SCUOLA: “RILANCIO DELLA FORMAZIONE DEL PERSONALE EDUCATIVO E DEI DOCENTI SECONDO I PRINCIPI MONTESSORIANI”

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scuola montessori(Acs) Perugia, 23 novembre 2017 – Il consigliere regionale del Partito Democratico, Carla Casciari, annuncia la presentazione di un’interrogazione sul “rilancio della formazione del personale educativo e dei docenti secondo i principi Montessoriani”. In particolare Casciari chiede alla Giunta “se intende nell’ambito del Piano di azione per la promozione del Sistema Integrato di educazione e di istruzione per le bambine e i bambini con età compresa da 0 a 6 anni, rilanciare il metodo montessoriano”.

 

Per Casciari in questo modo si raggiungerebbe un “duplice obiettivo: da un lato rendere l’Umbria, luogo di prima applicazione del metodo educativo, un centro di riferimento nazionale ed internazionale per la formazione degli educatori e dei docenti; e dell’altro sviluppare ulteriormente la diffusione delle scuole che applicano il metodo nel nostro territorio”.

 

Nell’atto Carla Casciari ricorda che “l’Umbria può vantare un pluriennale primato nella capacità di accoglienza di bambini nei servizi educativi. Infatti, gli ultimi dati a disposizione, confermano che su una popolazione di 20mila 608 bambini con età compresa fra i 0 e i 2 anni, il 47 per cento è iscritta ad un servizio educativo. In particolare il 33 ad un nido, l’8 ad un servizio educativo, mentre il 5 per cento sono anticipatari. Questi sono i risultati che possiamo vantare a dodici anni dall’approvazione della legge regionale ’30/2005′ con la quale la politica regionale volle incrementare il sistema dei servizi rivolti ai bambini e alla bambine dell’Umbria, promuovendo ed organizzando un sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia sia di natura pubblica che privata”.

 

“Nei primi anni del Novecento – prosegue Casciari – a Villa Montesca, grazie alla sensibilità dei Baroni Franchetti che investirono molto nelle scuole rurali, Maria Montessori trovò il luogo ideale dove scrivere e pubblicare il primo volume del ‘Metodo della pedagogia scientifica’. E proprio a Montesca si tenne il primo corso di pedagogia scientifica. La Fondazione Villa Montesca conserva ancora oggi questo patrimonio culturale e continua ad essere un punto di riferimento per la formazione nelle scienze dell’educazione. Il metodo, fin dai primi anni di vita, privilegia un approccio induttivo per apprendimento del bambini, rispettandone il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale. Ogni bambino è libero di muoversi e agire in spazi fatti a sua misura, scegliendo le attività che più di altre stimolano la sua curiosità e che lo inducono ad uno sviluppo naturale delle proprie capacità. Il metodo, nella sua originalità e unicità, trae ispirazione dall’osservazione dei bambini e ha saputo anche essere, nei primi del Novecento, un modello di sviluppo e rilancio di aree disagiate e periferiche. Non a caso la prima ‘Casa dei Bambini’ di Maria Montessori sorse nel quartiere San Lorenzo di Roma nel 1907, una zona allora caratterizzata da una forte marginalità sociale”.

 

“La Scuola e il Metodo Montessori – conclude Carla Casciari – sono una realtà preziosa da valorizzare, un punto di riferimento importante per il sistema formativo che ha visto sorgere scuole Montessori in tutto il mondo. L’Umbria, insieme alle Marche, è oggi una delle regioni con il maggior numero di scuole che applicano il metodo Montessori”. RED/dmb

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