SANITÀ: “INTENDIMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE CIRCA IL PARTO IN ANONIMATO (PROGETTO MADRE SEGRETA)”

20171114_120356

20171114_120356(Acs) Perugia, 1 dicembre 2017 – Interrogazione a risposta immediata presentata da Carla Casciari (Pd) “per conoscere quanti bambini sono nati con parto in anonimato ed in quali punti nascita degli ospedali pubblici regionali e quanti affidati ad una delle culle per la vita; per quanti di questi bambini sono state avviate le procedure di adozione e se la Giunta intende sostenere il parto in anonimato e quali attività di formazione sono state realizzate per il personale delle strutture pubbliche, quali ospedali, consultori, Uffici della Cittadinanza, Servizi adozioni e Comuni, affinché ogni punto nascita ed ogni territorio potenzi la possibilità di esercitare una libera, cosciente e responsabile scelta”.

 

“La gravidanza, e poi la nascita di un figlio – spiega Casciari – sono per la donna momenti straordinari della propria esistenza, momenti che incidono profondamente sulla sua vita quotidiana, sulla sua emotività e  nelle sue relazioni. Purtroppo a volte, a causa di difficoltà di varia natura, economiche, sociali, di salute, la futura madre non riesce ad affrontare questa condizione e nella solitudine può compiere scelte affrettate come l’interruzione volontaria di gravidanza o ancora peggio ricorrere a scelte drammatiche al momento del parto. Per contenere questi episodi la donna deve essere sostenuta e seguita in maniera qualificata per la sua tutela psicofisica e per quella del bambino”.

 

In Italia la legge consente alla madre di partorire in anonimato in un ospedale pubblico, di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale dove è nato. A seguito dell’atto di dichiarazione di nascita, redatto dal medico o dall’ostetrica, viene immediatamente fatta una segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni della situazione di abbandono del neonato non riconosciuto, e ciò permette  l’apertura di un procedimento immediato di adottabilità e al contempo il riconoscimento alla madre naturale del diritto di riflettere sulla scelta fatta entro 60 giorni. Al neonato non riconosciuto devono essere assicurati specifici interventi per garantirgli la dovuta protezione, nell’attuazione dei suoi diritti fondamentali ed al contempo è garantito un parto in sicurezza”.

 

“In alcuni territori umbri – prosegue Casciari- è stato avviato, ormai da diversi anni, il progetto ‘Madre Segreta’ che ha come obiettivo la prevenzione del fenomeno dell’abbandono traumatico del neonato intervenendo nel momento nel quale la donna può mettere a rischio la propria salute e quella del nascituro. Il progetto prevede la formazione integrata degli operatori sanitari, sociali e amministrativi che si occupano della maternità e della tutela dei minori, i quali nella specificità delle loro professioni e competenze sono chiamati ad interagire con altre istituzioni per assicurare la tutela dovuta alla madre e al bambino favorendo il parto in anonimato. Sono state installate in Umbria, grazie a donazioni private, due ‘Culle per la vita’, una nel 2013 presso l’ospedale di Città di Castello e l’altra nel 2014 attigua all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. La ‘Culla per la vita’ è la versione moderna e tecnologicamente avanzata di quella che nel Medioevo era definita la ‘ruota degli esposti’. La culla, situata in un luogo facilmente accessibile, dotata di una serie di dispositivi, consente alla madre di lasciare in anonimato il bambino, ma non garantisce un parto sicuro né tanto meno sostegno sanitario o psicologico alla neo mamma”. PG/

Leave a Reply