RICHIEDENTI ASILO: “UNIFORMARE LA PRASSI DEI COMUNI PER L’ISCRIZIONE ALL’ANAGRAFE”

Carla Casciari (Pd) 3

Carla Casciari (Pd) 3“Spingere verso una uniformazione della prassi delle anagrafi comunali in merito alla iscrizione anagrafica di stranieri extracomunitari titolari di permesso di soggiorno per motivi di richiesta di asilo e per motivi di protezione internazionale o umanitaria”. È quanto chiede, con una interrogazione alla Giunta, il consigliere regionale del Partito democratico Carla Casciari, che sottolinea come questo è “quanto previsto dalla normativa in vigore e dalle linee Guida del ministero dell’Interno, in ossequio ai principi costituzionali di sussidiarietà e leale collaborazione”.

Per Casciari ci sono “delle difformità di comportamento da parte di alcuni Comuni della regione rispetto al trattamento degli stranieri extracomunitari richiedenti asilo nel momento in cui presentano domanda per l’iscrizione anagrafica nel Comune. In particolare vengono rilevate due criticità. La prima riguarda la prassi di alcuni Comuni che subordinano il rilascio dell’iscrizione anagrafica alla presentazione del passaporto. Ma risulta evidente come, soprattutto a causa delle modalità del proprio arrivo, lo straniero giunge in Italia senza passaporto e comunque, anche qualora ne fosse in possesso, esso può essere stato consegnato alle autorità di pubblica sicurezza nel momento della presentazione della domanda di protezione internazionale. Inoltre i richiedenti asilo ed i titolari di protezione internazionale non possono rivolgersi alle autorità del Paese d’origine per il rilascio di un passaporto. E le ultime direttive dell’Unione europea in materia affermano il diritto all’iscrizione anagrafica dello straniero richiedente asilo non solo quando già possessore di relativo permesso di soggiorno, ma anche della sola ricevuta attestante la presentazione della richiesta di protezione internazionale. E non sono previsti ulteriori requisiti, quale la produzione di passaporto o documenti equipollenti. La seconda criticità – prosegue – riguarda il fatto che alcuni uffici anagrafe dei Comuni non considerano dimore abituali i centri di accoglienza dove sono ospitati i richiedenti asilo e i beneficiari di protezione internazionale. Invece per il testo unico Immigrazione la dimora abituale è verificata nei casi di documentata ospitalità in un centro di accoglienza, una volta decorsi i tre mesi di permanenza”.

Casciari ricorda “la mancata iscrizione anagrafica comporta oggettive difficoltà per lo straniero extracomunitario richiedente asilo nell’accesso alle misure per l’integrazione sociale e lavorativa, mentre, al contrario, il possesso di un documento d’identità facilita i rapporti con la comunità in cui si dimora, sia da un punto di vista della sicurezza che dell’integrazione. In funzione del rispetto della dignità di ciascuna persona e della tutela della salute pubblica – conclude Carla Casciari -, il possesso di un documento d’identità consente al cittadino straniero l’accesso ai servizi sanitari pubblici e all’assistenza nei limiti consentiti dalla normativa in vigore”.

(Fonte Acs News, 21 maggio 2016)

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