QUESTION TIME: “TEMPISTICA PER RIATTIVAZIONE DEL CENTRO UNIVERSITARIO RICERCA INTERDIPARTIMENTALE ATTIVITÀ MOTORIA”

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20170508_122741Perugia – Nell’ambito della seduta consiliare, sessione dedicata alle interrogazioni a risposta immediata (question time) la consigliera del Partito democratico, Carla Casciari ha chiesto all’assessore Luca Barberini chiarimenti sui “tempi di riattivazione del CURIAMO (Centro Universitario di Ricerca Interdipartimentale sull’attività Motoria)”, in particolare, “per dare seguito alla convenzione siglata il 22 gennaio 2016 che permetterebbe agli specialisti del Centro interdipartimentale di continuare ad offrire una presa in carica multidisciplinare ai pazienti umbri e non solo”.

 

Carla Casciari, illustrando l’atto in Aula, ha spiegato: “Il CURIAMO (acronimo di Centro Universitario di Ricerca Interdipartimentale sull’attività Motoria) è nato nel 2009 con la firma del primo Protocollo tra l’Università degli Studi di Perugia e la Regione Umbria sottoscritto con l’obiettivo di sviluppare programmi multisettoriali di presa in carico polispecialistica (endocrinologo, psicologo, dietista, valutazione stato fisico), volti a contrastare stili di vita non salutari e promuovere la cultura della prevenzione del diabete mellito, dell’obesità, dell’ipertensione, delle vasculopatie arteriosclerotiche in genere e dei processi associati all’invecchiamento. Un progetto che ha risposto ai bisogni ed alle criticità di oggi. Nel nostro secolo, essendo divenuta prevalente l’incidenza da patologie cardiovascolari e metaboliche, è sempre più attuale intervenire nello stile di vita attivo, capace di allontanare molti dei fattori di rischio definiti “modificabili”, legati a comportamenti individuali non salutari quali il fumare, l’abuso di alcool, l’alimentazione non equilibrata e la sedentarietà in primis. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ha stimato che l’inattività fisica è concausa di 2 milioni di morti all’anno nel mondo. La pratica regolare di attività fisica ed un regime alimentare equilibrato aiutano, quindi, a mantenere un buono stato di salute ed a prevenire così l’insorgenza delle patologie cardiovascolari, ipertensione, ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia, obesità e sovrappeso, diabete di tipo 2, osteoporosi, depressione e a limitare l’uso di terapia farmacologica qualora già affetti da queste patologie (paziente con diabete di tipo 2 che fa AFA, Attività Fisica Adattata, risparmia 400 €/anno di farmaci).
Nella nostra Regione la prevalenza di sovrappeso ed obesità è in preoccupante aumento e colpisce anche i più giovani. Secondo i dati del sistema di sorveglianza Passi 2012-2015 in Umbria il 31,9% della popolazione è in soprappeso, il 10,7% è obesa ed al 49,8% è consigliato di perdere peso per eccesso ponderale. Su una popolazione di circa 900 mila persone, inoltre, sono affetti da diabete di tipo 1 e tipo 2 oltre 65 mila umbri e l’80% di loro è iperteso. I dati della letteratura scientifica dimostrano come l’approccio più efficace – per contrastare la diffusione di sovrappeso ed obesità (fattori di rischio per il diabete), ridurre morbosità, mortalità e disabilità premature attribuibili alle Malattie Croniche Non Trasmissibili correlate – sia quello multidisciplinare.  Dai dati emerge l’importante azione del CURIAMO che, nel periodo compreso tra 2010/2014, ha preso in carico – con prima visita endocrinologica, visita nutrizionale, visita psicologica e valutazione dello stato di forma fisica – più di 1500 casi di questi 650 hanno raggiunto l’obiettivo finale di allontanare i fattori di rischio modificabili. Tutte le persone sottoposte a trattamento hanno ottenuto un significativo miglioramento della composizione corporea (riduzione della massa grassa e circonferenza vita), del controllo glicemico e della pressione arteriosa, una riduzione dell’uso dei farmaci per diabete e ipertensione ed un miglioramento della qualità della vita e del tono dell’umore, risultati riportati in convegni scientifici. Grazie a questi risultati il CURIAMO è stato riconosciuto dalla Regione Umbria quale “Centro di riferimento Regionale per la promozione di sani stili di vita” e – cosa più importante – come good practice da JA-CHRODIS, la joint action cofondata dall’Health Program dell’Unione Europea e nata da una collaborazione di più di 70 partners (tra cui dipartimenti nazionali di salute e istituti di ricerca di 25 paesi) che lavorano insieme per identificare, validare e disseminare in Europa e nel mondo – buone pratiche (evidence-based) per la lotta alle malattie croniche tra cui obesità e diabete tipo 2. Con la Delibera Regionale n. 1042 del 04/08/2014 la Giunta aveva dato mandato al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e al Direttore Generale dell’USL Umbria1 di siglare una convenzione affinché l’attività specialistica medica fosse una prestazione aperta al CUP per integrare e qualificare l’offerta terapeutica di questa numerosa classe di pazienti su tutto il territorio.  Ad oggi il servizio è praticamente sospeso visto che ancora non si è dato seguito alla convenzione siglata in data 22/1/2016 tra Università degli Studi di Perugia, Azienda USL1 ed Azienda Ospedaliera che permetterebbe agli specialisti del Centro interdipartimentale di continuare ad offrire una presa in carica multidisciplinare ai pazienti umbri e non solo con la riapertura della prenotazione CUP presso l’USL Umbria 1. In quest’ottica ben si svilupperebbe anche l’AFA (attività fisica adattata) inserita nella nuova legge regionale per lo sport, di cui sono cofirmataria”.

 

Nella risposta l’assessore Luca Barberini ha ribadito “il pieno sostegno a questo progetto, nel quale Assessorato e le Aziende sanitarie credono fortemente, e al quale si vuole dare ancora forza e vigore. È nostra ferma intenzione di arrivare alla prosecuzione formale effettiva del progetto nell’arco di tre o quattro mesi. La convenzione è stata firmata il 22 gennaio 2016, non appena la Giunta aveva assegnato una linea finanziaria dedicata alla Asl 1 proprio per permettere l’avvio di questo percorso. Nel frattempo, ci sono stati un po’ di ritardi: solo nel dicembre 2016 l’Università di Perugia ha fornito i nominativi dei dipendenti da convenzionare, e solo il 18 aprile 2017 è stato comunicato dall’Università il nominativo del direttore del Centro universitario di ricerca interdipartimentale, e chiaramente questo ha determinato l’individuazione di un nuovo referente. L’Azienda sta provvedendo in questi giorni all’individuazione del personale di propria competenza previsto nell’accordo da dedicare al progetto, così come sta cercando in questi giorni di definire al meglio l’organizzazione per l’apertura del Cup per l’attività conseguente esercitata dal Curiamo. L’ASL 1 sta cercando di capire il personale che è formalmente convenzionabile che non può essere quello amministrativo. Però si conferma il pieno sostegno a questo progetto”.

 

Nella sua replica Casciari si è detta “soddisfatta. Mi fa piacere che l’Assessorato abbia seguito questo progetto, che è stato ed è ancora di più innovativo, visto che la Regione Umbria, come altre Regioni, si sta muovendo per l’attività fisica adattata. Una risposta in termini di prevenzione di alcune patologie che dobbiamo sempre più sostenere”.

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