TERZA COMMISSIONE: VIA LIBERA AL NUOVO REGOLAMENTO SUL TRASPORTO SANITARIO

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commissione(Acs) Perugia, 8 giugno 2017 – La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha dato parere favorevole, con i voti di Solinas (Misto-MDP), Casciari, Guasticchi e Smacchi (PD) e l’astensione dei consiglieri di opposizione De Vincenzi (RP) e Carbonari (M5s), al parere richiesto dalla Giunta sul Regolamento concernente “Disciplina per l’autorizzazione e l’accreditamento all’esercizio del trasporto sanitario e prevalentemente sanitario”.

 

È stato l’assessore alla sanità Luca Barberini a spiegare i dettagli del nuovo regolamento:
“Si è reso necessario rivederlo e aggiornarlo ai nuovi standard qualitativi e per la sicurezza, le ambulanze devono avere determinate caratteristiche e non possiamo continuare a trasportare pazienti su mezzi che hanno qualcosa come mezzo milione di chilometri di strada. Da qui il nuovo limite introdotto, massimo 300mila chilometri, e non più di 7 anni di utilizzo dalla data di immatricolazione del veicolo. Tutte le associazioni hanno condiviso i nuovi standard inerenti le attrezzature di bordo e la tecnologia indispensabile, che cambia a seconda che si tratti di soccorso o di soccorso avanzato. Il Regolamento disciplina anche modalità di esercizio e autorizzazioni al trasporto sanitario, individua tutta la documentazione necessaria, come l’iscrizione alla Camera di commercio, al registro del volontariato, alla Croce rossa o altri organismi senza scopo di lucro, e con la stessa domanda si fa sia l’iscrizione che l’accreditamento. Dobbiamo garantire adeguate dotazioni tecnologiche e competenze professionali, che vanno inserite nel sistema regionale della rete del 118. Prevista anche la verifica periodica sull’efficienza dei mezzi e l’attività di vigilanza, che può comportare la sospensione o la revoca del servizio qualora le attrezzature non rispondano ai requisiti individuati negli allegati”.

 

I consiglieri regionali hanno poi rivolto alcune domande all’assessore: sull’elisoccorso che non si trova più nell’ospedale Santa Maria di Terni ma a circa sei chilometri di distanza (Solinas), sui controlli relativi al modus operandi delle associazioni e sull’affidamento del servizio che, in questo settore, avviene senza gara (Carbonari), sul tipo di soccorso nell’area del lago Trasimeno, precedentemente affidato alla Polizia provinciale (Guasticchi), sulla formazione del personale (Casciari), sull’assistenza nelle zone di confine, dove è più facile raggiungere ospedali delle regioni limitrofe (Mancini), sulle eventuali difformità fra i regolamenti da regione a regione (De Vincenzi) e sul trasporto neonatale (Ricci).

 

Barberini ha spiegato che “la Asl non deve fare gare per questo tipo di servizio, che è in deroga alle due aziende territoriali con attività fornite attraverso procedure diverse: per la Asl 1 il trasporto viene individuato tramite gara europea ma altrove vi è per lo più affidamento diretto a soggetti con i requisiti necessari e la competenza che può garantire il servizio, in linea con quanto richiesto dall’articolo 104 del Testo unico e con le direttive comunitarie, che affermano l’attribuzione in via prioritaria a soggetti con competenza storica e di cui si conosce lo spirito volontaristico nel mettere a disposizione della comunità senza scopo di lucro le proprie competenze professionali. Non si guarda la qualifica giuridica ma si fa la verifica sugli standard tecnologici e sulle competenze, con controlli affidati al Dipartimento di prevenzione del territorio dove ha sede l’associazione”.

 

Per quanto riguarda l’elisoccorso a Terni “è stato spostato perché la superficie dell’ospedale non era più agibile – ha spiegato il dirigente Asl Gianni Giovannini – essendo stata edificata nelle vicinanze una palazzina di cinque piani e comunque erano possibili solo atterraggi diurni per la mancanza di illuminazione adeguata. Con il ricorso all’aviosuperfice individuata nelle vicinanze abbiamo anche i requisiti dell’atterraggio notturno, indispensabile per l’espianto di organi e altri casi. Ad oggi, si tratta dell’unica piazzola abilitata ad atterraggio notturno. Sul lago Trasimeno l’elisoccorso è assicurato dalla convenzione con la Regione Marche, che l’anno scorso ha effettuato 80 interventi con partenza da Fabriano, a dimostrazione che il servizio funziona. Pensiamo anche a una idroambulanza, per non chiedere sempre l’elicottero”.

“Per gli accordi di confine – ha spiegato Barberini – sarebbe auspicabile una centrale unica interregionale poiché, essendo il 118 un servizio regionale, è chiaro che gli utenti vengono trasportati nelle strutture della regione stessa. Valutiamo il fatto che ogni Regione fa per sé e molte non hanno nemmeno un Regolamento come il nostro. Stabilendo standard qualitativi e limiti di chilometraggio, siamo nettamente in una fase più avanzata rispetto ad altri, come ha riconosciuto anche il Ministro Lorenzin, che non manca di suggerire di copiare il modello per l’emergenza-urgenza realizzato dalla Regione Umbria”. PG/

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