SCUOLA: “SODDISFAZIONE PER L’APPROVAZIONE ALL’UNANIMITA’ DELLA COSTITUZIONE DI UNA CABINA DI REGIA INTERISTITUZIONALE PER POTENZIARE LA FORMAZIONE PROFESSIONALE”

Carla Casciari

Carla CasciariPERUGIA – Soddisfazione per l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno, redatto dai membri della Terza commissione (Attilio Solinas, Sergio De Vicenzi, Silvano Rometti, Maria Grazia Carbonari, Marco Squarta) con il consigliere Carla Casciari come prima firmataria, che impegna la Giunta regionale alla costituzione di una cabina di regia, presieduta dall’assessore competente, attraverso la quale valutare con puntualità e secondo principi di efficienza e razionalizzazione, la programmazione dell’offerta formativa su tutto il territorio per quello che riguarda l’attivazione di nuovi indirizzi nelle scuole secondarie di secondo grado ed in particolare negli istituti professionali.

 

Il documento è stato presentato questa mattina, dopo l’illustrazione del nuovo Piano dell’Offerta formativa e della programmazione della rete scolastica 2018-2019 in Umbria, in Assemblea Legislativa.

 

Nello specifico il documento – spiega Casciari a nome di tutti i firmatari – impegna la Giunta a costituire una cabina di regia interistituzionale, composta da rappresentanti degli enti locali, del mondo della scuola e del mondo del lavoro, al fine di verificare l’efficacia dell’offerta formativa e la sua rispondenza sul territorio ai bisogni formativi e di mercato, anche in relazione al nuovo quadro normativo introdotto dai decreti attuativi della ‘Buona Scuola‘ (Legge 13 luglio 2015, n. 107) che sono tuttavia ancora in corso di approfondimento con i relativi regolamenti”.

 

Il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 61 ‘Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale’ attuativo della legge sopra citata, ha introdotto – sottolinea Casciari – notevoli novità nell’ambiyo dell’istruzione professionalizzante, prevedendo una diversa articolazione del percorso di studio. Infatti, durante il primo anno sarà potenziata una formazione generale e di competenze tecnico-professionali. Dal secondo anno, invece, subentreranno attività laboratoriali, alternanza scuola lavoro ed apprendistato. La riforma ha potenziato, inoltre, gli indirizzi di studio da sei a undici, percorsi individuali per gli studenti e più ore dedicate alle materie d’indirizzo. Gli istituti professionali diventano così, ai sensi del Decreto Legislativo, ‘Scuole Territoriali dell’Innovazione’ che dovranno essere strettamente connesse con il territorio e caratterizzate da attività a sostegno del Made in Italy e della professione. La rete nazionale delle scuole professionali, altra novità, sosterrà una scuola più moderna e di stampo europeo”.

 

I nuovi indirizzi di studio introdotti dalla riforma sono: servizi per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la silvicoltura; pesca commerciale e produzioni ittiche; artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

 

Il Decreto sopra citato – continua il consigliere del Pd – prevede anche che sia attivato un sistema di monitoraggio costante per valutare l’efficacia dei percorsi avviati, e questo sarà ancora più importante anche in considerazione dell’introduzione fin dal secondo anno dell’alternanza scuola-lavoro. Tale meccanismo di verifica sarà oggetto di confronto tra Regioni, gli enti locali, le parti sociali e gli altri ministeri interessati, avvalendosi dell’Invalsi, Indire e dell’Isfol”.

 

Questo ordine del giorno – conclude Carla Casciari – è anche in sinergia con le linee guida per la programmazione territoriale della rete scolastica in Umbria dei prossimi anni scolastici (2018/19, 2019/20, 2020/21 ndr), approvate dall’Assemblea legislativa con deliberazione n.192 del 25 luglio 2017, che hanno tenuto conto dell’evoluzione normativa nazionale in materia d’istruzione ed, in particolare, della Strategia nazionale aree interne. Quest’ultima politica destinata anche a diverse aree dell’Umbria mira, nell’ottica di contrastare lo spopolamento, a rafforzare la scuola non solo come presidio educativo ma anche come spazio dove proiettare politiche di sviluppo locale per evitare la fuga dei residenti”.  

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