TERZA COMMISSIONE: “ACCESSO AI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER L’INFANZIA DOPO LA VACCINAZIONE, CHE POTRÀ ESSERE OMESSA O DIFFERITA SOLO IN CASO DI PERICOLI PER LA SALUTE DEL MINORE”

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sanita(Acs) Perugia, 14 dicembre 2016 – “Al fine di preservare lo stato di salute sia del minore sia della collettività con cui viene a contatto, costituisce requisito di accesso al sistema integrato dei servizi socio-educativi  per la prima infanzia, pubblici e privati, l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente. La vaccinazione sarà omessa o differita solo in caso di accertati pericoli concreti per la salute del bambino in relazione a specifiche condizioni cliniche”: è questo il nucleo della proposta di legge che comporta modificazioni alla legge regionale “30/2005” (Sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia), di iniziativa dei consiglieri regionali del Partito democratico Giacomo Leonelli e Carla Casciari, che quest’ultima ha presentato stamani nella seduta della Terza commissione.

 

“Altre Regioni si sono mosse in questa direzione – ha spiegato Casciari – dopo che hanno fatto la loro ricomparsa, come anche in Umbria, malattie come la poliomelite o la difterite, mentre il numero dei bambini che vengono vaccinati continua a decrescere, soprattutto entro i primi 24 mesi di vita, quasi che i genitori aspettassero un po’ di tempo, cosa che naturalmente non scongiura la possibilità di contagi. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda la soglia del 95 per cento di bambini vaccinati per ottenere la cosiddetta immunità di popolazione. La nostra proposta di legge tutela la salute pubblica e anche quella di chi non può o non vuole vaccinarsi”.

 

“Negli ultimi anni – si legge nel testo della proposta di legge – si è registrato in Italia un trend negativo per quanto riguarda il numero di bambini sottoposti sia alle vaccinazioni gratuite obbligatorie che a quelle raccomandate secondo quanto previsto dal Piano nazionale prevenzione vaccinale. Le obbligatorie sono antidifteritica, antipoliomelitica, antitetanica e antiepatite virale B; quelle raccomandate riguardano pertosse, infezioni da haemophilus influenzae b-Hib, morbillo-parotite-rosolia. Il piano prevede anche vaccinazioni antipneumococcica ed antimeningococcica C per tutti i nuovi nati e vaccinazione contro la varicella per tutti i nuovi nati a partire dal 2015”.

 

Sulla proposta di legge, che non comporta spese a carico del bilancio regionale, la Commissione ha stabilito di convocare alcune audizioni.

 

link alla notizia: http://www.consiglio.regione.umbria.it/node/55046

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