SANITÀ: “FAVORIRE LA DIETA APROTEICA PERSONALIZZATA NELLA MALATTIA RENALE CRONICA”

Carla Casciari

Carla Casciari(Acs) Perugia, 18 maggio 2018 – “Offrire ai soggetti nefropatici cronici la possibilità di scegliere liberamente i prodotti aproteici più graditi per la loro dieta, nel rispetto dei quantitativi calorici necessari individuati dal nefrologo curante,  e senza alcuna alterazione del tetto di spesa mensile già determinato dalle norme regionali”. E’ quanto chiede il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) annunciando la presentazione di un’interrogazione.

 

“L’assistenza al paziente con MRC (malattia renale cronica e insufficienza renale) – spiega – si sviluppa in un arco temporale relativamente lungo, comprendendo una fase conservativa, nella quale si interviene con trattamenti farmacologici e dietetici, e solo successivamente con la dialisi e il trapianto. In particolare, nella prima fase, tutte le complicanze di questa patologia possono essere corrette con il TDN (Trattamento Dietetico Nutrizionale)”.

 

“La Regione Umbria è stata la prima in Italia – continua Casciari – a recepire il piano nazionale delle cronicità in un proprio piano regionale. Ma per quanto riguarda la fornitura di prodotti aproteici si registrano alcuni disagi da parte dei pazienti, in quanto la delibera regionale è antecedente al riconoscimento di tali prodotti come Lea, e comprende prodotti non convertibili tra loro e che sono stati individuati tenendo conto del fabbisogno calorico giornaliero come pane, pasta, farina e biscotti. Questo vincolo ostacola la personalizzazione della terapia e, di conseguenza, c’è il rischio di compromettere anche l’aderenza al TDN in quanto l’acquisto di prodotti diversi e a integrazione, rispetto a quelli considerati nel pacchetto predefinito, è molto oneroso. Va considerato, inoltre, che il pacchetto predefinito e standard non tiene conto delle diverse necessità nutrizionali legate ad età, sesso, attività fisica e costituzione”.

 

“Stiamo parlando di una patologia – sottolinea il consigliere regionale – che può riguardare soggetti sia in età adulta che evolutiva e rappresenta un’importante causa di morbi-mortalità nella popolazione generale. Colpisce, secondo le statistiche, un adulto su dieci. Purtroppo i numeri sono destinati ad aumentare nel tempo per diversi motivi, primo fra tutti l’invecchiamento della popolazione, infatti, la ridotta funzionalità del rene è la conseguenza fisiologica del deterioramento nel tempo dell’organo”.

 

“In questo senso – conclude Casciari – risulta quanto mai urgente implementare la personalizzazione della terapia conservativa e favorire  l’utilizzo appropriato dei prodotti alimentari aproteici, al fine di ritardare quanto più possibile il danno renale e quindi procrastinare il ricorso alla dialisi e/o al trapianto. Quindi, prevenzione e trattamento alimentare diventano essenziali non solo a rallentare il progredire della patologia renale, ma anche a contenere la spesa sanitaria che essa genera”. RED/pg

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