SANITÀ: “APPROFONDIRE UNO DEGLI OBIETTIVI INNOVATIVI DEL NUOVO PIANO NAZIONALE PER LA MALATTIA DIABETICA”

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sanita(Acs) Perugia, 11 novembre 2016 – “La Giunta regionale ha già sottoscritto e deliberato negli anni scorsi il Pdta, il percorso diagnostico-terapeutico assistenziale regionale, ed un protocollo d’intesa con il Coordinamento delle Associazioni di persone con diabete dell’Umbria”. È quanto dichiara Carla Casciari, consigliere regionale del Partito democratico, annunciando la presentazione di un’interrogazione “per approfondire lo stato dell’arte di uno degli obiettivi innovativi del nuovo piano nazionale per la malattia diabetica, che prevede di favorire varie forme di partecipazione attraverso il coinvolgimento di associazioni riconosciute di persone con diabete e la loro formazione al fine di accrescere il loro ruolo fondamentale di collaborazione che li porti ad operare con efficienza, affidabilità, eticità e professionalità nei confronti delle persone con diabete, dei loro familiari e della comunità”.

 

“Ricordo – sottolinea Casciari – che siamo alla vigilia della Giornata mondiale del diabete , che si festeggerà anche a Perugia sabato 12 novembre con una tavola rotonda organizzata dal Corediab, Coordinamento regionale associazioni per il diabete. In Umbria il 4,4 per cento della popolazione soffre di diabete. Un dato in linea con quello medio nazionale, che secondo il Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) si attesta al 4,5 per cento, ma che potrebbe migliorare con una maggiore prevenzione, diagnosi precoce e coordinamento tra i soggetti interessati”.

 

“I centri regionali umbri – prosegue Casciari – hanno censito 65mila pazienti, affetti da diabete di tipo 1 e tipo 2, ma secondo gli esperti questo numero è sottostimato, si ritiene che ci sia un mondo sommerso composto da persone che non sanno di averlo o che sono borderline. La prevenzione e la diagnosi precoce, quindi, ricoprono un ruolo rilevante in quanto uno stile di vita adeguato, caratterizzato da dieta equilibrata e attività fisica può consentire di evitare la malattia o, perlomeno, procrastinarne l’insorgenza. Il diabete è una malattia cronica che non fa discriminazioni: colpisce bambini, adulti ed anziani, ricchi e poveri, in tutti i Paesi. Comporta – conclude – l’inevitabile coinvolgimento delle famiglie ed interessa sia il mondo della scuola, sia quello lavorativo, senza considerare l’importante impatto a livello dell’assistenza sanitaria, in termini di risorse umane ed economiche”. RED/dmb

 

Fonte Acs News, 11 novembre 2016

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