SICUREZZA: “COINVOLGERE IL TERZO SETTORE E SOSTENERE I COMUNI PER VALORIZZARE I BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ”

Carla Casciari (Pd) 2

Carla Casciari (Pd) 2(Acs) Perugia, 10 ottobre 2017 – I consiglieri Carla Casciari e Giacomo Leonelli (Pd) annunciano la presentazione di una interrogazione con cui chiedono all’Esecutivo regionale di “attuare misure per ridurre i danni provocati dall’insediamento dei fenomeni criminosi, in particolare in materia di utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata” sostenendo i Comuni e gli enti del Terzo settore.

Per Casciari e Leonelli “la gestione del trasferimento al patrimonio dei Comuni dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata da parte della ‘Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata’, in particolare nei Comuni di piccola dimensione, ha costituito e costituisce un elemento critico a causa della complessità del procedimento amministrativo. La recente riforma della materia però migliora e chiarisce la disciplina delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, nonché l’amministrazione, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, e l’organizzazione ed il funzionamento dell’Agenzia”.

I consiglieri del Partito democratico propongono dunque che la Regione Umbria fornisca “un supporto tecnico ed amministrativo ai Comuni, prevedendo anche ulteriori azioni come la concessione di contributi agli enti locali ed ai soggetti concessionari dei beni confiscati per: la realizzazione di interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia nonché l’arredo al fine del relativo recupero; il riutilizzo in funzione sociale degli immobili, mediante la stipula di appositi accordi con i soggetti assegnatari”.

Casciari e Leonelli ricordano infine che “pochi mesi fa è stato approvato il ‘Codice del Terzo settore’, in cui viene precisato che gli enti del Terzo settore possono svolgere anche attività di riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata mentre il ‘Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione’ già prevede che la Regione e le altre Amministrazioni pubbliche assicurino il coinvolgimento attivo del Terzo settore attraverso forme di co-programmazione, co-progettazione ed accreditamento”. MP/

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