella risposta l’assessore Luca Barberini ha detto che “serve omogeneità di trattamento fra le diverse Regioni e per questo si è attivato un confronto con le altre Regioni, e spero che una soluzione possa arrivare subito dopo l’estate. Con l’inserimento nei Lea di questi prodotti, infatti, è partito un articolato e complesso confronto nella Conferenza delle Regioni con le strutture tecniche e gli assessorati alla salute per arrivare ad un comportamento uniforme in tutte le Regioni. Ricordo che la Regione Umbria aveva deliberato molto prima dei Lea, entrati in vigore l’anno scorso. La delibera dava l’opportunità di fornire questi prodotti dietetici con il contributo del Servizio sanitario regionale, fornendo come massimale mensile ad ogni paziente, due chili e mezzo di pane, tre di pasta, un chilo di farina e un chilo di biscotti. L’interrogazione chiede, all’interno del tetto di spesa complessivo, una diversa composizione dell’articolazione dei prodotti. La composizione è soggetta a una determinata prescrizione e quindi è lo specialista nefrologo che, in base alle caratteristiche del paziente, imposta il regime dietetico e quindi la diversa articolazione. Ma serve un trattamento omogeneo in tutte le Regioni”.

 

Nella replica Casciari ha chiesto che la Regione “modifichi la delibera, come è successo per i celiaci. Credo che sia più semplice che non aspettare la decisione della Conferenza delle Regioni”. DMB/

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