QUESTION TIME: “UTILIZZO BENI CONFISCATI A CRIMINALITÀ ORGANIZZATA SOSTENENDO COMUNI E TERZO SETTORE”

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20171114_120356(Acs) Perugia, 14 novembre 2017 – Durante la seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, nell’ambito della discussione delle interrogazioni a risposta immediata, i consiglieri Carla Casciari e Giacomo Leonelli (Pd) hanno illustrato l’atto ispettivo con cui chiedono alla Giunta di Palazzo Donini di “attuare misure per ridurre i danni provocati dall’insediamento dei fenomeni criminosi, in particolare in materia di utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata sostenendo i Comuni e gli enti del Terzo settore”.

 

Casciari ha presentato l’interrogazione evidenziando che “la gestione del trasferimento al patrimonio dei Comuni dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata da parte della ‘Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata’, in particolare nei Comuni di piccola dimensione, ha costituito e costituisce un elemento critico a causa della complessità del procedimento amministrativo. La Regione Umbria dovrebbe quindi fornire un supporto ai Comuni, prevedendo anche ulteriori azioni come la concessione di contributi agli enti locali ed ai soggetti concessionari dei beni confiscati per: realizzazione di interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia nonché l’arredo al fine del relativo recupero;  riutilizzo in funzione sociale degli immobili, mediante la stipula di appositi accordi con i soggetti assegnatari”.
Casciari, nel ricordare che “pochi mesi fa è stato approvato il Codice del Terzo settore nel quale, all’articolo 5, viene precisato che gli enti del Terzo settore possono svolgere anche attività di riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata”, non ha mancato di rimarcare i dati aggiornati, illustrati da ‘Libera’, che vedono “forte incremento anche in Umbria rispetto al 2010-2011”

 

L’assessore Fabio Paparelli ha precisato che avrebbe risposto all’interrogazione soltanto per quanto di sua competenza (Sicurezza) rimandando ulteriori approfondimenti all’assessorato al Sociale e al Patrimonio, poiché – ha spiegato – “questa interrogazione ha un risvolto di carattere sociale e relativo al patrimonio della Regione”.

 

“Nell’ambito della legislazione contro la mafia – ha risposto Paparelli – le misure per il sequestro di beni mafiosi rivestono grandissima importanza perché vanno a colpire il patrimonio accumulato illecitamente dalle organizzazioni criminali, sottraendoli dal circuito economico. L’articolo 3 del decreto legge ‘4/2010’ prevede la costituzione presso le Prefetture di Nuclei di supporto,  chiamati a rafforzare la missione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per una efficace azione amministrativa e tempestiva, ma anche per un effettivo monitoraggio dei beni. Il nucleo è un organismo che affianca il Prefetto nel monitoraggio dei beni individuando situazioni di degrado e abbandono, di utilizzo distorto o  comunque inadeguato dei beni stessi. Facilita anche l’azione dell’Agenzia nazionale  per l’utilizzo, per finalità sociali, dei beni sequestrati. I Nuclei svolgono un compito rilevante per rendere disponibile una fetta importante di patrimonio oggi bloccata da criticità di vario genere.  Il concorso di forze tra tutti i soggetti istituzionali nel territorio è l’unica strategia possibile in un ambito così complesso e richiede il coinvolgimento di tutte le Istituzioni fino a arrivare a settori più sensibili e impegnati nel terzo settore.  La Regione può assumere provvedimenti, nell’ambito delle leggi, volti a contrastare la criminalità organizzata favorendo percorsi di legalità, approvando misure per favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati, definendo a monte la possibile utilizzazione dei beni, soprattutto attraverso forme di finanziamento, contributi, fondi di rotazione, fondi di ammortamento, prestiti, per un progetto di riutilizzo degli stessi. La riforma del terzo settore non è ancora nella fase esecutiva. La riforma in oggetto, in combinato disposto con la legge di modifica del Codice antimafia, può tuttavia mettere a disposizione nuovi strumenti legislativi la cui efficacia deve essere testata sul campo. La Regione, una volta che la riforma del Terzo settore sarà esecutiva, potrebbe definire un atto di indirizzo, delle linee guida specifiche che possano agevolare una gestione più flessibile dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Ovviamente una normativa che consenta procedure più semplici, ma rigorose e che delinei gli opportuni controlli che debbono essere garantiti. La definizione di questa cornice regolativa interseca l’area del sociale, quella del patrimonio e quella delle gare e appalti.  Quindi per dare una risposta completa a questa interrogazione servirà un percorso in Commissione con gli assessori competenti”. AS/

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